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lunedì 17 settembre 2012

Marchionne: “Fabbrica Italia non c’è più”


“Per chi aveva ancora dei dubbi o forse in questi anni guardava da un altra parte, pensando che il problema del mercato dell’auto fosse la Fiom e i lavoratori che difendono i diritti e la dignità, è arrivato l’ennesimo annuncio di Marchionne: “Fabbrica Italia non c’è più”, che conferma semplicemente quanto annunciato già l’anno scorso: “il Piano Fabbrica Italia non esiste, è solo una dichiarazione di intenti, l’espressione di un indirizzo strategico” (ottobre 2011).
Stupisce che solo un mese fa, nell’incontro con i sindacati senza la Fiom, Marchionne abbia rassicurato i Segretari Generali, che si sono affrettati in dichiarazioni ottimistiche sul futuro degli stabilimenti, senza avere visto di nuovo nessun piano produttivo e di investimenti per gli stabilimenti italiani”. E’ quanto dichiara in una nota Emanuele De Nicola, segretario generale della Fiom Cgil Basilicata.
“L’unica certezza –salvo le interferenze della Magistratura e dei lavoratori- in questa complicata vertenza l’ha ottenuta Marchionne, con la complicità dei sindacati riformisti, il quale attraverso l’Accordo separato del Dicembre 2011 ( Ccsl ), ha potuto cancellare la democrazia escludendo la Fiom nelle fabbriche, peggiorare le condizioni dei lavoratori e ottenere con la divisione degli stessi carta bianca per la più grande ristrutturazione del settore auto.
L’effetto per la Sata - prosegue De Nicola - è stato un aumento considerevole di cassa integrazione ( con una media di 2 giorni di lavoro a settimana ) e un abbattimento del salario del 30% circa.
In tutto questo fa sorridere che i firmatari dell’accordo continuino ad invocare il 2° modello, ( ancora non si sa quando e se si farà il primo), dimenticando che le richieste alla Fiat andavano fatte quando si è fatta la trattativa nel 2010, se mai c’è stata una trattativa.
Che gli obiettivi della Fiat erano altri si sapeva, basta ricordare ad esempio che la Sata prima dell’Accordo separato poteva già produrre più di 400.000 vetture all’anno, con una produttività per addetto tra le più alte nel settore ( circa 74 vetture per addetto ).
I sindacati riformisti e responsabili che hanno firmato questo Accordo senza vedere nessun progetto di investimenti e di modelli da produrre ( cambiale in bianco ), se fossero davvero responsabili dovrebbero quanto meno disdettare quel patto e aprire una discussione con i lavoratori attraverso le assemblee e non solo sui giornali, smettendo di scaricare le loro responsabilità solo sulla politica, che non ha firmato nessun Accordo, ma lo ha semplicemente avallato”.
De Nicola chiede, infine, che il Governo tecnico chiami Marchionne a un tavolo di confronto e che la Regione “alzi la voce e costruisca insieme alle Regioni con insediamenti Fiat, un tavolo interregionale con la presenza di tutti i sindacati per elaborare un progetto di politiche industriali anche con il supporto delle Università, per guardare ad una mobilità del futuro che ci liberi dalla dipendenza dal petrolio (che comunque finirà) e guardi alle tecnologie alternative”.

http://www.basilicatanet.it/basilicatanet/site/Basilicatanet/detail.jsp?sec=1005&otype=1012&id=597264

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di Alberto Piccinini, Avvocato giuslavorista membro del collegio difensivo Fiom


Fiat, Landini: senza investimenti addio Fiat 
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 LANDINI , FIOM- "La cosa che dice Marchionne ovvero che gli investimenti sono rinviati al 2014 vuol dire altri due anni minimo di cassa integrazione dopodiché il rischio è che l'Italia perda il settore dell'auto", così il segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini parlando a Milano a margine del Milano Film Festival.

 http://cipiri9.blogspot.it/2012/09/fiat-su-fabbrica-italia-marameo.html

Fiat su Fabbrica Italia : Marameo!


Grazie, Raffaele Bonanni!
il manifesto | Autore: Alessandro Robecchi


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