martedì 20 giugno 2017

Lavoro alla Camera dei Deputati

 
 Quanto si guadagna e cosa fare per essere assunti .
Nuove assunzioni alla Camera dei Deputati: 
tutto quello che c'è da sapere
 per non farsi trovare impreparati.


L'annuncio di possibile nuove #assunzioni alla #Camera dei Deputati ha attirato in questi giorni l'attenzione di molti cittadini. 
Il mondo delle Istituzioni, nonostante tutto, è sempre stato circondato da un 
alone di rispetto e autorevolezza, perciò non c'è da stupirsi se di per sè i soli rumors, riguardanti un eventuale #concorso volto a reclutare nuovo personale all'interno della Camera, 
abbiano già reclutato tra le fila dei possibili partecipanti molti giovani che, senza ulteriori indugi, sarebbero pronti a concorrere 
per aggiudicarsi il posto di lavoro garantito
 in caso di esito positivo delle procedure concorsuali.


A Montecitorio le voci al riguardo, confermanti l'imminente pubblicazione di un concorso pubblico, continuano a farsi sempre più insistenti e, 
sembrerebbero essere confermate da un documento 
specifico (al vaglio dei sindacati proprio in questi giorni) 
avente ad oggetto i "criteri per la ricognizione 
del fabbisogno organico" che - se approvato - permetterebbe all'Ufficio di Presidenza di procedere con l'indizione di un bando di concorso per assunzioni alla Camera dei Deputati.

Le figure ricercate
Le nuove assunzioni riguarderebbero in particolare: 
Documentaristi, Segretari e Commessi.

Per ognuna di queste figure saranno richiesti dei titoli e delle competenze specifiche che, ovviamente, verranno nell'apposito bando ufficiale. 
La stessa cosa vale per le retribuzioni annue lorde riconosciute. 

Orientativamente lo stipendio annuo di un Segretario si aggira intorno ai 65 mila euro, mentre per i commessi la retribuzione annuale è quasi pari alla metà (ovvero circa 35 mila euro). 
Per i documentaristi, invece, il compenso è ancora da decidere.

Come candidarsi
Gli interessati a prendere parte alla selezione pubblica dovranno aspettare che il bando venga reso noto dagli organi competenti . Il documento verrà pubblicato sul sito della Camera dei Deputati e in Gazzetta Ufficiale (come la prassi impone) e, sempre nello stesso, verranno indicate: le modalità e le procedure di selezione, 
le prove che i candidati dovranno sostenere (così come la possibilità di 
un'eventuale prova preselettiva qualora - come è già successo in altri concorsi 
- il numero dei concorsisti sia molto elevato), 
le materie oggetto del concorso e il numero di posti messi disponibili.

Per restare sempre aggiornati e non farsi sfuggire nessuna novità sulle nuove assunzioni alla Camera, gli interessati potranno consultare l'apposita sezione concorsi presente sul portale web della Camera dei Deputati dove - ovviamente - verranno resi noti tutti i provvedimenti presi al riguardo. Non rimane che attendere.


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mercoledì 14 giugno 2017

Sfruttato coi voucher, a 21 anni ho perso tre dita


'Sfruttato coi voucher, a 21 anni ho perso tre dita che nessuno mi ridarà'

In vista della manifestazione nazionale di sabato la CGIL porta il caso simbolo di un uso distorto dei voucher e lancia un appello al governo che dopo averli abrogati è pronto a reintrodurli: 'Fermatevi'


Micha oggi ha a 22 anni. Ne aveva 21, nel settembre scorso, quando ha perso tre dita che nessun risarcimento potrà ridargli. Le ha perse mentre stava lavorando in una ditta metalmeccanica di Bastiglia, condotta a livello famigliare, dove unico dipendente è il figlio della titolare, dove con la promessa di un contratto mai visto aveva lavorato per quasi un anno, in due periodi differenti, facendo di tutto e, ciò che è peggio, tutto ciò che con i voucher (con i quali era pagato), non si potrebbe fare: un lavoro dipendente e, nel suo caso, anche specializzato. Fino a quella mattina del 22 settembre scorso. Quando le dita, all'inizio di una giornata che probabilmente sarebbe durata ben più di 8 ore, gli rimasero sotto quella maledetta pressa che, conferma lo stesso Micha, 'non aveva nemmeno gli strumenti di protezione che oggi tutte le macchine di quel genere hanno e devono avere. Per il rumore, mi ero dovuto comprare anche le cuffie a mie spese' - ci dice.  Da qui la denuncia al patronato e all'ispettorato del lavoro dove emerge che la ditta, due giorni prima dell'infortunio, avrebbe stipulato un contratto di apprendistato. Con il particolare, non indifferente, che Micha non aveva mai visto né firmato. 'E' evidente - spiegano i sindacalisti durante la conferenza stampa alla camera del lavoro - per tentare di coprirsi dalle conseguenze dell'infortunio e perchè non emergesse l'anomalo rapporto di lavoro a voucher avuto con Micha'.


Una storia, la sua, che viene portata oggi alla ribalta dalla CGIL in vista della grande manifestazione nazionale di sabato, a Roma. Per contrastare contro il provvedimento del governo che 'dopo avere abrogato i voucher - si legge nel volantino - di fatto in barba ad un referendum firmato da milioni di cittadini, li ha fatti riemergere. Al punto da fare parlare la CGIL di schiaffo alla democrazia, con tanto di hashtag. 


Un caso che nonostante la sua gravità, non  sarebbe eccezionale, anzi per la CGIL è emblematico di un uso distorto e fuori controllo dei voucher che interessa, purtroppo, tante realtà aziendali modenesi. 'Le denunce non sono tante - afferma Claudio Riso della segreteria - ma le segnalazioni abbondano'. Come quelle della cresta che, oltre ad un utilizzo distorto, verrebbe fatta sui buoni. E che anche Micha ci conferma averlo riguardato. 'Io non solo non ho mai visto il contratto che mi hanno detto che c'era, e che guarda caso è apparso al momento dell'infortunio, ma non ho mai visto nemmeno i voucher. Era la titolare che mi accompagnava in tabaccheria a scambiarli e alla fine, di quei contanti, anziché 7,5 euro all'ora me ne dava circa 5,5'.


Parola di Micha simbolo di una vicenda e di una situazione che denoterebbe, se verificate, gravi responsabilità e che ora spetterà alla giustizia amministrativa e penale misurare in termini giudiziari. Lì, sul tavolo della CGIL e nelle mani che Micha in parte nasconde ed in parte mostra come segno del suo dramma, c'è la vicenda sindacale e soprattutto umana. Di un ragazzo che oggi desidera solo di avere una vita normale, di lavorare onestamente e di coltivare i suoi sogni. Che in un primo tempo erano quelli di lavorare e studiare, alle scuole serali. 'Pensavo che avrei potuto farcela, ma le tante ore passate in quella ditta, anche 12, non mi permettevano di fatto di frequentare la scuola. Avevo bisogno di lavorare e accettai ma oggi non lo rifareri e a qualsiasi ragazzo direi di non accettare condizioni simili. Non sono contrario ai voucher anzi per lavori occasionali possono servire. Se li avessero utilizzati per lavori occasionali e non continuativi e riguardanti l'attività della ditta, come invece è stato fatto, non ci sarebbero stati problemi. Invece mi facevano fare di tutto, dal magazzino, al controllo delle macchine, all'uso della pressa. Il cui utilizzo gli è costato tre dita. E queste cose, in quelle condizioni, nel 2017, non devono succedere' 


E adesso?


La Cgil, con il patrocinio di un pool di avvocati (Ernesto Giliani, Annalisa Bova e Fabrizio Fiorini, Gabriella Cassibba, Yuri Trovato e Laura Caputo) ha avanzato la causa di lavoro per il riconoscimento dell’illegittimità del lavoro a voucher e il riconoscimento del rapporto di lavoro dipendente dal 2015. 

Gli avvocati presenti stamattina in conferenza stampa hanno spiegato che chiederanno al giudice del lavoro di pronunciarsi sulla richiesta di regolarizzazione piena del lavoratore, quindi non con la formula dell’apprendistato con la quale l’azienda ha “regolarizzato” il lavoratore alla Dtl con data 19/9/16 (tre giorni prima dell’infortunio), ma presentata successivamente (domanda che al lavoratore non risulta peraltro aver mai firmato). 

La richiesta della Cgil per il tramite degli avvocati è quella del riconoscimento della prestazione di lavoro subordinato a tempo indeterminato, visto che Nesterenko aveva un normale orario da operaio (lavorava anche 17 ore al giorno),  era in condizione di subordinazione gerarchica rispetto al datore di lavoro, era inserito nelle modalità operative dell’azienda, e riceveva una retribuzione mensile.


Insomma i voucher così utilizzati erano un abuso, per non dire sfruttamento. Ed è su questo che la CGIL riparte per lanciare il suo appello al governo affinché il cosiddetto “Libretto famiglia” per i piccoli lavori domestici e il contratto “Presto” per le aziende sino a 5 dipendenti non diventi legge.


“Si tratta di forme altrettanto precarie e con ancor minori tutele previdenziali e assicurative rispetto ai vecchi voucher, e che ancor più rispetto a prima si possono prestare ad abusi e nascondere lavoro nero” ha detto spiegato stamattina in conferenza stampa Claudio Riso della segreteria Cgil. 

L’anno scorso erano state raccolte oltre 1 milione e mezzo di firme (oltre 35.000 in provincia di Modena) per chiederne l’abrogazione con referendum, ammesso dalla Corte costituzionale e fissato per il 28 maggio 2017. Referendum poi cancellato dall’intervento legislativo del Governo, che però ora, con un atto di inedita e inaudita violenza costituzionale e con un vero e proprio #schiaffoallademocrazia. 

Per evitare abusi come quelli del passato, e il forte rischio di riproposizione in futuro, la Cgil chiama tutti alla grande manifestazione di sabato 17 giugno in piazza San Giovanni a Roma, manifestazione che si preannuncia un momento di alta partecipazione e protesta contro i nuovi voucher e contro l’attacco alla democrazia'.


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Accettano un Tirocinio Gratis, pur di a Lavorare



Oltre otto ragazzi su dieci accettano un tirocinio gratis, 
pur di cominciare a lavorare

La Generazione Z si affaccia sul mondo del lavoro: una ricerca di Accenture descrive i ragazzi nati a metà degli anni Novanta come pragmatici e consapevoli del fatto che la formazione in azienda è fondamentale, ma anche disillusi

La Generazione Z entra nel lavoro: i laureati del 2017 saranno i primi a portare questa nuova ondata di persone (nati tra il '93 e il '99) nel mondo "adulto". Ragazzi che si dimostrano pragmatici ma anche disillusi verso il percorso universitario e la remunerazione del loro lavoro, tanto da ammettere ormai quasi come "naturale" il fatto di dover prestare la propria professionalità a titolo gratuito nell'ambito di un tirocinio.

La realtà di questi ragazzi nati alla metà degli anni Novanta è stata indagata da una ricerca di Accenture Strategy sulla "forza lavoro del futuro". Gli aspetti legati al pragmatismo si vedono in quegli 87 ragazzi su cento che considerano le opportunità occupazionali prima di scegliere il percorso universitario. Stando alle interviste, in Italia la maggioranza dei ragazzi ritiene che, per trovare il primo impiego, acquisire competenze pratiche attraverso un’esperienza lavorativa durante il percorso universitario, conti più della laurea. D'altra parte l'esperienza dei loro quasi coetanei che sono già entrati nel mondo del lavoro è chiara: quasi due terzi dei laureati che lavorano e che hanno concluso l'università nel 2015-2016 ritengono di svolgere una mansione per la quale non è richiesta la loro laurea.

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I ragazzi della Generazione Z puntano in alto: vogliono esser pronti e formati a svolgere le funzioni che saranno loro richieste. Dice infatti la ricerca che "questa generazione vuole entrare nel mondo del lavoro preparata. Tre su quattro concordano che la loro formazione durante gli studi è stata utile per prepararli al mercato del lavoro. Ma sono consapevoli che si tratta solo di un punto di partenza: i laureati guardano infatti al datore di lavoro come a un partner per la loro crescita e l’86% dei nuovi laureati si aspetta che il loro primo datore di lavoro offra training formativi".

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Ma i nuovi laureati dimostrano anche di avere - purtroppo, aggiungiamo - acquisito la mentalità per la quale pur di iniziare a lavorare, si può rinunciare a uno stipendio. La ricerca di Accenture definisce questo aspetto "flessibilità", ma nei fatti lo declina come la dichiarazione dell'83% dei ragazzi che "considera di accettare tirocinio non retribuito dopo la laurea in caso non sia disponibile un lavoro a pagamento". A questi si aggiunge un 82% del campione che "è disposto a trasferirsi per un'offerta di lavoro".

Pare stia perdendo un po' di attrattiva il modello delle startup: le grandi aziende tornano attrattive per la GenZ e alla domanda sul posto preferito in cui lavorare dopo l’università, "i nuovi laureati rispondono in prevalenza nelle grandi aziende (29%). Questo è in linea con le evidenze emerse anche negli altri paesi oggetto dell’indagine (23%) ed è interessante notare che negli Stati Uniti – in cui la ricerca è stata condotta per il quinto anno consecutivo – si è arrestato il trend che vedeva le generazioni precedenti preferire avviare la propria esperienza lavorativa in realtà più piccole e con una 'cultura da startup'", spiega Accenture. "La Gen Z che si affaccia al mondo del lavoro mostra anche di essere fedele: il 59% dei nuovi laureati dichiara infatti di voler rimanere con il loro primo datore di lavoro 
per 3 o più anni", si aggiunge.


Stefano Trombetta di Accenture sottolinea che "I nuovi laureati guardano ancora alle grandi aziende, ma hanno al contempo elevate aspettative nei loro confronti in termini di formazione e sviluppo personale, ben prima della laurea. Alle aziende che intendono essere attrattive per i talenti, si impone quindi la necessità di offrire opportunità di lavoro stimolanti e impostare esperienze di formazione e crescita personalizzate, rafforzando la collaborazione con le università e attivando modalità innovative e digitali per entrare in contatto con loro anche precedentemente al momento della laurea".
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venerdì 2 giugno 2017

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disegno Loghi e Marchi Aziendali ,
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Mio Sito Personale :

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