venerdì 7 ottobre 2011

Riprendiamoci la Rai






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Tg3: giornalisti in rivolta


COMUNICATO SINDACALE Dopo le scelte autolesionistiche che hanno fatto perdere all'Azienda gli ascolti di 'Annozero', 'Vieni via con Me' e 'Parla con me', con mancati introiti in termini di pubblicità per diversi milioni di euro, adesso tocca al TG3. I giornalisti del TG3 ritengono inaccettabile la sostituzione del programma di Serena Dandini con repliche e telefilm che di fatto danneggiano gravemente gli ascolti di Linea Notte e chiedono che fino a quando la Rete non avrà messo a punto un programma in grado conservare gli ascolti precedenti, quello spazio venga affidato al TG3. L'Assemblea conferisce mandato al Cdr di programmare una giornata di sciopero da attuare di concerto con l'USIGRAI. Inoltre, per protesta, i giornalisti del TG3 ritirano le firme dai servizi realizzati.



IL COMUNICATO USIGRAI
L'Assemblea nazionale dei comitati di redazione della Rai ha votato due giornate di sciopero nel segno dell'iniziativa aperta ai cittadini e alle forze sociali denominata “Riprendiamoci la Rai”. L'attuazione della prima segna un dura rottura coi vertici di Viale Mazzini dopo le risposte inadeguate e inaccettabili date dall'azienda su un reale progetto di rilancio del servizio pubblico, di libertà e pluralismo, di sviluppo dell'informazione, di riorganizzazione degli asset, di innovazione tecnologica.
La necessaria strategia di cambiamento appare attuata con improvvisazione. Da ultimo, e a titolo esemplificativo, gli episodi che riguardano la chiusura della terza edizione della Tgr e l'introduzione di una trasmissione, ritenuta dai giornalisti di scarsa valenza editoriale, che sembra avere il solo fine di destrutturare Rainews.
Ricordiamo, infine, che proprio per mancato confronto l'Azienda è stata già condannata nei mesi scorsi per comportamento antisindacale.

LA REPLICA DELL’AZIENDA
Le modifiche di palinsesto che l’UsigRai ritiene siano state adottate in maniera improvvisata, in realtà sono oggetto di discussione da oltre un anno ed hanno avuto l'approvazione del Consiglio di Amministrazione della Rai in due distinte occasioni.
Spiace dover rilevare ancora una volta come l'UsigRai risulti impermeabile rispetto a qualsivoglia esigenza di rinnovamento, preferendo concentrare i propri sforzi in difesa dell'immobilismo, senza tener conto delle sollecitazioni al cambiamento che il mutato scenario competitivo sempre più richiede


"RIPRENDIAMOCI LA RAI!"

A TRIESTE CON VERNA E MUSCATELLO. 
PARTE MANIFESTAZIONE ITINERANTE USIGRAI.

VERNA: SERVIZIO PUBBLICO DEVE ESSERE CONSIDERATO BENE COMUNE.

NATALE: MASSIMO ALLARME PER L’INFORMAZIONE


Comincia da Trieste, il 4 ottobre all'auditorium della Scuola Interpreti di via Filzi 14, la manifestazione itinerante "Riprendiamoci la Rai!", organizzata dall'Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, che è gruppo di base della Fnsi, sindacato unitario dei giornalisti italiani.

All'incontro-dibattito partecipa Carlo Verna, segretario nazionale Usigrai, con Carlo Muscatello, presidente Assostampa Fvg, i vertici del sindacato regionale e dell'Ordine regionale dei giornalisti, ma anche sindacati, associazioni, istituzioni e cittadini, chiamati a interrogarsi sul ruolo, sul presente e il futuro del servizio pubblico radiotelevisivo.
La scelta del Friuli Venezia Giulia per far partire questa manifestazione che toccherà tutte le regioni non e' casuale: qui gli ascolti delle trasmissioni radiofoniche e televisive in lingua italiana e in lingua slovena sono da sempre tra i più alti a livello nazionale e qui la Rai e' ancora percepita come un patrimonio di tutti, di informazione, cultura e conoscenza. Strumento di democrazia e luogo di dialogo a livello internazionale, mezzo di diffusione delle notizie che raccontano il territorio ma anche di creazione di una coscienza civile dei cittadini europei, nel rispetto della Costituzione, dei diritti e dei doveri. Per continuare questa missione, che i giornalisti assieme a tutti gli altri dipendenti della Rai sentono come propria, in un momento quanto mai difficile per l'azienda, che sembra vivere una crisi tra le più gravi della sua lunga storia, è necessario l'intervento e il contributo di tutti i cittadini, istituzioni locali, università, scuole, associazioni, sindacati. Perché la crisi coinvolge tutta la società civile e soltanto attraverso un confronto aperto, fatto di domande, di osservazioni critiche, di suggerimenti, si possono decidere azioni concrete

Dichiarazione del segretario Usigrai Carlo Verna
L' Usigrai , grazie all' insostituibile sostegno delle associazioni di stampa e delle redazioni regionali avvia un confronto nel Paese con i cittadini, le istituzioni, le forze politiche sociali e culturali sull' azienda di servizio pubblico. Una battaglia per un futuro giusto e utile agli italiani dell'azienda di viale Mazzini che i giornalisti portano avanti insieme a lavoratori e dirigenti. Una conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa si svolgerà lunedì 3 ottobre alle 12 presso la sede della Fnsi a Roma. L'idea dello slogan "Riprendiamoci la Rai" è nata nello stesso giorno del raggiungimento del quorum dei referendum.I cittadini italiani si erano voluti riprendere l'acqua e l'energia pulita ovvero beni comuni. Anche il servizio pubblico radiotelevisivo deve essere considerato un bene comune, nella storia del Paese ha molti meriti, ma oggi è diventato uno strumento usato eccessivamente dal potere, con pochi spazi per chiunque sia indipendente e voglia interpretare il suo ruolo di operatore della comunicazione come un potere di controllo che serva alla democrazia e che sia sempre dalla parte dei cittadini, cui è rivolto l'invito a riappropriarsi della Rai. L'obiettivo è quello di sollecitare la discussione di una legge prima di marzo 2012 ,quando scadrà l'attuale consiglio di amministrazione. Solo norme di governance che sottraggano il servizio pubblico ai partiti, potranno garantire che i futuri amministratori possano operare nell'esclusivo interesse dell'azienda e degli utenti.

Un'iniziativa del tutto condivisa dal presidente della Fnsi Roberto Natale, che va oltre: ''Nel 2016 scade la convenzione Rai-Stato: trasformiamola in un'occasione per chiamare a raccolta tutte le energie che ancora credono al servizio pubblico''.
La campagna 'Riprendiamoci la Rai' è la naturale evoluzione della manifestazione organizzata nel giugno scorso dal sindacato dei giornalisti della tv pubblica al teatro Piccolo Eliseo a Roma. Iniziativa che ha visto adesioni individuali e collettive di sindacati e delle associazioni, con Michele Santoro in platea. Il giornalista è stato evocato oggi da Natale alla presentazione del tour nella sede della Fnsi: ''Per chi tifa per il servizio pubblico questo è un periodo di massimo allarme. È difficile rispondere a chi dice 'dammi cinque motivi per pagare il canone'''. Natale ha citato ''lo svuotamento dei programmi'' e la sostituzione, il giovedì, di Annozero con Star Academy nel prime time di Rai2: ''Prima ci hanno messo Criminal Minds. Poi le 'criminal minds' hanno pensato di mettere Star Academy, nel disprezzo delle risorse economico-finanziarie della Rai. È uno schiaffo all'Italia che vuole sapere e ragionare sulla crisi che
stiamo attraversando. Non a caso le reti concorrenti hanno voluto incrementare l'offerta informativa. La Rai ha deciso di fare altro: un suicidio''.
''La vicenda Santoro dovrebbe insegnarci qualcosa - ha affermato il presidente Adrai Andrea Lorusso Caputi -. Santoro alla Rai, con diverse vicissitudini, c'è stato tanti anni. La7, trovandosi davanti la possibilità di prenderlo, non l'ha preso.
Ma di critiche a La7 per questo ne ho lette poche''. ''Il servizio pubblico non è di chi ci lavora ma dei cittadini, quindi vanno coinvolti'', ha spiegato il segretario generale Snater Piero Pellegrino. ''Il 30 per cento degli italiani non paga il canone, ma la maggioranza nel servizio pubblico ci crede ancora''. (ANSA, USIGRAI,FNSI))

http://www.ucsi.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1482:qriprendiamoci-la-raiq-a-trieste-con-verna-e-muscatello-parte-manifestazione-itinerante-usigraiverna-servizio-pubblico-deve-essere-considerato-bene-comune-natale-massimo-allarme-per-linformazione&catid=2:la-professione&Itemid=7

Riprendiamoci la Rai

Valigia Blu aderisce all'iniziativa dell'Usigrai (Unione Sindacale Giornalisti Rai): Riprendiamoci la Rai, Martedì 21 giugno - ore 18 Teatro Piccolo Eliseo

RIPRENDIAMOCI LA RAI! Questo il nostro intervento: 

Valigia Blu è nata dal bisogno di dire “no” a un certo tipo informazione. Un’informazione in cui la mancanza di rettifiche, o di rettifiche adeguate all’errore commesso, diventa nel tempo il segnale che si sta slittando verso qualcos’altro che non è più un servizio reso al pubblico, ma a poche persone. 

Ci riferiamo proprio alla nostra prima campagna, quella condotta contro il tg1 di Minzolini a suon di “prescrizione non è assoluzione” per il caso Mills e da cui ha avuto origine il nostro gruppo. Ne seguirono altre, tra cui in particolare I PARTITI FUORI DALLA RAI fino a quella, in tempi recenti, sui referendum, sugli errori incredibili di Tg1 e Tg2 circa date e orari di voto, al lungo periodo di silenzio di Rai e Mediaset, cui si è parzialmente rimediato solo nelle ultimi giorni precedenti il voto. 

Errori ed omissioni continuate, perfino sospette, che fanno sorgere una domanda: qual è il confine tra errore, disinformazione e propaganda? E se stimati professionisti graditi agli ascoltatori come la Busi, la Ferrario e tanti altri, e i migliori conduttori Rai, premiati dagli ascolti e che dunque contribuiscono ai ricavi e al prestigio dell’azienda, sono spinti ad allontanarsi, come Santoro, o messi di fronte a proposte irricevibili, come Milena Gabanelli, qual è il confine tra la cattiva qualità del servizio pubblico e ricerca di una cattiva qualità? 

Vedete allora che il nostro “no” è allo stesso tempo anche un modo per dire “sì” ad un diverso tipo di servizio pubblico, in cui il primo referente è l’opinione pubblica e non gli interessi particolari di qualcuno o delle segreterie di partito. Lottizzazioni, epurazioni, direttori generali che si consultano con soggetti esterni all’azienda, telefonate in diretta, nomine imposte dall’alto, esternalizzazione dei servizi: questi sono tutti esempi di cattiva gestione che un cittadino sconta almeno tre volte. Perché usufruisce di un cattivo servizio; secondo, perché trattandosi di un’azienda pubblica il cittadino paga di tasca propria la cattiva gestione; terzo, perché come nel caso particolare dei programmi di informazione, il “Quarto Potere” è uno dei pilastri del bilanciamento dei poteri che regola una democrazia; se viene controllato dagli altri Poteri, la tenuta dell’intero edificio è in pericolo. 

È per questo che ci sentiamo in piena sintonia con le parole di Carlo Verna (segretario Usigrai), che ha chiamato a raccolta non gli interessi degli addetti ai lavori o dei membri del sindacato, ma quelli di tutti i soggetti che si riconoscono nello spirito dell’iniziativa e che si sentono direttamente coinvolti da questo progressivo sfacelo del servizio pubblico e di fronte al quale la domanda inevitabilmente è: “a chi giova?”. 

Giova a quei politici che, dietro le quinte, decidono i destini dell’azienda e poi, come Castelli (lo si cita come antonomasia) di fronte alle telecamere, recitano il ruolo degli umili e indifesi pagatori di canone costretti a vedere brutte trasmissioni? 

Giova a chi impone a “Report” una puntata riparatrice in cui si è costretti a parlare bene della politica economica del governo, come se il giornalismo fosse a priori, sempre e comunque, un discorso di parte, e non un'indagine condotta sulla realtà? 

Giova a chi, seguendo simili logiche, un giorno potrebbe chiedere alla redazione di un programma tv una puntata riparatrice sulla mafia? 

A chi giova, insomma, la scientifica dequalificazione della Rai per di più alla vigilia del rinnovo del contratto di pubblico servizio? Ecco, se siamo qui, oggi, è perché abbiamo iniziato a dare una prima risposta a questi interrogativi: non giova a chi considera la Rai bene comune. 

È ora che i partiti dimostrino veramente di considerarla tale accomodandosi LORO fuori dai cancelli, invece di fare ancora pressioni per una nomina, o per una trasmissione o perché se ne vadano i Santoro. I PARTITI FUORI DALLA RAI. 

@valigia blu - riproduzione consigliata
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