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lunedì 12 dicembre 2011

41 anni di storia operaia cancellata


 41 anni di storia operaia cancellata

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Maurizio Crozza fa Marchionne : la voce del padrone 

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41 anni di storia operaia cancellata dall’arroganza padronale della dirigenza Fiat guidata da Sergio Marchionne. Da ieri sera infatti la Fiat ha smesso di produrre auto nello stabilimento di Termini Imerese. La produzione è ferma, al contrario della lotta dei lavoratori. Da ieri notte presidiano i cancelli della fabbrica per impedire l’uscita delle bisarche adibite al trasporto delle ultime nuove vetture pronte per essere spedite nelle concessionarie. Gli operai si danno il cambio tra turno di notte e turno di giorno. Arriva intanto la notizia che il Ministero dello Sviluppo economico ha convocato per domani mattina Invitalia, l’advisor del ministero e i sindacati metalmeccanici. Sul tavolo al possibilità che Fiat metta in campo risorse economiche per accompagnare alla mobilità gli operai con più anni di anzianità. La riunione è considerata propedeutica a quella del prossimo 30 novembre, quando insieme al gruppo Dr Motor saranno decise le sorti di Termini Imerese. L’unico dato certo ad oggi, rispetto allo stabilimento siciliano, è che i 1.536 lavoratori del Lingotto e gli altri 700 dell’indotto sono in cassa integrazione fino al 31 dicembre: dopodichè, parte di essi dovrebbero rientrare nel progetto Dr Motor. Per gli altri, invece, al momento, non c’è alcuna prospettiva.


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 Il segretario Generale della FIOM, Maurizio Landini, intervistato da Fabio Fazio a "Che Tempo che fa". Puntata dell'11 dicembre 2011

FIAT IMPEDISCE AL SINDACALISMO DI BASE DI PARTECIPARE AL TAVOLO. FUORI ANCHE PARTE DELLA FIOM

Incontro questa mattina all’Unione industriali di Torino tra la dirigenza Fiat e parte dei sindacati metalmeccanici. Al centro la decisione del Lingotto di disdire gli accordi in vigore negli stabilimenti dal primo gennaio 2012, e sostituirli con intese aziendali sul modello-ricatto di Pomigliano. La Fiat ha impedito la partecipazione alla discussione dei sindacati di base, presenti fuori dalla sede dell’Unione industriali. La dirigenza del Lingotto ha deciso di impedire alle Rsu Cobas la presenza al tavolo, adducendo come pretesto la possibilità di contestazioni. Fuori dalla sede della saletta è però rimasta anche gran parte della delegazione Fiom-Cgil, composta da quindici persone che hanno trovato le porte sbarrate.
Da qui la decisione del segretario nazionale Landini di abbandonare il tavolo lasciando solo come osservatore il segretario torinese Federico Bellono. Il sindacato dei metalmeccanici Cgil ha indetto poi una conferenza stampa nel pomeriggio per spiegare la propria posizione. “Ai tavoli di trattativa noi ci andremo, come sempre. Continueremo a farlo, ma se l’idea è di estendere l’accordo di Pomigliano diremo no. Noi non firmeremo mai accordi che escludono diritti e libertà sindacali dei lavoratori.”.  ha affermato Maurizio Landini, segretario generale della Fiom. “Oggi è emerso in modo chiaro – ha detto Landini – che la Fiat non ha nessuna intenzione di aprire una trattativa vera con nessuno. Questo dovrebbe preoccupare il nuovo governo perché va contro l’obiettivo di coesione sociale, è una rottura voluta dall’azienda”.


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