sabato 15 maggio 2010

Morta perché non prendeva più da tempo lo stipendio ...

Piccola storia vera di un’infermiera senza stipendio

di Stefano Faraoni

Tutto bene, Madama la Marchesa? Tutto bene, Messer lo cavaliere.

E’ il trionfo dell’estetica mediatica, del “così è se vi pare” di pirandelliana memoria. Cosa appare, e non quello che è, lo vediamo tutti i giorni in televisione, dove un’informazione drogata sbraita inesistenti tesi, consolatorie, sui conti pubblici, sull’equanimità di Stato, sul colore rosa di un futuro non tanto prossimo.




Intanto qualche piano più sotto, dalle parti degli inferi, decine di migliaia di ragazzi, e anche meno giovani, cercano un lavoro. Un lavoro. Ripetiamo: un lavoro che inveri l’art. 1 della costituzione, che ne sancisca il diritto e la dignità, e non il contratto cococo, cocopro, a tre mesi, a sei più sei, con rinnovo, quasi fossero contratti di locazione di un appartamento. La locazione delle vite degli esseri umani.

Intanto, dall’inizio dell’anno, 25 suicidi in carcere delimitano i contorni della disperazione, quella vera. Quella da dieci persone in dieci metri quadrati. Col ministro Alfano che annuncia soluzioni a ripetizione, e con la Lega che viscidamente si oppone a qualsiasi tentativo di snellire la fauna penitenziaria. Abbiamo detto fauna, sì, perché molte di queste persone sono diventate bestie, carne da macello.

Intanto gli stipendi invocano una correzione al rialzo, perché i nostri sono più bassi del 17% della media europea, e siamo superati da ben altri 22 Paesi. Bel primato, complimenti, per una nazione fra le più avanzate industrialmente. Ammesso che sia vero, ovviamente.

E intanto una signora qualsiasi, quarantacinquenne, muore a Napoli. Tutto bene, Madama la marchesa? No, non va tutto bene, Messer lo cavaliere. La signora, Messere, che lavorava alla Asl 1 di Napoli, è morta perché non prendeva più da tempo lo stipendio. Con cura meticolosa, peggio del peggiore e più scientifico sciopero della fame, si toglieva 150 milligrammi di sangue al giorno per protesta. Poi, non ce l’ha fatta più, Messere. Se n’è andata così, e non la vedremo più né al castello, né al borgo, né in alcun’altra parte dove siamo soliti andare, Messere. Si chiamava Mariarca Terracciano, Messere, e qualcuno dice che non è morta perchè si toglieva il sangue. Ma non è vero, Messere.

Il marito ha deciso di donare gli organi, Messere: lei ha già donato; ha donato la sua vita.

http://www.cronachelaiche.it/2010/05/piccola-storia-vera-di-un%e2%80%99infermiera-senza-stipendio/




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