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mercoledì 29 agosto 2018

Regno Unito, la regina Elisabetta seleziona un lavapiatti


La regina Elisabetta sta cercano un lavapiatti per Buckingham Palace   da inserire all’interno dello staff del suo chef.


AAA lavapiatti cercasi: è la regina Elisabetta in persona 
che sta cercando personale per la residenza di Buckingham Palace.

La regina Elisabetta sta cercano un lavapiatti per Buckingham Palace
 da inserire all’interno dello staff del suo chef. 

Per candidarsi non sono necessarie particolari conoscenze o un lungo curriculum, la Sovrana richiede semplicemente una “conoscenza generale della sicurezza alimentare e un atteggiamento positivo”. Il nuovo membro delle cucine reali infatti seguirà un corso a Palazzo,
 in cui verrà istruito riguardo le sue mansioni.

Insomma, se avete sempre sognato di lavorare all’estero, questa forse potrebbe essere l’occasione giusta anche perché non sono richieste particolari mansioni per potersi candidare per il posto.

Ti unirai a un team di cucina che lavora per preparare e servire il cibo secondo i più alti standard, mantenendo pulite le zone della cucina, i nostri chef e i loro assistenti avranno tutto ciò di cui hanno bisogno per preparare i pasti della giornata. 

Questo è quanto riporta l’annuncio pubblicato direttamente sul sito dei Windsor che propone per il posto uno stipendio di 19.935 sterline l’anno, circa 22 mila euro, cui si aggiungono vitto e alloggio all’interno di Buckingham Palace. 

Il lavapiatti poi dovrà essere itinerante nel senso che dovrà essere pronto a seguire la Royal Family per svolgere il suo lavoro anche in occasione del trasferimento in altre residenze. Più che un lavapiatti si tratta di un aiuto in cucina che verrà impiegato anche per la preparazione di piatti e che sarà regolarmente assunto con tanto di contributi e 33 giorni di ferie l’anno.

Entrato nella Residenza reale, infatti il lavapiatti potrà anche fare carriera migliorando la propria posizione e contribuendo alla preparazione dei piatti assicurandosi dell’alto standard che le cucine devono richiedere. Una volta selezionata, la figura dovrà svolgere anche un corso sulle diverse mansioni da seguire. 



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Teatro Olimpico di Vicenza, cercasi custode

AAA cercasi urgentemente custode: l’appello è quello lanciato dal Teatro Olimpico di Vicenza che da quattro mesi sta disperatamente cercando un nuovo guardiano casante che possa sorvegliare la magnifica opera del Palladio, il più antico teatro coperto italiano ispirato alle linee classiche.


AAA cercasi urgentemente custode: l’appello è quello lanciato dal Teatro Olimpico di Vicenza che da quattro mesi sta disperatamente cercando un nuovo guardiano casante che possa sorvegliare la magnifica opera del Palladio, il più antico teatro coperto italiano ispirato alle linee classiche.

Il posto è ancora vacante a distanza di tre mesi dalla chiusura del bando: il Comune per il momento di è trovato costretto a prorogare il contratto scaduto tre mesi fa affidando la custodia alle guardie giurate dopo che le ricerche fino a questo momento sono andate a vuoto. L’amministrazione municipale, spiega che la mancanza del custode costerà alle casse comunali un era di 12mila euro: compito del custode  è fondamentalmente è quello di aprire e chiudere finestre e porte.



Il bando pubblicato lo scorso maggio (qui nel dettaglio) dal Comune parlava della ricerca di nuovo custode casante del Teatro Olimpico con l’avviso di selezione per la concessione in uso precario per 5 anni dell’alloggio per il servizio di custodia e vigilanza del Teatro Olimpico

L’avviso era riservato a dipendenti e pensionati del Comune, della Provincia e delle relative aziende partecipate.

Possono partecipare alla selezione i dipendenti in servizio o in quiescenza del Comune di Vicenza, della Provincia di Vicenza e delle Aziende partecipate del Comune di Vicenza e della Provincia di Vicenza, con i nuclei familiari così strutturati:

1) da un minimo di 2 ad un massimo di 4 persone con almeno 2 componenti maggiorenni;

2) il concessionario non deve avere un’età superiore ai 65 anni;

3) essere cittadini italiani o cittadini appartenenti ad altro stato dell’Unione Europea;

4) i componenti maggiorenni non siano titolari di diritti reali di godimento su immobili adibiti ad abitazione ed ubicati nella provincia di Vicenza né che si trovino in condizioni di morosità con la pubblica amministrazione;

5) i componenti maggiorenni non devono essere assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Custode e componenti maggiorenni del nucleo non dovranno avere procedimenti pendenti, aver subito sentenze di condanna passata in giudicato, aver commesso violazioni, definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e delle tasse.

La documentazione per la partecipazione alla procedura di selezione doveva essere presentata in un plico chiuso e sigillato con la dicitura “Domanda per la selezione relativa alla Concessione in uso precario di un alloggio per l’espletamento del servizio di custodia e vigilanza del Teatro Olimpico riportando i documenti richiesti,

e) domanda di partecipazione, compilata utilizzando esclusivamente il modulo allegato al

presente bando (all. C) e sottoscritta dal candidato aspirante concessionario, con allegata copia

fotostatica di documento di identità in corso di validità ai sensi del D.P.R. 445/2000;

f) curriculum vitae delle persone maggiorenni componenti il nucleo familiare del

concessionario.




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Cercasi libraio per resort di lusso alle Maldive

Cercasi libraio per resort di lusso alle Maldive



Il lavoro dei sogni per amante dei libri e della letteratura: 
cercasi libraio per un resort esclusivo di una spiaggia alle Maldive.

L’idea è Philip Blackwell, giovane rampollo di una dinastia di librai che ha deciso di aprire una catena di librerie, Ultimate, nei luoghi di vacanza vip con prodotti adeguati alle esigenze dell’esclusiva clientela.

Quello che si cerca è la figura di un libraio da impiegarsi all’interno del lussuoso resort ecologico, il Soneva Fushi, alle Maldive.

Si offrono tre mesi di gestione e anche se non ci si potrà arricchire si garantisce un’esperienza indimenticabile con tanti benefit anche a livello personale.

Il posto, per il momento è ancora vacante dato che non si tratta esattamente di un posto da commesso ordinario: si richiede infatti la disponibilità per un minimo di tre mesi, nel corso dei quali il libraio sarà anche chiamato a tenere un blog divertente, che possa descrivere in modo vivace la vita di un libraio su un’isola deserta e che servirà da operazione di marketing per lanciare l’iniziativa anche i altri resort di lusso della catena.

Dato che il resort è frequentato da personaggi noti, il candidato dovrà entrare in contatto con loro per arricchire ulteriormente il proprio resoconto. Chi otterrà il lavoro dovrà anche grandi e piccoli con narrazioni, corsi di scrittura creativa e altro.

Insomma un lavoro dei sogni per lasciarsi lo stress dell’ufficio alle spalle e per vivere un tipo di vita veramente diversa rispetto al solito: forse più a facile da sognare che da vivere veramente.

Se però volete tentare, è possibile candidarsi direttamente sul sito della catena.





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Rainbow MagicLand, cercasi zombie per il parco divertimenti

Rainbow MagicLand, cercasi zombie per il parco divertimenti


Se avete uno spirito da mostro e siete appassionati di The Walking Dead, allora ecco l’opportunità lavorativa che potrebbe fare per voi: Rainbow MagicLand, il parco divertimento di Valmontone è pronto ad assumere fino a 150 zombie.

Appuntamento il 15 e il 16 settembre al parco divertimenti più grande di Roma per un “mostruoso casting” finalizzato a ingaggiare i figuranti che interpreteranno zombie e mostri vari nel corso delle festività di Halloween, per tutto ottobre. 

Il Parco in vista dei festeggiamenti di Halloween è pronto a selezionare 150 nuovi volti, tra persone comuni, animatori e attori, tutti assunti con contratto di lavoro.

Si cercano diversi profili per interpretare mostri, zombie e creature spaventose di ogni genere pronte a terrorizzare gli ospiti del parco a ottobre: le figure saranno  impegnate all’interno della Horror Zone predisposta dal parco che verrà allestita dal 13 ottobre prossimo.

Ma quali sono i requisiti necessari per potersi candidare?

Per candidarsi come aspiranti morti viventi è necessario presentarsi al provino con un make-up originale in tema, assumete un’andatura lenta, avere la capacità di proporre un personaggio con tanto di storia per candidarsi ad essere un perfetto zombie. Una volta selezionati, gli attori verranno impiegati all’interno del parco.

Per candidarsi come zombie c’è tempo fino al 9 settembre: è necessario iscriversi online sul sito http://magicland.it/casting inserendo tutti i dati richiesti nel form apposito e allegando anche una foto come indicato.

Il casting vero e proprio si svolgerà invece presso il Gran Teatro di Rainbow MagicLand, il 15 e 16 settembre davanti a una giuria formata da esperti di horror che selezionerà i mostri più credibili e spaventosi che verranno impiegati nelle Halloween Horror Nights del 13, 20, 27 e 31 ottobre.




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America Graffiti assume camerieri e cuochi


Nuove opportunità lavorative nel settore della gastronomia.


Nuove opportunità lavorative nel settore della gastronomia: America Graffiti, catena di tavole calde del Gruppo Cigirre, sta selezionando Camerieri e Cuochi che possano essere inseriti nel nuovo ristorante che aprirà a Roma in Via Acerenza Appia Nuova.

America Graffiti è un brand che fa parte dello stesso Gruppo Cigierre proprietario di altre marchi come Old Wild West, Shi’s, Pizzikotto. 

I locali di America Graffiti sono all’insegna dei diner americani in perfetto stile anni Cinquanta e propongono due format di ristorazione: l’american diner ed il fast food: anche per l’apertura di Roma si selezionano cuochi e camerieri. 



Cuochi: 

si richiede pregressa esperienza come operatore di cucina preferibilmente maturata in aziende organizzate della ristorazione moderna e in contesti di grandi dimensioni

Le figure dovranno occuparsi della preparazione materie prime

cottura e preparazione delle pietanze nel rispetto delle grammature e delle schede piatto

pulizia delle postazioni

gestione dei rifiuti

scarico merci

accensione macchinari

applicazione delle norme igieniche e di sicurezza alimentare HACCP,
 verifica e compilazione schede HACCP



Camerieri: 

si richiede pregressa esperienza come operatore di sala preferibilmente maturata in aziende organizzate della ristorazione moderna e in contesti di grandi dimensioni

completa disponibilità a lavorare con turni spezzati, serali e festivi

gradito domicilio in prossimità del luogo di lavoro.

Le figure dovranno occuparsi

dell’allestimento della sala

accoglienza clienti e distribuzione menù

presa delle comande con palmare

servizio al tavolo completo

risoluzione di eventuali problematiche durante il servizio

applicazione delle norme igieniche e di sicurezza alimentare HACCP, verifica e compilazione schede HACCP

Per potersi candidare è necessario inserire i dati personali previa registrazione sulla pagina appisita (qui) e poi inviare il proprio cv.





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martedì 7 agosto 2018

Reato di Caporalato, il testo della legge

La legge stabilisce che commette il reato di caporalato, ovvero di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro
  
Gazzetta Ufficiale
Pubblicato in G.U. la Legge sul reato di caporalato, ovvero la L. 199/2016 di contrasto ai fenomeni Caporalato e lavoro nero in agricoltura. La norma entra in vigore il 4 novembre 2016.

In Gazzetta Ufficiale n. 257 del 3 novembre 2016, è stata pubblicata la Legge sul reato di caporalato, ovvero la L. 199 del 29 ottobre 2016 recante: Disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo. La norma entra quindi in vigore il 4 novembre 2016.

Leggi anche: Caporalato e lavoro nero in agricoltura, approvazione definitiva della legge

La legge, meglio conosciuta come contrasto al caporalato e al lavoro nero in agricoltura è stata approvata in via definitiva dal Parlamento il 18 ottobre scorso e rappresenta sicuramente un traguardo storico per la mercato del lavoro e per i diritti dei lavoratori.

Da oggi quindi si inaspriscono le pene per chi commette questo genere di reati, infatti la nuova disciplina prevede una pena per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, che andrà da 1 a 6 anni di reclusione, aumentabili fino ad 8 se c’è violenza o minaccia e una multa da 500 a 1.000 euro per ciascun lavoratore reclutato.

Nota importante è che il reato sarà uguale sia per chi fa da intermediatore, cosiddetto “caporale”, e sia per chi sfrutta questo tipo di “servizio”.

Reato di caporalato, ecco cosa prevede la legge
La legge stabilisce che commette il reato di caporalato, ovvero di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, chiunque:

recluta manodopera allo scopo di destinarla al lavoro presso terzi in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori;
utilizza, assume o impiega manodopera, anche mediante l’attività di intermediazione di cui al precedente punto, sottoponendo i lavoratori a condizioni di sfruttamento ed approfittando del loro stato di bisogno.
Se i fatti sono commessi mediante violenza o minaccia, si applica la pena della reclusione da cinque a otto anni e la multa da 1.000 a 2.000 euro per ciascun lavoratore reclutato.

Lo sfruttamento è configurabile in presenza di una o più delle seguenti condizioni:

reiterata corresponsione di retribuzioni in modo palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali o territoriali stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative a livello nazionale, o comunque sproporzionato rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato;
la reiterata violazione della normativa relativa all’orario di lavoro, ai periodi di riposo, al riposo settimanale, all’aspettativa obbligatoria, alle ferie;
la sussistenza di violazioni delle norme in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro;
la sottoposizione del lavoratore a condizioni di lavoro, a metodi di sorveglianza o a situazioni alloggiative degradanti.
Sono aggravanti specifiche e comportano l’aumento della pena da un terzo alla metà:

il fatto che il numero di lavoratori reclutati sia superiore a tre;
il fatto che uno o più dei soggetti reclutati siano minori in età non lavorativa;
l’aver commesso il fatto esponendo i lavoratori sfruttati a situazioni di grave pericolo. Avuto riguardo alle caratteristiche delle prestazioni da svolgere e delle condizioni di lavoro.
Contrasto al lavoro nero in agricoltura
La legge prevede inoltre importanti disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo.

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Caporalato: 2 euro l’ora, e nei campi anche i Bambini...
http://cipiri5.blogspot.com/2018/08/caporalato-2-euro-lora-e-nei-campi.html




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lunedì 6 agosto 2018

Caporalato: 2 euro l’ora, e nei campi anche i Bambini

Caporalato: 2 euro l’ora, e nei campi anche i Bambini


Sono le 4.45, ed è ancora buio a Mondragone. Eppure in via Razzino, sotto quattro palazzoni rossicci c’è già un gran movimento. Centinaia di persone, soprattutto donne, alcune molto giovani, sono sedute a gruppetti sul bordo del marciapiede. Hanno zainetti e borsoni. Ogni tanto si ferma un pulmino o un furgone. Salgono e via. Uno, due, dieci, venti e più volte. È il mercato delle braccia. Braccia bulgare. Braccia rom. Vittime di caporali bulgari e italiani. Sfruttati da imprenditori italiani. Un caso unico in Italia
 (solo a Borgo Mezzanone nel Foggiano, ce n’è uno analogo ma molto minore).

Più di 2mila persone che da quattro anni lasciano la Bulgaria, in particolare la regione di Sliven, per raggiungere la cittadina sul litorale domitio casertano. Duemila persone su 30mila abitanti, una presenza che non passa inosservata. In gran parte per 4-5 mesi, altri fino a 8-9, qualche centinaio stanziali. Arrivano famiglie intere, bambini compresi, quasi tutti vivono dei 'palazzi Cirio', quattro edifici di dieci piani, fine anni ’70. Fortemente degradati, fuori (i balconi perdono pezzi) e dentro. Proprietari italiani che si fanno pagare, ovviamente in nero, almeno 100 euro a persona al mese.

Tutto fuori legge. Così in un appartamento arrivano a vivere anche 10-15 persone, magari in subaffitto tollerato, come ci racconta il vicario generale della Diocesi di Sessa Aurunca, don Franco Alfieri, per quaranta anni parroco di questa zona. Palazzi che dovevano essere abbattuti o almeno sequestrati e che invece sono diventati un’isola bulgara in terra campana. Presenze regolari, i bulgari sono cittadini comunitari, lavoratori. Sì, rom che vengono in Italia per lavorare e che in Italia vengono sfruttati. Uomini, donne e bambini. Non siamo in una lontana periferia. I caporali agiscono nel centro della città, vicino alla grande via Domitiana, l’antica via Appia. Niente di nascosto.

Eppure alle 5 nessuno controlla i pullmini e gli “autisti”, né forze dell’ordine né polizia locale. Neanche per verificare i documenti dei mezzi e quante persone trasportino. Tutti sanno, nessuno interviene. Ma verso l’ora di pranzo quando torniamo per incontrare l’attuale parroco don Osvaldo Morelli, i vigili urbani, con tanto di furgone attrezzato, ci fermano proprio in via Razzino per un controllo dei documenti. Niente alle 5 sul mondo illegale, controlli inutili a mezzogiorno, tutti i giorni. Mentre dove sedevano le bulgare ora ci sono mucchi di sacchetti di rifiuti. Vediamo rientrare alcune ragazze, tutte in fila. «Tornate dal lavoro?». «Sì, sì», rispondono senza fermarsi. Ma in fondo alla fila una donna più anziana le zittisce.

«No, no». È una caposquadra, una sorta caporale di secondo livello. Intanto sui campi, tra Modragone, Villa Literno e altri comuni dell’Alto Casertano, va di scena lo sfruttamento. Fino a sera. Come ci spiega Tammaro Della Corte, della Flai Cgil di Caserta, che ci accompagna in questo prima tappa del nostro reportage sul caporalato, gli uomini prendono tra 2 e 4 euro l’ora (il contratto ne prevede 7,5), le donne tra 1 e 1,5 euro, i minori 1 euro. E non è raro che a lavorare sia un’intera famiglia, che alla fine per quattro persone prende poco meno della paga oraria contrattuale di un solo bracciante, lavorando fino a 12 ora, quasi il doppio delle 6,5 previste.

Mentre non meno di 5 euro al giorno finiscono in tasca al caporale o ai caporali, uno italiano che tiene i rapporti con gli imprenditori e uno bulgaro che gestisce la manodopera. Sicuramente dietro ci sono organizzazioni che coinvolgono gli imprenditori in una sorta di “borsa della manodopera” che decide i salari al ribasso. Che dietro ci siano organizzazioni criminali lo confermano alcuni gravi episodi, come l’incendio di alcuni furgoni e aggressioni. In un clima di crescente tensione (non sono rare le risse tra bulgari, anche perché gira molto alcol), con attività parallele come il contrabbando di sigarette. E pochi controlli. Cosi tra aprile e settembre. 
Qui sui campi opera il “sindacato di strada” della Flai.

«Avevamo provato anche sotto i palazzi – ci dice Tammaro – ma era troppo pericoloso, ci hanno minacciati ». Non esagera. La nostra presenza estranea viene subito notata, soprattutto dai caporali. Meglio allontanarsi e raggiungere i campi. Gli operatori del sindacato distribuiscono volantini che in varie lingue spiegano i diritti dei lavoratori. I braccianti ci accolgono bene, smettono di lavorare, chiedono informazioni. Sono “liberi” perché il caporale non c’è. Ma quando ci spostiamo in un altro campo la scena cambia. Testa china sul terreno, non rispondono. Qui il caporale c’è e si vede. E gli imprenditori? «Alcuni ci accolgono bene, ci tengono a farci vedere i contratti. Ma altri ci cacciano impugnando la vanga». Comunque i braccianti sono interessati. «Alcuni vengono nelle nostre sedi a lamentarsi che la paga non è quella che avevano promesso in patria. Le donne ci raccontano delle molestie subite. 'O accetti o non lavori', dicono i caporali bulgari e italiani».

E soprattutto le donne sono anche le vittime delle condizioni estreme del lavoro in serra. Tante dermatiti per il contatto coi pesticidi e infezioni vaginali per la mancanza di servizi igienici. Nella zona dei 'palazzi Cirio' c’è l’impegno della diocesi, parrocchia di San Rufino. Don Osvaldo, che è anche direttore della Caritas diocesana, ci spiega che la mensa 'Pane quotidiano' garantisce ogni giorno 80 pranzi, due terzi a stranieri, quasi tutti bulgari, maschi, «perché le donne sono sui campi». Ogni mese viene distribuito un pacco con viveri, vestiti e medicine. «Lo ritirano le donne la sera quando finiscono il lavoro».

Ma la preoccupazione maggiore sono i bambini. «Non vanno a scuola. Solo dopo un nostro esposto 5 di loro sono stati inseriti, compreso un disabile. Alcuni vengono in parrocchia ma fanno fatica anche per colpa della lingua. Per questo a ottobre cominceremo dei corsi». Ma non basta. Il vicario don Franco Alfieri non è tenero coi suoi concittadini. «La colpa di questo degrado è anche di quei mondragonesi che per lucro affittano gli appartamenti in palazzi senza manutenzione che non dovrebbero avere l’agibilità». Ma intanto in quei palazzi duemila persone sopravvivono.
E all’alba si vendono ai caporali.

leggi:
La legge stabilisce che commette il reato di caporalato, 
ovvero di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro...    
 http://cipiri5.blogspot.com/2018/08/reato-di-caporalato-il-testo-della-legge.html


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venerdì 3 agosto 2018

DL Dignità: Bocciato Ripristino art. 18

No di governo e maggioranza alla reintroduzione dell'articolo 18 nel caso di licenziamento illegittimo. Il M5S e la Lega hanno votato contro un emendamento, presentato dal deputato di Leu Guglielmo Epifani, che puntava a recepire, nel decreto Dignità all'esame della Camera, le norme cancellate dal Jobs Act


No di governo e maggioranza alla reintroduzione dell'articolo 18 nel caso di licenziamento illegittimo. Il M5S e la Lega hanno votato contro un emendamento, presentato dal deputato di Leu Guglielmo Epifani, che puntava a recepire, nel decreto Dignità all'esame della Camera, le norme cancellate dal Jobs Act approvato dal governo Renzi nella passata legislatura. L'emendamento - sul quale si erano dichiarati contro sia il governo che i relatori di maggioranza - è stato respinto con 317 no, 191 astensioni e i soli 13 voti a favore della pattuglia di deputati di Leu.

Nel presentare la ratio del provvedimento, l'ex segretario della Cgil aveva detto: "Parliamo di un tema delicato e conosciuto che va sotto la denominazione di Articolo 18. In realtà vogliamo presentare una norma per la tutela reale dei lavoratori nei casi di licenziamenti illegittimi, che il Jobs Act ha di fatto cancellato. Non vogliamo fare un atto di mera testimonianza né di propaganda ma risarcire moralmente e concretamente i lavoratori".

Poi, dopo la bocciatura, Epifani ha parlato di "un'occasione persa per ridare veramente dignità ai lavoratori e alle lavoratrici". "Per noi - ha aggiunto - la proposizione della tutela reale nel caso dei licenziamenti illegittimi risponde a un doppio risarcimento intellettuale e morale. Per 20 anni ci è stato detto che l'art. 18 frenava i contratti a tempo indeterminato e gli investimenti. Tolto quel diritto però non sono aumentati né i contratti né gli investimenti. E' bene prendere atto che quella narrazione non era e non è vera. E' necessario tornare a difendere meglio la dignità dei lavoratori che vengono licenziati in modo illegittimo. E sicuramente il cosiddetto dl dignità non lo fa".

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mercoledì 1 agosto 2018

Cipiri: Siti Internet e Blog Personalizzati

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lunedì 23 luglio 2018

Ombre sul Contratto dei Rider del 18 Luglio 2018

Sono questi i contenuti dell'accordo sottoscritto il 18 luglio da Confetra, Fedit, Assologistica, Federspedi, Confartigianato trasporti, Fita-Cna, Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti nell’ambito del Ccnl logistica , un accordo che qualcosa di positivo presenta considerando i fattorini della Gig economy come subordinati al contrario di quanto accade oggi soprattutto dopo le sentenze di Milano e Torino.

Per i rider non si annunciano cambiamenti sostanziali 
che migliorino la loro condizione di vita e di lavoro, 
infatti la flessibilità di orario viene demandata ad accordi tra le parti, 
sappiamo bene che sindacati complici sono sempre ben disposti ad accordare deroghe 
e condizioni favorevoli solo alle aziende .

Sono questi i contenuti dell'accordo sottoscritto il 18 luglio da Confetra, Fedit, Assologistica, Federspedi, Confartigianato trasporti, Fita-Cna, Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti nell’ambito del Ccnl logistica , un accordo che qualcosa di positivo presenta considerando i fattorini della Gig economy come subordinati al contrario di quanto accade oggi soprattutto dopo le sentenze di Milano e Torino.  

Ma questo accordo  lascia ai padroni un margine troppo ampio di discrezionalità per quanto il contratto subordinato preveda trattamenti migliori delle partite iva .

Leggendo l'intesa troviamo altri aspetti contraddittori come l'assenza di indennità di trasferta per il rider e un parametro retributivo che cambia a seconda del mezzo di trasporto
 (cicli, motocicli e ciclomotori) utilizzato.

Poi anche in materia di orari con una semplice lettera alle organizzazioni firmatarie per comunicare il rispetto da parte aziendale dell'orario minimo di impiego con una media settimanale estendibile fino a 48 ore e la introduzione di troppe clausole elastiche per gestire gli orari ridotti.

.Ancora una volta si rimandano troppe decisioni alla contrattazione di secondo livello proprio per aggirare con accordi aziendali a perdere le normative che limitano il ricorso alla flessibilità di orari e delle modalità di impiego ma questa contraddizione scaturisce dagli accordi nazionali sul modello contrattuale che ormai ingabbiano i contratti nazionali permettendo ai padroni il ricorso alle deroghe sfavorevoli per lavoratrici e lavoratori

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domenica 15 luglio 2018

Il decreto dignità è un flop, ma per Di Maio è colpa delle lobby

Il decreto dignità è un flop, ma per Di Maio è colpa delle lobby


Per Di Maio i numeri sull’aumento dei licenziamenti che compaiono nella relazione tecnica sono stati inseriti a sua insaputa la notte prima dell’invio al Quirinale


Di Maio cerca di difenderlo in tutti i modi, ma il decreto dignità è il vero grande flop in tinta gialloverde. L’attesa è stata lunga, il testo nei giorni scorsi si era arenato a causa di alcune discrepanze interne all’esecutivo: il decreto, opera del leader Cinque Stelle, infatti, non era piaciuto molto al suo collega di governo Salvini.

Dopo l’attesa il decreto si scontra con la dura realtà dei numeri: secondo i calcoli che compaiono nella stessa relazione tecnica che accompagna il documento l’occupazione è destinata a diminuire di 8mila unità all’anno per dieci anni.

La strampalata spiegazione di Di Maio: un complotto
Di Maio cerca di spiegare, ma non ci riesce bene e peggiora la situazione. Il dato, secondo lui, “è apparso nella relazione tecnica al decreto la notte prima che si inviasse il decreto al presidente della Repubblica. Non è una cosa che ci hanno messo i miei ministeri, non è una relazione che hanno chiesto i miei ministeri e soprattutto la relazione non è stata chiesta dai ministri della Repubblica, perché qualcuno potrebbe cominciare a dire che sto andando contro qualche altro collega ministro”. Come quel dato sia finito nella relazione non è dato sapere.

E per motivare tanto accanimento contro il suo decreto, il leader pentastellato ritira fuori un suo vecchio cavallo di battaglia: “Il decreto dignità ha contro lobby di tutti i tipi”.

E da fonti qualificate del Movimento Cinque Stelle contattate dall’Ansa arrivano anche accuse gravi a persone vicine alla squadra dell’ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan responsabili, secondo tali fonti, dell’inserimento di questi dati nel testo. E le stesse fonti sostengono l’idea di uno spoil system per “togliere dai posti chiave chi mira a ledere l’operato di governo e M5s. Abbiamo bisogno di persone di fiducia, non di vipere”.

Accuse alle quali risponde all’Ansa lo stesso ex ministro Padoan: “Se insinuano che qualcuno della mia ex squadra si sia comportato scorrettamente, magari perché sobillato, lo respingo sdegnosamente: sarebbero accuse di gravità incredibile. Il dl dignità e la relazione tecnica sono predisposti dal ministero del Lavoro: mi auguro abbiano fatto un lavoro corretto perché 
sarà alla base delle decisioni del Parlamento”.

Nel frattempo fonti del Mef mettono in evidenza come la stima (elaborata dall’Inps) degli 8mila posti di lavoro in meno fosse già inserita nella relazione tecnica consegnata al ministero. Le relazioni tecniche sono sempre presentate dalle amministrazioni proponenti insieme al provvedimento.

Il decreto a Montecitorio il 24 luglio
Con questo il biglietto da visita con il quale il decreto la settimana prossima si presenterà in Parlamento, nelle commissioni Finanze e Lavoro di Montecitorio per poi passare all’esame dell’aula a partire dal 24 luglio. Ma l’opposizione è pronta a dare battaglia.

“È pericoloso il livello di incompetenza che si sta raggiungendo ed è pericoloso il livello di falsificazione di informazioni che il governo sta cercando di dare”, dichiara il deputato dem Luigi Marattin, mentre il senatore Filippo Sensi commenta su Twitter: “Siamo alla dignità a sua insaputa”.

“Di Maio – commenta il capogruppo dem in Senato Andrea Marcucci – usa scuse ridicole e patetiche. Pensare a non meglio precisate lobby che di notte aggiungono tabelle ai provvedimenti del governo, fa sorridere. Il decreto dignità misura la distanza della maggioranza M5s e Lega dalla realtà non ci sono misure a sostegno del lavoro a tempo indeterminato e si scoraggia quello a tempo determinato, la conseguenza sarà un incremento del lavoro nero, 
8.000 posti di lavoro in meno è una stima ottimistica. 

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martedì 10 luglio 2018

Perché non vi portate gli italiani in difficoltà a casa vostra?

salvini meloni  perché non vi portate gli italiani in difficoltà a casa vostra


"Portateli a casa tua" è il commento più gettonato quando si parla di migranti. Su Facebook o nella vita reale, ogni volta che si affronta la questione migranti lo scontro si sposta sul terreno economico e della pubblica sicurezza e i detrattori delle politiche di accoglienza puntano il dito contro i cosiddetti "radical chic" evidenziando che potrebbero ospitare i migranti a casa propria, se proprio ci tengono così tanto a farli stare in Italia. Non solo commenti e diatribe da bar, però, quel "portateli a casa tua" è diventato lo scheletro di una "inchiesta" condotta dal quotidiano Il Tempo che sta facendo molto parlare in questa calda giornata di mezza estate.

Salvini del perché loro, nella loro magione dorata, non ospitino alcun italiano in difficoltà pur dicendosi sempre molto preoccupati dalla situazione economica delle famiglie indigenti.

Cercando di contrastare l'iniziativa di "Rolling Stone" organizzata per esprimere dissenso contro le politiche del ministro dell'Interno Matteo Salvini, un cronista del quotidiano romano ha inventato di sana pianta un ong e ha iniziato a chiamare un centinaio di intellettuali e artisti da sempre vicini alla causa migratoria chiedendo loro di ospitare un migrante a caso in casa loro, così a caso. 

Dopo aver effettuato una serie di chiamate, il cronista ha poi costruito un pezzo ad hoc volto a dimostrare che i radical chic di sinistra solo a parole sarebbero solidali con i migranti ma non a fatti e "sputtanare" i volti noti che hanno aderito all'appello 
di Rolling Stone o all'iniziativa "Magliette rosse". 

E così, l'articolo, condividiso con gaudio e giubilo anche dallo stesso Salvini, ha letteralmente fatto il giro della rete ed è in pochissime ore divenuto una vera e propria clava da utilizzare per picchiare i buonisti della rete e sbattere loro in faccia "la verità che nessuno racconta". 

Insomma, secondo il cronista che ha costruito il pezzo – perché di costruzione a tesi si tratta – il rifiutare l'invito di una sconosciuta ong inventata di sana pianta o richiede informazioni più specifiche via mail per sincerarsi della bontà dell'iniziativa e dell'esistenza della onlus stessa dimostrerebbe che i radical chic con il rolex e l'attico a New York non sono poi davvero così buoni e bravi ma sarebbero degli egoisti che di fronte alla possibilità di dare un aiuto concreto si tirano indietro senza colpo ferire. L'articolo de Il Tempo, invece, altro non è che l'accozzaglia di una serie di luoghi comuni spacciati per verità assoluta e altro non fa che sciorinare una serie di nomi noti – e molto odiati dai cattivisti – insieme a una serie di scuse che questi avrebbero presentato all'anonimo chiamante. Su 100 persone, solo 4 avrebbero accettato l'offerta, mentre una buona metà nemmeno avrebbe risposto al telefono e un'altra buona metà avrebbe gentilmente declinato l'invito. L'articolista ha poi messo insieme una serie di vittime designate e le ha date in pasto alla rete, sottolineandone l'incongruenza tra parole e comportamenti.

Come ha spiegato sui social lo stesso Linus, però, molti hanno rifiutato perché hanno subodorato puzza di bruciato e hanno compreso subito potesse trattarsi di un banale scherzo telefonico a opera di qualche buontempone, ma nonostante questo si sono ritrovati nel tritacarne dei cattivisti senza possibilità d'appello. La critica che però si può e si deve muovere a questo articolo de Il Tempo e in generale a tutti quelli che credono che i migranti possano e debbano essere ospitati a casa dei buonisti è un'altra: l'iniziativa di Rolling Stone e quella di Libera erano di stampo umanitario e miravano a sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema della chiusura dei porti italiani connessa ai naufragi, sottolineando che è dovere di ogni nazione salvare e accogliere i migranti in viaggio nel Mar Mediterraneo perché non si possono contare i centesimi quando in ballo di sono le vite delle persone.



Quel "portateli a casa tua" non ha alcun senso perché non possono essere compiti di un singolo cittadino il mantenimento e l'integrazione di immigrati e richiedenti asilo sul territorio nazionale, le tasse che ogni anno vengono pagate da ogni contribuente servono affinché lo Stato possa e debba sostituirsi alla personale solidarietà dei singoli, che potrebbero anche decidere di prendere parte a qualche programma di inserimento e accoglienza ma non possono essere né obbligati a farlo né tantomeno possono essere criticati per il fatto che una serie di problemi personali impedisce loro di spendersi in prima persona con iniziative più concrete di un appello sul giornale. E questo vale sia per i migranti che per i terremotati che per gli italiani in povertà assoluta, perché così funziona uno Stato. Eppure nessuno va a chiedere conto a Salvini o Meloni del perché loro, nella loro magione dorata, non ospitino alcun italiano in difficoltà pur dicendosi sempre molto preoccupati dalla situazione economica delle famiglie indigenti. 



Rolling Stone si schiera contro Salvini



Il mensile italiano lancia la sua copertina di luglio
 “Noi non stiamo con Salvini. 
Da adesso chi tace è complice”
A musicisti, attori, scrittori e figure legate allo showbiz e alla tv 
Rolling Stone ha chiesto se volevano prendere una posizione. 
Per una società aperta, moderna, libera e solidale...
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lunedì 25 giugno 2018

Italiani scappano all' Estero per Cercare Lavoro

Italiani scappano all' Estero per Cercare Lavoro


Italiani sempre più «migranti»: +11% i trasferimenti all’estero
Un numero crescente di Italiani lascia il Paese. Lo sottolinea l'Ocse nello studio sui movimenti migratori, rilevando che il numero degli italiani che nel 2017 hanno notificato il trasferimento di residenza all'estero è salito di oltre l'11% a 114mila. Secondo il rapporto, tuttavia, l'emigrazione ufficiale è probabilmente sottostimata: le stime reali per il 2017 variano da 125mila a 300mila. In base ai dati Ocse l'Italia è all'ottavo posto tra i Paesi di origine di nuovi immigrati, con 172mila, in aumento dell'1% sul 2015, pari al 2,4% dei flussi totali nell'Ocse e contro la media di 99mila tra il 2006 e il 2015. Nel 2016 la Penisola è preceduta dal Vietnam e seguita dalle Filippine. Al primo posto come Paese d'origine di nuovi immigrati c'è la Cina con 538mila, seguita da Romania (419mila), Siria (343mila), India, Polonia e Messico. In base ai dati Ocse, nel 2016 i flussi di migrazione dall'Italia alla Spagna sono aumentati del 17%, mentre quelli verso la Germania sono calati dell'8%.

Flussi pari allo 0,8% della popolazione 
Nel 2016 - indicano i dati definitivi dell'Ocse - i flussi migratori verso l'area avevano raggiunto 5,3 milioni di persone, con un aumento del 15%, il più elevato da 10 anni. Le migrazioni di origine famigliare (ricongiungimenti ed accompagnamenti famigliari) erano pari al 38%, con 1,8 milioni di persone. In netto aumento la migrazione umanitaria (+78% a 900mila), il livello più alto mai raggiunto dall'Ocse e pari quasi a un quinto dei flussi totali.


IL RAPPORTO  12 aprile 2018
Ocse: in Italia più disuguaglianze, una patrimoniale può aiutare a ridurle
La Germania è stato il principale Paese di destinazione di questi rifugiati e ne ha ricevuti quasi la metà, seguita da Usa (17%), Svezia (8%), Canada (6%) e Austria (3%). Per la prima volta dal 2007, è aumentata (+3%) la migrazione per motivi di lavoro verso Paesi Ocse e ha raggiunto il 10% del totale. La Germania è il Paese che ha segnato il maggiore incremento con +23mila lavoratori da Paesi terzi. Il numero di lavoratori di questo tipo arrivati in Italia e' invece calato - in base alle statistiche Ocse - di 8.000. La migrazione temporanea per lavoro nel 2016 nell'Ocse riguardava circa 4,3 milioni di persone, l'11% in piu' rispetto al 2015 e per il quarto anno consecutivo le assunzioni internazionali di lavoratori stagionali sono aumentate in modo netto (+30%). Polonia e Usa sono i principali Paesi ospiti dei lavoratori temporanei, con circa 660-670mila permessi nel 2016. In Polonia (+61% sul 2015) si tratta in prevalenza di lavoratori provenienti dall'Ucraina. La Germania è al terzo posto con 470mila, per lo più trasferimenti intra Ue-Efta. In Italia si tratta di circa 70.000 lavoratori, in calo del 5%, e anche in questo caso per la maggior parte (61mila circa) per movimenti intra-europei. Il numero degli stagionali in Italia risulta, per contro, molto esiguo: solo 3.500, in calo dell'1% e contro gli oltre 41mila del 2008. I movimenti per effetto delle aree di libera circolazione si sono mantenuti ad alti livelli nell'area Ocse, riguardando 1,8 milioni di persone, pari al 28% del totale. Nella Ue il numero dei lavoratori mandati dai loro datori di lavoro in altri Paesi Ue con contratti locali nel 2016 ha raggiunto 2,2 milioni, con un aumento dell'8% rispetto all'anno prima. Il numero di donne nella migrazione totale è calato gradualmente a partire dal 2009 ed era pari al 45% dei nuovi immigrati nel 2016. Circa tre quarti dei Paesi Ocse ricevono più uomini migranti che donne. Nei Paesi Ocse nel 2017 vivevano 127 milioni di persone nate all'estero, pari al 13% del totale contro il 9,5% del 2000. In Italia la percentuale è salita dal 3,9% al 10%. I flussi di migrazione annuale permanente rappresentano lo 0,8% della popolazione Ocse e anche Ue, ma in Paesi come il Lussemburgo e la Svizzera sono dell'1,5% circa e sono molto aumentati in Germania (all'1,3%) e Svezia (1,4%). In Italia l'incidenza si ferma allo 0,4%.

Contraffazione brucia 1-2% Pil Italia,vale 35 miliardi 
In Italia, il commercio mondiale di beni contraffatti, dalle borse di lusso ai prodotti alimentari, ha un impatto sull'economia pari a circa l'1-2% del pil in termini di mancate vendite, secondo un nuovo rapporto dell'Ocse. «Il commercio di beni contraffatti e l'economia italiana» rivela che il valore dei beni italiani contraffatti e piratati venduti nel mondo nel 2013 era pari a oltre 35 miliardi di euro, il 4,9% delle vendite di prodotti manifatturieri italiani. Ciò ha causato oltre 25 miliardi di mancate vendite alle aziende italiane.



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Poste italiane, 
dopo aver siglato un accordo di partnership con Amazon 
per la distribuzione dei pacchi nel fine settimana,
 da il via alla nuova campagna di assunzioni triennale...
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martedì 19 giugno 2018

Poste Italiane: 6000 Assunzioni in tutta Italia

Poste italiane ha siglato un accordo con Amazon per la distribuzione dei pacchi


Poste italiane, dopo aver siglato un accordo di partnership con Amazon per la distribuzione dei pacchi nel fine settimana, da il via alla nuova campagna di assunzioni triennale. Gli inserimenti, infatti, dovrebbero iniziare già da questo 2018, per concludersi nel 2020. In totale dovrebbero entrare a far parte del Gruppo Poste italiane circa 6000 nuove risorse. Comunque, quest’anno si parte con circa 1500 inserimenti in tutta Italia.

Le motivazioni della campagna di assunzioni
Poste italiane ha dato il via alla nuova campagna di reclutamento, fondamentalmente, per due ordini di ragioni. Innanzitutto, le nuove assunzioni sono previste dall’accordo sottoscritto con i sindacati di categoria. In secondo luogo, nel prossimo triennio diverse persone andranno in pensione. Di conseguenza, è necessario provvedere al ricambio generazionale. Solo quest’anno saranno collocati a riposo circa 360 persone. Di fatto, gli inserimenti in azienda saranno molti di più rispetto alla totalità dei nuovi inserimenti.

Il piano completo dei nuovi rapporti di lavoro
Le 1500 nuove assunzioni programmate per la fine di quest’anno da Poste italiane si vanno a sommare, infatti, alla trasformazione di diversi contratti part – time o a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato. Per la precisione, circa 1080 persone che avevano instaurato un rapporto a tempo determinato lo vedranno stabilizzarsi. Nello stesso tempo, anche circa 1130 soggetti  con un contratto “part time” lo vedranno mutarsi in “full time”. E’ previsto, inoltre, l’inserimento di circa 500 assunzioni di giovani laureati da destinare alla sala consulenza degli uffici postali. Come accennato, si tratta di un risultato dell’accordo siglato con le parti sociali il 30 novembre 2017. Le nuove risorse, inoltre, verranno introdotte in azienda con un criterio che rispetti, nello stesso tempo, le esigenze di crescita e di sviluppo dell’attività di Poste italiane,
ma anche i progetti di vita dei futuri nuovi dipendenti.

Lo strumento principale di recruiting, da parte di Poste italiane, rimane il sito internet aziendale. in particolare la pagina “Lavora con noi” dove è possibile caricare il proprio CV per tutte le posizioni aperte. Attualmente, ad esempio, si ricercano portalettere In Lombardia e Trentino Alto – Adige.

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sabato 16 giugno 2018

Dobbiamo Lavorare Meno

Dobbiamo Lavorare Meno

"Speriamo che scompaia questo dogma del lavoro.
Poincaré, uno dei più grandi scienziati al mondo,
lavorava 3 ore al giorno, come Darwin. Dobbiamo lavorare di meno non di più. Ma noi mettiamo ancora al centro il lavoro". Così Beppe Grillo sul suo blog, in un lungo intervento incentrato proprio sul tema del lavoro. "Oggi abbiamo 8 milioni di poveri, persone che sono sotto la soglia di povertà e i due terzi ha tre lavori. Quindi il lavoro non garantisce più nulla - secondo Grillo - É il reddito che ti inserisce nella società o ti espelle da essa se non hai reddito".

Per il garante del M5S, dunque, solo con "un'istruzione universale adeguata per tutti e un reddito
universale per tutti" possiamo "risolvere alcuni problemi che avremo, come milioni di persone
disoccupate, milioni di migranti, milioni di disperati. Ci costerà di meno dargli un reddito che non cercare di gestirli con la sicurezza, la sanità, le prigioni". "Abbiamo un futuro che dobbiamo capire adesso o ci investirà in pieno - rimarca Grillo - Dovremo capire i flussi, capire come e cosa consumiamo, capire i flussi nelle città e quindi progettare quartieri diversi, capire che andiamo verso le città-stato, verso una politica che si fa con un tweet e cosi cambia tutto, lavoro, politica, tutto".

"Dobbiamo cominciare a ragionare sulla scuola, sui giovani, sui ragazzi - l'invito di Grillo - dobbiamo cercare di fargli esprimere i loro talenti, noi in Italia abbiamo dei Leonardo da Vinci che magari fanno i designer di automobili, abbiamo degli Shakespeare che fanno i direttori di risorse umane". Siamo pieni di talenti, è inutile che ci buttiamo nell'economia del produrre più frigoriferi, macchine, industrie o altro.

Noi dobbiamo produrre il vero nostro valore, che è la cultura, la bellezza, l'intelligenza. I nuovi lavori saranno tutti di creatività, in cui siamo i numeri 1. Diamo la possibilità ai ragazzi di non fare qualsiasi lavoro, non se lo meritano - l'auspicio del garante del M5S - Non può uno fare qualsiasi lavoro pur di
sopravvivere o perché è più richiesto dal mercato. Tiriamo su ragazzi che sono pieni di frustrazioni.

Ognuno deve seguire il proprio talento. Lo stato deve dare alcune cose a tutti".
Grillo indica i "due paradigmi che ci porteranno nel futuro", ovvero "un’istruzione universale adeguata per tutti e un reddito universale per tutti". "Tutti devono avere un reddito - sottolinea -. Un reddito perché sei vivo, perché ti batte il cuore, poi sarai tu a cercarti un lavoro in base alle tue esigenze. E non è vero che chi ha un reddito non fa più niente, non è vero. In Finlandia lo stanno facendo, in Svizzera lo stanno facendo, in Olanda lo stanno facendo, in California lo stanno facendo, in Corea lo stanno facendo.

Sono tutti esperimenti, ma stanno funzionando".
Dunque per il garante del Movimento, è giusto che "nasci con un reddito, nasci con una cittadinanza
digitale, nasci con una mail, nasci con l’energia necessaria per vivere, ti devo dare l’ingresso alla
conoscenza, quindi un po’ di internet deve essere gratis per tutti".

Per Grillo, che si definisce "uno dei pochi che capisce dove va il mondo", dobbiamo "uscire da
questo equivoco della povertà, che è diventato un espediente vergognoso, perché oggi la
discriminazione è totale se non hai un reddito. Oggi l’1% della popolazione ha metà della ricchezza del pianeta, siamo veramente fuori di senno. Dobbiamo riequilibrare tutto. Non c’è alternativa".

Grillo parla anche di Pubblica amministrazione. "I nuovi sistemi della Pa dovranno essere come il
sistema operativo di Rousseau, che è una cosa così straordinaria. Ed è difficile da far capire, perché è
un sistema completamente rovesciato rispetto a quello che noi abbiamo sempre pensato sulla politica e la democrazia. Una persona ha uno strumento facilissim
 con cui può fare un referendum alla settimana".

"L'idea di Gianroberto - va avanti il garante del M5S ricordando Casaleggio - è quella di far capire alle persone che ci possono essere strumenti per poter dire e per poter essere presenti nella società, così che la tua vita, la tua esperienza, la tua professionalità non è vana, non è perduta, ma può essere
d'aiuto e può essere inserita in una legge, in una proposta di legge, in una critica ad una legge, ecc. Io
trovo tutto questo straordinario, tutto questo è il cuore vero del Movimento".


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Riconvertire Ilva con fondi Ue

 rivalutare uno dei più bei golfi del mondo


"Si parla di chiudere l'Ilva, cosa che nessuno ha mai pensato. Si pensa ad una riconversione, quindi mantenendo sempre l'occupazione nella bonifica ristrutturando il sito che è enorme, e quindi con grande difficoltà, ma si deve preservare assolutamente il posto di lavoro". Lo dice Beppe Grillo in un video postato sul suo blog.

 rivalutare uno dei più bei golfi del mondo

"Noi potremmo fare con il reddito di cittadinanza e i fondi che ci sono in Europa, si tratta di circa 2,2 miliardi di euro, che sono stati immessi in un fondo, quando l'Europa si chiamava Ceca, carbone e acciaio, dalle imprese di carbone e dalle imprese dell'acciaio proprio per i prepensionamenti dei lavori usuranti e per le bonifiche. Ora dato che l'Ilva è la più grande centrale, produttore dell'acciaio d'Europa, potremmo anche cercare di accedere direttamente a questi soldi".

 rivalutare uno dei più bei golfi del mondo

"Alcune briciole sono state date all'Ilva in passato" ma "qui parliamo della più grande centrale d'Europa che può essere riconvertita anche con l'uso di questi 2 miliardi che ci sono e di cui nessuno mai parla. Sarebbe bello se ora ci riconsiderassero un po': abbiamo una bella centrale, un grande problema da risolvere e potrebbero essere un contributo
 per bonificare tutto, con questi soldi europei".

 rivalutare uno dei più bei golfi del mondo

"Ho sempre sognato - prosegue Grillo - che questo bellissimo golfo di Taranto tornasse a essere una cosa meravigliosa con tecnologie di energie rinnovabili, con centro per le batterie". Grillo porta l'esempio della riconversione del bacino della Ruhr in Germania: "Potremmo fare come hanno fatto nel bacino della Ruhr" dove "non hanno demolito, hanno bonificato, hanno messo delle luci, hanno fatto un parco archeologico di industria del paleolitico lasciando le torri per fare centri di alpinismo, i gasometri per centri sub più grossi d'Europa, sono state aperte un sacco di attività dentro e gli stessi minatori che lavoravano lì oggi sono guide turistiche,
fanno un milione di visitatori l'anno e hanno dato posti a 10mila persone".

"Quindi si sta solo pianificando un pensiero di sedersi tra ingegneri, architetti, sociologi, ambientalisti, cittadini per rivalutare uno dei più bei golfi del mondo", conclude.

LEGGI ANCHE
MORTI IN AUMENTO
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