mercoledì 29 dicembre 2010

IL DIRITTO DEI PASTORI SARDI E’ STATO CALPESTATO DUE VOLTE





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“Siamo padri di famiglia, e invece ci stanno trattando come criminali”. Felice Floris ha detto questa frase stamattina, quando gli è stato impedito di venire a manifestare a Roma. Floris è il leader del movimento degli allevatori sardi di ovini che da mesi sta cercando di dialogare con un governo sordo per risolvere un problema serio. Le norme comunitarie prevedono una produzione contingentata e in questo modo il prezzo del latte è superiore ai costi della produzione. Oggi sono arrivati in traghetto in 200 dalla Sardegna, volevano essere ricevuti in delegazione al ministero dell’Agricoltura per proporre  un coordinamento mediterraneo di paesi che praticano la pastorizia per far fronte alle attuali normative.
La risposta è stata una sorta di sequestro di persona, un “daspo” preventivo adottato dalle Forze dell’Ordine che ha impedito ai 200 produttori di arrivare a Roma. La motivazione è quanto meno strumentale: manifestazione non autorizzata. Balle! Neanche quelle degli studenti nei giorni scorsi lo erano. Posso permettermi un paragone perché tutti sanno che mi sono schierato senza se e senza ma dalla parte del loro diritto a manifestare. Non è stato impedito il corteo di decine di migliaia di studenti, alcuni dei quali avevano messo a ferro e fuoco il centro di Roma appena 10 giorni prima, e invece si è impedito a 200 pastori che da mesi sono in agitazione, che non hanno alle spalle alcun episodio di violenza, che avevano affrontato un viaggio in nave, di manifestare il proprio dissenso. Sono preoccupato perché siamo di fronte alla negazione dei più elementari diritti previsti dalla Costituzione. E siamo di fronte a una protesta giusta se solo ricordate quello che è successo con le quote di latte vaccino. In quel caso i limiti alla produzione sono stati sforati da molti produttori, i colpevoli multati e le multe pagate dallo stato. L’Unione europee quegli aiuti di stato li sanzionerà ma in quel caso i produttori erano tutti del nord e sono stati protetti dalla Lega. In questo caso i pastori sono sardi e non hanno santi in Paradiso. Per questo il loro diritto è stato calpestato due volte.



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