giovedì 27 settembre 2012

Professioni che saranno rischieste entro il 2030



un elenco professioni che – a detta degli esperti – avranno particolare rischiesta entro il 2030.

- Costruttore di parti del corpo - I progressi della scienza renderanno possibile la creazione di parti del corpo. Così, nasceranno anche delle figure professionali che dovranno occuparsi di questo: i costruttori di parti del corpo. Inoltre, ci sarà l’indotto relativo: dal momento che nasceranno anche i negozi e i centri di riparazione ci sarà bisogno di venditori specializzati e di riparatori di parti del corpo.

- Nanomedico - Le nanotecnologie fanno passi da gigante e in futuro potranno dare vita a una serie di strumenti in “nanoscala” subatomica, inserti e processi in grado di rivoluzionare le cure mediche e l’assistenza sanitaria. “Pharmer“, agricoltore/allevatore genetistaIn questo caso la discussione è aperta: ma gli agricoltori del futuro potranno operare su colture e pascoli modificati geneticamente per migliorare i raccolti e produrre proteine a scopo terapeutico. Qualche esempio? I pomodori che contengono vaccini al loro interno e il latte di mucca, pecora e capra con proprietà curative.

- Manager/consulenti della terza età - In un mondo che invecchia e dove, fra poco, anche i paesi in via di sviluppo faranno meno figli, ci saranno specialisti che si occuperanno di aiutare la popolazione “anziana” a gestire le loro esigenze personali e di salute. Il loro compito sarà quello di mettere a punto soluzioni innovative in campo medico, farmaceutico, psichiatrico, protesico, e di trovare nuove proposte per l’alimentazione e per il fitness.

-Chirurgo per l’aumento della memoria -Ci potranno essere chirurghi in grado di aggiungere una capacità mnemonica supplementare a chi vuole aumentare la propria memoria. Un loro ulteriore compito sarà quello di aiutare le persone che potrebbero soffrire di disfunzioni sensoriali per il fatto di aver ricevuto nel corso della loro vita un sovraccarico informativo che porta all’incapacità di apprendere altre informazioni.

-Etico della “nuova scienza” -Sarà uno sviluppo della filosofia. E’ possibile che di fronte ai continui progressi della scienza in ambiti emergenti come la clonazione, la proteomica, le nanotecnologie sarà necessaria una nuova generazione di filosofi specialisti di etica. Questi pensatori dovranno essere in grado di comprendere a fondo le questioni scientifiche e di aiutare la società a fare scelte importanti e delicate in merito agli sviluppi da incoraggiare e quelli da ostacolare.

-Pilota spaziale, guida turistica dello spazio, architetto per pianeti Con l’avvento del turismo spaziale ci sarà bisogno di piloti specializzati nei viaggi spaziali, di guide turistiche “galattiche” e di architetti che progettino soluzioni abitative per lo spazio e per i pianeti. Al momento alla Sicsa (Università di Houston) già si stanno progettando avamposti lunari, case ecologiche per Marte e veicoli per l’esplorazione dello spazio.

-Agricoltore verticale -C’è un interesse sempre maggiore per l’idea delle fattorie urbane verticali, i luoghi in cui è possibile produrre cibi da coltivazioni idroponiche all’interno di edifici a più piani. Queste strutture danno la possibilità di aumentare in modo significativo i raccolti e di ridurre il degrado ambientale. Per gestire queste fattorie verticali ci sarà bisogno di agricoltori specializzati in possesso di competenze scientifiche, ingegneristiche e commerciali.

-Specialista per la riduzione degli effetti dei cambiamenti climatici -Dal momento che l’impatto negativo dei cambiamenti climatici continua a crescere, in un futuro neanche troppo lontano sarà necessario un nuovo tipo di ingegnere-scienziato capace di agire per ridurre o addirittura invertire gli effetti di questi mutamenti in zone e località particolari. Il loro compito sarà quello di applicare soluzioni multidisciplinari che spaziano dal riempimento degli oceani con limature di ferro alla costruzione di giganteschi ombrelli per la deviazione dei raggi solari.

-Guardiano dei periodi di quarantena -Nel caso in cui un virus mortale cominci a diffondersi rapidamente saranno pochi i Paesi e le popolazioni preparate a fronteggiare l’epidemia. Probabilmente ci sarà carenza di infermieri. E quando il tasso di mortalità crescerà e alcuni quartieri delle città verranno messi in quarantena e resi inaccessibili, ci sarà chi dovrà occuparsi di fare la guardia ed evitare che nessuno entri o esca dai cancelli.

- Agente di polizia contro i tentativi di modifica dei fenomeni atmosferici - La pratica di “seminare” nuvole per creare la pioggia sta già accadendo in alcune parti del mondo e sta alterando l’andamento dei fenomeni atmosferici a distanza di migliaia di chilometri. Potrà nascere un corpo di polizia contro i tentativi illeciti di modifica dei fenomeni atmosferici che avrà il compito di controllare e monitorare le persone abilitate a sparare nell’aria razzi contenenti ioduro d’argento, la sostanza in grado di provocare precipitazioni piovose dalle nuvole in transito.

- Avvocato virtuale - La nostra vita quotidiana si svolge sempre di più online. Ecco perché ci sarà una forte richiesta di specialisti chiamati a risolvere le controversie legali che potrebbero insorgere tra cittadini residenti in giurisdizioni legali differenti.

-Manager di avatar per l’insegnamentoE’ possibile che nelle scuole elementari verranno utilizzati degli avatar come insegnanti virtuali per aiutare o sostituire gli insegnanti reali. Per esempio, potranno nascere dei personaggi computerizzati con il ruolo di guide interattive. Servirà quindi una figura professionale capace di gestire e indirizzare in modo corretto il rapporto tra gli studenti e gli insegnanti/avatar.

-Sviluppatore di mezzi di trasporto alternativi -In futuro ci saranno sempre più progettisti e costruttori che creeranno mezzi di trasporto di nuova generazione utilizzando materiali e carburanti alternativi. Secondo previsioni un po’ più azzardate, entro i prossimi vent’anni potrebbero diventare realtà anche le automobili volanti e quelle sottomarine.

- “Narrowcaster“ - I mass media generalisti (broadcasting media) tendono sempre di più a produrre e diffondere contenuti personalizzati (narrowcasting), emergeranno sempre più opportunità di lavoro per i “narrowcaster”, gli specialisti che lavoreranno in sinergia con fornitori di contenuti e agenzie pubblicitarie per creare prodotti audiovisivi ritagliati su misura in base alle esigenze specifiche del pubblico.

- Responsabile per lo smaltimento dei dati personali - Ci sarà sempre più richiesta di specialisti che forniscano alle persone che non voglio essere rintracciate un servizio efficace di smaltimento ed eliminazione dei dati personali presenti nei vari database, elettronici o fisici. -Responsabile della gestione e dell’organizzazione della vita digitaleVedremo nascere esperti che avranno il compito di aiutarci a organizzare la nostra “vita digitale”. Su richiesta, questi “manager dell’ordine elettronico” si occuperanno di gestire le nostre email, assicurando un’archiviazione efficace dei dati, e di sistematizzare e razionalizzare le nostre identità digitali (username e password) e il modo in cui utilizziamo i software e le applicazioni.

- Broker del tempo - Se si pensa alle esperienze delle banche del tempo, si può affermare che già oggi il tempo a disposizione delle persone è utilizzato in alcuni casi come sistema alternativo di pagamento. Questa “moneta alternativa” potrà dare luogo a un vero e proprio mercato “finanziario” del tempo, in cui agiranno broker e agenti di cambio specializzati. - Assistente sociale per social network -E’ probabile che in futuro ci saranno assistenti sociali specializzati che avranno il compito di aiutare le persone traumatizzate o marginalizzate dai social network.

- “Personal brander“ - Sarà il consulente che ci aiuterà a creare un nostro marchio, un “personal brand”, attraverso i social media e altri mezzi di comunicazione di massa. Il “personal brander” si occuperà di definire insieme a noi che tipo di identità e personalità vogliamo trasmettere su Facebook, Twitter, blog e così via. Sarà questo tipo di esperto a darci i consigli per capire come trasferire i nostri valori nella nostra identità digitale e misurare quanto la nostra immagine virtuale è compatibile con la realtà.

Fonte: http://pagni.blogautore.repubblica.it/2012/01/29/i-dieci-lavori-del-futuro »


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sabato 22 settembre 2012

ECOLOGIA: Cerchi lavoro e vuoi unirti a Greenpeace

vuoi unirti a Greenpeace


Cerchi lavoro e vuoi unirti a Greenpeace? Entra nel Dialogo Diretto.
leggi tutto e guarda il video ...
ECOLOGIA: Cerchi lavoro e vuoi unirti a Greenpeace: Cerchi lavoro e vuoi unirti a Greenpeace? Entra nel Dialogo Diretto. Come già saprai Greenpeace è un'organizzazione indipendente che non...

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giovedì 20 settembre 2012

Ora chiedete scusa alla Fiom


Il cappio di Pomigliano, i bluff di Marchionne

 Nella conversazione con il direttore, Ezio Mauro, il manager della Fiat ha spiegato perché gli investimenti promessi con il progetto Fabbrica Italia non si possono più fare. «In Italia l’auto e’ precipitata in un buco di mercato senza precedenti, un mercato colato a picco, ritornato ai livelli degli anni 60. Abbiamo perso di colpo 40 anni. Il paese – ha spiegato Marchionne – soltanto un anno fa era fallito. Lo avevamo perduto. Solo l’intervento di un attore credibile ha saputo riprendere l’Italia dal baratro in cui era finita e risollevarla. E qualcuno vorrebbe che Fiat si comportasse tranquillamente come quando c’era il sole? O è una imbecillità pensare questo o è una prepotenza, fuori dalla logica».
Incalzato da Mauro sulla responsabilità nazionale di un’azienda che ha ricevuto soldi ha risposto così. «Scusi, se il quadro è quello che le ho fatto, e certamente lo è, si immagina cosa farebbe qualunque imprenditore al mio posto? Cosa farebbe uno straniero, in particolare un americano, un uomo d’azienda con cultura anglosassone? Dovreste rispondervi da soli». E ancora: «In questa situazione drammatica, io non ho parlato di esuberi, non ho proposto chiusure di stabilimenti, non ho mai detto che voglio andar via. Le assicuro che ci vuole una responsabilità molto elevata per fare queste scelte oggi».
Marchionne ha poi detto che la Fiat rimarrà in Italia, compensando le perdite sul mercato italiano ed europeo con i guadagni accumulati sul mercato americano. Ma per farlo, ha detto, c’è bisogno dell’aiuto dello stato italiano: «Mi impegno, ma non posso farlo da solo. Ci vuole un impegno dell’Italia». E così, dopo aver menomato i diritti del lavoro perché lo esigeva il mercato, il grande manager con pullover chiede allo stato di assumersi i rischi che nel mercato spetterebbero agli imprenditori.

Piange il telefono (da intonare come la celeberrima canzone di Mimmo Modugno). Piange il telefono della Fornero, abituata alle performance lacrimose, che ha lanciato il suo duro penultimatum all’amministratore delegato della Fiat. “Marchionne lo sento spesso (e cosa vi dite, di grazia), mi ha detto che sarebbe andato negli Stati Uniti (week end lungo si direbbe…). Gli ho dato alcune date per incontrarci, ma il telefono non è ancora squillato”. Povera Fornero! Proprio lei. Che con un alzata di sopracciglio stende i sindacati e lascia sul campo morti e precari. Proprio lei viene snobbata dall’imprenditore che più ha ispirato la versione di Elsa, quella dell’agir pubblico contro gli interessi della maggioranza degli italiani. Povera Fornero, a parte i titoli a nove colonne che le dedicano i giornali, in preda al panico pur di risollevare le fortune del compianto governo dei tecnici, si ritrova ad essere sempre più la caricatura di se stessa. La ministra inesistente, come giustamente l’ha definita Luciano Gallino, in buona compagnia di altri famosi inesistenti, da Passera a Profumo, passando per Ornaghi e Catania. Ministri a due dimensioni, meglio se catodicamente a favore di inquadratura. La dimensione del mercato-dio, alla quale ci si inchina in nome e per conto nostro. E poi la dimensione del proprio ego, l’assunzione impavida e grave della responsabilità di essere i migliori, sempre nostro malgrado. Quelli che ci volevano, quelli che non si capiva perché non fossero stati ancora scoperti, quasi che la politica fosse un palcoscenico di talent show sul quale finire a spinte e raccomandazioni. Sempre per il bene nostro.
Ai ministri di Monti, che delle caratteristiche antropologico-ideologiche precedenti è l’eponimo, da cui la vague chiamata pomposamente del “montismo”, manca la terza dimensione e, per chi sa che il mondo ne ha almeno quattro, sfugge addirittura l’esistenza della quarta. Le altre due dimensioni sono, in primo luogo, quella del valore generale delle istituzioni, delle istituzioni democratiche e repubblicane. Bei tempi quando due ministri della Repubblica, Brodolini e Donat Cattin, un socialista ed un democristiano, amavano ripetere “non sono il ministro del lavoro, sono il ministro dei lavoratori”. Sono gli stessi che costruirono la legge 300/70, altrimenti nota, o famigerata a sentire gli attuali ministri, come Statuto dei lavoratori. Era il tempo della crescita economica ma anche dei diritti. All’epoca l’Italia aveva i salari più alti d’Europa e la Fiat era il primo produttore di auto in Europa. Oggi siamo ai salari da fame e sempre la Fiat, di Marchionne e dei fantasmi degli Agnelli, perde almeno il doppio delle altre case automobilistiche, raggiungendo tristi primati, da negozio ai saldi di fine stagione. Lo stesso Donat Cattin convocava la Fiat con i carabinieri, anche se Fornero potrebbe forse risponderci che per acchiappare Marchionne l’americano ci vorrebbe l’FBI.

La cosa che più mi indigna è questa resipiscenza tardiva, questo risveglio dal “sogno” di Fabbrica Italia, la favoletta che aveva fatto dormire sonni tranquilli anche al pupo Renzi. E invece aveva ragione la Fiom! L’incubo, altro che sogno, è partito con il referendum-ricatto di Pomigliano. Doveva essere unico, irripetibile. Un sacrificio, umano, sull’altare della produttività da riconquistare. Il governo dell’epoca plaudì, molti anche di centrosinistra fecero lo stesso. Poi sono cominciate le discriminazioni, l’estensione del cappio di Pomigliano a tutte le fabbriche, poi le condanne contro l’azione discriminatoria dell’azienda, fino allo svelamento dell’inganno coltivato fin dall’inizio. Fabbrica Italia non è mai esistita, bastava vedere le richieste di fondi europei per consentire la dismissione di rami secchi (proprio come si fece per la metallurgia), che ha visto la netta opposizione della VolksWagen in primis. La produttività non c’è perché non c’è il prodotto. E il governo non c’è poiché non c’è uno straccio di politica industriale. Le uniche leggi fatte sono state quelle che hanno generalizzato il marchionnismo, dall’articolo 8 della legge Tremonti che smonta il contratto nazionale, all’abolizione dell’articolo 18 scritto nella pessima legge sul mercato del lavoro di Fornero.
Insomma, la quarta dimensione mancante è quella del tempo in cui vivono le persone reali. Il tempo della crisi che abita l’esperienza quotidiana. Di questo governo abbiamo sempre detto che non ci convinceva, che stava scavando un solco tra la società e le istituzioni. Oggi, dopo Alcoa, Sulcis, Ilva e Fiat siamo all’impotenza eretta a sistema, ridotti a mettere il sale sulla coda all’impresa multinazionale. Per ritrovare questa dimensione di governo dei processi e non solo di amministrazione dell’esistente, va ricostruito dalle fondamenta il senso e la funzione della rappresentanza. Quel senso che icasticamente raccontavano i “ministri dei lavoratori”.

 da Gennaro Migliore 


Fiat, Landini: senza investimenti addio Fiat 
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 LANDINI , FIOM- "La cosa che dice Marchionne ovvero che gli investimenti sono rinviati al 2014 vuol dire altri due anni minimo di cassa integrazione dopodiché il rischio è che l'Italia perda il settore dell'auto", così il segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini parlando a Milano a margine del Milano Film Festival.

Fiat condannata a reintegrare 145 tute blu Fiom


Fiat condannata a Pomigliano: dovrà reintegrare 145 tute blu Fiom

Tribunale Roma, operai sono stati discriminati. Per 19 iscritti anche tre mila euro per danno


 http://cipiri5.blogspot.it/2012/06/fiat-condannata-reintegrare-145-tute.html

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lunedì 17 settembre 2012

Marchionne: “Fabbrica Italia non c’è più”


“Per chi aveva ancora dei dubbi o forse in questi anni guardava da un altra parte, pensando che il problema del mercato dell’auto fosse la Fiom e i lavoratori che difendono i diritti e la dignità, è arrivato l’ennesimo annuncio di Marchionne: “Fabbrica Italia non c’è più”, che conferma semplicemente quanto annunciato già l’anno scorso: “il Piano Fabbrica Italia non esiste, è solo una dichiarazione di intenti, l’espressione di un indirizzo strategico” (ottobre 2011).
Stupisce che solo un mese fa, nell’incontro con i sindacati senza la Fiom, Marchionne abbia rassicurato i Segretari Generali, che si sono affrettati in dichiarazioni ottimistiche sul futuro degli stabilimenti, senza avere visto di nuovo nessun piano produttivo e di investimenti per gli stabilimenti italiani”. E’ quanto dichiara in una nota Emanuele De Nicola, segretario generale della Fiom Cgil Basilicata.
“L’unica certezza –salvo le interferenze della Magistratura e dei lavoratori- in questa complicata vertenza l’ha ottenuta Marchionne, con la complicità dei sindacati riformisti, il quale attraverso l’Accordo separato del Dicembre 2011 ( Ccsl ), ha potuto cancellare la democrazia escludendo la Fiom nelle fabbriche, peggiorare le condizioni dei lavoratori e ottenere con la divisione degli stessi carta bianca per la più grande ristrutturazione del settore auto.
L’effetto per la Sata - prosegue De Nicola - è stato un aumento considerevole di cassa integrazione ( con una media di 2 giorni di lavoro a settimana ) e un abbattimento del salario del 30% circa.
In tutto questo fa sorridere che i firmatari dell’accordo continuino ad invocare il 2° modello, ( ancora non si sa quando e se si farà il primo), dimenticando che le richieste alla Fiat andavano fatte quando si è fatta la trattativa nel 2010, se mai c’è stata una trattativa.
Che gli obiettivi della Fiat erano altri si sapeva, basta ricordare ad esempio che la Sata prima dell’Accordo separato poteva già produrre più di 400.000 vetture all’anno, con una produttività per addetto tra le più alte nel settore ( circa 74 vetture per addetto ).
I sindacati riformisti e responsabili che hanno firmato questo Accordo senza vedere nessun progetto di investimenti e di modelli da produrre ( cambiale in bianco ), se fossero davvero responsabili dovrebbero quanto meno disdettare quel patto e aprire una discussione con i lavoratori attraverso le assemblee e non solo sui giornali, smettendo di scaricare le loro responsabilità solo sulla politica, che non ha firmato nessun Accordo, ma lo ha semplicemente avallato”.
De Nicola chiede, infine, che il Governo tecnico chiami Marchionne a un tavolo di confronto e che la Regione “alzi la voce e costruisca insieme alle Regioni con insediamenti Fiat, un tavolo interregionale con la presenza di tutti i sindacati per elaborare un progetto di politiche industriali anche con il supporto delle Università, per guardare ad una mobilità del futuro che ci liberi dalla dipendenza dal petrolio (che comunque finirà) e guardi alle tecnologie alternative”.

http://www.basilicatanet.it/basilicatanet/site/Basilicatanet/detail.jsp?sec=1005&otype=1012&id=597264

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di Alberto Piccinini, Avvocato giuslavorista membro del collegio difensivo Fiom


Fiat, Landini: senza investimenti addio Fiat 
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 LANDINI , FIOM- "La cosa che dice Marchionne ovvero che gli investimenti sono rinviati al 2014 vuol dire altri due anni minimo di cassa integrazione dopodiché il rischio è che l'Italia perda il settore dell'auto", così il segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini parlando a Milano a margine del Milano Film Festival.

 http://cipiri9.blogspot.it/2012/09/fiat-su-fabbrica-italia-marameo.html

Fiat su Fabbrica Italia : Marameo!


Grazie, Raffaele Bonanni!
il manifesto | Autore: Alessandro Robecchi


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giovedì 13 settembre 2012

Avon : acquisizione potenziali venditori



  PER SAPERNE DI PIU'
 - Campagna Avon per l'acquisizione di potenziali venditori per il gruppo Avon.
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leggi anche http://cipiri5.blogspot.it/2012/09/seat-pg-cerca-giovani-dinamici-e.html



ANKE

Lidl, Assunzioni a tempo indeterminato

Assunzioni Lidl, pronti nuovi contratti a tempo indeterminato

Ci siamo ragazzi. Nuove opportunità di lavoro arrivano nuovamente dalla Grande Distribuzione Organizzata e, in particolar modo, dalla catena di supermercati tedesca Lidl.
http://cipiri5.blogspot.it/2012/09/lidl-assunzioni-tempo-indeterminato.html
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lunedì 10 settembre 2012

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