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martedì 27 aprile 2010

BLOG DI CIPIRI: Rosarno. Arrestati i caporali che schiavizzavano i migranti ....

BLOG DI CIPIRI: Rosarno. Arrestati i caporali che schiavizzavano i migranti ....

venerdì 23 aprile 2010

Fiat. Marchionne agli operai: «Accontentatevi»

Fiat. Marchionne agli operai: «Accontentatevi»
Parte la fase del «confronto» con le parti sociali. L'ad del Lingotto incontra Scajola, poi si rivolge alle organizzazioni dei lavoratori: «Si possono accontentare. Su Termini Imerese il discorso è chiuso, a Pomigliano investiamo solo se c'è l'accordo». Rinaldini: «Inaccettabile la chiusura di Termini, e non accettiamo diktat»
«Faremo più o meno 20 miliardi di investimenti, direi che i sindacati si possono accontentare». Lo dichiara oggi 22 aprile l’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, a margine dell’incontro con il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. Alla riunione era presente anche il nuovo presidente, John Elkann. Dopo la presentazione del piano industriale, illustrato ieri dal Lingotto, inizia così la fase del confronto con le parti sociali. Con l’ad che detta la linea per il futuro, specificando che «ci vorranno cinque anni» per spendere i nuovi fondi.
Marchionne si rivolge direttamente alle organizzazioni dei lavoratori: «Il discorso su Termini Imerese è già chiuso», conferma. L’aumento dell’occupazione dei dipendenti Fiat in Italia, dunque, non salverà dalla chiusura lo stabilimento siciliano.
Più complessa la situazione di Pomigliano. «Se non troviamo l’accordo – avverte – sono disposto a non investire». Per questo stabilimento, a suo giudizio, è necessario che i sindacati firmino un’intesa sulla flessibilità del lavoro: «A Pomigliano bisogna chiudere un accordo, e se non si chiude l’investimento non parte». Interpellato sull’ipotesi di un’intesa separata senza la Cgil, ribadisce: «La cosa importante è trovare l’accordo. Senza l’accordo non si possono fare gli investimenti: ci sono 700 milioni che stanno aspettando che qualcuno decida di mettersi d’accordo».
Sulla struttura dell’azienda, infine, annuncia che «le partecipazioni finanziarie restano in Fiat, così come La Stampa che non è una partecipazione finanziaria».
Il ministro dello Sviluppo economico Scajola, informa una nota «ha rivolto al presidente Elkann gli auguri di buon lavoro e dopo aver espresso apprezzamento per il nuovo piano industriale del gruppo, che conferma la centralità dell’Italia, ha concordato con l’amministratore delegato Marchionne un percorso di confronto con il governo e le parti sociali che riguarderà il nuovo piano nel suo complesso e l’impatto sui singoli stabilimenti italiani».
Il piano industriale presentato dall’amministratore delegato della Fiat contiene indubbi elementi di novità, a partire dall’obiettivo di produrre nel nostro paese 1.400.000 automobili nel 2014. Prendiamo quindi atto positivamente della sostanziale modifica di quanto previsto in precedenza dall’azienda», ha dichiarato invece il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini. «Nello stesso tempo – aggiunge – rimane invece incomprensibile e inaccettabile la scelta di chiudere lo stabilimento di Termini Imerese, tanto più a fronte di una ipotesi di crescita della produzione totale di automobili. Non condividiamo piani industriali che prevedano la chiusura di un intero stabilimento e il licenziamento di tutti i suoi dipendenti. L’incremento della produzione è previsto dall’azienda a partire dal secondo semestre del 2011, ovvero dallo stesso periodo in cui dovrebbe avere inizio la nuova attività dello stabilimento di Pomigliano d’Arco. Va sottolineato che per il 2010, e per il primo semestre 2011, si accentua il calo della produzione, con una previsione di caduta del mercato dell’auto del 10 per cento in Europa e del 18 per cento in Italia. Questo significa che i prossimi mesi saranno segnati da un esteso e diffuso ricorso alla cassa integrazione per gran parte degli stabilimenti Fiat e dell’intera filiera dell’auto. Ci troviamo quindi di fronte, a una situazione di vera emergenza sociale. Si tratta di un problema che chiama in causa il governo e la Fiat sia per l’estensione della durata della cassa integrazione, che per i livelli e le forme dell’integrazione al reddito. Inoltre, nulla è stato specificato sull’insieme della filiera produttiva dell’auto e sulle conseguenti ricadute occupazionali che dovranno essere oggetto di uno specifico incontro. In generale, e in particolare per lo stabilimento di Pomigliano, la Fiat ha posto ai sindacati una serie di condizioni relative alle modalità di impiego dei lavoratori».
«La Fiom – ha concluso Rinaldini – è disponibile alla trattativa che, in quanto tale, non prevede la firma apposta dai sindacati in calce a testi scritti sotto dettatura. Nulla impedisce alla Fiat di procedere nei suoi piani di investimento. Per quanto ci riguarda, il consenso delle lavoratrici e dei lavoratori interessati agli accordi è vincolante rispetto ai nostri comportamenti. Proponiamo alle altre organizzazioni sindacalidei metalmeccanici di promuovere nei prossimi giorni assemblee unitarie allo scopo di informare direttamente i lavoratori di quanto è stato detto ieri dalla Fiat».

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mercoledì 7 aprile 2010

Civitavecchia. Centrale Enel chiusa .........

Civitavecchia. 10 avvisi di garanzia a manager e tecnici Enel

Dieci persone sono indagate per omicidio colposo nell’inchiesta aperta dalla procura di Civitavecchia sull’incidente alla centrale Enel in cui, sabato scorso, ha perso la vita un operaio.
Sette avvisi di garanzia sarebbero stati recapitati al direttore della centrale Torre Valdaliga Nord, al suo vice, al responsabile sicurezza dell’impianto, e a 4 tecnici in servizio il giorno dell’incidente nella centrale.
Gli altri a 2 dirigenti della ditta di manutenzione Guerrucci, per cui lavorava l’operaio, e uno a un manager della Chiodi.


Civitavecchia. Centrale Enel chiusa da oggi

Da questa mattina la centrale Enel di Torre Valdaliga Nord, a Civitavecchia, è chiusa in seguito ad una ordinanza del sindaco.
Circa 300 operai si sono trovati davanti ai cancelli della centrale avere informazioni sulle conseguenze dell’ordinanza.
Ad attenderli c’erano i responsabili dei sindacati che hanno spiegato ai lavoratori che da oggi verranno avviate le procedure per garantire loro un reddito per tutto il periodo di stop.

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Perù. Sciopero dei minatori .....

Perù. Sciopero dei minatori, almeno cinque vittime

Prosegue in un clima di forte tensione nel sud del paese lo sciopero indetto da migliaia di minatori artigianali che da domenica mantengono bloccato un tratto della strada Panamericana nei pressi di Chala, nel dipartimento sud-occidentale di Arequipa [620 chilometri a sud di Lima], dove scontri tra manifestanti e polizia anti-sommossa hanno provocato almeno cinque vittime, secondo fonti ufficiali. La protesta è stata convocata dalla Federazione nazionale dei minatori artigianali del Perú [Fenamarpe] dopo l’entrata in vigore del decreto d’urgenza 012-2010 con cui il governo ha disposto la riforma del settore minerario nella regione amazzonica sud-orientale di Madre de Dios, dove si concentra la maggior parte dei lavoratori informali, soprattutto nei giacimenti di oro. Mobilitazioni sono in corso anche a Madre de Dios e a Palpa, nella regione sud-occidentale di Ica, dove è stato decretato lo stato d’emergenza per 60 giorni, esteso a sette province. L’annuncio del ministero degli Interni di un’imminente operazione per sbloccare il tratto della Panamericana occupato dai manifestanti ha diffuso il timore di possibili nuovi incidenti tra i minatori, che denunciano finora almeno 10 morti. «Non possiamo negoziare con chi detiene dinamite, è inammissibile» ha detto il ministro di Giustizia Víctor García Toma, allontanando l’ipotesi di trattative con i dimostranti. Il presidente Alan García ha difeso il decreto giustificandolo con l’espansione delle attività minerarie informali in diverse zone del paese, «attività disordinata, invasiva e pirata, che sfugge al fisco e danneggia gravemente l’ambiente». Secondo la Federazione nazionale dei minatori artigianali, il provvedimento conferirebbe invece una sorta di ‘esclusiva’ alle grande aziende straniere, escludendo almeno 300 mila lavoratori artigianali in tutto il paese. «Il governo aveva promesso a novembre un piano nazionale di regolamentazione dell’attività mineraria informale ma non l’ha mai fatto. Siamo stati ingannati» ha detto all’emittente ‘Rpp’ Teódulo Medina, segretario generale del sindacato.

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martedì 6 aprile 2010

L'Aquila. La ripresa economica dopo un anno ..........

L'Aquila. La ripresa economica dopo un anno, il bilancio dei sindacati

«Dal 6 aprile 2009 a L’Aquila le attività del commercio, dell’artigianato e delle professioni sono ferme», ha dichiarato Maurizio Spina, segretario regionale della Cisl Abruzzo, tracciando il bilancio dei 12 mesi dopo il terremoto. Spina aggiunge che a gennaio 2010 «i lavoratori dell’aquilano coperti da ammortizzatori sociali, compresi quelli in deroga sono 34 mila».
Gianni Cesare, segretario regionale della Cgil, ricorda che «i 7 milioni di ore di cassa integrazione dell’aquilano del 2009, nella maggior parte (3,4 mln) utilizzate nel terziario, seguito dall’industria (2,6 mln) e dall’edilizia (1 mln)». «La costruzione delle case è stata fatta solo al 20 per cento da aquilani o abruzzesi, perché il resto erano lavoratori che venivano da fuori regione – ha detto ancora Cesare – Nel 2009 l’Abruzzo ha perso 24 mila occupati, classificandosi così al primo posto per perdita di posti di lavoro. Di questi, 13 mila posti erano nel terziario e 5 mila in agricoltura, il resto nell’industria: insomma non c’è nessun settore che non sia in crisi».

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BachecaWeb
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lunedì 5 aprile 2010

Nel paese dei vabbuò ....

Quando un bambino ha tra le mani un utensile pericoloso, un genitore attento fa in modo che non si faccia del male. Quando un lavoratore ha tra la meni un utensile pericoloso, il padrone disattento se ne frega. Tanto, uno schiavo infortunato che fa causa, nel paese dove la legge è disuguale per tutti, è un cittadino legalmente perdente. Non si vince se si ha ragione come non si pede se si ha torto. Le prescrizioni eccellenti dovrebbero averci insegnato qualcosa. Si vince se hai un ufficio legale che lavora costantemente al tuo servizio. Si perde se non puoi permetterti neppure un avvocato d'ufficio.

Nel paese dei vabbuò, la sicurezza sul lavoro è un di più. E' pericoloso sostare vicino a un camion durante le operazioni di carico e scarico? E vabbuò, non siamo mica in Svizzera. Tanto poi in oltre tre anni non si arriva neppure all'udienza preliminare. Gli attrezzi, durante le attività in elevazione, devono essere assicurati alla cintola? Ci deve essere una rete protettiva? E vabbuò, tanto sotto non ci sta mica il capo-cantiere.

E il tesoretto da 15 miliardi dell'INAIL, l'Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro? Che senso ha accumulare ricchezza sulle assicurazioni che devono risarcire i lavoratori che si fanno male o le famiglie di chi ha perso la vita? Che senso ha negare un premio assicurativo, magari subordinarlo ad una esasperante trafila legale lunga anni cui la maggior parte delle vittime non è in grado di far fronte, centellinare risarcimenti da fame quando la baracca che vive e funziona grazie alle tasche dei lavoratori, ideata al solo scopo di proteggerli, è in attivo di oltre 2 miliardi l'anno? A cosa servono tutti quei soldi che non vengono resi ai legittimi proprietari? Se esiste un'eccedenza di tali dimensioni, allora il sistema dei premi va ricalibrato, alzando gli importi dei risarcimenti e allargando le maniche sui criteri di valutazione degli aventi diritto. 15 miliardi di avanzo, ammucchiati nelle casse dell'INAIL, vogliono soltanto dire che ci sono lavoratori che avrebbero avuto diritto ad avere soldi indietro, i loro soldi, e che non li hanno avuti. Esattamente come potrebbe succedere al figlio di Antonella Federzoni.

E per favore, smettetela di chiamarle morti bianche. Il colore giusto è il nero. Il nero della putrefazione e della marcescenza. Della morte, appunto...
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OROSCOPO
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Civitavecchia. Martedì 6 aprile sciopero nel cantiere Enel ...........

Civitavecchia. Martedì 6 aprile sciopero nel cantiere Enel

Dopo la morte di un operaio avvenuta questa mattina nella centrale Enel di Torrevaldaliga Nord, Civitavecchia, le segreterie territoriali Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil hanno dichiarato 8 ore di sciopero per martedì 6 aprile con il blocco totale delle attività di cantiere e dell’area produzione.

«Ancora una volta i lavoratori sono costretti ad offrire un tributo di sangue alla mancata sicurezza sui luoghi di lavoro. Ancora una volta le preoccupazioni espresse dalle Organizzazioni Sindacali si sono rivelate fondate», scrivono in una nota congiunta, le Segreterie Confederali di Civitavecchia di Cgil, Cisl e Uil. «Che a Torre Valdaliga Nord si stesse attraversando una fase delicatissima – scrivono i sindacati – di commistione tra aree di cantiere ed aree gia’ consegnate alla produzione, l’avevamo gia’ rilevato. Che il fatto che aree contigue che vedevano operare sostanzialmente le stesse ditte fossero soggette a competenze diverse, con diversi standard di sicurezza e di controllo fosse potenzialmente pericoloso, l’avevamo detto».
«Da tempo, infatti, andiamo dicendo che all’interno della centrale una stessa ditta che opera in diverse aree della centrale e’ soggetta a competenze diverse con diversi criteri sulla sicurezza e sul controllo – ha sottolineato Mario Bertone, Segretario Generale della Cisl di Roma – Questo non deve piu’ accadere. Sono anni che diciamo che non bisogna abbassare la guardia e che necessario diffondere una cultura della sicurezza dentro e fuori i luoghi di lavoro. Soprattutto nei complessi industriali ad alto rischio».


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BLOG DI CIPIRI: REGALA UN UOVO DI PACE ...........

BLOG DI CIPIRI: REGALA UN UOVO DI PACE ...........

venerdì 2 aprile 2010

Francia , Fabbrica chiude : operai piazzano molotov su cisterna gas ....

Francia/ Fabbrica chiude:operai piazzano molotov su cisterna gas. DIpendenti Sodimatex vogliono migliori indennità licenziamento.

Una trentina di dipendenti di
una fabbrica di accessori d’auto minaccia di far saltare in aria
una cisterna di gas per protestare contro la prevista chiusura
dell’azienda Sodimatex e per ottenere migliori indennità di
licenziamento.

I dipendenti della fabbrica, che si trova una settantina di
chilometri a nord di Parigi, hanno piazzato delle molotov attorno
alla cisterna, lunga circa 5 metri. Sul posto ci sono un
centinaio di gendarmi e pompieri.

La cisterna sarebbe stata riempita poco tempo fa: “Se scoppia,
non sarà solo la fabbrica a saltare in aria. Peggio per loro, se
è questo che vogliono”, ha dichiarato un operaio.

Nel pomeriggio di oggi dovrebbe riunirsi una tavola rotonda con
il prefetto, la direzione della Sodimatex e i rappresentanti
sindacali dell’azienda, che dà lavoro a 92 persone. La sua
chiusura era stata annunciata un anno fa.

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