martedì 25 dicembre 2012

NATALE IN MINIERA

 
NATALE IN MINIERA 

Gli ex operai della multinazionale Rockwool di Iglesias, dopo aver perso il posto per l’addio all’isola della azienda nel 2009, ora cercano di riavere il loro lavoro.
La Regione, dopo diversi accordi disattesi, propone di collocarli in una società privata, ma gli operai non ci stanno. Un anno fa, il 22 dicembre 2011, dopo un’altra lunga vertenza, un accordo con la giunta Cappellacci avrebbe dovuto in 3 mesi ricollocare i 50 lavoratori, molti dei quali ex minatori, dentro la società regionale
Igea.
Adesso però la Regione si rimangia tutto: “La Spending review non ce lo permette”, e arriva la proposta ai lavoratori per entrare in una società privata, la quale però sarebbe a sua volta già in crisi: “La politica ci vuole tutti precari e ricattabili” dicono i ‘murati’ che promettono di stare lì fino a che non ci saranno garanzie

E' proseguita anche sotto Natale la clamorosa manifestazione dei lavoratori ex Rockwoll che sono murati nella miniera Villamarina di Monteponi. A Cagliari le protesta delle vittime della crisi industriale sono portate avanti dai "Figli della crisi" che da ieri si sono accampati sotto il Consiglio regionale. Vi resteranno fino al 2 gennaio.
Numerosi gli attestati di solidarietà ricevuti dagli operai: a Monteponi sono arrivati anche i giovani del movimento "I figli della crisi", che ieri, dopo la visita ai loro "padri", hanno occupato i portici del Consiglio regionale a Cagliari. "Resteremo qui sino al 2 gennaio", hanno annunciato, "nelle nostre famiglie tocchiamo con mano disperazione e povertà. Non possiamo rassegnarci a un futuro senza lavoro e senza speranza che vuole condannarci a lasciare la nostra Isola". All'alba Ivano Sais, portavoce dei "Figli della crisi" racconta la notte trascorsa fuori casa: "Abbiam ricevuto molta solidarietà. Ci hanno fatto visita alcuni rappresentanti della Croce Rossa. Alcuni bambini, accompagnati dai loro genitori, che ci hanno fatto dono dei panettoni e le persone che hanno partecipato alla messa di Natale hanno voluto manifestare la loro vicinanza". Profonda commozione durante lo scambio degli auguri: "Ciascuno di noi ha pensato alla propria famiglia e sperato che il futuro regali serenità e lavoro". "Non abbiamo invece ricevuto - sottolineano - la visita di nessuno politico regionale. Avremmo gradito un gesto di solidarietà".



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giovedì 20 dicembre 2012

I mandarini di Rosarno


 «Da ieri sono al lavoro come medico generico sul "Polibus" nei dintorni di Rosarno, dove migliaia di giovani africani si spezzano la schiena raccogliendo mandarini per 10-12 ore al giorno e un salario di 15-20 euro, dormendo in baracche da incubo su letti di cartone, cibandosi spesso solamente di agrumi.
Cose inimmaginabili per la maggior parte degli italiani.»
-- Lorenzo, medico sull'ambulatorio mobile di EMERGENCY


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mercoledì 12 dicembre 2012

Presidio Lavoratori Jabil


LA PROVOCAZIONE DI JABIL NON FERMERA' LA LOTTA.
A fronte dei milioni di dollari spariti nel passaggio tra Jabil- Mercatec-Jabil,
con la conseguenza di chiudere lo stabilimento di Cassina e mettere sulla
strada 325 dipendenti, l'azienda lancia una provocazione denunciando
alcuni lavoratori per l'occupazione della fabbrica sentendosi danneggiata
dal presidio.
I DANNEGGIATI SIAMO NOI!
licenziati ma , intenzionati e decisi a riaprire la fabbrica con altri
imprenditori piu' affidabili . Si punta anche su un protocollo firmato dal
GOVERNO, REGIONE, PROVINCIA E COMUNE DI CASSINA DE' PECCHI
in cui si afferma che l'area dove si trova lo stabilimento rimane a destinazione e sviluppo industriale, evitando la progettata speculazione edilizia da parte della proprietà.
La nostra lotta, la nostra determinazione hanno permesso questi primi risultati e nonostante la provocazione di Jabil, continueremo nei nostri
propositi, mantenendo il presidio anche per riconquistare un polo
industriale nel territorio che è un bene per tutta la cittadinanza .

R.S.U. e Presidio Lavoratori Jabil
https://www.facebook.com/pages/presidio-lavoratori-jabil/223656067683907
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Calendario udienze processo ThyssenKrupp


Calendario udienze processo d'Appello ThyssenKrupp

Da poche settimane è ripreso il processo d'Appello ThyssenKrupp, che vede indagati 6 imputati per la morte dei nostri 7 compagni di lavoro uccisi per profitto la notte del 6 dicembre 2007. La Procura non contesta loro solo il reato di gravi omissioni di cautele antinfortunistiche e incendio doloso ma anche di omicidio volontario (per l'AD H. Espenhahn) con dolo eventuale e per un altro degli imputati, il RSPP Cosimo Cafueri, il reato di istigazione alla falsa testimonianza, avendo avvicinato alcuni testimoni di parte per indurli a testimoniare condizioni di lavoro all'interno dello stabilimento “idilliache”. Le stesse condizioni di abbandono e trascuratezza degli impianti che, come ha dimostrato l'indagine compita dal pool di Guariniello, avrebbero portato alla morte dei nostri compagni.

Nonostante il vergognoso tentativo di scaricare la colpa dell'accaduto sui nostri compagni di lavoro, distratti e intervenuti in ritardo secondo la difesa, ricordiamo che Antonio, Bruno, Roberto, Angelo, Saro, Rocco e Giuseppe sono morti proprio perché hanno compiuto fino in fondo il loro lavoro, anche se sapevano benissimo che stavano per perderlo di lì a poco. Proprio questo attaccamento al loro lavoro gli è stato fatale.

Ritiratesi tutte le Parti Civili dal procedimento (ad eccezione di Medicina Democratica), anche quelle che avrebbero, a parer nostro, dovuto rimanere all'interno del processo anche nei successivi gradi di giudizio, come per esempio il Comune di Torino (che appalta al gruppo tedesco la realizzazione delle scale mobili sia a Porta Susa che a Porta Nuova, con tanto di logo in bella vista!) e gli altri Enti locali e i sindacati, che si sono invece defilati lasciando un vuoto enorme in un procedimento importantissimo non solo per il clamore che la vicenda ha suscitato in termini umani (non solo a Torino) ma anche per i suoi risvolti giuridici e sociali. Un procedimento già definito storico ma che per noi non potrà che esserlo in una sola maniera: quando vedremo tutti gli imputati dietro le sbarre.

Pubblichiamo di seguito il calendario delle prossime udienze che si terranno tutte, salvo diverse indicazioni della Corte alla fine di ogni udienza, alle ore 9 nell'Aula 6 Corte d'Assise presso il Palagiustizia di Torino:
12/12/2012
13/12/2012
14/12/2012
17/12/2012
18/12/2012
19/12/2012
20/12/2012
2/01/2013
3/01/2013
4/01/2013
7/01/2013
8/01/2013
09/01/2013
11/01/2013

Invitiamo cittadini solidali, studenti, lavoratori, precari e disoccupati, giornalisti, organizzazioni sindacali e di partito,
 associazioni e tutti coloro che hanno a cuore il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro a partecipare numerosi 
alle udienze in solidarietà con le famiglie delle vittime e con gli ex lavoratori coinvolti in una delle pagine più brutte 
della storia recente del nostro Paese: un concreto gesto di solidarietà che, legato alle lotte e alle mobilitazioni
 per il diritto alla casa, alla salute, al lavoro sicuro e dignitoso, sia mirato alla costruzione di una società 
non più basata sul profitto di pochi ma sul reale progresso dell'umanità e sulla dignità dei lavoratori e delle loro famiglie. 

Torino, 11 dicembre 2012                                                                                                         Ex lavoratori ThyssenKrupp Torino

LEGGI ANCHE http://cipiri5.blogspot.it/2012/12/thyssenkrupp-e-il-regista-ken-loach.html
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venerdì 7 dicembre 2012

ThyssenKrupp e il regista Ken Loach


Gran Torino Capitale del Lavoro: un film ancora tutto da girare

Ieri (giornata legata al ricordo del 5° anniversario della morte dei nostri compagni di lavoro uccisi in nome del profitto alla ThyssenKrupp) il regista Ken Loach, da sempre critico, attraverso i suoi film, al mondo del lavoro e della precarietà, è stato ospite a Torino. Su invito dell'Usb ha presenziato ad un incontro durante il quale ha spiegato le ragioni del rifiuto, in aperta polemica con il Torino Film Festival, del Gran Premio Torino dopo aver appreso che i lavoratori della Rear, la cooperativa di servizi che gestisce accoglienza e sicurezza all'interno del Museo nazionale del Cinema, paga i propri dipendenti 5 euro l'ora e ne ha licenziati 5 in seguito a proteste in merito alla riduzione dei già miseri salari. A questi lavoratori va tutta la nostra solidarietà.

Ringraziamo il regista inglese per la sua presa di posizione coraggiosa, puntuale e (purtroppo) in controtendenza nel mondo degli intellettuali in favore dei lavoratori sfruttati nell'ambito della produzione culturale, che vede sempre più precarietà ed imbarbarimento delle condizioni di lavoro.In questo gesto non troviamo assolutamente nulla di narcisistico o megalomane (parole di G. Amelio) ma la coerenza che contraddistingue da sempre un grande intellettuale - organico alle masse lo avrebbe definito Gramsci - del suo calibro e un importante riconoscimento, che vale più di mille premi, di tutti quei singoli e organizzazioni che già oggi lottano per il cambiamento politico, come auspicato dal regista.

La Rear fa capo, tra gli altri, a Mauro Laus, Consigliere Regionale del PD. Fassino preferisce favorire personaggi come il suo addetto stampa G. Giovannetti che percepisce un compenso di 150 mila euro l'anno senza alcuna credenziale per svolgere tale mansione o come M. Laus.
La Rear inoltre ha acquisito in appalto anche il servizio di biglietteria sui mezzi GTT, proprio il lavoro che il Sindaco ci aveva garantito nell'incontro del 30 giugno 2011(http://www.lastampa.it/2011/06/30/cronaca/thyssen-fassino-incontra-gli-operai-il-comune-si-impegnera-per-aiutarli V22gwWvHu9p64VPAsVJsAM/pagina.html). Promessa mai mantenuta.

Ci siamo sempre detti disponibili a prender parte, con le nostre capacità e le nostre professionalità, a quella Gran Torino Capitale del Lavoro che manca sempre più pesantemente nella nostra città: è stata solo una promessa sbandierata in campagna elettorale e questa ennesima vicenda lo dimostra chiaramente. Noi ex lavoratori ThyssenKrupp pensiamo che la questione del lavoro sicuro e dignitoso, come giustamente messo in rilievo dai lavoratori della Rear, è la principale misura, come abbiamo detto in più occasioni, per far fronte agli effetti più nefasti di questa crisi.

Quella che manca a Fassino è la volontà politica per adottare poche e semplici misure per rilanciare il lavoro nella nostra città come potenziare i servizi (sanità, trasporto, istruzione) in favore dei cittadini creando così nuovi posti di lavoro, sostenere i lavoratori della Fiat e i sindacati più combattivi allo scopo di nazionalizzare la Fiat e riconvertirla a una produzione utile, impedire la svendita delle società partecipate del Comune agli “amici degli amici”, bonificare e riconvertire ad usi collettivi le ex aree ThyssenKrupp addebitando i costi alla multinazionale tedesca, ridurre i costi della politica. Queste misure possono essere realizzate solo a patto di rompere i legami con i poteri forti (Intesa San Paolo e Fiat fra tutti) che da sempre dettano le linee di sviluppo della nostra Città trovando i mezzi e le risorse necessarie a metterle in pratica infrangendo il Patto di stabilità.

E' una questione di scegliere da che parte stare: sottostare ai voleri delle banche o legarsi al movimento dei lavoratori che lottano per il cambiamento politico attraverso la difesa dei propri diritti e per costruire un Paese realmente democratico in cui siano garantiti a ciascuno il diritto allo studio, alla salute e all'istruzione e, più in generale, la dignità del lavoro e un'esistenza sicura e dignitosa. E' l'ora delle scelte e come sintetizza egregiamente Ken Loach "se si resta al centro strada, di solito ti investono".

Il vero premio è lottare con voi K. Loach
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Ken Loach: The show must -NOT- go on!


“Ci dispiace comunicare che, per cause indipendenti dalla volontà del Torino Film Festival, Ken Loach non sarà presente per ricevere il Gran Premio Torino e che di conseguenza la proiezione di The Angels’ Share è annullata”.
Queste poche parole hanno annunciato formalmente il mancato ritiro del premio assegnato dal  Torino Film Festival al regista inglese Ken Loach.
Il regista ha valutato quanto scrittogli alcune settimane fa da USB su una vertenza in corso a Torino ed ha deciso di solidarizzare con i lavoratori in lotta.
Un atto assolutamente condiviso da USB che ringrazia  Ken Loach per la sua sensibilità e militanza e che conferma le posizioni intransigenti e coerenti di difesa dei diritti dei lavoratori del grande regista inglese.
Veramente inopportuni, invece, i commenti di tanta stampa italiana che, invece di preoccuparsi delle condizioni dei lavoratori, si affannano a condannare il comportamento di un uomo e di un regista che tanto nella vita quanto dietro la cinepresa non si è limitato ad affermare con forza e coerenza le proprie idee, ma ne ha sempre fatto seguire atti concreti e militanti.
Per quasi tutta la stampa, anche di fronte ai licenziamenti, alla precarietà, all’ingiustizia – peraltro abbondantemente presenti anche nel mondo dello spettacolo – the show must go on!

Riportiamo di seguito il comunicato di Ken Loach:
"E'  con grande dispiacere che mi trovo costretto a rifiutare il premio che mi è stato assegnato dal Torino Film Festival, un premio che sarei stato onorato di ricevere, per me e per tutti coloro che hanno lavorato ai nostri film.
I festival hanno l’importante funzione di promuovere la cinematografia europea e mondiale e Torino ha un’eccellente reputazione, avendo contribuito in modo evidente a stimolare l’amore e la passione per il cinema.
Tuttavia, c’è un grave problema, ossia la questione dell’esternalizzazione dei servizi che vengono svolti dai lavoratori con i salari più bassi. Come sempre, il motivo è il risparmio di denaro e la ditta che ottiene l’appalto riduce di conseguenza i salari e taglia il personale. È una ricetta destinata ad alimentare i conflitti. Il fatto che ciò avvenga in tutta Europa non rende questa pratica accettabile.
A Torino sono stati esternalizzati alla Cooperativa Rear i servizi di pulizia e sicurezza del Museo Nazionale del Cinema (MNC). Dopo un taglio degli stipendi i lavoratori hanno denunciato intimidazioni e maltrattamenti. Diverse persone sono state licenziate. I lavoratori più malpagati, quelli più vulnerabili, hanno quindi perso il posto di lavoro per essersi opposti a un taglio salariale. Ovviamente è difficile per noi districarci tra i dettagli di una disputa che si svolge in un altro paese, con pratiche lavorative diverse dalle nostre, ma ciò non significa che i principi non siano chiari.
In questa situazione, l’organizzazione che appalta i servizi non può chiudere gli occhi, ma deve assumersi la responsabilità delle persone che lavorano per lei, anche se queste sono impiegate da una ditta esterna. Mi aspetterei che il Museo, in questo caso, dialogasse con i lavoratori e i loro sindacati, garantisse la riassunzione dei lavoratori licenziati e ripensasse la propria politica di esternalizzazione. Non è giusto che i più poveri debbano pagare il prezzo di una crisi economica di cui non sono responsabili.
Abbiamo realizzato un film dedicato proprio a questo argomento, «Bread and Roses». Come potrei non rispondere a una richiesta di solidarietà da parte di lavoratori che sono stati licenziati per essersi battuti per i propri diritti? Accettare il premio e limitarmi a qualche commento critico sarebbe un comportamento debole e ipocrita. Non possiamo dire una cosa sullo schermo e poi tradirla con le nostre azioni.
Per questo motivo, seppure con grande tristezza, mi trovo costretto a rifiutare il premio".



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FESTIVAL TORINO: LA VERITÀ SULLA VERTENZA DEI LAVORATORI ESTERNALIZZATI COOP REAR
Venerdì 23 novembre, Torino - sede USB, c.so Marconi 34 -ore 12.00
L’Unione Sindacale di Base ringrazia il grande artista cinematografico Ken Loach, che ha rifiutato il Gran Premio Torino conferitogli dal Torino Film Festival in solidarietà verso i lavoratori licenziati e vessati dei servizi esternalizzati per il Museo Nazionale del Cinema di Torino, gestiti dalla coop Rear.
L’USB, che aveva esposto a Loach questa realtà di sfruttamento, ritiene che tale gesto, che si pone in perfetta coerenza con l’opera dell’artista, abbia contribuito in modo determinante a mettere in luce la realtà di sfruttamento e precarietà a cui sono sottoposti dei lavoratori che svolgono servizi appaltati da una istituzione pubblica, proprietà della città di Torino.
Per rendere noti ed approfondire tutti gli aspetti relativi alla vertenza dei lavoratori Rear, anche in relazione alle affermazioni avanzate dal Presidente della cooperativa, Mauro Laus, che fra l’altro accusa l’USB di “strategia di tensione, denigrazione dei datori di lavoro e promesse impossibili ai lavoratori”, l’USB Lavoro Privato indice per domani, 23 novembre, una conferenza stampa a Torino, alla quale sono invitati tutti gli organi di informazione, che si terrà presso la sede sindacale di c.so Marconi 34,  alle ore  12.00.
Nel corso della conferenza stampa verranno forniti atti e documenti relativi alla vertenza, incluse le sentenze di tribunale che dichiarano illegittimo il licenziamento dei lavoratori e condannano la società cooperativa Rear a versare un risarcimento.

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mercoledì 5 dicembre 2012

Fiom: dal 5 al 6 dicembre, otto ore di sciopero



Scontro Polillo Landini

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 Nel corso della puntata di Ballarò del 4 dicembre Maurizio Landini di Fiom e il sottosegretario all'Economia Gianfranco Polillo sono protagonisti di un acceso confronto sul tema del lavoro in Italia.

Contratto metalmeccanici. Fiom: dal 5 al 6 dicembre, otto ore di sciopero generale con manifestazioni regionali in tutta Italia

Mercoled� 5 e gioved� 6 dicembre: sono queste le due giornate sulle quali si articoler� lo sciopero generale di otto ore indetto dalla Fiom-Cgil �per la democrazia, il Contratto, il reddito, l'occupazione�.
Lombardia, Marche e Toscana: � da queste tre regioni che, mercoled� 5, prender� avvio l'iniziativa di lotta promossa dai metalmeccanici Cgil per dire no a Federmeccanica e alla sua scelta di procedere verso un accordo separato sul Contratto nazionale della categoria.
A Milano, l'appuntamento � per le ore 9:30 a Porta Venezia. Da qui, un corteo muover� verso piazza Duomo, dove il comizio conclusivo sar� tenuto da Maurizio Landini, Segretario generale della Fiom, Nino Baseotto, Segretario generale Cgil Lombardia, e Mirko Rota, Segretario generale Fiom Lombardia.
A Firenze l'appuntamento � per le ore 9:00 a piazza dell'Indipendenza. Da qui un corteo si diriger� verso piazza Strozzi dove prender� la parola Giorgio Airaudo, Segretario nazionale Fiom.
Infine, ad Ancona il concentramento � fissato per le ore 9:00 nei pressi del porto (zona Mandracchio). Il comizio conclusivo sar� tenuto da Roberta Turi, Segretaria nazionale Fiom.

Gioved� 6, a scendere in lotta saranno i lavoratori delle altre 17 regioni. In particolare, Maurizio Landini interverr� a Padova, dove si svolger� la manifestazione regionale del Veneto. Il concentramento dei manifestanti � fissato per le ore 9:00 nel piazzale della Stazione ferroviaria. Un corteo partir� da qui diretto a piazza dei Signori. A questa iniziativa parteciperanno anche i metalmeccanici del Trentino-Alto Adige.
Ecco, di seguito, l'elenco delle altre iniziative regionali del 6 dicembre.
Valle d'Aosta: concentramento alle ore 9:30 a Aosta, in piazza �mile Chanoux.
Piemonte: appuntamento a Torino, alle ore 9:30, nel piazzale antistante la Stazione ferroviaria di Porta Susa. Da qui partir� un corteo alla volta di piazza Castello. Nel corso del comizio conclusivo, prenderanno la parola delegati provenienti dalle diverse provincie della Regione, Alberto Tomasso, Segretario generale della Cgil Piemonte, e Giorgio Airaudo, Segretario nazionale Fiom.
Friuli-Venezia Giulia. Il concentramento regionale si terr� a Pordenone, alle ore 9:30, in largo San Giovanni. Qui prenderanno la parola Michela Spera, Segretaria nazionale Fiom-Cgil, Franco Belci, Segretario generale della Cgil Friuli-Venezia Giulia, e Gianpaolo Roccasalva, Segretario generale della Fiom regionale.
Liguria. A partire dalle ore 9:30, in questa regione, si terranno una serie di manifestazioni territoriali davanti alle varie sedi provinciali della Confindustria.
Emilia-Romagna. Manifestazione regionale a Bologna. Il concentramento � fissato alle ore 9:00 in piazza di Porta Saragozza. Da qui partir� un corteo diretto a piazza Ravegnana, dove prender� la parola Bruno Papignani, Segretario generale Fiom Emilia-Romagna.
Umbria. Anche qui, come in Liguria, la giornata di lotta sar� articolata. In provincia di Perugia, pres�di e iniziative si terranno davanti a diverse fabbriche: alle ore 12:00 alla Terexfis di Umbertide; alle ore 14:00 davanti alla Iver Plast/Emu di Marsciano; infine, alle ore 16:00, davanti alla Isotta Fraschini di Spoleto. Pres�di a Terni davanti a diverse imprese metalmeccaniche, dove sar� presente Gianni Venturi, coordinatore nazionale siderurgia della Fiom.
Lazio. Appuntamento a Roma, alle ore 9:30, in piazza della Bocca della Verit�. Un corteo si diriger� verso piazza Farnese, dove il comizio conclusivo sar� tenuto da Francesca Re David, neo Segretaria regionale della Fiom Lazio, e da Canio Calitri, della Segreteria regionale.
Abruzzo. Anche qui si terranno in mattinata diverse iniziative articolate a livello provinciale.
Molise. Alle ore 10:00, a Isernia, sar� effettuato un presidio davanti alla sede della locale Associazione degli industriali. Successivamente, una delegazione di scioperanti sar� ricevuta in Prefettura, ove esporr� le motivazioni dell'iniziativa di lotta.
Campania. Manifestazione regionale a Napoli. Concentramento a piazza Mancini, a partire dalle ore 9:30. Poi corteo fino al Palazzo della Regione, dove parler� Massimo Masat, coordinatore nazionale Finmeccanica della Fiom.
Puglia. Manifestazione regionale a Bari. Il concentramento degli scioperanti avr� luogo, a partire dalle 9:30, in piazza della Prefettura. Qui il comizio conclusivo sar� tenuto da Michele De Palma, coordinatore nazionale auto della Fiom.
Basilicata. A Potenza, a partire dalle ore 9:30, presidio davanti alla sede regionale della Confindustria. Il comizio conclusivo sar� svolto da Massimo Brancato, della Fiom nazionale.
Calabria. Manifestazione regionale a Catanzaro, a partire dalle ore 10:00, davanti alla sede regionale della Confindustria. Comizio conclusivo di Sergio Bellavita della Fiom-Cgil nazionale.
Sicilia. Manifestazione regionale a Palermo. Il concentramento � fissato a partire dalle ore 9:30 in piazza Marina. Un corteo partir� da qui alla volta di piazza Indipendenza, ove il comizio conclusivo sar� tenuto da Rosario Rappa, Segretario nazionale della Fiom.
Sardegna. Concentramento regionale a Cagliari, a partire dalle ore 9:30, in piazza Garibaldi. Prender� la parola Laura Spezia, della Fiom-Cgil nazionale.

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa
http://www.fiom.cgil.it/

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martedì 4 dicembre 2012

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mercoledì 28 novembre 2012

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martedì 27 novembre 2012

BLOG DI CIPIRI: ILVA : la realtà del ricatto tra malattia e lavoro...

la realtà del ricatto tra malattia e lavoro


Chiude Ilva Taranto, sciopero e tensione. Occupati gli uffici, Clini: 'Decreto giovedì'

Accertamenti Gdf a Bari e Roma su vecchia Aia. Sciopero proclamato da Fim, Fiom e Uilm. A Genova tolto blocco operai autostrada. Cancellieri, ordine pubblico a rischio


La realtà, la terribile realtà del ricatto tra malattia e lavoro,,,

LEGGI TUTTO...

BLOG DI CIPIRI: ILVA : la realtà del ricatto tra malattia e lavoro...: Chiude Ilva Taranto, sciopero e tensione. Occupati gli uffici, Clini: 'Decreto giovedì' Accertamenti Gdf a Bari e Roma su vecchia Aia....

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Il disastro di Bhopal

Resti dello stabilimento di Bhopal


Il disastro di Bhopal è avvenuto nel 1984 nella città indiana di Bhopal a causa della fuoriuscita di 40 tonnellate di isocianato di metile (MIC), dallo stabilimento della Union Carbide India Limited (UCIL), consociata della multinazionale americana Union Carbide specializzata nella produzione di pesticidi.

La nube formatasi in seguito al rilascio di isocianato di metile, iniziato poco dopo la mezzanotte del 3 dicembre 1984, uccise in poco tempo 2.259 persone e avvelenò decine di migliaia di altre. Il governo del Madhya Pradesh ha confermato un totale di 3.787 morti direttamente correlate all'evento, ma stime di agenzie governative arrivano a 15.000 vittime. Un affidavit governativo del 2006 asserisce che l'incidente ha causato danni rilevabili a 558.125 persone, delle quali circa 3.900 risultano permanentemente invalidate a livello grave. Viene comunque attribuita al governo la volontà di estendere a quante più persone possibili, anche minimamente coinvolte, gli aiuti previsti dagli accordi del 1989, al prezzo di trascurare in qualche misura le invalidità di grado maggiore. Ancora nel 2006, nelle zone interessate dalla fuoriuscita del gas il tasso di morbilità è 2,4 volte più elevato che nelle altre adiacenti.

Si ritiene che i prodotti chimici ancora presenti nel complesso abbandonato, in mancanza di misure di bonifica e contenimento, stiano continuando a inquinare l'area circostante.

Ci sono diversi processi penali e civili ancora in corso, sia presso tribunali americani che indiani. Essi coinvolgono l'UCIL, lavoratori ed ex-lavoratori, la multinazionale Union Carbide stessa e Warren Anderson, il suo CEO al tempo del disastro, sul quale dal luglio 2009 pende un mandato di arresto emesso dalla giustizia indiana.

Nel giugno 2010 un tribunale di Bhopal ha emesso una sentenza di colpevolezza per omicidio colposo per grave negligenza nei confronti di otto ex-dirigenti indiani della UCIL (di cui uno già deceduto), tra i quali Keshub Mahindra, all'epoca presidente. La condanna, pari al massimo previsto di due anni di carcere e 100.000 rupie (circa 2000 dollari) di multa, è stata giudicata irrisoria dagli attivisti e dalla società civile. I condannati, scarcerati dietro una cauzione inferiore ai 500 dollari, hanno presentato appello.

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