venerdì 5 febbraio 2010

LAVORO - OGGI - SCIOPERO

Oggi sciopero lavoratori della giustizia

Oggi, venerdì 5 febbraio, incroceranno le braccia per l’intera giornata i lavoratori giudiziari.
Si tratta di uno sciopero nazionale proclamato da RdB P.I. insieme a FPCGIL, UILPA e FLP.
L’agitazione è stata indetta per rivendicare condizioni di lavoro accettabili, nuove assunzioni, il giusto riconoscimento professionale e per protestare contro l’ipotesi di accordo sul contratto integrativo, firmata dalla minoranza delle organizzazioni sindacali, in cui si sancisce un ordinamento che demansiona e mortifica la professionalità dei lavoratori giudiziari.
Si terranno manifestazioni in tutta Italia. A Roma, ad esempio, è previsto un corteo che partirà, intorno alle ore 10, da Piazza San Marco (Piazza Venezia) fino al Ministero della Giustizia (via Arenula).
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Lavoro. 50mila in corteo a Cagliari

Cresce la partecipazione all’imponente corteo di questa mattina per le vie di Cagliari organizzato in occasione dello sciopero generale della Sardegna proclamato dalle segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil.
Dopo la partenza dei manifestanti, inizialmente oltre 15 mila ma diventati almeno 50mila, secondo le stime dei sindacati (20mila per la questura), sono arrivati in piazza Giovanni XXIII, luogo del concentramento di lavoratori e pensionati di tutta l’isola, circa altri 100 pullman provenienti dal nord Sardegna.
La testa del corteo ha raggiunto via Sonnino ed e’ diretta nella centrale piazza Yenne per i comizi finali. Con i lavoratori del territorio anche i 23 sindaci del Sulcis Iglesiente in fascia tricolore, che tengono uno striscione con la scritta “Sindaci in marcia per il lavoro”. Tra loro anche il presidente regionale dell’Anci, Tore Cherchi.
I primi cittadini sono preceduti dai lavoratori dell’Alcoa di Portovesme, la fabbrica di alluminio di cui la multinazionale americana ha annunciato la fermata con la conseguente messa in cassa integrazione di centinaia di dipendenti: gli operai sventolano bandiere dei sindacati e indossano i caschi da lavoro.
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Fiat. Sciopero a Termini Imerese

I lavoratori dello stabilimento Fiat di Termini Imerese hanno cominciato poco dopo mezzogiorno uno sciopero spontaneo e sono usciti dalla fabbrica per unirsi, nel piazzale, alla ventina di sindaci del comprensorio e all’arciprete, Francesco Anfuso, che stavano manifestando con un sit-in. Lo sciopero, di un’ora, e’ stato proclamato dalla rsu della Fiom Cgil che ha giudicato “sconfortanti” le notizie giunte dal tavolo tecnico riunito a Roma.
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OROSCOPO
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giovedì 4 febbraio 2010

Smetteremo di produrre a Termini Imerese .....

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Fiat. Marchionne: "Smetteremo di produrre a Termini Imerese"

‘’La decisione di smettere di produrre a Termini Imerese e’ stata presa, ma siamo pronti a fare la nostra parte, a farci carico, insieme al governo, dei costi sociali di questa scelta. Cerco il dialogo e chiedo di mettere da parte la dietrologia: nella decisione di fermare le fabbriche per due settimane non c’e’ nessuna provocazione e nessun ricatto’’. L’ad della Fiat, Sergio Marchionne, lo spiega in un’intervista a ‘La Stampa’.
‘’Non possiamo piu’ permetterci di tenere aperto un impianto che da troppi anni funziona in perdita spiega Marchionne produrre un’auto li’ costa fino a mille euro in piu’ e piu’ ne facciamo e piu’ perdiamo. Non e’ piu’ in grado di stare in piedi. Per assurdo, per noi sarebbe piu’ conveniente continuare a pagare tutti i dipendenti fino alla pensione tenendoli a casa. Abbiamo studiato ogni possibile soluzione di produzione alternativa, dai motori ai componenti, ma si continerebbe a perdere’’.
Sull’ipotesi di nuovi incentivi per l’auto anche nel 2010, Marchionne ribadisce di essere ‘’agnostico: il governo faccia la sua scelta e noi accetteremo senza drammi. Ma abbiamo bisogno di decisioni in tempi brevi e di uscire dall’incertezza, poi saremo in grado di gestire il mercato e la situazione qualunque essa sia’’.
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martedì 2 febbraio 2010

Il 22 febbraio tavolo istituzionale sull'ex Eutelia .........

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Il 22 febbraio tavolo istituzionale sull'ex Eutelia

Si aprirà un tavolo di confronto istituzionale fra tre settimane, il 22 febbraio, dopo l’udienza del Tribunale prevista per il 17. E’ quanto emerge dall’incontro di ieri sera a Palazzo Chigi per i circa 3 mila lavoratori di Agile [ex Eutelia], da sette mesi senza stipendio. Il tavolo, che coinvolgerà Regioni, Province ed enti locali interessati alle commesse al gruppo Omega, è stato convocato alle 19, mentre il 12 febbraio si terrà al ministero dello Sviluppo economico un’istruttoria sul ramo call-center del gruppo che fa capo a Phonemedia [6.500 dipendenti].
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ha parlato in apertura dell’incontro: per affrontare la vertenza Omega, ha detto, occorre «tenere conto che c’è un procedimento penale aperto, che ci porta a poter fare solo il punto della situazione». Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil: «E’ stata accolta la nostra richiesta di aprire un tavolo istituzionale per affrontare sia il tema della commesse che quello dell’occupazione, ma c’è anche il grande problema, che si aggrava, nel call center». La soluzione, dunque, «non è vicina, bisogna lavorare duramente, e il futuro è tutto da costruire».

OGGI SONO TUTTI SBARCATI A ROMA I LAVORATORI DELL'ALCOA ,,,

Roma. Presidio Alcoa in piazza Montecitorio

Circa 400 operai della Alcoa manifestano in piazza Montecitorio in attesa dell’incontro sull’azienda in programma stasera. I manifestanti stanno facendo esplodere mortaretti e scandiscono slogan per sollecitare un intervento diretto di Berlusconi nella vertenza: i lavoratori sardi sono pronti ad attendere anche tutta la notte fuori la sede del Parlamento la conclusione dell’incontro che potrebbe decidere il loro futuro.
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venerdì 29 gennaio 2010

Decima notte sul tetto per gli operai della Delivery email ......

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Fiat. Decima notte sul tetto per gli operai della Delivery email

Mentre resta ferma la produzione a Termini Imerese, in attesa del vertice di oggi pomeriggio al ministero dello Sviluppo economico, gli operai della Delivery Email, azienda dell’indotto Fiat di Termini, hanno passato la decima notte sul tetto in condizione atmosferiche terribili, con freddo e pioggia intensi.
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Venezia. Sciopero e blocchi ai cancelli dei lavoratori Alcoa

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Venezia. Sciopero e blocchi ai cancelli dei lavoratori Alcoa

Sono in sciopero dalle 6 di questa mattina gli operai dello stabilimento Alcoa di Fusina, nel veneziano. I lavoratori stanno bloccando i cancelli dello stabilimento per impedire l’entrata e l’uscita dei camion merci. La tensione davanti all’impianto è palpabile, sostiene il segretario della Fiom Cgil di Venezia, Giorgio Molin, anche perché l’azienda avrebbe tentato di far chiudere i cancelli, impedendo il ricambio dei lavoratori che si alternano nella protesta.
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Scontri tra lavoratori Alcoa e polizia ..........

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Aeroporto di Cagliari. Scontri tra lavoratori Alcoa e polizia

Tafferugli tra polizia e carabinieri in assetto antisommossa e gli operai dell’Alcoa sulla pista dell’aeroporto di Cagliari, che i lavoratori occupano da questa mattina. Gli operai hanno permesso lo sbarco dei passeggeri di un aereo arrivato da Fiumicino, mentre è tuttora bloccato un velivolo Meridiana. Sono stati fatti scendere, invece, i 131 passeggeri dell’aereo della Ryanair che sarebbe dovuto decollare alle 10:25 per Treviso.
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mercoledì 27 gennaio 2010

Telelavoro ...

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Telelavoro
Il telelavoro è una forma moderna di interpretare la definizione più classica del lavoro. Il telelavoro prevede un'organizzazione della professione a casa propria con vantaggi e svantaggi del caso. Vediamoli insieme.

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OROSCOPO
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Il lavoro è uno dei valori primari dell’uomo, dà la possibilità di avere una vita dignitosa, è un mezzo non solo per un’entrata economica che trasmette sicurezza, ma anche un canale per stare collegato con il resto del mondo, un elemento di socializzazione, un potenziale trampolino per liberare la propria creatività e la libertà di espressione.

Ha però anche connotazioni negative, spesso può essere un luogo di tensione, di stress, di dissapori tra colleghi, di gerarchie troppo rigide che non lasciano spazio al libero modo di essere e di pensare.
Il lavoro è una medaglia dalle due facce, spesso molto legate tra loro e comunque per ciascuno di noi, ha un valore e una valenza diversa, ma c’è anche chi ha deciso di cambiare, di affrontare il lavoro in modo nuovo e diverso, sganciandosi dai soliti canoni, dalle solite regole, dal traffico delle 7.00 del mattino e delle 18.00, da pomeriggi di riunioni interminabili e noiose, c’è chi ha deciso di portarsi il lavoro a casa e di gestire tutto dalla propria scrivania con tempi e regole sue, in modo libero e personale.

La scelta del telelavoro è assolutamente nuova, e se vogliamo sotto certi aspetti controcorrente rispetto a chi vede il lavoro da svolgersi solo e unicamente presso un classico ufficio.
Se si sceglie di lavorare a casa, si deve strutturare la propria giornata in modo diverso, c’è sempre bisogno comunque di una buona organizzazione, nulla va lasciato al caso, poiché vi saranno delle scadenze da rispettare, dei termini da non dimenticare.

Vantaggi del telelavoro
I vantaggi sono diversi, ad esempio quello ambientale, si risparmia sul carburante o sull’abbonamento al pullman o alla metropolitana, non s’inquina, insomma è una scelta davvero molto ecologica, al limite si prenderà la bici per la classica riunione con i colleghi una volta la settimana.
È un modo “green” per combattere lo smog, il traffico delle ore di punta, il pendolarismo, ma anche lo stress e l’influenza di quest’ultimo sul mostro sistema nervoso, spesso troppo sotto pressione anche per questi elementi.
Lavorare da casa permette comunque dei ritmi più rilassati, fermarsi a metà mattina prepararsi un buon caffè, curiosare tra le pagine del quotidiano preferito, ascoltare magari un bel cd, e magari se abbiamo tempo anche fare una telefonata a una persona cara, per poi riprendere il lavoro ed essere molto produttivi perché è solo su di noi che dobbiamo puntare e solo noi, però avremo la massima soddisfazione da ciò che avremo fatto.


Svantaggi del telelavoro
Il telelavoro deve avere però delle caratteristiche che lo rendano comunque un lavoro a tutti gli effetti, senza cadere in una sorta d’isola, sganciata dal resto del mondo, dove il pericolo è magari quello di sentirsi soli e senza legami sociali.
Organizzate allora un contatto con il vostro datore almeno una volta la settimana, ad esempio se scrivete per un giornale, partecipate alle riunioni, se siete architetti curate il rapporto con i vostri clienti, se siete creatori di siti o pagine web tenete anche contatti “umani” non solo virtuali!



Un po’ di statistiche
La CIO Insight Research, ha intervistato i dirigenti di diverse aziende per conoscere la loro opinione sul telelavoro, e il 51% lo ammette e lo concepisce solo in forma part-time e non full time, diversa la posizione dei lavoratori intervistati (1.500), molti dei quali (37%), accetterebbe anche una riduzione dello stipendio pur di lavorare da casa!
Secondo Van Jones (autore del libro The Green Collar Economy), si dovrebbe andare sempre più verso un’economia verde, dove proprio da parte dei dirigenti dovrebbe aumentare una sensibilità in questo senso, favorendo il lavoro da casa, servirebbe anche per abbattere diverse spese, insomma secondo l’autore ci vorrebbero degli Eco – imprenditori.

A chi è consigliato il telelavoro?
Il telelavoro è per tutti quelli che hanno il coraggio di affrontare una nuova rivoluzione, per quelli che non hanno ancora un lavoro o lo hanno perso, è arrivato il momento di guardare avanti, di gettare il proprio sguardo verso un futuro nuovo, fatto di scelte responsabili e di strumenti nuovi, probabilmente è anche arrivato il momento di guardarsi dentro e analizzare con concretezza la reale situazione economica, dare spazio alle nuove idee emergenti, seguire con fiuto attento i nuovi mercati che sempre di più si stanno spostando verso il commercio verde, verso le energie alternative.
Ecco è molto probabile che in questi settori si possa lavorare anche da casa, come consulenti, come nuovi professionisti, è sicuro che per chi è giovane sia necessario sempre un buona formazione professionale e riuscire a fare esperienza, senza scoraggiarsi all’inizio per il basso stipendio.

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