lunedì 11 ottobre 2010

Lo sciopero delle rotonde ferma il mercato delle braccia




A due anni dalla strage in cui vennero uccisi dalla camorra sei lavoratori ghanesi per sottomettere l’intera comunità migrante al lavoro schiavile, una stele è stata posta sul luogo dell’eccidio mentre il sindaco Pdl, Antonio Scalzone, spargeva ulteriore odio contro i migranti. L’8 ottobre prossimo verrà organizzato per la prima volta uno “sciopero delle rotonde”, luogo dove ogni mattina si tiene il mercato spontaneo (e al nero) della forza lavoro immigrata



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Lo sciopero delle rotonde ferma il mercato delle braccia

DI :Sarah Di Nella


E’ iniziata oggi la settimana di mobilitazione nazionale per i diritti dei migranti, con il primo sciopero dei lavoratori alla giornata in Italia. Sedici rotonde del napolitano sono state occupate da lavoratori immigrati che indossavano un cartello con la scritta «Noi non lavoriamo per meno di 50 euro al giorno» per la giornata «stop sfruttamento, diritti e dignità».
Alle rotonde, che gli immigrati chiamano i «Kalifoo round» c’erano i lavoratori dell’agricoltura, dell’edilizia, delle fabbriche… Con e senza documenti. Protestano contro lo sfruttamento: chi viene «reclutato» all rotonde ha visto scemare la propria paga fino ad arrivare a 15 o 20 euro per una giornata di lavoro.

Con lo sciopero i lavoratori chiedono anche provvedimenti contro lo sfruttamento del lavoro nero, con il recepimento della direttiva europea 52 e l’estensione dell’articolo 18 del testo unico anche a chi denuncia di essere stato costretto all’irregolarità del lavoro . «Gli immigrati che stanno protestando oggi non solo rinunciano alla paga giornaliera ma rischiano anche di passare dalla parte di vittima a quella di criminali, perseguibili dalla polizia se irregolari – spiega Mimma D’Amico, del centro sociale ex canapificio di Caserta – Tutto questo lo denunciamo da anni, nel silenzio assordante di istituzioni e governo, a cui ci rivolgiamo perché favoriscano interventi per l’emersione del lavoro nero».

«Una protesta contro lo sfruttamento e per la regolarizzazione, senza la quale è difficile far rispettare i propri diritti, mentre con la crisi le paghe reali scendono ormai anche sotto i 25 euro per dieci-dodici ore al giorno, per non parlare delle inesistenti condizioni di sicurezza – spiegano i promotori [il Forum antirazzista della Campania, il Movimento dei migranti e dei rifugiati di Caserta e della Campania] – Con questa prima e a suo modo storica iniziativa, tantissimi lavoratori vogliono ricordare alle istituzioni locali e nazionali che il lavoro migrante in questi territori non è solo quello di ‘colf e badanti’ [a cui si è ristretta l’ultima sanatoria] e che solo un’ipocrisia interessata spinge a non vedere le tantissime persone che si ammazzano di fatica mentre contribuiscono alla fragile economia di questa regione. Superare il lavoro nero significa aiutare i lavoratori che lo subiscono a sfuggire il ricatto sociale ed economico in cui sono costretti. Solo così può aprirsi una stagione di diritti e dignità».

Alle rotonde di Licola, Pianura, Quarto, Casal di Principe, Villa Literno, Baia Verde, Giugliano, Qualiano, Afragola, Arzano, Scampia, Caivano, i lavoratori hanno incrocciato le braccia. «Ad Afragola c’erano circa 150 persone – racconta Filippo Mondini, della rete antirazzista – E’ stato un successo, nessuno ha lavorato nonostante molti caporali si siano fermati. C’erano anche molti italiani che si fermavano e chiedevano il perché dello sciopero, così siamo riusciti a spiegargli qual è la situazione dei lavoratori immigrati». Di fronte alle rivendicazioni dei lavoratori, la reazione dei caporali è stata invece, dice Filippo, «ignorante». «Non hanno cercato di capire perché si scioperava. La vera battaglia inizierà domani, quando vedremo la loro reazione. Questa è la prima esperienza di sciopero di questo tipo e non c’è un percorso prestabilito, si tratta di costruirlo insieme giorno per giorno». Ad Afragola ci sono due rotonde dove i lavoratori aspettano caporali e datori di lavoro, ma solo in una era stata organizzata un presidio. I lavoratori della seconda rotonda però hanno deciso a loro volta di incrocciare le braccia e si sono uniti allo sciopero. A Villa Literno c’erano una cinquantina di persone, mentre a Baia Verde erano in sessanta. «C’è stata un’altissima adesione – dice Mimma – Tra gli immigrati che hanno aderito alla mobilitazione, ci sono soprattutto africani, che ogni giorno proprio in prossimità di queste rotonde vengono reclutati per lavorare in nero nell’edilizia, nell’agricoltura o nei magazzini, sfruttati e spesso maltrattati dai loro datori di lavoro».

Il sindaco di Castel Volturno Antonio Scalzone, che porta avanti una crociata razzista insieme al consiglio comunale, all’eccezione del Pd, non ha risposto all’invito degli antirazzisti, a cambiare rotta sull’immigrazione e partecipare allo sciopero. «Vivono sulle nostre spalle, fosse per me farei come a Rosarno» aveva dichiarato, tra le altre cose, Scalzone.

Sabato 9 ottobre ci sarà una manifestazione contro il razzismo, lo sfruttamento e la camorra. L’appuntamento è davanti alla stazione di Caserta alle dieci, il corteo si concluderà davanti alla prefettura. La mobilitazione proseguirà a Roma il 14 e del 15 ottobre, con un presidio davanti al ministero dell’interno.


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