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martedì 2 novembre 2010

Pastori SARDI accordo raggiunto





Pastori SARDI, dopo nove ore di trattative accordo raggiunto nella notte

(By Laura Chierici)


 


Alle 4,20 del mattino, dopo oltre nove ore di trattative, è stato firmato a Villa Devoto un accordo tra la Regione e il Movimento pastori sardi. L’intesa raggiunta fa venir meno le ragioni della manifestazione prevista per domani a Cagliari

Il vertice Pastori-Regione a Villa Devoto

CAGLIARI. Dopo oltre 9 ore di trattativa, alle 4.20 del mattino, è stato firmato a Villa Devoto un accordo tra la Regione e il Movimento pastori sardi. L’intesa raggiunta, ha spiegato il leader di Mps, Felice Floris, al termine della riunione-fiume, fa venir meno le ragioni della manifestazione prevista per domani a Cagliari.

LEGGI Tutti gli articoli sul Movimento dei pastori (http://lanuovasardegna.gelocal.it/context-nav/felice+floris)

Tra i punti dell’accordo, nel quadro degli incentivi da erogare ai trasformatori come aiuti temporanei per fronteggiare la crisi economica (ritiro delgi stock di pecorino invenduto), la Regione si impegna a premiare con il contributo massimo i trasformartori che pagheranno il latte 85 centesimi al litro. Comunque il prezzo del latte non potrà scendere sotto i 75 centesimi al litro, anche in caso di ritiro dello stock pari al 70 per cento.

E’ stata ipotizzata una rimodulazione del Programma di sviluppo rurale (Psr), per un importo di 100 milioni di euro, da destinare preferibilmente al benessere animale e alle indennità compensative. Infine, è previsto un contributo di 2.500 euro ad azienda per l’a nnualità 2010, con l’impegno a verificare la possibilità di anticipare la quota 2012 a marzo 2011.

"Questa notte per la prima volta nella storia della contrattazione si parte da un presupposto: che il costo della materia prima va a definire il prezzo finale del prodotto. Fino a oggi è stato diverso: il prezzo del formaggio determinava il prezzo del latte. Questa inversione di rotta permetterà un riscatto storico". Lo ha detto Felice Floris.

"Penso - ha continuato Floris - che i nostri pastori siano soddisfatti per questa chiusura, non facile, perché nelle nostre assemblee quello che si chiedeva era di valorizzare il prodotto. E così è stato. I de minimis? Una strada non percorribile perché la Regione non ha i soldi. Abbiamo ritenuto di cambiare indirizzo e puntare direttamente sul prezzo del latte. La manifestazione prevista per domani è annullata: penso che si debba essere contenti di questo perché si manifestava per trovare una soluzione al prezzo del latte e per una ripresa del settore. Non basta: tutti i punti della piattaforma sono stati esaminati e sono stati organizzati tavoli per rendere il risultato operativo dal punto di vista tecnico". E Floris conclude con un avviso: "Controlleremo l'attuazione puntuale dell'accordo"
Alle 4,20 del mattino, dopo oltre nove ore di trattative, è stato firmato a Villa Devoto un accordo tra la Regione e il Movimento pastori sardi. L’intesa raggiunta fa venir meno le ragioni della manifestazione prevista per domani a Cagliari
Il vertice Pastori-Regione a Villa Devoto
CAGLIARI. Dopo oltre 9 ore di trattativa, alle 4.20 del mattino, è stato firmato a Villa Devoto un accordo tra la Regione e il Movimento pastori sardi. L’intesa raggiunta, ha spiegato il leader di Mps, Felice Floris, al termine della riunione-fiume, fa venir meno le ragioni della manifestazione prevista per domani a Cagliari.LEGGI Tutti gli articoli sul Movimento dei pastoriTra i punti dell’accordo, nel quadro degli incentivi da erogare ai trasformatori come aiuti temporanei per fronteggiare la crisi economica (ritiro delgi stock di pecorino invenduto), la Regione si impegna a premiare con il contributo massimo i trasformartori che pagheranno il latte 85 centesimi al litro. Comunque il prezzo del latte non potrà scendere sotto i 75 centesimi al litro, anche in caso di ritiro dello stock pari al 70 per cento. E’ stata ipotizzata una rimodulazione del Programma di sviluppo rurale (Psr), per un importo di 100 milioni di euro, da destinare preferibilmente al benessere animale e alle indennità compensative. Infine, è previsto un contributo di 2.500 euro ad azienda per l’a nnualità 2010, con l’impegno a verificare la possibilità di anticipare la quota 2012 a marzo 2011. "Questa notte per la prima volta nella storia della contrattazione si parte da un presupposto: che il costo della materia prima va a definire il prezzo finale del prodotto. Fino a oggi è stato diverso: il prezzo del formaggio determinava il prezzo del latte. Questa inversione di rotta permetterà un riscatto storico". Lo ha detto Felice Floris. "Penso - ha continuato Floris - che i nostri pastori siano soddisfatti per questa chiusura, non facile, perché nelle nostre assemblee quello che si chiedeva era di valorizzare il prodotto. E così è stato. I de minimis? Una strada non percorribile perché la Regione non ha i soldi. Abbiamo ritenuto di cambiare indirizzo e puntare direttamente sul prezzo del latte. La manifestazione prevista per domani è annullata: penso che si debba essere contenti di questo perché si manifestava per trovare una soluzione al prezzo del latte e per una ripresa del settore. Non basta: tutti i punti della piattaforma sono stati esaminati e sono stati organizzati tavoli per rendere il risultato operativo dal punto di vista tecnico". E Floris conclude con un avviso: "Controlleremo l'attuazione puntuale dell'accordo"



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lunedì 6 settembre 2010

Coldiretti: “Con mezzo chilo di pecorino a testa si salva il lavoro dei pastori sardi”


”Il consumo di un solo mezzo chilo di vero pecorino italiano in più a famiglia nell’arco di un anno sarebbe sufficiente per salvare la pastorizia italiana e il valore culturale, ambientale ed economico che rappresenta”. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti presentata nel corso della mobilitazione dei pastori in corso a Roma davanti al Ministero delle Politiche agricole. La manifestazione è stata anticipata dalle iniziative dei pastori sardi che, in agosto, hanno dato vita a numerosi cortei anche nella turistica Costa Smeralda, per mettere l’accento sulla grave crisi che attraversa il loro settore. E battere cassa al governo, politicamente considerato non ostile. Le ragioni dei pastori devono però confrontarsi con le leggi del mercato globalizzato.

Perchè la protesta non appaia solamente una rivendicazione corporativa, l’esame delle carenze, dei ritardi, degli insuccessi va fatto fino in fondo. Interpellando anche il deficit di politiche adeguate al momento storico. Cosa è stato fatto per rendere il lavoro dei pastori più efficiente e competitivo sul mercato? Quali risposte, non meramente di stampo clientelare, hanno dato la Regione, gli enti locali, la Coldiretti stessa, alle richieste degli allevatori? La Coldiretti denuncia che ”la mungitura di una pecora vale molto meno di una tazzina di caffè” e che questa ”contraddizione” mette a rischio di chiusura ”la maggioranza dei 70mila allevamenti di pastori rimasti in Italia”. ”All’esportazione sono andati ben 16 milioni di chili nel 2009”, secondo lo studio della Coldiretti che evidenzia inoltre ”un calo del 10% nell’export di pecorino, nei primi cinque mesi del 2010, dovuto anche alla diffusione sui mercati esteri di prodotti di imitazione concorrenti (ad esempio il Romano cheese venduto in Usa) che sfruttano impropriamente l’immagine del Made in Italy.
Un fenomeno – precisa in una nota la Coldiretti – che sta facendo sentire i suoi effetti anche sul mercato nazionale dove si registra invece il preoccupante aumento delle importazioni di prodotti a basso costo e qualità da spacciare come italiani, che cominciano ad assumere volumi significativi e sono addirittura quintuplicate (+403%) rispetto al 2009”. ”La Coldiretti ricorda che sono calati del 30% gli allevamenti di pecore negli ultimi dieci anni in Italia dove la crisi in atto rischia di decimare irrimediabilmente i circa 70mila allevamenti rimasti”.


Nell’ultimo quinquennio la produzione nazionale di latte ovicaprino ha evidenziato una tendenza al calo a causa di una progressiva perdita di redditività degli allevamenti con la remunerazione del latte che ha seguito un trend negativo negli ultimi cinque anni. ”Sveglia alle 5 del mattino per la prima mungitura che sarà ripetuta nel pomeriggio per ottenere con ogni pecora circa un litro di latte al giorno che viene pagato fino a 60 centesimi al litro con un calo del 25% rispetto a due anni fa e ben al di sotto dei costi di allevamento che si avvicinano all’euro. E non va meglio – precisa nella nota la Coldiretti – per la lana con i costi di tosatura e di smaltimento, che superano notevolmente i ricavi, o per la carne, quando solo a Pasqua quella venduta dall’allevatore a circa 4 euro al chilo viene rivenduta dal negoziante a 10-12 euro al chilo”.



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