domenica 25 agosto 2013

SERVIZI per CASA e PERSONE




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La nostra impresa di pulizie e' formata da una squadra che ha come obbiettivo comune di rispondere alle esigenze del cliente, dando un servizio il più completo ed efficace possibile.


Tramite la nostra organizzazione interna il nostro personale viene selezionato attentamente con garanzia di assunzione legale e assicurazione INPS - INAIL.


Durante il proprio servizio i membri del nostro gruppo saranno provvisti di tesserini di riconoscimento e personalizzati della ditta.


La nostra impresa opera nei seguenti settori:
-Pulizie civile ( Risanatura generale, pulizia giornaliera di uffici e condomini , servizio pattumiera e rotazione sacchi ).

OFFRIAMO ANCHE QUESTI SERVIZI
  • Servizio di portierato (anche per sostituzione custodi nel periodo di ferie o assenze varie),
  • IMBIANCATURA.
  • Riparazione TAPPARELLE e piccoli guasti domestici . 
  • Taglio erba ed opere di GIARDINAGGIO.
  • Servizi alla persona : BADANTI e COLF.
  • Affidarsi alla nostra Impresa per questi e altri servizi significa avere la garanzia di un lavoro sicuro e duraturo , vi invitiamo quindi a contattarci telefonicamente al fine di avere una visita dei nostri incaricati che Vi illustreranno in breve e senza impegno la soluzione di ogni vostro problema.
  • Per ora il nostro servizio copre solo l' area di MILANO e Provincia.
  • In attesa di un Vostro gradito cenno di riscontro sperando positivo con l'occasione porgo distinti saluti
  • PER CONTATTO TEL:3474433968
  • email : cipiri2008@hotmail.it

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lunedì 19 agosto 2013

maucas sito magico


sto lavorando qui


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venerdì 16 agosto 2013

Italiani: lavorare in fabbrica no grazie



TREVISO – Gli italiani, di lavorare nella fabbrica Arredo Plast Spa gestita dal trevigniano Giovanni Pagotto, secondo quanto racconta lo stesso imprenditore in un’intervista al Corriere, non ne vogliono proprio sapere. A lavorare su tre turni spalmati sette giorni su sette, ci sarebbero solo immigrati: secondo Pagotto, ciò accade perché gli italiani “non hanno fame” e quindi non sono disposti ai sacrifici del cosiddetto ciclo continuo.

Come era prevedibile, in un periodo storico come questo, all’intervista di Pagotto sono seguite molte critiche accompagnate dall’accusa di aver creato una grossa spaccatura nel mondo imprenditoriale e sindacale. Sul web sono stati pubblicati centinaia di commenti, divisi tra chi dice “amara verità” e chi “cazzate”. Non sono mancati anche gli insulti.

La vicenda la racconta Benedetta Centin nell’articolo “l’imprenditore: italiani senza fame. Pioggia di telefonate: assumici” pubblicato sul Corriere della Sera di venerdì 16 agosto:

“Allineati sulla sponda del ‘non è vero, con la crisi gli italiani sono disponibili a qualunque lavoro’, o schierati sul fronte opposto, assieme a Pagotto, nel sostenere che ‘noi italiani diciamo di no alle mansioni pesanti, non c’è la mentalità e le aspettative sono altre’. ‘So che con le mie affermazioni mi sono inimicato molte persone, ma ho solo illustrato la mia realtà’ dichiara il fondatore e presidente di Arredo Plast Spa, primo fornitore europeo di Ikea, che si è visto intasare fax e posta elettronica con i curriculum di trevigiani, pronti ad indossare la tuta da lavoro. “‘Mandino pure, li valuteremo tutti , vediamo quanta voglia hanno. Col nuovo anno è previsto un aumento della produzione e dovrò assumere nuovi operai, oltre a due ingegneri da formare e mandare all’estero” spiega Pagotto che incendia la polemica su italiani-stranieri. “Rimane il fatto che senza stranieri la mia azienda non sarebbe cresciuta. L’ho detto da imprenditore. Non sono un politico e problemi come questi dovrebbero essere sollevati dai rappresentanti di categoria, non spetterebbe a me’ continua l’ex operaio che replica anche a chi, sulle pagine Facebook del Corriere e del Corriere Veneto gli imputa ‘Prende gli stranieri perché vuole sottopagarli e sfruttarli il più possibile’. ‘Ma quale sottopagati, vengano a lavorare da me: un capo turno prende 1600-1700 euro senza straordinari – sbotta il titolare del colosso di Ormelle – Ho fatto per 19 anni il dipendente e so bene cosa significa la busta paga. Noi ci appoggiamo agli uffici interinali, perché gli italiani non si iscrivono?”.

“Purtroppo quanto sostiene Pagotto è vero – afferma Gerardo Colamarco, segretario regionale della Uil – Dobbiamo far capire ai nostri autoctoni che sono cambiate le condizioni di lavoro, e che non si può dire di no al ciclo continuo, anche se ciò va a modificare gli affetti familiari, la quotidianità. Bisogna accettare anche le situazioni più pesanti. Altrimenti l’imprenditore darà lavoro solo a chi è disponibile o, peggio, delocalizzerà”. Di parere opposto la referente veneta della Cisl. “E’ un’assurdità: sono migliaia i nostri che lavorano su ciclo continuo, nelle fonderie oppure nelle aziende tessili, sabato e domenica – sbotta il segretario regionale Franca Porto – E poi negli ultimi due anni ho solo visto persone che cercavano lavoro, e qualunque tipo di lavoro”. Eppure una risposta al rifiuto di determinate posizioni c’è. “Il problema – spiega Porto – è che in molti, negli ultimi dieci anni, hanno pensato di aver raggiunto un miglioramento delle condizioni di vita, che è stato frenato dalla crisi, e a questo non erano preparati. L’importante, ora, è cogliere l’opportunità: anche se non è il lavoro della propria vita bisogna occupare quei posti; bisogna pensare che è una fase transitoria, che è necessario per tirare fuori dalla crisi il Paese”. Non ci prova nemmeno a scalfire l’immagine degli italiani grandi lavoratori, infine, Emilio Viafora, segretario regionale della Cgil. Soprattutto riguardo le nuove generazioni. ‘Certo che i giovani vorrebbero un lavoro più in linea con le loro aspettative, ma io vedo solo ragazzi assunti con contratti precari, a pochi soldi al mese, costretti a fare più lavori – commenta – Che cosa devono fare di più? Non si può scaricare su di loro tutte le colpe”‘.

“Parla di aspettative anche Daniele Marini, direttore scientifico della Fondazione Nord Est, istituto di ricerca sociale ed economico. «E’ difficile generalizzare – commenta – ma è pur vero che gli italiani, soprattutto le nuove generazioni, hanno aspettative alte, o molto alte in merito al lavoro e tendono a non accettare incarichi che richiedono dei sacrifici in termini di tempo e fatica». ‘E’ una dimensione culturale ed economica ‘ specifica Marini. Uno scalino che imprenditori come Giovanni Pagotto vorrebbero veder superati. Come gli italiani, più giovani, si possano concedere il lusso di rinunciare ad un’opportunità di lavoro, quindi a un reddito, è presto spiegato. ‘Probabilmente una parte di loro può godere delle risorse accumulate negli anni dalla famiglia, e si può permettere di non accettare’continua il direttore scientifico della Fondazione Nord Est. ‘Ed ecco spiegato come alcuni posti non vengano riempiti dai locali ma si debba ricorrere alla manodopera straniera’. Ma non è la regola. ‘Complice la crisi, dall’altra – prosegue Marini – si è ritornati a fare anche le badanti, prima esclusivo patrimonio delle straniere’. Eppure c’è chi sostiene che questa sia solo un’eccezione alla regola”.
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domenica 11 agosto 2013

Italia : calano gli assunti, crescono i precari


Fornero «flop»: calano gli assunti, crescono i precari

Che la riforma Fornero sarebbe stata un grosso flop già lo si era capito da tempo, ma ieri sono arrivati - a conferma - gli ultimi dati dell'Isfol (istituto del ministero del Lavoro). Secondo il terzo rapporto sulla riforma, diminuiscono le assunzioni (-10,4% nel primo trimestre del 2013 rispetto al primo del 2012), aumenta la percentuale di contratti precari sul totale dei nuovi assunti (sono ormai quasi al 68%), crolla anche l'apprendistato (-22%). Certo, è anche colpa della crisi, ma sicuramente la legge che doveva rappresentare la soluzione dei problemi, o perlomeno un tentativo fatto dal governo Monti, non ha funzionato.

Ed ecco i dati nel dettaglio. Come già anticipato, le assunzioni segnano un calo di ben il 10,4% in un anno (primo trimestre 2013 rispetto allo stesso periodo del 2012); ma la tendenza alla discesa non si è arrestata, tanto che si registra un calo dell'1% rispetto al quarto trimestre del 2012. Prosegue nel primo trimestre 2013 la decisa diminuzione delle attivazioni di contratti a tempo indeterminato (-7,4% su base congiunturale, -10,2% rispetto allo stesso trimestre del 2012), dovuta, secondo l'Isfol, «alla persistenza di un andamento congiunturale fortemente negativo».

E intanto i contratti a tempo determinato rimangono nettamente prevalenti nelle nuove assunzioni: dal luglio 2011 al marzo 2013 l'incidenza dei rapporti a termine sul totale degli avviamenti è passata dal 63,4% al 67,5%. Poco meno della metà (42,9%) dei nuovi assunti a termine ha firmato un contratto di brevissima durata (non superiore al mese); uno su tre circa (36,8%), invece, ha potuto lavorare tra i 4 e i 12 mesi. In netto calo, poi, i rapporti di lavoro a tempo determinato di durata maggiore ai 12 mesi: dal primo trimestre 2012 al primo trimestre 2013 la quota dei contratti superiori a 1 anno è passata dal 3,4% all'1,2%. Va meglio, al contrario, per il lavoro intermittente e per i contratti di collaborazione, che mantengono un trend stabile.

Crollano, infine, gli avviamenti per apprendistato: nel primo trimestre 2013 registrano una flessione marcata, pari al 7,1% rispetto al trimestre precedente e al 22,2% su base tendenziale.

Colpiti particolarmente i giovani: rispetto al quarto trimestre 2012, la diminuzione del numero di avviamenti in apprendistato, per chi ha tra 15 e 29 anni, è pari a oltre tre volte la flessione registrata per il totale degli avviamenti nella stessa classe di età.

http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20130808/manip2pg/04/manip2pz/344199/
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giovedì 1 agosto 2013

Incentivi Assuzioni Donne e Over 50


Con le istruzioni INPS sono stati resi operativi i gli incentivi per le assunzioni delle seguenti categorie di lavoratori:

Documenti per chiarimento sull'incentivo per l'assunzione di donne e over 50 Nella circolare INPS sono fornite le istruzioni per usufruire dell'incentivo per l'assunzione di donne e over 50. Il messaggio successivo offre approfondimenti sulla figura delle donne prive di impiego regolarmente retribuito tra le destinatarie dell'incentivo.

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Incentivi assunzione donne e over 50 chiarimenti inps 
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uomini o donne con almeno 50 anni e disoccupati fa oltre 12 mesi; donne di qualsiasi età residente in aree svantaggiate e prive di un impiego regolarmente retribuito dal almeno 6 mesi; donne di qualsiasi età ovunque residenti e prive di un impiego regolarmente retribuito dal almeno 24 mesi.
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Messaggio inps istruzione operative bonus fornero donne e over 50 
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Il beneficio è ancora precluso per la categorie delle donne di qualsiasi età appartenenti ad un settore economico caratterizzato da un'accentuata disparità occupazionale di genere e prive di un impiego regolarmente retribuito dal almeno 6 mesi. Per tale categoria di beneficiari dell'incentivo si resta in attesa del decreto ministeriale che chiarisca i parametri per la determinazione delle disparità.

Incentivo per donne prove di impiego regolarmente retribuito Per l'attivazione dell'incentivo è stato necessario l'intervento del ministero del lavoro con la circolare n. 34 del 25 luglio 2013 che ha chiarito la definizione di persona priva di impiego regolarmente retribuito: I soggetti da includere in questa categoria sono:

coloro che non hanno svolto un'attività lavorativa in forma subordinata di una durata pari o superiore a sei mesi coloro che non hanno svolto un'attività lavorativa in forma autonoma dalla quale derivi un reddito pari o superiore al minimo personale annuale escluso da imposizione fiscale (8.000 € per i co.co.pro e 4800 per gli autonomi).

Come richiedere l'incentivo per l'assunzione L'INPS ha precisato che a partire dal 30 luglio sarà reso disponibile all'interno del cassetto previdenziale il modulo 92/2012 per la comunicazione telematica finalizzata alla fruizione dell'incentivo.

Tutti i chiarimenti operativi sono stati inseriti nella circolare INPS 111/2013 comprensiva.





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