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martedì 12 dicembre 2017

REI : Reddito di Inclusione 2018



Reddito di inclusione requisiti 2018 
Rei cos'è e come funziona? 
A chi spetta, importo e limiti reddito Isee ISR come fare a richiederlo e modulo domanda



Reddito di inclusione 2018, è il nuovo sussidio universale nazionale contro la povertà delle famiglie che risiedono in Italia e che presto entrerà in vigore al posto del SIA, sostegno inclusione attiva.
Il REI, approvato dal Senato con il Ddl povertà 2017, ossia, il disegno di legge recanti norme per il contrasto alla povertà e per il riordino dei servizi sociali in  realtà ciò che è stato approvata è la delega sul reddito di inclusione attiva di 485 euro al mese per le famiglie che conferisce al Governo, una delega per l’adozione, entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore della legge (quindi entro settembre 2017, di uno o più decreti legislativi).
Il nuovo reddito di inclusione non sarà però un regalo o un contributo economico una tantum, ma un aiuto al reddito vincolato e condizionato ad un accordo tra il cittadino ed gli enti locali, basato sull’impegno a seguire un percorso mirato e personalizzato che parta dal mandare i figli a scuola fino ad arrivare ad accettare  lavori o seguire corsi per un’eventuale formazione professionale.
In data 14 aprile 2017, firmato dal Premier Paolo Gentiloni e l'Alleanza contro la povertà, lo storico Memorandum reddito di inclusione sociale.
In data 29 agosto 2017, Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il decreto legislativo che introduce il reddito di inclusione (Rei) dal 1° gennaio 2018 si potrà presentare la domanda.
Vediamo quindi cos’è e come funziona il REI, Reddito di inclusione 2018 requisiti per ottenerlo e quant’è l’importo del bonus che spetta alle famiglie povere che varia in funzione del n° dei componenti del nucleo familiare e che può arrivare fino a 485 euro al mese.

Reddito di inclusione: cos’è?
Che cos'è il Reddito di inclusione 2018? Il reddito di inclusione, REI è il nuovo sussidio universale conto la povertà delle famiglie, a cui il Governo sta lavorando affinché la nuova misura venga introdotta ed applicata entro i prossimi mesi, con il Ddl povertà 2017, appena approvato al Senato ed ora in via definitiva dal Consiglio dei Ministri.
Il nuovo piano nazionale contro la povertà si caratterizza, quindi è una misura universale, un reddito di inclusione che non sarà però riservato solo ad alcune categorie di persone 
ma a tutti i cittadini poveri.
Inoltre, il reddito inclusione o assegno di povertà, non è una tantum ma un intervento strutturale, ossia, presente e richiedile per sempre in Italia, o almeno fino a quando ci saranno abbastanza risorse economiche per mantenerlo.
Con la nuova legge delega, il Governo, ha dovuto quindi:
introdurre la nuova misura nazionale di contrasto della povertà, per garantire a tutti i cittadini un tenore di vita dignitoso e favorire l'inclusione sociale attraverso il cd. RIA, reddito di inclusione sociale per quanti, in possesso dei requisiti di reddito ISEE ed altri, presenteranno la domanda per ottenere un bonus da 500 euro al mese.
Riordinare e razionalizzare le prestazioni di natura assistenziale contro la povertà, fatta eccezione delle prestazioni rivolte ai cittadini non più in età da lavoro, famiglie con fgli o con disabili ed invalidi;
Rafforzare l coordinamento dei servizi sociali.

Reddito di inclusione 2018: regole
In data 14 aprile 2017, il premier Paolo Gentiloni, ha firmato insieme all’Alleanza contro le povertà un memorandum reddito inclusione sociale, Reis contente le linee guida e:
Requisiti per determinare l’accesso al nuovo assegno universale per le famiglie povere;
I criteri per fissare l’importo spettante con il REIS;
I meccanismi per ridurre al minimo le possibilità che il contributi del reddito di inclusione sociale si trasformi in un disincentivo economico alla ricerca di una nuova occupazione;
L'attivazione di finanziamenti strutturali per i servizi alla persona e dei servizi;
L'individuazione di una struttura nazionale permanente che aiuti le amministrazioni territoriali competenti, la definizione delle attività di monitoraggio continuo della misura e la definizione di forme di gestione associata della stessa. 
E poi ancora:
Raggiunta anche una nuova intesa tra Stato ed Alleanza, per quanto riguarda il reddito Isee, infatti, al fine di non renderlo l’unico requisito per accedere al Reddito Inclusione sociale (Reis), la nuova misura terrà conto anche del reddito disponibile, in modo tale da consentire l’accesso anche da parte di quelle persone che pur possedendo la casa di abitazione versa comunque in uno stato di povertà. La soglia ISEE per accedere al Reis, quindi passa dagli attuali 3.000 euro previsti dal SIA, 
a 6.000 euro di reddito ISEE.
Riguardo l’importo del reddito di inclusione sociale, sarà calcolato sulla differenza tra il reddito disponibile e la soglia di riferimento ISR, ossia, la componente reddituale dell'Isee che tiene conto della scala di equivalenza. In base a ciò, il contributo economico REIS, dovrà coprire il 70% della differenza così calcolata che comunque non potrà essere inferiore all’importo dell’assegno sociale che per il 2017 è pari a 448,07. Dal suddetto importo, vanno inoltre sottratte le somme percepite dalle altre misure assistenziali percepite dal nucleo familiare,
 ad eccezione dell’assegno di accompagnamento. 
Al fine di evitare che reddito di inclusione si trasformi in un disincentivo alla ricerca di un'occupazione stabile, il Ministero del Lavoro, è a lavoro per mettere in atto meccanismi per i quali il Reis, possa essere erogato anche nel caso in cui vi sia un aumento del reddito al di sopra della soglia di accesso al beneficio. 
Riguardo invece ai servizi per l'inclusione, il memorandum, prevede che Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali s'impegni ad introdurre nel Fondo alla lotta alla povertà dei finanziamenti strutturali per i servizi relativi al Reis in forma di quota vincolata da destinare ai territori, per garantire adeguate risorse umane ed economiche. 
Entro la fine dell'anno, il Ministero del Lavoro, 
illustrerà il piano di monitoraggio per verificare l'applicazione del Reis in Italia.

Reddito di inclusione 2018: come funziona il REI?
Come funziona il Reddito di inclusione? Il REI è un contributo economico che spetta ai cittadini che vivono in povertà. Tale sussidio universale, è un nuovo strumento cugino al SIA, Sostegno di inclusione attiva, avviato dal Governo l settembre scorso in via sperimentale.
Ora la sperimentazione è terminata, ed entro pochi mesi, 
il RIA prenderà il posto dell'attuale Carta SIA.
I cittadini pertanto che vivono in una situazione disagiata dal punto di vista lavorativo, economico e abitativo potranno contare ora, sul nuovo sussidio contro la povertà ma questo sostegno non sarà riconosciuto senza chiedere nulla in cambio. Il cittadino, infatti, percettore dell’assegno di povertà sarà obbligato a sottoscrivere un accordo personalizzato ed hoc con il Comune 
basato su impegni ben precisi, quali ad esempio:
Mandare i figli a scuola e mantenere una performance scolastica adeguata;
Tutelare la salute dei ragazzi e dei bambini;
Impegnarsi nella ricerca attiva di un’occupazione, per velocizzare così il reinserimento delle persone disoccupate ed inoccupate all’interno della famiglia;
Il progetto REI, pertanto vedrà da una parte i Comuni che avranno il compito di erogare il sussidio universale in associazione ad un accordo personalizzato con il cittadino, l’INPS che sarà l’ente pubblico che si occuperà di attuare il piano e mettere a disposizione l propri servizi telematici per ricevere e trasmettere ai vari organi, la domanda reddito inclusione attiva da parte dei cittadini ed infine il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che avrà il compito di vigilare e verificare l’efficacia del nuovo sussidio universale contro la povertà 
con l’effettiva integrazione sociale della famiglia.

Reddito di inclusione importo: quanto spetta di bonus e come si calcola?
Come spiegato dal ministro Poletti, subito dopo l'approvazione del Ddl povertà ala Senato, "A breve grazie alla maggiore disponibilità di risorse (1,6 miliardi per il 2017) sarà emanato un decreto che amplierà la platea di beneficiari raggiungendo oltre 400 mila nuclei familiari, per un totale di 1 milione e 770 mila persone".
Il bonus da 400 euro al mese previsto dall'attuale SIA, 
sarà elevati a circa 480 euro estendendo i requisiti di accesso.
Come si calcola l'importo che spetta con il reddito inclusione sociale? Il calcolo degli importi mensili spettanti alla famiglia beneficiaria del Reis, si effettua sulla base della differenza tra il reddito disponibile e la soglia di riferimento ISR, ossia, la componente reddituale dell'Isee che tiene conto della scala di equivalenza. In base a ciò, il contributo economico REIS, dovrà coprire il 70% della differenza così calcolata che comunque non potrà essere inferiore all’importo dell’assegno sociale che per il 2017 è pari a 448,07. Dal suddetto importo, vanno inoltre sottratte le somme percepite dalle altre misure assistenziali percepite dal nucleo familiare, 
ad eccezione dell’assegno di accompagnamento. 
Per sapere esattamente quanto spetta con il REI, occorre attendere il il decreto attuativo che fisserà gli importi del reddito di inclusione.
L'importo reddito di inclusione andrà da 190 euro fino a 485 euro in caso di famiglie numerose per una durata massima di 18 mesi.
Per conoscere le modalità di calcolo reddito di inclusione, 
ti rimandiamo al nostro articolo di approfondimento.

A chi spetta il Reddito di inclusione 2018? Requisiti domanda carta REI:
Dal momento che il nuovo sussidio universale per i poveri, non è ancora giunto ad essere un intervento ufficiale finito, per adesso possiamo solo prevedere quali potrebbero essere, gli eventuali requisiti e condizioni per presentare la domanda ed avere diritto all'assegno di povertà 2018 ed ottenere quindi la carta REI 2018, 
una sorta di reddito di cittadinanza per le famiglie che vivono in povertà.
Tra i requisiti reddito di inclusione e i criteri preferenziali per ottenere il bonus, si deve attendere l'emanazione del decreto.
I requisiti reddito di inclusione:
presenza di figli minori,
nuclei familiari monogenitoriali per esempio madre single,
presenza di disabili in famiglia,
presenza di disoccupati
Basso ISEE. Con il passaggio dal SIA al REI la soglia di reddito ISEE è aumentata a 6.000 euro.



 In pratica, reddito di inclusione requisiti 2018:
Reddito di inclusione requisiti 2018  
Requisiti ISEE e ISR

Soglia Isee fino a 6.000 euro: se poi nell'arco dell'anno, dovesse cambiare la situazione lavorativa o reddituale della famiglia, si dovrà presentare un Isee corrente e un Isr più semplice. Al fine poi di evitare che la carta REI reddito di inclusione, si trasformi che in un disincentivo alla ricerca del lavoro, la legge ha previsto la possibilità che il beneficio possa continuare ad essere erogato, almeno in parte e solo per alcuni altri mesi, anche in caso di nuovo lavoro o di un aumento di reddito.
soglia ISR fino a 3.000 euro, per la parte patrimoniale. L'IRS, è l'indicatore della Situazione Reddituale, calcolato sulla base della somma dei tutti i redditi meno le detrazioni, le franchigie e i redditi esenti. L'IRS, in pratica calcola l'effettiva disponibilità economica delle famiglie, 
sottraendo eventuali affitti pagati.


Requisiti patrimonio immobiliare
la soglia è sotto 20mila euro al netto dell'abitazione principale, 
ciò significa che possono accedere al beneficio anche i proprietari di prima casa 
che vivono in condizioni di povertà.

Requisiti patrimonio mobiliare fino a 10.000 euro 

A chi non spetta la carta REI?
Il reddito di inclusione non spetta quando un qualsiasi componente del nucleo familiare, fruisce:
della NASpI o di altro ammortizzatore sociale per la disoccupazione involontaria.
Se nei due anni precedenti la domanda hanno acquistato un'auto, moto o barche.
In attesa del decreto di attuazione del REI e dell'approvazione del modulo domanda reddito di inclusione, ricordiamo che è richiedibile la nuova social card.

.
Se sei disoccupato o se conosci dei disoccupati contattaci. 
Ci riuniamo periodicamente in Camera del Lavoro Milano 
- Corso di Porta Vittoria 43 - Sala Fiom 2° piano. 
Scrivici : 
  movdirdisoccupati(@)libero.it 



 .

lunedì 4 dicembre 2017

FIRMA per Abolire l'ASPETTATIVA di VITA per DIRITTO alla PENSIONE




ABOLIAMO ASPETTATIVA DI VITA PER DIRITTO ALLA PENSIONE
Il meccanismo di ADEGUAMENTO DELLA SPERANZA DI VITA è stato introdotto con il pretesto di mettere a punto delle misure stabili di contenimento della spesa previdenziale.
E' un meccanismo permanente di adeguamento dei requisiti pensionistici che determina  
UN AUMENTO INFINITO DELL'ETA' UTILE PER ACCEDERE ALLA PENSIONE.
La conseguenza è che si sa con certezza quando si incomincia a lavorare ma non si può determinare oggi a che età si andrà in pensione.
L’età anagrafica che ci vorrà, sarà legata alla speranza di vita, che è stata aggiornata nel 2013 (di 3 mesi), nel 2016 (di ulteriori 4 mesi per un totale di 7 mesi), e sarà aggiornata, a meno che non si fermi l’aumento dell’aspettativa di vita, nel 2019 e poi da allora in poi ogni due anni 
(e non più ogni tre anni).
PER LA PRIMA VOLTA DALLA FINE DELLA GUERRA QUESTA E' DIMINUITA CON UN AUMENTO DRAMMATICO DELLA MORTALITA'!
FIRMA LA PETIZIONE PERCHE':
LE PERSONE DEVONO SAPERE CON CERTEZZA QUANDO INIZIANO A LAVORARE QUALE SARA' L'ETA' DELLA PENSIONE
I CONTRIBUTI VERSATI NELLE CASSE PREVIDENZIALI NON DEVONO PIU' ESSERE USATI COME BANCOMAT DAL GOVERNO.

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Se sei disoccupato o se conosci dei disoccupati contattaci. 
Ci riuniamo periodicamente in Camera del Lavoro Milano 
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Scrivici : 
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REI : Reddito di Inclusione 2018



Reddito di inclusione requisiti 2018 
Rei cos'è e come funziona? 
A chi spetta, importo e limiti reddito Isee ISR come fare a richiederlo e modulo domanda



Reddito di inclusione 2018, è il nuovo sussidio universale nazionale contro la povertà delle famiglie che risiedono in Italia e che presto entrerà in vigore al posto del SIA, sostegno inclusione attiva.
Il REI, approvato dal Senato con il Ddl povertà 2017, ossia, il disegno di legge recanti norme per il contrasto alla povertà e per il riordino dei servizi sociali in  realtà ciò che è stato approvata è la delega sul reddito di inclusione attiva di 485 euro al mese per le famiglie che conferisce al Governo, una delega per l’adozione, entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore della legge (quindi entro settembre 2017, di uno o più decreti legislativi).
Il nuovo reddito di inclusione non sarà però un regalo o un contributo economico una tantum, ma un aiuto al reddito vincolato e condizionato ad un accordo tra il cittadino ed gli enti locali, basato sull’impegno a seguire un percorso mirato e personalizzato che parta dal mandare i figli a scuola fino ad arrivare ad accettare  lavori o seguire corsi per un’eventuale formazione professionale.
In data 14 aprile 2017, firmato dal Premier Paolo Gentiloni e l'Alleanza contro la povertà, lo storico Memorandum reddito di inclusione sociale.
In data 29 agosto 2017, Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il decreto legislativo che introduce il reddito di inclusione (Rei) dal 1° gennaio 2018 si potrà presentare la domanda.
Vediamo quindi cos’è e come funziona il REI, Reddito di inclusione 2018 requisiti per ottenerlo e quant’è l’importo del bonus che spetta alle famiglie povere che varia in funzione del n° dei componenti del nucleo familiare e che può arrivare fino a 485 euro al mese.

Reddito di inclusione: cos’è?
Che cos'è il Reddito di inclusione 2018? Il reddito di inclusione, REI è il nuovo sussidio universale conto la povertà delle famiglie, a cui il Governo sta lavorando affinché la nuova misura venga introdotta ed applicata entro i prossimi mesi, con il Ddl povertà 2017, appena approvato al Senato ed ora in via definitiva dal Consiglio dei Ministri.
Il nuovo piano nazionale contro la povertà si caratterizza, quindi è una misura universale, un reddito di inclusione che non sarà però riservato solo ad alcune categorie di persone 
ma a tutti i cittadini poveri.
Inoltre, il reddito inclusione o assegno di povertà, non è una tantum ma un intervento strutturale, ossia, presente e richiedile per sempre in Italia, o almeno fino a quando ci saranno abbastanza risorse economiche per mantenerlo.
Con la nuova legge delega, il Governo, ha dovuto quindi:
introdurre la nuova misura nazionale di contrasto della povertà, per garantire a tutti i cittadini un tenore di vita dignitoso e favorire l'inclusione sociale attraverso il cd. RIA, reddito di inclusione sociale per quanti, in possesso dei requisiti di reddito ISEE ed altri, presenteranno la domanda per ottenere un bonus da 500 euro al mese.
Riordinare e razionalizzare le prestazioni di natura assistenziale contro la povertà, fatta eccezione delle prestazioni rivolte ai cittadini non più in età da lavoro, famiglie con fgli o con disabili ed invalidi;
Rafforzare l coordinamento dei servizi sociali.

Reddito di inclusione 2018: regole
In data 14 aprile 2017, il premier Paolo Gentiloni, ha firmato insieme all’Alleanza contro le povertà un memorandum reddito inclusione sociale, Reis contente le linee guida e:
Requisiti per determinare l’accesso al nuovo assegno universale per le famiglie povere;
I criteri per fissare l’importo spettante con il REIS;
I meccanismi per ridurre al minimo le possibilità che il contributi del reddito di inclusione sociale si trasformi in un disincentivo economico alla ricerca di una nuova occupazione;
L'attivazione di finanziamenti strutturali per i servizi alla persona e dei servizi;
L'individuazione di una struttura nazionale permanente che aiuti le amministrazioni territoriali competenti, la definizione delle attività di monitoraggio continuo della misura e la definizione di forme di gestione associata della stessa. 
E poi ancora:
Raggiunta anche una nuova intesa tra Stato ed Alleanza, per quanto riguarda il reddito Isee, infatti, al fine di non renderlo l’unico requisito per accedere al Reddito Inclusione sociale (Reis), la nuova misura terrà conto anche del reddito disponibile, in modo tale da consentire l’accesso anche da parte di quelle persone che pur possedendo la casa di abitazione versa comunque in uno stato di povertà. La soglia ISEE per accedere al Reis, quindi passa dagli attuali 3.000 euro previsti dal SIA, 
a 6.000 euro di reddito ISEE.
Riguardo l’importo del reddito di inclusione sociale, sarà calcolato sulla differenza tra il reddito disponibile e la soglia di riferimento ISR, ossia, la componente reddituale dell'Isee che tiene conto della scala di equivalenza. In base a ciò, il contributo economico REIS, dovrà coprire il 70% della differenza così calcolata che comunque non potrà essere inferiore all’importo dell’assegno sociale che per il 2017 è pari a 448,07. Dal suddetto importo, vanno inoltre sottratte le somme percepite dalle altre misure assistenziali percepite dal nucleo familiare,
 ad eccezione dell’assegno di accompagnamento. 
Al fine di evitare che reddito di inclusione si trasformi in un disincentivo alla ricerca di un'occupazione stabile, il Ministero del Lavoro, è a lavoro per mettere in atto meccanismi per i quali il Reis, possa essere erogato anche nel caso in cui vi sia un aumento del reddito al di sopra della soglia di accesso al beneficio. 
Riguardo invece ai servizi per l'inclusione, il memorandum, prevede che Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali s'impegni ad introdurre nel Fondo alla lotta alla povertà dei finanziamenti strutturali per i servizi relativi al Reis in forma di quota vincolata da destinare ai territori, per garantire adeguate risorse umane ed economiche. 
Entro la fine dell'anno, il Ministero del Lavoro, 
illustrerà il piano di monitoraggio per verificare l'applicazione del Reis in Italia.

Reddito di inclusione 2018: come funziona il REI?
Come funziona il Reddito di inclusione? Il REI è un contributo economico che spetta ai cittadini che vivono in povertà. Tale sussidio universale, è un nuovo strumento cugino al SIA, Sostegno di inclusione attiva, avviato dal Governo l settembre scorso in via sperimentale.
Ora la sperimentazione è terminata, ed entro pochi mesi, 
il RIA prenderà il posto dell'attuale Carta SIA.
I cittadini pertanto che vivono in una situazione disagiata dal punto di vista lavorativo, economico e abitativo potranno contare ora, sul nuovo sussidio contro la povertà ma questo sostegno non sarà riconosciuto senza chiedere nulla in cambio. Il cittadino, infatti, percettore dell’assegno di povertà sarà obbligato a sottoscrivere un accordo personalizzato ed hoc con il Comune 
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Il progetto REI, pertanto vedrà da una parte i Comuni che avranno il compito di erogare il sussidio universale in associazione ad un accordo personalizzato con il cittadino, l’INPS che sarà l’ente pubblico che si occuperà di attuare il piano e mettere a disposizione l propri servizi telematici per ricevere e trasmettere ai vari organi, la domanda reddito inclusione attiva da parte dei cittadini ed infine il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che avrà il compito di vigilare e verificare l’efficacia del nuovo sussidio universale contro la povertà 
con l’effettiva integrazione sociale della famiglia.

Reddito di inclusione importo: quanto spetta di bonus e come si calcola?
Come spiegato dal ministro Poletti, subito dopo l'approvazione del Ddl povertà ala Senato, "A breve grazie alla maggiore disponibilità di risorse (1,6 miliardi per il 2017) sarà emanato un decreto che amplierà la platea di beneficiari raggiungendo oltre 400 mila nuclei familiari, per un totale di 1 milione e 770 mila persone".
Il bonus da 400 euro al mese previsto dall'attuale SIA, 
sarà elevati a circa 480 euro estendendo i requisiti di accesso.
Come si calcola l'importo che spetta con il reddito inclusione sociale? Il calcolo degli importi mensili spettanti alla famiglia beneficiaria del Reis, si effettua sulla base della differenza tra il reddito disponibile e la soglia di riferimento ISR, ossia, la componente reddituale dell'Isee che tiene conto della scala di equivalenza. In base a ciò, il contributo economico REIS, dovrà coprire il 70% della differenza così calcolata che comunque non potrà essere inferiore all’importo dell’assegno sociale che per il 2017 è pari a 448,07. Dal suddetto importo, vanno inoltre sottratte le somme percepite dalle altre misure assistenziali percepite dal nucleo familiare, 
ad eccezione dell’assegno di accompagnamento. 
Per sapere esattamente quanto spetta con il REI, occorre attendere il il decreto attuativo che fisserà gli importi del reddito di inclusione.
L'importo reddito di inclusione andrà da 190 euro fino a 485 euro in caso di famiglie numerose per una durata massima di 18 mesi.
Per conoscere le modalità di calcolo reddito di inclusione, 
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A chi spetta il Reddito di inclusione 2018? Requisiti domanda carta REI:
Dal momento che il nuovo sussidio universale per i poveri, non è ancora giunto ad essere un intervento ufficiale finito, per adesso possiamo solo prevedere quali potrebbero essere, gli eventuali requisiti e condizioni per presentare la domanda ed avere diritto all'assegno di povertà 2018 ed ottenere quindi la carta REI 2018, 
una sorta di reddito di cittadinanza per le famiglie che vivono in povertà.
Tra i requisiti reddito di inclusione e i criteri preferenziali per ottenere il bonus, si deve attendere l'emanazione del decreto.
I requisiti reddito di inclusione:
presenza di figli minori,
nuclei familiari monogenitoriali per esempio madre single,
presenza di disabili in famiglia,
presenza di disoccupati
Basso ISEE. Con il passaggio dal SIA al REI la soglia di reddito ISEE è aumentata a 6.000 euro.



 In pratica, reddito di inclusione requisiti 2018:
Reddito di inclusione requisiti 2018  
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Soglia Isee fino a 6.000 euro: se poi nell'arco dell'anno, dovesse cambiare la situazione lavorativa o reddituale della famiglia, si dovrà presentare un Isee corrente e un Isr più semplice. Al fine poi di evitare che la carta REI reddito di inclusione, si trasformi che in un disincentivo alla ricerca del lavoro, la legge ha previsto la possibilità che il beneficio possa continuare ad essere erogato, almeno in parte e solo per alcuni altri mesi, anche in caso di nuovo lavoro o di un aumento di reddito.
soglia ISR fino a 3.000 euro, per la parte patrimoniale. L'IRS, è l'indicatore della Situazione Reddituale, calcolato sulla base della somma dei tutti i redditi meno le detrazioni, le franchigie e i redditi esenti. L'IRS, in pratica calcola l'effettiva disponibilità economica delle famiglie, 
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MDD : Riunione Periodica il 06-12-2017


E' convocata la riunione periodica di MDD
il giorno MERCOLEDI 6 DICEMBRE 2017 alle ore 15.00
presso la Camera del lavoro - Corso Porta Vittoria 43 Milano - Sala Fiom 2 piano.

Ordine del giorno:
1) Relazione partecipazione MDD a ultimi eventi pubblici e mobilitazioni varie
2) Valutazione Statuto per Associazione

INVITO RIVOLTO a tutti : 
Disoccupati, Cassintegrati,41 per Tutti, Opzione Donna,
 Esodati, Precoci, Giovani, Precari. 
TENIAMOCI in CONTATTO 
Divulgate il Gruppo ai Vostri Amici.
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Ci riuniamo periodicamente in Camera del Lavoro Milano 

Scrivici : 
  movdirdisoccupati(@)libero.it 



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Anno 2018 Previsioni



Previsioni per il 2018



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lunedì 9 ottobre 2017

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sabato 16 settembre 2017

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mercoledì 12 luglio 2017

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martedì 20 giugno 2017

Lavoro alla Camera dei Deputati

 
 Quanto si guadagna e cosa fare per essere assunti .
Nuove assunzioni alla Camera dei Deputati: 
tutto quello che c'è da sapere
 per non farsi trovare impreparati.


L'annuncio di possibile nuove #assunzioni alla #Camera dei Deputati ha attirato in questi giorni l'attenzione di molti cittadini. 
Il mondo delle Istituzioni, nonostante tutto, è sempre stato circondato da un 
alone di rispetto e autorevolezza, perciò non c'è da stupirsi se di per sè i soli rumors, riguardanti un eventuale #concorso volto a reclutare nuovo personale all'interno della Camera, 
abbiano già reclutato tra le fila dei possibili partecipanti molti giovani che, senza ulteriori indugi, sarebbero pronti a concorrere 
per aggiudicarsi il posto di lavoro garantito
 in caso di esito positivo delle procedure concorsuali.


A Montecitorio le voci al riguardo, confermanti l'imminente pubblicazione di un concorso pubblico, continuano a farsi sempre più insistenti e, 
sembrerebbero essere confermate da un documento 
specifico (al vaglio dei sindacati proprio in questi giorni) 
avente ad oggetto i "criteri per la ricognizione 
del fabbisogno organico" che - se approvato - permetterebbe all'Ufficio di Presidenza di procedere con l'indizione di un bando di concorso per assunzioni alla Camera dei Deputati.

Le figure ricercate
Le nuove assunzioni riguarderebbero in particolare: 
Documentaristi, Segretari e Commessi.

Per ognuna di queste figure saranno richiesti dei titoli e delle competenze specifiche che, ovviamente, verranno nell'apposito bando ufficiale. 
La stessa cosa vale per le retribuzioni annue lorde riconosciute. 

Orientativamente lo stipendio annuo di un Segretario si aggira intorno ai 65 mila euro, mentre per i commessi la retribuzione annuale è quasi pari alla metà (ovvero circa 35 mila euro). 
Per i documentaristi, invece, il compenso è ancora da decidere.

Come candidarsi
Gli interessati a prendere parte alla selezione pubblica dovranno aspettare che il bando venga reso noto dagli organi competenti . Il documento verrà pubblicato sul sito della Camera dei Deputati e in Gazzetta Ufficiale (come la prassi impone) e, sempre nello stesso, verranno indicate: le modalità e le procedure di selezione, 
le prove che i candidati dovranno sostenere (così come la possibilità di 
un'eventuale prova preselettiva qualora - come è già successo in altri concorsi 
- il numero dei concorsisti sia molto elevato), 
le materie oggetto del concorso e il numero di posti messi disponibili.

Per restare sempre aggiornati e non farsi sfuggire nessuna novità sulle nuove assunzioni alla Camera, gli interessati potranno consultare l'apposita sezione concorsi presente sul portale web della Camera dei Deputati dove - ovviamente - verranno resi noti tutti i provvedimenti presi al riguardo. Non rimane che attendere.


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mercoledì 14 giugno 2017

Sfruttato coi voucher, a 21 anni ho perso tre dita


'Sfruttato coi voucher, a 21 anni ho perso tre dita che nessuno mi ridarà'

In vista della manifestazione nazionale di sabato la CGIL porta il caso simbolo di un uso distorto dei voucher e lancia un appello al governo che dopo averli abrogati è pronto a reintrodurli: 'Fermatevi'


Micha oggi ha a 22 anni. Ne aveva 21, nel settembre scorso, quando ha perso tre dita che nessun risarcimento potrà ridargli. Le ha perse mentre stava lavorando in una ditta metalmeccanica di Bastiglia, condotta a livello famigliare, dove unico dipendente è il figlio della titolare, dove con la promessa di un contratto mai visto aveva lavorato per quasi un anno, in due periodi differenti, facendo di tutto e, ciò che è peggio, tutto ciò che con i voucher (con i quali era pagato), non si potrebbe fare: un lavoro dipendente e, nel suo caso, anche specializzato. Fino a quella mattina del 22 settembre scorso. Quando le dita, all'inizio di una giornata che probabilmente sarebbe durata ben più di 8 ore, gli rimasero sotto quella maledetta pressa che, conferma lo stesso Micha, 'non aveva nemmeno gli strumenti di protezione che oggi tutte le macchine di quel genere hanno e devono avere. Per il rumore, mi ero dovuto comprare anche le cuffie a mie spese' - ci dice.  Da qui la denuncia al patronato e all'ispettorato del lavoro dove emerge che la ditta, due giorni prima dell'infortunio, avrebbe stipulato un contratto di apprendistato. Con il particolare, non indifferente, che Micha non aveva mai visto né firmato. 'E' evidente - spiegano i sindacalisti durante la conferenza stampa alla camera del lavoro - per tentare di coprirsi dalle conseguenze dell'infortunio e perchè non emergesse l'anomalo rapporto di lavoro a voucher avuto con Micha'.


Una storia, la sua, che viene portata oggi alla ribalta dalla CGIL in vista della grande manifestazione nazionale di sabato, a Roma. Per contrastare contro il provvedimento del governo che 'dopo avere abrogato i voucher - si legge nel volantino - di fatto in barba ad un referendum firmato da milioni di cittadini, li ha fatti riemergere. Al punto da fare parlare la CGIL di schiaffo alla democrazia, con tanto di hashtag. 


Un caso che nonostante la sua gravità, non  sarebbe eccezionale, anzi per la CGIL è emblematico di un uso distorto e fuori controllo dei voucher che interessa, purtroppo, tante realtà aziendali modenesi. 'Le denunce non sono tante - afferma Claudio Riso della segreteria - ma le segnalazioni abbondano'. Come quelle della cresta che, oltre ad un utilizzo distorto, verrebbe fatta sui buoni. E che anche Micha ci conferma averlo riguardato. 'Io non solo non ho mai visto il contratto che mi hanno detto che c'era, e che guarda caso è apparso al momento dell'infortunio, ma non ho mai visto nemmeno i voucher. Era la titolare che mi accompagnava in tabaccheria a scambiarli e alla fine, di quei contanti, anziché 7,5 euro all'ora me ne dava circa 5,5'.


Parola di Micha simbolo di una vicenda e di una situazione che denoterebbe, se verificate, gravi responsabilità e che ora spetterà alla giustizia amministrativa e penale misurare in termini giudiziari. Lì, sul tavolo della CGIL e nelle mani che Micha in parte nasconde ed in parte mostra come segno del suo dramma, c'è la vicenda sindacale e soprattutto umana. Di un ragazzo che oggi desidera solo di avere una vita normale, di lavorare onestamente e di coltivare i suoi sogni. Che in un primo tempo erano quelli di lavorare e studiare, alle scuole serali. 'Pensavo che avrei potuto farcela, ma le tante ore passate in quella ditta, anche 12, non mi permettevano di fatto di frequentare la scuola. Avevo bisogno di lavorare e accettai ma oggi non lo rifareri e a qualsiasi ragazzo direi di non accettare condizioni simili. Non sono contrario ai voucher anzi per lavori occasionali possono servire. Se li avessero utilizzati per lavori occasionali e non continuativi e riguardanti l'attività della ditta, come invece è stato fatto, non ci sarebbero stati problemi. Invece mi facevano fare di tutto, dal magazzino, al controllo delle macchine, all'uso della pressa. Il cui utilizzo gli è costato tre dita. E queste cose, in quelle condizioni, nel 2017, non devono succedere' 


E adesso?


La Cgil, con il patrocinio di un pool di avvocati (Ernesto Giliani, Annalisa Bova e Fabrizio Fiorini, Gabriella Cassibba, Yuri Trovato e Laura Caputo) ha avanzato la causa di lavoro per il riconoscimento dell’illegittimità del lavoro a voucher e il riconoscimento del rapporto di lavoro dipendente dal 2015. 

Gli avvocati presenti stamattina in conferenza stampa hanno spiegato che chiederanno al giudice del lavoro di pronunciarsi sulla richiesta di regolarizzazione piena del lavoratore, quindi non con la formula dell’apprendistato con la quale l’azienda ha “regolarizzato” il lavoratore alla Dtl con data 19/9/16 (tre giorni prima dell’infortunio), ma presentata successivamente (domanda che al lavoratore non risulta peraltro aver mai firmato). 

La richiesta della Cgil per il tramite degli avvocati è quella del riconoscimento della prestazione di lavoro subordinato a tempo indeterminato, visto che Nesterenko aveva un normale orario da operaio (lavorava anche 17 ore al giorno),  era in condizione di subordinazione gerarchica rispetto al datore di lavoro, era inserito nelle modalità operative dell’azienda, e riceveva una retribuzione mensile.


Insomma i voucher così utilizzati erano un abuso, per non dire sfruttamento. Ed è su questo che la CGIL riparte per lanciare il suo appello al governo affinché il cosiddetto “Libretto famiglia” per i piccoli lavori domestici e il contratto “Presto” per le aziende sino a 5 dipendenti non diventi legge.


“Si tratta di forme altrettanto precarie e con ancor minori tutele previdenziali e assicurative rispetto ai vecchi voucher, e che ancor più rispetto a prima si possono prestare ad abusi e nascondere lavoro nero” ha detto spiegato stamattina in conferenza stampa Claudio Riso della segreteria Cgil. 

L’anno scorso erano state raccolte oltre 1 milione e mezzo di firme (oltre 35.000 in provincia di Modena) per chiederne l’abrogazione con referendum, ammesso dalla Corte costituzionale e fissato per il 28 maggio 2017. Referendum poi cancellato dall’intervento legislativo del Governo, che però ora, con un atto di inedita e inaudita violenza costituzionale e con un vero e proprio #schiaffoallademocrazia. 

Per evitare abusi come quelli del passato, e il forte rischio di riproposizione in futuro, la Cgil chiama tutti alla grande manifestazione di sabato 17 giugno in piazza San Giovanni a Roma, manifestazione che si preannuncia un momento di alta partecipazione e protesta contro i nuovi voucher e contro l’attacco alla democrazia'.


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Accettano un Tirocinio Gratis, pur di a Lavorare



Oltre otto ragazzi su dieci accettano un tirocinio gratis, 
pur di cominciare a lavorare

La Generazione Z si affaccia sul mondo del lavoro: una ricerca di Accenture descrive i ragazzi nati a metà degli anni Novanta come pragmatici e consapevoli del fatto che la formazione in azienda è fondamentale, ma anche disillusi

La Generazione Z entra nel lavoro: i laureati del 2017 saranno i primi a portare questa nuova ondata di persone (nati tra il '93 e il '99) nel mondo "adulto". Ragazzi che si dimostrano pragmatici ma anche disillusi verso il percorso universitario e la remunerazione del loro lavoro, tanto da ammettere ormai quasi come "naturale" il fatto di dover prestare la propria professionalità a titolo gratuito nell'ambito di un tirocinio.

La realtà di questi ragazzi nati alla metà degli anni Novanta è stata indagata da una ricerca di Accenture Strategy sulla "forza lavoro del futuro". Gli aspetti legati al pragmatismo si vedono in quegli 87 ragazzi su cento che considerano le opportunità occupazionali prima di scegliere il percorso universitario. Stando alle interviste, in Italia la maggioranza dei ragazzi ritiene che, per trovare il primo impiego, acquisire competenze pratiche attraverso un’esperienza lavorativa durante il percorso universitario, conti più della laurea. D'altra parte l'esperienza dei loro quasi coetanei che sono già entrati nel mondo del lavoro è chiara: quasi due terzi dei laureati che lavorano e che hanno concluso l'università nel 2015-2016 ritengono di svolgere una mansione per la quale non è richiesta la loro laurea.

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I ragazzi della Generazione Z puntano in alto: vogliono esser pronti e formati a svolgere le funzioni che saranno loro richieste. Dice infatti la ricerca che "questa generazione vuole entrare nel mondo del lavoro preparata. Tre su quattro concordano che la loro formazione durante gli studi è stata utile per prepararli al mercato del lavoro. Ma sono consapevoli che si tratta solo di un punto di partenza: i laureati guardano infatti al datore di lavoro come a un partner per la loro crescita e l’86% dei nuovi laureati si aspetta che il loro primo datore di lavoro offra training formativi".

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Ma i nuovi laureati dimostrano anche di avere - purtroppo, aggiungiamo - acquisito la mentalità per la quale pur di iniziare a lavorare, si può rinunciare a uno stipendio. La ricerca di Accenture definisce questo aspetto "flessibilità", ma nei fatti lo declina come la dichiarazione dell'83% dei ragazzi che "considera di accettare tirocinio non retribuito dopo la laurea in caso non sia disponibile un lavoro a pagamento". A questi si aggiunge un 82% del campione che "è disposto a trasferirsi per un'offerta di lavoro".

Pare stia perdendo un po' di attrattiva il modello delle startup: le grandi aziende tornano attrattive per la GenZ e alla domanda sul posto preferito in cui lavorare dopo l’università, "i nuovi laureati rispondono in prevalenza nelle grandi aziende (29%). Questo è in linea con le evidenze emerse anche negli altri paesi oggetto dell’indagine (23%) ed è interessante notare che negli Stati Uniti – in cui la ricerca è stata condotta per il quinto anno consecutivo – si è arrestato il trend che vedeva le generazioni precedenti preferire avviare la propria esperienza lavorativa in realtà più piccole e con una 'cultura da startup'", spiega Accenture. "La Gen Z che si affaccia al mondo del lavoro mostra anche di essere fedele: il 59% dei nuovi laureati dichiara infatti di voler rimanere con il loro primo datore di lavoro 
per 3 o più anni", si aggiunge.


Stefano Trombetta di Accenture sottolinea che "I nuovi laureati guardano ancora alle grandi aziende, ma hanno al contempo elevate aspettative nei loro confronti in termini di formazione e sviluppo personale, ben prima della laurea. Alle aziende che intendono essere attrattive per i talenti, si impone quindi la necessità di offrire opportunità di lavoro stimolanti e impostare esperienze di formazione e crescita personalizzate, rafforzando la collaborazione con le università e attivando modalità innovative e digitali per entrare in contatto con loro anche precedentemente al momento della laurea".
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venerdì 2 giugno 2017

Il Tuo Sito per il Tuo Business

http://www.cipiri.com/


Sono Web Designer , Web Master e Blogger . 
Creo il Vostro Sito Internet : 
Leggero e Responsive , Visibile e Dinamico , 
disegno Loghi e Marchi Aziendali ,
 dal Biglietto da Visita alla Insegna luminosa , 
realizzo Banner e Clip Animate 
per Pubblicizzare la Vostra Attività , 
consiglio un Blog ed un Video 
per fidelizzare i vostri Clienti ,
 volendo anche una Pagina Facebook.

Mio Sito Personale :

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COSA TI PORTA IL 2017 ?



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