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domenica 3 giugno 2018

Morto Sacko Soumayla, attivista dell'Unione Sindacale di Base

Sacko Soumayla, originario del Mali e attivista dell'Unione Sindacale di Base

La dottrina xenofoba della Lega, sposata dal M5S e architrave del nuovo
Governo Conte ha fatto scorrere il primo sangue.
La vittima è Sacko Soumayla, originario del Mali e attivista dell'Unione Sindacale di Base, in prima fila nelle lotte per i diritti sindacali e sociali dei braccianti di Gioia Tauro.
E' stato ammazzato a fucilate ieri sera mentre insieme ad altri migranti si trovava nei pressi di una fabbrica dismessa forse per cercare lamiere o cartoni con cui costruire la propria baracca.
L'accusa infame che stesse rubando è da rispedire al mittente, poichè, come hanno dichiarato gli stessi investigatori, non esiste alcun proprietario
che possa rivendicare l'eventuale asportazione del materiale.
A questo omicidio dobbiamo dare la più grande risposta possibile,
cominciando dalla manifestazione nazionale già convocata a Roma per il 16 giugno.

HANNO UCCISO UNO DI NOI

Domani 4 giugno sciopero dei braccianti con assemblee.

"Ce ne hanno ammazzato un altro.

Dopo Abdel Salam a Piacenza un altro lavoratore migrante, il ventinovenne maliano Soumaila Sacko, interno al percorso di lotte di USB tra i braccianti della piana di Gioia Tauro, è stato ammazzato ieri sera mentre insieme ad altri migranti si trovava nei pressi di una fabbrica dismessa forse per cercare lamiere o cartoni con cui costruire la propria baracca. È stato raggiunto da uno dei colpi di fucile sparati da 150 metri da sconosciuti.

Nessun motivo dietro l’aggressione, nessun rapporto era mai esistito tra i migranti che si spaccano la schiena nella raccolta di agrumi della Piana e l’assassino. Basta la pelle nera, basta sapersi protetto e condiviso dalle dichiarazioni del neoministro degli interni Salvini,
di quello prima Minniti e di quello prima ancora Alfano.

Legittima difesa, respingimenti, pugno di ferro, fine della pacchia è sulla scorta di queste indicazioni che l’assassino ha ritenuto un suo diritto aprire il tiro al bersaglio su Soumaila e i suoi fratelli. Non c’è un solo responsabile, non c’è nessuna casualità, c’è un clima di odio costruito ad arte da chi cerca di scaricare sui migranti la rabbia di chi è colpito dalle politiche di attacco alle condizioni di vita dei lavoratori e delle loro famiglie richieste dall’Unione Europea e attuate da tutti i governi.

Che i tempi sarebbero stati duri per i migranti e per chi si organizza per ottenere i propri diritti si era capito dal giorno dopo le elezioni del 4 marzo e durante tutta l’ignobile farsa della nascita del nuovo governo. Minacce ad ogni piè sospinto ai migranti, truce e continuo appello a una legalità che non è giustizia sono stati il leit motiv di un clima che ieri, a San Calogero, si è materializzato nell’assassinio di Soumaila e il ferimento di un altro fratello migrante.

Daremo una risposta, la più grande possibile, a questo omicidio, cominciando dallo sciopero generale dei braccianti proclamato dall’USB per lunedì 4 giugno e dalla manifestazione nazionale già convocata a Roma il 16 giugno a Roma.

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