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giovedì 24 marzo 2011

Al Ministro del Lavoro - Sono una dipendente Verlcchi



Sono una dipendente Verlcchi e vi inoltro questa lettera con la speranza che il ministro ci ascolti .

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

– Al Ministro del Lavoro –

PREMESSO CHE:

i 196 dipendenti della Verlicchi S.P.A, storica azienda bolognese leader nel settore telai per motociclo, dal mese di marzo 2010 sono in cassa integrazione a zero ore e sono arrivati alla fine anno, appena trascorso, con stipendi arretrati e buste paga mancanti.

Ad inizio del 2011 la situazione dell’azienda si è aggravata i maggiori clienti si allontanano, gli istituti di credito restringono il credito mentre si accumulano debiti e in particolar modo non vengono versati i contributi previdenziali dei dipendenti.

Fra gennaio e febbraio 2011 si prospetta l’ipotesi di un nuovo possibile acquirente, rappresentato dal Gruppo Caponi, con sede principale a Pontedera (Pi). Ma dopo un iniziale interesse e i primi contatti, il Gruppo Caponi sembra voler ritirare l'offerta di acquisizione.

A febbraio la situazione precipita e le maestranze, le poche che continuano a lavorare, fermano lo stabilimento: mancano i fondi che la nuova pseudo-proprietà ha promesso di versare. La vecchia proprietà si dice disposta ad una collaborazione paritetica, invece accade che le sorelle Verlicchi cedono le quote azionarie al fratello, il quale cede a sua volta il 100% dell'azienda (sembra in cambio di azioni del gruppo acquirente), alla JBF Pontedera srl, azienda senza capitale sociale che si occupa di "Esercizio di attivita' sportive dilettantistiche, formazione e preparazione di squadre nella disciplina sportiva e l'insegnamento della pallacanestro, e delle attivita' motorie in genere."

La JBF Pontedera appartiene al Gruppo Caponi. L'ufficio personale della Verlicchi Bologna viene immediatamente spostato presso Tecnocontrol Pontedera, dove si occuperanno di tutto: gestione buste paga, cassa integrazione, ecc.

L’Amministratore Delegato della nuova società è il Sig. Giuseppe Valdemaro Paviani, 75 anni, indagato a Brescia per associazione a delinquere in materia di reati tributari e truffa aggravata ai danni dello stato, i dirigenti sono Massimo Stella, consulente di Giacomo Commendatore ex n°1 di Eminflex e un tal Bertelli, già finito a suo tempo nei guai per bancarotta. (Fonte: Corriere della Sera, ed. Bologna del 17/2/2011).

La nuova dirigenza ha subito dichiarato: di non voler mettere un soldo nella Verlicchi (riunione del 16/2 con le autorità istituzionali) di avere 140 esuberi, di voler assumere una posizione privilegiata in un futuro e probabile fallimento e di proporre lo spostamento della causa fallimentare a Pontedera, vista la vicinanza dello stabilimento principale. Inoltre non hanno manifestato alcuna intenzione di versare gli arretrati ai dipendenti della Verlicchi.
nelle giornate del 14 e 15 marzo i dipendenti si sono fisicamente opposti al tentativo della nuova proprietà di spostare i macchinari per procedere alla loro vendita impedendo così’ lo smantellamento dell’impresa mentre intorno a loro l’intero paese e le autorità provinciali e comunali si muovevano a sostegno
Allo stato attuale delle cose la strada del fallimento è sempre più vicina. Questa situazione potrebbe essere volutamente intrapresa dalla nuova dirigenza al fine di scindere la Verlicchi in due (prima del fallimento) formando una good company e una bad company sul modello di Alitalia. Acquisirebbero di fatto l'azienda quasi a costo zero, cancellando i debiti a loro carico (che resterebbero alla bad company). Per i dipendenti, invece, si prospettano 6 mesi con rinnovo della cassa integrazione provinciale in deroga, senza alcun contributo versato e con molti interrogativi sulla mobilità alla fine dell’erogazione della cassa integrazione.

Di fatto la cassa integrazione straordinaria è cessata il 7 marzo 2011 e i dipendenti tramite il Sindacato, organizzati in presidio davanti allo stabilimento, hanno intrapreso un’azione di ingiunzione fallimentare, facendo partire di fatto la nuova CIG fallimentare, che darebbe loro la possibilità di usufruire della cassa integrazione per fallimento (12 mesi + 12 mesi), della mobilità al termine, del versamento dei contributi previdenziali e della presenza di un curatore fallimentare nominato dal tribunale di Bologna che dovrebbe pronunciarsi sull’eventuale capacità produttiva del sito produttivo per il futuro;

CHIEDE:

se è al corrente della situazione descritta in premessa, se ritiene che sia legittimo il comportamento messo in atto dalla proprietà e se non reputa doveroso intervenire al fine di attivare le procedure previste dalla legge per quanto riguarda l’ipotesi del fallimento aziendale, salvaguardando così non solo i diritti dei lavoratori ma anche le future prospettive occupazionali di un settore strategico, per la provincia di Bologna, come quello del motociclo.

On. Sandra Zampa
On. Donata Lenzi
On. Gianluca Benamati
On. Antonio La Forgia
On. Salvatore Vassallo

di Redazione IL PUNTO ROSSO a cura di Luke


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