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venerdì 18 novembre 2011

BLOG DI CIPIRI: Class Action contro Silvio Berlusconi.


CLASS ACTION contro Silvio Berlusconi









 CLASS ACTION


contro Silvio Berlusconi


Tutti in Class!!!



Radio Popolare e Valori, in collaborazione con Federconsumatori lanciano “Tutti in Class”, la prima class action di massa contro Silvio Berlusconi.
http://cipiri.blogspot.com/2011/11/class-action-contro-silvio-berlusconi.html





Molti di voi c’erano. Molti altri erano sintonizzati. Per tutti loro, ma soprattutto per gli assenti, giustificati o meno, ecco a voi il podcast integrale di Monti Python – Governo tecnico e senso della vita, con Gianmarco Bachi e il Professor Di Stefano!


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(per ascoltare in streaming, cliccate su play. Per scaricare l’mp3, clic destro e salva con nome)


Comincia la grande raccolta di adesioni per la Class Action contro Silvio Berlusconi.

L’appuntamento è per domenica dalle ore 15 in piazza del Cannone.
Potete venire a piedi, in autobus, in risciò o sulle ali dell’entusiasmo.
Ma soprattutto potete venire in bicicletta.
In concomitanza con la giornata senz’auto, Radio Popolare organizza un triplice corteo su due ruote che confluirà in Piazza del Cannone per la raccolta di firme .
Una “critical class” di ascoltatori, abbonati, azionisti,tesserati e mattonati
che attraverserà la città partendo da 3 punti di concentramento.
– Il Velodromo Maspes-Vigorelli
– La Stazione Centrale
– L’Università Bocconi
Il ritrovo nei luoghi convenuti è fissato per le 15.
Ad attendervi i migliori tra gli sprinter di Radio Pop che vi guideranno in parata fino a piazza del Cannone.
Scaldate i polpacci! Vi aspettiamo!
AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: RITROVI E PERCORSI PER DOMENICA
RITROVO BOCCONI
Via Sarfatti angolo Via Bocconi, presso il Parco Ravizza
PERCORSO
Via Bocconi
Via Isabella d’Aragona
Viale Beatrice D’Este
Piazza 24 maggio
Viale Gabriele d’Annunzio
Piazzale Cantore
Viale Papiniano
Piazzale Aquileia
Corso di porta vercellina
Piazzale Baracca
Via Toti
Piazza Conciliazione
Via 20 settembre
Viale Curie
Via Moliere
Via Alemagna
Viale gadio
RITROVO VIGORELLI
Via Arona angolo Via Giovanni da Procida
Presso la Manifestazione “Rivogliamo il Vigorelli”
PERCORSO
Via Arona
Corso Sempione
Arco della Pace
Parco
Arrivo
RITROVO STAZ.CENTRALE
Presso Pirellone
PERCORSO
Via Vittor Pisani
Piazza Repubblica
Viale Principessa Clotilde
Bastioni Porta Nuova
Piazza xxv Aprile
Via Crispi
Porta Volta
Via Elvezia
Arena
Parco
Arrivo


http://blog.radiopopolare.it/abbonaggio/



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lunedì 14 novembre 2011

Riprendiamoci la Rai




 Riprendiamoci la Rai!

Oggi sono tornate le firme dei servizi, in segno di rispetto di voi che ci seguite. Altre forme di protesta saranno attuate dall'Usigrai. La mobilitazione dei giornalisti Rai in difesa del servizio pubblico continua. Chi lo governa ne sta determinando lo smantellamento. Anticipiamo che saremo costretti a scioperare,abbiamo provato a non farlo, oggi e domani siamo in Sicilia con la nostra manifestazione itinerante denominata "Riprendiamoci la Rai", faremo sentire in ogni modo la nostra voce di dissenso rispetto alle scelte aziendali, ma temiamo che,nostro malgrado saremo costretti a silenziare tg e gr per denunciare che le decisioni di una dirigenza inadeguata vengono attuate non in nome dei lavoratori Rai e non con il nostro contributo. A tutto il Paese chiediamo: "Riprendiamoci insieme il Servizio Pubblico dei cittadini".

 http://www.usigrai.it/

https://www.facebook.com/pages/Riprendiamoci-la-Rai/241157685910906


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sabato 12 novembre 2011

Intervista ad Anna, combattiva lavoratrice cassintegrata della Siemens Nokia-Jabil

“NON DEMORDEREMO E RESTEREMO

QUI GIORNO E NOTTE 

PER IMPEDIRE CHE LA FABBRICA

VENGA SMANTELLATA”

 

Pubblicato il 10 novembre 2011 da

Intervista ad Anna, combattiva lavoratrice cassintegrata della Siemens Nokia-Jabil di Cassina De’ Pecchi (Milano)

Solidarietà del PMLI ai lavoratori in lotta per la difesa del posto di lavoro


Cassina de’ Pecchi (Milano), 1° novembre 2011. Un momento dell’intervista ai lavoratori del presidio permanente della Jabil (foto Il Bolscevico)
Martedì 1° novembre gli inviati della Redazione di Milano de Il Bolscevico si sono recati al presidio permanente dei lavoratori della Nokia Siemens Networks (NSN) situato davanti ai cancelli dello stabilimento di Cassina De’ Pecchi in lotta per la difesa dei posti di lavoro dopo 2 anni di cassa integrazione (cig) ordinaria ed 1 anno di straordinaria. Gli inviati sono stati ricevuti da Anna, una combattiva lavoratrice in prima fila in questa lotta. Ella, che ha già denunciato su Il Bolscevico n. 39 la situazione della fabbrica, ha ricevuto con gratitudine la solidarietà di classe del PMLI e ci ha rilasciato la seguente intervista.
Come si è giunti all’attuale vostra grave situazione?
Siamo 325 lavoratori ex Nokia, rilevati dalla multinazionale americana Jabil che avrebbe avuto il compito di continuare a garantirci la produzione, salvaguardando i nostri posti di lavoro così come sancito dagli accordi conseguiti dalla vertenza col governo. Scaduti i 4 anni di commesse per NSN ci sarebbero stati ancora altri ordini, la chiusura è arrivata non per mancanza di ordini, ma perché NSN ha come obbiettivo principale quello di portare la produzione all’estero dove la forza lavoro costa meno, come in India e Romania.
Quindi, in questo caso non c’entra la crisi?
La crisi è solo un falso alibi per nascondere questi loro veri interessi speculativi. NSN ha ceduto l’impianto a Jabil con l’unico scopo di liquidarlo; in sintesi il killer è Jabil, Nokia è il mandante.
Quali soluzioni rivendicate?
Un’ottima soluzione potrebbe essere quella del digital divide e della banda larga, la tecnologia dei ponti radio a microonde sviluppata e prodotta nei nostri stabilimenti che può integrare le connessioni in fibra ottica in quelle zone montane collinari e comunque isolate limitando drasticamente i costi di cablaggio. A questo fine lo Stato e la Regione hanno stanziato 800 milioni di euro che sono “stati mangiati” non si sa come e da chi, puff! spariti nel nulla!
Perciò, ci sembra di capire che si tratta di un’azienda tutt’altro che in crisi
Nel 2007 lo stabilimento contava circa 1.200 dipendenti e produceva più del 20% del consumo mondiale dei ponti radio a microonde. Ogni anno immetteva sul mercato nuovi prodotti o nuovi aggiornamenti di prodotto. C’era all’interno tutta la filiera: progettazione, prototipazione, produzione, vendita e manutenzione, Cassina era indicata da NSN come suo riferimento internazionale per i ponti radio a microonde.
Quindi la vostra è una produzione altamente specializzata?
Certo! A Cassina ci sono ancora le competenze di 325 lavoratori specializzati con in media 25 anni di esperienza per ritornare sul mercato dei ponti radio a microonde a pieno titolo, purché si compiano scelte diverse che passino dal rilancio di nuovi prodotti affinché si restituisca capacità produttiva a tutta la filiera dei nostri stabilimenti recuperando la ricerca e lo sviluppo proprio sui nuovi progetti strategici riprendendo così un ruolo di primo piano nel settore delle telecomunicazioni a livello mondiale. Non si può continuare a guardare solo i risultati a breve termine senza avere un progetto a medio e lungo termine se non quello mai dichiarato di totale dismissione.
Quali le conseguenze sul futuro professionale dei lavoratori Siemens Nokia?
La chiusura dello stabilimento metterebbe in gravi difficoltà i lavoratori che essendo altamente qualificati, sono difficilmente riconvertibili ad altre mansioni; inoltre le conseguenze disoccupazionali coinvolgerebbero tutto il circostante indotto. Auspichiamo di trovare un compratore che valorizzi la produzione, preservando i nostri posti di lavoro, anche se siamo consapevoli che vorrà imporci condizioni lavorative e salariali peggiori. Visto il valore strategico della nostra azienda nelle telecomunicazioni, sarebbe opportuna l’acquisizione da parte dello Stato o della Regione, ma le istituzioni, dal Comune di Cassina alla Regione Lombardia ci voltano le spalle senza prendersi alcun impegno, in nome dell’onnipresente “libertà d’impresa”.
Come procederà la vostra lotta?
Resteremo a presidiare giorno e notte davanti ai cancelli, come stiamo facendo già da 4 mesi per denunciare la nostra situazione a chi vorrà ascoltarci e solidarizzare con noi. Resteremo qui anche dopo il 12 dicembre data di scadenza della CIG e quindi del licenziamento, per continuare la nostra lotta, impedendo a Jabil di smantellare i macchinari. Noi non demorderemo e resteremo qui fino alla fine!


 Siamo 325 lavoratori ex Nokia, rilevati dalla multinazionale americana Jabil che avrebbe avuto il compito di continuare a garantirci la produzione, salvaguardando i nostri posti di lavoro così come sancito dagli accordi conseguiti dalla vertenza col governo. Scaduti i 4 anni di commesse per NSN ci sarebbero stati ancora altri ordini, la chiusura è arrivata non per mancanza di ordini, ma perché NSN ha come obbiettivo principale quello di portare la produzione all’estero dove la forza lavoro costa meno, come in India e Romania.


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lunedì 7 novembre 2011

DISOCCUPAZIONE ADULTA E REDDITO MINIMO DI CITTADINANZA





PER COMBATTERE
LA DISOCCUPAZIONE ADULTA  
SERVE UN 
REDDITO MINIMO DI CITTADINANZA



DISOCCUPAZIONE ADULTA 
  REDDITO MINIMO DI CITTADINANZA


In base ai dati Istat sulle forze lavoro del primo trimestre 2011, da gennaio a marzo di quest’anno sono cessati oltre 262mila rapporti di lavoro, di cui il 47% riguardava lavoratori di età inferiore ai 35 anni, e il 53% lavoratori over 35 (rielaborazione Datagiovani).
Si accentua la tendenza già evidenziata nel Rapporto annuale Istat, che rimarcava quanto la crescita più consistente di disoccupazione avesse riguardato la fascia tra i 30 e i 49 anni, e solo in seconda battuta quella dei più giovani (*).
La disoccupazione over 35 è misconosciuta dalla politica, trascurata dai sindacati e sottaciuta dai mass media nonostante abbia assunto, in Italia, rilievo di drammatico e dilagante fenomeno sociale che ha sconvolto – solo nel 2010 – la vita di oltre 2’100’000 (**) persone e dei loro nuclei familiari. Infatti, laddove il dramma della disoccupazione colpisce gli adulti, le famiglie coinvolte spesso non sono più in grado di “fare fronte” neanche alle scadenze economiche più impellenti: rate del mutuo, canone di locazione, bollette (acqua, luce e gas in primis), spese per la salute, per l’istruzione dei figli e le stesse spese alimentari!
 Quanti possibili disoccupati over 35 tra gli oltre 2milioni di lavoratori coinvolti nel 2010 da processi di cassa integrazione?
Quanti potenziali disoccupati over 35 tra i 576’455 lavoratori in cassa integrazione a zero ore per tutto il 2010?  
Cassa integrazione che è un ammortizzatore sociale comunque temporaneo e destinato ad esaurirsi…
Quanti futuri disoccupati over 35 tra i milioni di lavoratori precari, tanto esposti alla disoccupazione (***) ?
Milioni di vite sospese, interrotte, umiliate da una precarietà totalizzante che giorno dopo giorno annichilisce e avvelena l’esistenza, solo per i più fortunati alleviata da una rete di protezione informale – pilastro del welfare “all’italiana” – intessuta di rapporti parentali e amicali. Lo Stato italiano infatti non c’è!! I disoccupati italiani sono tra i meno aiutati dell’Unione Europea; solo il 31% è supportato da ammortizzatori sociali e mancano politiche organiche mirate al loro ricollocamento lavorativo.
Milioni di persone, già vittime – anche nel nostro Paese – di una crisi economica globale, ulteriormente colpite dall’incoerenza tutta italiana di un mondo imprenditoriale che da un lato reclama a gran voce l’innalzamento dell’età pensionabile – magari anche a 70 anni – in nome di una maggiore competitività dell’industria nazionale, e dall’altro non assume, proprio in quanto “anziani”, gli over 35 in cerca di occupazione…
La disoccupazione adulta è troppo spesso anticamera di un’indigenza assoluta e di emarginazione sociale.
Mario Furlan, fondatore dei City Angels che in tutta Italia aiutano i senzatetto, dichiara: “In 17 anni di attività umanitaria non abbiamo mai visto una situazione tanto difficile, in cui tante persone si sono rivolte a noi, persone che si presentano bene e che non diresti affatto si trovino in situazioni drammatiche,  che ci chiedono cibo, vestiti e addirittura coperte e sacchi a pelo […]. Per queste persone una spesa anche di pochi euro può essere proibitiva. Sono moltissime le persone laureate, qualificate, che passano da uno stato di relativo benessere a una situazione drammatica, di vera e propria indigenza”.
Nel nostro Paese, i senzatetto sono almeno 60’000 e sono in continuo aumento; tra questi cresce costantemente la percentuale di nazionalità italiana, prevalentemente uomini che hanno superato i 40 anni e che hanno perso il LAVORO!
Nel corso del 2010, in base al Report Istat – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora – Caritas Italiana, ci sono state oltre 2’600’000 richieste di aiuto da parte di persone in condizioni di grave emarginazione sociale; nella metà dei casi, la richiesta concerneva bisogni primari quali cibo, indumenti, farmaci, igiene personale.
L’Italia, in quanto “Repubblica democratica, fondata sul lavoro” (art. 1 della Costituzione), che” riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”(art. 4 della Costituzione)  viene meno ai propri principi fondativi quando abbandona i disoccupati al solo sostegno della famiglia, degli istituti caritatevoli e delle associazioni e organizzazioni di volontariato, rinunciando al proprio compito istituzionale  di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese” (art. 3 della Costituzione).
 Alla Repubblica competono  politiche sociali che prevengano e risolvano queste drammatiche situazioni di bisogno, a partire dall’introduzione del reddito minimo di cittadinanza, come richiesto dal Parlamento Europeo a tutti gli Stati membri dell’Unione e che ben 24 Paesi su 27 hanno da tempo già provveduto ad istituire (con eccezione di Italia, Grecia e Ungheria).
Reddito minimo di cittadinanza che ha il suo fondamento giuridico nella stessa Costituzione Italiana, all’art. 38, co. 2: “I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, DISOCCUPAZIONE INVOLONTARIA”.
 Le risorse non mancano di certo, e vanno recuperate contrastando efficacemente la corruzione capillarmente diffusa nel nostro Paese, l’evasione fiscale, il lavoro nero, gli assurdi sprechi e i privilegi corporativi che tutti insieme rappresentano la vera emorragia delle ricchezze nazionali; quella che manca, invece, è la volontà politica di intraprendere un simile percorso!
_________________________________________________________________________________
(*) Nel momento in cui scrivo di disoccupazione adulta non intendo contrapporla a quella giovanile, ma denunciarne l’esistenza. Oggi più che mai, in un contesto socio-economico caratterizzato da una disoccupazione diffusa a carattere endemico e strutturale, il primo passo per affrontare questo drammatico fenomeno sociale è riconoscerne le effettive dinamiche e peculiarità, contrastandolo con interventi  qualificati e mirati.
(**) Il numero indicato è il risultato di una approssimazione per difetto ed è ottenuto mediante rielaborazione di dati Istat 2010, sommando  al numero dei disoccupati over 35 quello degli inoccupati over 35, gli scoraggiati che, pur essendo disponibili a lavorare, non cercano più attivamente un’occupazione, in quanto il mercato del lavoro nega loro qualsiasi opportunità di reinserimento lavorativo, discriminandoli  per motivi anagrafici.
(***) Nel 2009, il 63% di chi ha perso il lavoro era precario.


http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/2011/11/07/dalla-disoccupazione-adulta-al-reddito-minimo-di-cittadinanza/



PER COMBATTERE
LA DISOCCUPAZIONE ADULTA  
SERVE UN 
REDDITO MINIMO DI CITTADINANZA




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sabato 5 novembre 2011

BLOG DI CIPIRI: IL MESTIERE PIU' REDDITIZIO

IL MESTIERE PIU' REDDITIZIO





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