giovedì 25 ottobre 2012

Fornero : Choosy sarai tu


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"Choosy" a chi? La rete contro Fornero


Il ministro dice che i giovani dovrebbero adattarsi per entrare nel mercato del lavoro. E la rete risponde con un blog collettivo. Ecco parole e immagini di chi, spesso con laurea e specializzazione, pur di lavorare ha accettato di tutto. Dimostrando che il problema non è essere schizzinosi, ma non essere sfruttati.

 "Chooosy" è la parola del momento. "Schizzinosi", come secondo il ministro del Lavoro Elsa Fornero non dovrebbero essere i giovani quando si tratta di entrare nel mercato del lavoro. Lei usa parole forbite, la rete le risponde con l'ironia della realtà. Che a volte tanto ironica non è. Nasce così il tumblr temporaneo http://choosysaraitu.tumblr.com/ dedicato a raccogliere l'indignazione di quanti tanto "choosy" non si sentono, anzi, se proprio si devono definire in qualche modo preferiscono la parola "sfruttati".

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sabato 20 ottobre 2012

Prima di tutto il lavoro


"Prima di tutto il lavoro". E' questo lo slogan della manifestazione nazionale della Cgil di oggi a Roma in piazza San Giovanni. Dopo due anni di crisi che si sono sommati al biennio precedente di chiusure, cassa integrazione, licenziamenti, aumento della precarietà, la Cgil torna dunque in piazza ripartendo proprio dal lavoro. Attorno alle 16,30 è previsto l'intervento del leader della Cgil, Susanna Camusso.

Quello di oggi è un appuntamento organizzato dalla confederazione sindacale "proprio con lo scopo di riunificare le centinaia di vertenze ancora senza soluzione e aprire un dialogo e un'azione comune tra tutti i soggetti che sono stati colpiti dalla crisi economica e che rischiano sempre più spesso di rimanere isolati, come si è potuto vedere drammaticamente dalle proteste sempre più estreme a cui i lavoratori sono stati obbligati per farsi sentire ed essere quantomeno considerati dai media".

Proprio per la particolare caratteristica dell'evento, la Cgil ha pensato di organizzare una manifestazione con un modulo diverso dal solito. Non ci sarà corteo e la piazza sarà aperta per quasi tutta la giornata, dalle 10.30 alle 17.30. Una vera e propria non stop del lavoro. Ma quella di domani non sarà dunque solo una manifestazione di protesta. Il sindacato di Corso Italia vuole piuttosto riportare all'attenzione del Paese e della politica le priorità su cui è necessario intervenire per cambiare da subito l'agenda Monti e comunque mettere le basi per una nuova politica industriale ed economica.

Sul palco si alterneranno delegati, attori, lavoratori e lavoratrici, giovani, musicisti. Molti gli interventi di gruppi musicali: P-funking band, Noarrembì, Casa del vento, Peppe Voltarelli, Tosca, Enzo Avitabile & Bottari, Eugenio Finardi. Presentatore della manifestazione sarà Rolando Ravello, che darà il via alla non stop alle 10.30, con la musica dei P-Funking band.

Nel corso della giornata parleranno lavoratori, lavoratrici, delegati di tutti i settori: dai ricercatori alle lavoratrici tessili, dai dipendenti delle coop sociali ai lavoratori del settore del mobile imbottito, agli edili e metalmeccanici, i dipendenti del settore del commercio. Ci saranno i racconti dei casi più conosciuti alla cronaca (Irisbus, Vynils, Carbosulcis, ecc), ma anche i racconti delle storie di lavoro meno conosciute.

In piazza San Giovanni, oltre al tradizionale palco delle manifestazioni, ci saranno anche 30 stand che comporranno il "villaggio del lavoro". Saranno 21 gli stand regionali dove saranno rappresentate ed evidenziate le aziende in crisi dei diversi territori. Altri 12 stand delle federazioni di categoria che illustreranno le diverse crisi dei settori di riferimento.

Le proposte della CGIL
Quella di sabato 20 ottobre non sarà dunque solo una manifestazione di protesta.
Il sindacato di Corso Italia vuole piuttosto riportare all'attenzione del Paese e della politica le priorità su cui è necessario intervenire per cambiare da subito l'agenda Monti e comunque mettere le basi per una nuova politica industriale ed economica.

1) Una politica industriale volta ad assicurare un futuro di innovazione all'industria e ai servizi assicurando gli investimenti necessari
2) La detassazione della tredicesima mensilità per sostenere i consumi delle famiglie
3) Proroga di almeno un anno dell'attuale sistema degli ammortizzatori sociali
4) Rifinanziamento degli ammortizzatori in deroga e particolare attenzione in tema di ammortizzatori ai precari
5) Soluzione strutturale per tutti i lavoratori esodati e un uguale sistema di pensionamento per lavoratori pubblici e privati in esubero
6) Intervento straordinario per favorire l'occupazione giovanile e femminile
7) Allentamento del Patto di stabilità per consentire ai Comuni di dare corso alle opere infrastrutturali finanziabili.

Quattro anni di crisi hanno sconvolto il sistema produttivo Italiano. Alcuni dati:
4 miliardi di ore di cassa integrazione dal 2008 ad oggi. Dall’inizio della fase peggiore della crisi, la richiesta di CIG è aumentata a oltre il 300% sul 2008, anche in presenza di una riduzione occupazionale con quasi mezzo milione di posti di lavoro persi.
Nel quinquennio alle ore di CIG ha corrisposto una mancata produzione per oltre 450.000 lavoratori, costantemente a zero ore dal 2009 fino ad oggi. 500 mila lavoratori inattivi ogni anno. E' stato boom della cassa integrazione.
Particolarmente colpiti dalla crisi sono stati i settori industriali che hanno registrato l'aumento più consistente di Cassa integrazione lpari al +281,22% sul 2008 oltre ad un calo occupazionale del 6,18% sul 2008. Sono state richieste per ogni lavoratore centinaia di ore di CIG. Nel settore industriale si è passati dalle 36 ore per addetto del 2008 alle 15 del 2011 (+319,44%). È come dire, che ogni addetto del settore industriale ha lavorato un mese in meno per ogni anno, dal 2009 fino ad oggi.

Il tutto si somma ad un crollo degli investimenti pari al 17%.



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mercoledì 17 ottobre 2012

Radio Popolare


Radio Popolare ha trentasei anni. E se oggi siamo ancora qui lo dobbiamo a quanti in questi anni hanno fatto la scelta di sostenerci, di fare la radio con noi, di credere in un altro modo di fare informazione, cultura e – perché no – intrattenimento.
Ecco a cosa serve l'abbonamento: a costruire insieme qualcosa che altrove non c'è, un bene comune, una radio libera e indipendente.

Fin dal 1976 Radio Popolare vuol dire informazione libera e comunicazione indipendente, perché autonoma da entità editoriali e politiche. Radio Popolare è controllata dalla Cooperativa dei lavoratori e dei collaboratori, nonché da un diffuso azionariato popolare: sono le componenti principali di Errepi S.p.A. la società per azioni che edita dal 1990 Radio Popolare. Dal 1992 è collegata in network con altre radio italiane e dal 2001 il segnale di Radio Popolare si può ascoltare in tutta Europa e parte dell’Africa e del Medio Oriente attraverso il satellite. 

La storia di (e attraverso)
Radio Popolare

1975La vigilia di Natale viene registrata al tribunale di Milano la testata Radio Popolare.
1976 Si forma la Cooperativa di Radio Popolare, fondata da rappresentanti di varie forze politiche e sindacali della sinistra (Fim, Fiom, Uil, sinistra Psi, Lc, Mls poi Pdup, Ao ed altri). I redattori ne sono soci. Gli ascoltatori lo diventano acquistando una tessera. La radio comincia a trasmettere sulle frequenze di Radio Milano Centrale di cui assorbe una parte dei redattori. La sede è in corso Buenos Aires. Lo studio di trasmissione viene chiamato "metrocubo". Il progetto è di Piero Scaramucci, che assume la direzione della radio. Il 7 dicembre Radio Popolare diventa famosa con la radiocronaca della contestazione e degli incidenti in occasione della prima della Scala: quindici redattori chiamano in continuazione dai telefoni pubblici; Camilla Cederna (in incognito) fa la cronaca dall'interno del teatro. Per la morte di Mao Rp manda in onda una corrispondenza dalla Cina di Edoarda Masi.
1977
Si struttura il palinsesto: dieci notiziari al giorno, la rubrica sindacale verso sera, il microfono aperto al mattino, le notturne in diretta con giochi di autocoscienza. Sull'onda del movimento giovanile e studentesco prende vita la "Rubrica giovani". Censurato dalla Rai, Dario Fo risponde agli ascoltatori in collegamento artigianale con decine di radio di tutta Italia. "Nascono" Gino e Michele con "Passati col rosso". Le donne di Rp organizzano una grande festa al Palalido dove verranno amplificate le corrispondenze degli incidenti di Roma e Bologna. In autunno trasloco nella palazzina di via Pasteur. Scaramucci torna in Rai, nuovo direttore è Nini Briglia.
1978
Telefonano i fascisti in una notturna sulla violenza dopo l'uccisione di due missini a Roma. Si apre un grande dibattito nella sinistra: si devono lasciar parlare i fascisti? In marzo la radio è il punto di riferimento per la grande risposta popolare all'assassinio di Fausto e Iaio, due ragazzi del Leoncavallo.
1979
Briglia lascia Rp per la carta stampata, inizia la direzione di Biagio Longo. L'8 aprile Antonio Stella inaugura "Le testate degli altri", la rassegna stampa: per mesi pagherà i giornali di tasca propria. Cronache dalle fabbriche in lotta contro i licenziamenti tra cui l'appassionata diretta dell'assemblea Unidal.
CONTINUA QUI http://www.radiopopolare.it/chisiamo/storia/


Radio Popolare e' ascoltabile in streaming
e con un decoder digitale Eutelsat Hot Bird 4, a 13° Est.Polarizzazione verticale Frequenza 12.111 MHz.

DIRETTA http://www.radiopopolare.it/poplive/diretta/

 Siamo da sempre convinti che sia diritto inalienabile della persona comunicare ed essere informati. Diritto sempre più difficile da esercitare. Ma noi insistiamo: con il nostro lavoro quotidiano, insieme alle radio di Popolare Network, puntiamo a promuovere nuove fonti di informazione, la partecipazione attiva del pubblico, la costruzione di una comunicazione non mercificata e la cooperazione con chiunque persegua questi stessi fini.
Buon ascolto.

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lunedì 15 ottobre 2012

PC: Seat Pagine Gialle : CERCA PERSONALE

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lunedì 8 ottobre 2012

Bigextracash. Guadagna dormendo!!


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venerdì 5 ottobre 2012

Clicksor : Opportunità di lavoro


  • Attualmente stiamo assumendo:
  • 1. Direttore commerciale inserzionista 
  • 2. Rappresentante commerciale 
  • 3. Web Developer 

Direttore commerciale inserzionista

Condizioni d’impiego: Full Time, Fisso
Luogo: North York, Ontario
Descrizione:
A causa della crescita esplosiva di Clicksor.com Inc., una delle aziende leader della pubblicità online per oltre 500 supporti di proprietà, abbiamo recentemente ampliato dei nuovi uffici. Ora siamo alla ricerca di un direttore commerciale per gli insezionisti fortemente motivato per far parte della nostra squadra di vendita sia interna che esterna. Sarete responsabili per iniziare, costruire e mantenere relazioni a lungo termine con le agenzie e con affidabili inserzionisti interattivi e gestire le loro vendite in tutto il mondo. È un vantaggio avere una precedente esperienza nella vendita di annunci online. Un’esperienza di agenzia è altamente auspicabile in quanto il lavoro è anche una misura eccellente per direttori dei media, progettisti o acquirenti in cerca di spostare le vendite. La posizione offre una base molto attraente + provvigione + bonus struttura.
Responsabilità:
  • Generare nuove opportunità di business per la pubblicità online.
  • Installazione e ottimizzare nuovi accounts per il database clienti.
  • Coinvolgere inserzionisti e responsabili decisionali d’agenzia a tutti i livelli.
  • Pianificare, preparare e realizzare incontri ad alto impatto con prospettive e clienti.
  • Prospettiva, valutare e individuare le migliori opportunità da seguire per ricevere RFP (Request for Proposal).
  • Sviluppare strategie vincenti di vendita e proposte.
  • Identificare e sviluppare una forte comprensione degli obiettivi del cliente e le principali sfide.
  • Rispondere alle richieste dei clienti via email e telefono.
  • Effettuare chiamate ai potenziali clienti.
  • Riportare al Direttore del Team.
Requisiti:
  • Oltre un anno di esperienza di vendita
  • La conoscenza dei prodotti Microsoft (Internet Explorer, MS Outlook, MS Word)
  • Competenze superiori in tutti gli aspetti del ciclo di vendita compresa la prospezione, la negoziazione e la capacità di vendere in base al valore, non al prezzo.
  • Comprovate capacità di comunicazione, presentazione e vendita con un talento per la vendita consultiva
  • Eccellenti doti di comunicazione via e-mail e telefono.
  • Capacità di lavorare in modo indipendente e auto motivato.
  • Ben organizzato
  • Comprensione delle dinamiche di acquisto online e della pianificaione della campagna di agenzia è un plus.
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Rappresentante commerciale

Condizioni d’impiego: Full Time, Fisso:
Luogo: North York, Ontario
Responsabilità:
  • Generare nuove opportunità di business per la pubblicità online
  • Creazione di nuovi accounts e ottimizzazione dei vecchi e nuovi clienti
  • Monitorare gli affari degli acccounts e fornire assitenza
  • Assistere le campagne pubblicitarie e di marketing
  • Condurre studi di ricerca di marketing
  • Identificare e risolvere i problemi dei clienti in modo proattivo
  • Fornire servizi su misura ai clienti per la creazione di campagne
  • Gestire progetti di sviluppo del business
  • Rispondere alle richieste dei clienti via e-mail e telefono
  • Mantenere buone relazioni con i clienti
  • Può essere richiesto chiamare a freddo potenziali nuovi clienti
Requisiti:
  • Forti vendite e di servizio clienti
  • La conoscenza dei prodotti Microsoft (Internet Explorer, MS Outlook, MS Word)
  • Competente in lingua inglese orale e scritta
  • Competenze telefoniche ottime
  • Auto motivato
  • È un plus l’esperienza nel commercio elettronico o la pubblicità del settore Internet
Educazione:
Diploma o dottore in lettere nel settore interessato, o equivalente esperienza nel settore.
Il candidato selezionato riceverà una formazione professionale per acquisire esperienza pratica nella pubblicità online, e-commerce e l’industria di sviluppo web.

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Web developer

Condizioni d’impiego: Full Time, Fisso
Luogo: North York, Ontario
Descrizione:
Siamo alla ricerca di un Web Developer per il nostro team di pubblicità on line, che sarà responsabile della manutenzione e valorizzazione dei sistemi attuali.
Responsabilità:
  • Progettare scrivere, testare, documentare, installare e mantenere i programmi per assicurare il funzionamento corretto dei sistemi
  • Comunicare con i membri e gli utenti per soddisfare i requisiti
  • Fornire consulenza per progetti di sviluppo web, analizzando i loro bisogni e fornire istruzioni o indicazioni sul web design e processo di sviluppo
  • In grado di rispettare le scadenze e lavorare sotto pressione
  • È un plus avere conoscenza degli annunci pubblictari
Requisiti:
  • Minimo 2 anni di esperienza lavorativa
  • Deve avere esperienza di programmazione utilizzando le seguenti lingue: HTML, PHP, MySQL, Java Script, XML, CSS, Perl, programmazione Object-Oriented
  • Conoscenza di Ajax e web 2.0
  • Buona conoscenza dei database come SQL, MySQL, Access, Oracle etc.
  • Eccellente padronanza della lingua inglese parlata e scritta
  • Conoscenza dei concetti e della configurazione del web server
  • Possibilità di installare e configurare il sistema operativo Linux
Educazione:
Laurea in Informatica
Esperienza(non necessaria):3-5 anni di esperienza full-time con PHP e MySQL

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Diventa un editore Clicksor

 

CARATTERISTICHE & VANTAGGI

Clicksor offre ai webmaster la possibilità di guadagnare, semplicemente evidenziando una selezione di testo cliccabile o con la visualizzazione di banner contestuali mirati sui propri siti o blog.

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Ecco quello che si ottiene diventando un editore Clicksor:

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  • Monetizza al massimo il tuo traffico: Aggiungi i nostri annunci insieme con quelli di altre reti per ottenere il 100% per il sito. È anche possibile fissare i prezzi minimi per CPV, CPC, CPM, e per gli annunci CPI. Per assicurarsi che si sta ancora guadagnando, se il prezzo minimo per i tuoi annunci non ti soddisfa, vengono presentati gli annunci di default fare in modo che non abbia traffico invenduto.
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Ci sono molte altre caratteristiche e grandi vantaggi nel diventare un editore Clicksor. Scopri perchè oggi stesso che siamo la migliore rete.
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Cos'è il Targeting Contestuale?

 continua a leggere



  • Puoi inviarci una tua lettera con il curriculum all’indirizzo - jobs@yesup.com - inserendo ‘titolo del lavoro’ nell’oggetto dell’email.
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martedì 2 ottobre 2012

L'otto per il diciotto: Due referendum


L'otto per il diciotto.
 Due referendum per restituire l'Art. 18 e abolire deroghe e ristabilire certezza dei diritti dell'art. 8

 L'obiettivo è raggiungere i 1.000 aderenti alla pagina entro oggi. Ecco quello che dobbiamo fare: postare questo logo che abbiamo creato per diffondere l'evento sul profilo, nelle pagine, mandarlo a amiche e amici, twittare #lottoperildiciotto annunciando che avete aderito su questa pagina (ricordate il link www.facebook.com/referendumlavoro), create post con i link a Twitter, Facebook e al sito e, non dimenticate di dirlo anche agli amci al bar, durante la fila in posta, dovunque voi siate fuori dal web. Passateparola...

http://www.referendumlavoro.it/index.php?option=com_content&view=frontpage&Itemid=1

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lunedì 1 ottobre 2012

Ilva di Taranto : Lavorare per morire?

 

Lavorare per morire?

 Al Teatro Valle Occupato si parla dell’ Ilva di Taranto


Dopo aver fatto irruzione nella piazza armati solo di un altoparlante e delegittimando i sindacati , l’Apecar del “Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti” fa rotta verso il Teatro Valle Occupato per discutere in un’assemblea pubblica del paradosso nazionale “Ilva Taranto” dove lavoro, salute, ambiente sono ancora lontanti da una riconciliazione.
Gli scenari futuri sono disegnabili sulla scia delle intenzioni di chi, nonostante la crisi dell’ acciaio, ha interesse a restare nella città. Cercare una soluzione sull’ Ilva è questione intricata, ma sul palco i membri del comitato hanno cercato di sbrogliarla portando con loro le testimonianze dirette delle lotte che conducono nella città ionica, giovani che tra salute e lavoro optano per una terza via che è sintesi di tutte, la vita.
All’ apertura dell’ Assemblea un video racconta dei quartieri a ridosso del mostro, Tamburi, Borgo, Paolo Sesto, della Città vecchia, dei giardini impregnati di veleno, dove la diossina è solo una delle polveri quotidianamente respirate, dove i bambini a due mesi hanno il primo attacco d’asma. “Il sindaco- dice Giuseppe che vive da trent’ anni nel quartiere Tamburi- ha predisposto ben due ordinanze su quei giardini che dovrebbero essere recintati, sottoposti a bonifiche pesanti”, ma da quando giocava con le mani perennemente nere non è cambiato nulla. “Non so quando, ma so già di cosa morirò, a meno che non io non resti vittima di un evento traumatico”.
Perché Taranto è vista così dagli stessi tarantini, un paese di “morti che camminano” dove non si è prodotto solo un inquinamento ambientale, ma un inquinamento delle coscienze, dove “è meglio morire di tumore che di fame”. L’azienda di Riva ha creato anche questo, una spaccatura identitaria non solo dell’ intera città, ma all’interno della persona stessa divisa tra la coscienza di essere operaio dell’Ilva e la coscienza di essere cittadino di Taranto. “Prima non c’ era possibilità di dialogo neanche con i parenti che lavoravano all’ Ilva” racconta Francesca, membro del Comitato. I sindacati finora hanno alimentato questa spaccatura schierandosi dalla parte di Riva e difendendo l’azienda dai provvedimenti del Gip, è ciò viene fuori dai racconti di Stefano, operaio e cittadino che si è ribellato al sistema. Ma le cose sembra che stiano cambiando. Il movimento funge da collante preciso ricomponendo una frattura che sembrava insanabile e molti sono gli operai che si sono staccati dai sindacati ci dice Emiliano. Taranto appare oggi così ai nostri occhi come un laboratorio politico dove si lavora per la riconversione, il controllo dal basso, per una nuova idea di rappresentanza.
Quando si parla delle acciaierie messe in piedi in una città a vocazione turistica è un obbligo parlare della classe operaia, della sinistra industrialista e della logica del profitto “Taranto- commenta Giuseppe De Marzo di A Sud- è stata sacrificata per ammettere una crescita economica che in realtà è antieconomica perché non ridistribuisce i profitti” e a prova di ciò basta dare un’ occhiata ai livelli di occupazione registrati nella città ionica. Tra gli altri argomenti toccati dall’ assemblea- alla quale sono intervenuti anche Lidia Giannotti di PeaceLink,il CollettivoLab_Aut di Barletta, il Collettivo Bancarotta di Bagnoli- dal sistema di disinformazione ai blocchi della statale 100 e 106, dagli ampliamenti del porto all’ inchiesta bis sul colosso dell’ acciaio Ambiente Venduto, fino all’ assenza di un registro tumori.

di Lucia Varasano
http://www.mediapolitika.com/?p=5265

LINK 

Teatro Valle Occupato

http://www.teatrovalleoccupato.it/
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PETIZIONE: NON CANCELLATE LE NORME PER LA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

PETIZIONE :

 NON CANCELLATE LE NORME PER LA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO


Firenze - Dopo le precedenti lettere dalla rete pubblichiamo Marco Bazzoni - operaio Responsabile dei lavoratori per la sicurezza - che ci avverte della pericolosa ennesima semplificazione delle salute e della vita dei lavotatori da parte del Governo Monti

Dal Ministro della Funzione Pubblica Patroni Griffi, abbiamo appreso che al massimo entro il prossimo Consiglio Dei Ministri sarà  approvato il decreto semplificazioni bis, che contiene molte modifiche peggiorative alla salute e sicurezza sul lavoro: altro che semplificazioni burocratiche per le aziende, qui si tratta di vere e proprie cancellazioni di norme per la salute e sicurezza sul lavoro!!!
In un paese normale ci sarebbero state critiche a non finire, invece a parte le forti critiche dei sindacati ed un comunicato congiunto di Boccuzzi e Damiano del PD, non mi risulta che ci siano stati altri interventi critici a questa bozza di decreto.
Chissà, forse perchè si aspetta che il decreto sia approvato dal Consiglio dei Ministri e firmato dal Presidente della Repubblica Napolitano per criticarlo.
Peccato però, che dopo sarà troppo tardi, perchè a quel punto, sarà molto difficile, se non impossibile, fare tornare il Governo Monti sui propri passi: l'abbiamo visto a Marzo 2012, con il decreto semplificazioni, con l'articolo 14 che cancellava i controlli per la salute e sicurezza sul lavoro, quanto è stata dura farli tornare sui propri passi: solo grazie ad una mobilitazione popolare che questo è stato possibile, ma questa volta sarà molto più dura!
Vi allego anche la relazione tecnica dell'Ing Marco Spezia su questo decreto.
Spero che almeno un blog, un sito web, un mezzo d'informazione, pubblichi questa petizione.
Se lo ritenete opportuno, perdete qualche minuto del vostro tempo per leggerVi  sia questa petizione, che la relazione dell'Ing Marco Spezia e perchè no, aderire ad una petizione che secondo me è sacrosanta!
L'ex Ministro Giulio Tremonti, proprio 2 anni fa esordì così: "Robe come la 626 sono un lusso che non possiamo permetterci".
E anche il Governo Monti è sulla stessa sintonia e l'abbiamo visto con i continui attacchi alla salute e sicurezza sul lavoro.
Marco Bazzoni-Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza-Firenze



PETIZIONE " NON CANCELLATE LE NORME PER LA SALUTE E SICUREZZA  SUL LAVORO"
Mentre il Governo Monti si appresta a varare il decreto semplificazioni bis, a parte le forti prese di posizione dei sindacati confederali alle modifiche alla salute e sicurezza sul lavoro, a livello politico vige il silenzio più assoluto: nessuno di loro ha finora espresso, non dico critiche, ma nemmeno opinioni sul testo provvisorio del Decreto.
Questo bozza del decreto semplificazioni bis, contiene, una riduzione della formazione e della sorveglianza sanitaria per i lavori "brevi" (meno di 50 giorni) , l'eliminazione dell'obbligo di elaborare i dati aggregati sanitari di rischio dei lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria, l'eliminazione del DUVRI e del coordinamento per lavori brevi, l'eliminazione del Documento di Valutazione dei rischi (DVR) per le piccole aziende (fino a 50 addetti) e per quelle a basso rischio, lo snaturamento del piano operativo di sicurezza e coordinamento per cantieri, l'eliminazione degli obblighi relativi ai cantieri per "piccoli" scavi, l'eliminazione dell'obbligo di comunicazione degli infortuni alle autorità di pubblica sicurezza, l'eliminazione delle competenze delle autorità di pubblica sicurezza e della Procura della Repubblica in caso di infortuni, l'eliminazione da parte dell'Organo di Vigilanza di richiedere prescrizioni per nuovi luoghi di lavoro o di ristrutturazione di quelli esistenti, la deresponsabilizzazione dell'obbligo di notifica.
Con lo slogan del Governo di meno burocrazia per le aziende, si cancellano importanti norme per la salute e sicurezza sul lavoro, e tutto ciò è inaccettabile!
Per bloccare questo ennesimo e vergognoso attacca al TU Sicurezza sul lavoro (Dlgs 81/08), c'è bisogno dell'impegno di tutti, ecco perchè  oltre a sindacati (che ringrazio per il loro intervento), ai partiti politici (che per ora tacciono), tutti sono chiamati a dire la loro su questo decreto semplificazioni bis, a cominciare dalle Regioni, alle Asl, ai medici competenti, ai tecnici della prevenzione, alle associazioni, al mondo dell'informazione, ecc.
Inoltre, chiedo a tutti, di fare sentire la propria voce, aderendo ad una petizione sacrosanta, inviando il proprio nominativo, azienda, qualifica e città a: bazzoni_m#tin.it

Marco Bazzoni-Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza-Firenze

Link articolo: http://firenze5stelle.com/2012/10/01/petizione-non-cancellate-le-norme-per-la-salute-e-sicurezza-sul-lavoro/
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Coda per lo smartphone, non per il lavoro

 

Coda per lo smartphone, non per il lavoro



Tutti in fila per il telefonino di ultima generazione e nessuno in fila quando c’è da protestare per la difesa del lavoro o per le ingiustizie a cui quotidianamente siamo sottoposti??
E poi il messaggio che arriva è sicuramente quello del Paese dei bengodi che poco ha a che fare con quello che vogliamo realmente e ne andiamo anche fieri?’
Credo che ognuno di noi possa disporre dei propri soldi come meglio crede ed investirli nell’acquisto dei beni  che ritiene necessari per la sua vita , ma su questa cosa in un momento come quello che stiamo vivendo dobbiamo per forza cercare di fare una riflessione.
Cosa è diventata questa vita maltrattata in effetti??
Quando si smetterà di avere un valore che si basa su ciò che si possiede e non su ciò che si è come persone?
Cosa stiamo aspettando per cercare di renderlo migliore questo mondo smettendo di ingabbiarlo in spot pubblicitari che privilegiano un’oggetto e riducono ai minimi termini un’intera esistenza?
A volte appare tutto così riduttivo e vano che verrebbe davvero voglia di scappare lontano da queste situazioni.
Non si possono più vedere pensionati che frugano nelle cassette della frutta dopo i mercati per mettere insieme con ciò che trovano fra gli scarti il pranzo con la cena.
Non si possono più vedere operai che piangono in diretta tv perché non hanno più il lavoro e non riescono a provvedere alle proprie famiglie.
Non si possono più vedere ammalati doversi pagare ed anche a caro prezzo i farmaci che gli occorrono o restare mesi fermi in liste d’attesa interminabili prima di avere diritto ad un’esame .
Non si possono più vedere persone disperate compiere gesti disperati e restare insensibili di fronte a tanta sofferenza.
Non si possono più vedere paesi che spofondano in un mare di fango per l’incuria e per la golosità della speculazione edilizia e non avere nemmeno un servizio che gli dedichi il giusto rilievo.
Non si possono più vedere illustri professionisti giocare con le nostre vite devolvendo le somme messe a disposizione per i comuni mortali rimpinguare le loro tasche già piene e servire per pranzi luculliani quando intorno questo Paese sta affossando nella disperazione più totale.
Ma le teste delle persone ,di quelle vere ,di quelle che si dicevano disposte a lottare per allontanare dalle loro vite l’insensibilità e l’appiattimento che la tv, la pubblicità, la moda del momento volevano inculcargli dove è andata a finire???
Perché non abbiamo una risposta forte e sentita per scacciare le cose che ci allontanano dalla realtà e sappiamo solo girare la testa dall’altra parte quando vediamo lacrime di dolore nello sguardo pulito di chi non riesce più a sopravvivere nemmeno a vivere ma a sopravvivere decentemente?
Che esempio si sta regalando alle nuove generazioni? Cosa sta passando come concetto di “normalità” in queste vite che si trascinano appiattite??
Perché nessuno si incavola davvero difronte a queste cose?,perché tutto tace e diventa un motivo in più per far finta che nulla stia accadendo e che gli esseri umani esistono sempre meno per lasciare il posto a vuoti fantocci senza anima?
Non riesco a capire e chiedo aiuto a voi ,non riesco a capire come si possa silentemente accettare tutto ciò, non riesco a capire cosa è sfuggito di mano a chi non si ferma un solo momento a riflettere, non riesco a capire come mai questo sia un Paese di ricchi quando tutto sta franando e di ricchezza davvero non vè né più.
Non riesco a capire come mai tutti si dicano delusi e poi nelle occasioni per farsi sentire i volti che mi circondano siano sempre gli stessi…
Con cosa abbiamo barattato le nostre splendide unicità, perché ci siamo spenti prima ancora di aver provato a far passare dei concetti differenti, perché è così facile fornire l’esempio di chi ha fatto strada imbrogliando o svendendo se stesso e non si riesce invece a far capire che una casa senza solide fondamenta prima o poi è costretta a cadere e malamente anche.
Questo mondo in fila per una nuova bestialità che non fa altro che allontanare dalle realtà mi mette addosso una tristezza che vorrei ma non riesco a descrivere qui.
Mi sento offesa da tanta arrendevolezza.mi sento sempre più non rappresentata da queste situazioni, mi sento profondamente delusa da chi avendo qualche annetto e qualche esperienza in più avrebbe dovuto capire a cosa ci ha portati questa corsa al possesso di beni voluttuari che non migliorarenno di certo ciò che siamo ma che riempiranno per bene le tasche di chi ci vuole vuoti e malleabili.
Nessuno si accorge di quanto ci stanno privando?
Nessuno si accorge di quanto ci stiano portando via  togliendoci la possibilità di tornare a riappropiarci della cultura?
Andare al cinema, andare a teatro, acquistare un buon libro sono diventate cose molto onerose e le persone interessate sono in strada senza lavoro e dimenticate ,abbandonate da uno stato che sprona a svolgere il proprio dovere ma abbandona quando c’è bisogno di sentirlo al proprio fianco.
Peccato che lo stesso non accada quando la posta in gioco è qualcosa di effimero , che ti fa sentire importante difronte al mondo quando lo puoi stringere fra le mani e che sarà entro breve soppiantato da un altro modello più avanzato per vedere le stesse file di persone smaniose allungarsi ,accorciando sempre più la capacità di coniugare correttamente un congiuntivo tanto parlare a telefono pur sbagliando i verbi continua a fare figo.
Quando ritornaremo tutti a farci valere e non strumentalizzare per una piccola banalità?
Perché non vedo le stesse file piene di volontà dare una mano a chi presidia aziende portando anche solo una parola di solidarietà, aiutare un ammalato, preparare un pasto caldo a chi fruga come un animale braccato fra i rifiuti , prendere in mano una pala ed aiutare chi è sommerso dal fango ed ha perso tutto.
Si fa di tutto ma si prendono le distanze da chi soffre davvero oppure da chi non si arrende a questo volere quasi come se farsi vedere al fianco di queste persone potesse ferire l’ego rampante di chi per sentirsi vivo deve ancora apparire e non essere.
Questo mondo mi rende davvero triste,non è il mondo in cui mi riconosco e mai mi vedrà applaudire azioni come queste.
Questo mondo ha bisogno di essere risvegliato e non so come e non so da dove ma bisogna davvero che da qualche parte si inizi a farlo.
Questo mondo possiede ancora la voglia di non darsi per vinto e non sarà una stupida scatolina a mettere i paletti della diversità ma i piccoli cervelli che ad essa si prostrano quasi come se si trattasse di una divinità.
Riprendiamoci in mano le nostre vite e cerchiamo sempre di avere una testa raziocinante ed elastica perché la vita è molto più di una giornata trascorsa  in fila per una nullità travestita da benessere apparente.

DI ANNA LISA MINUTILLO
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