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domenica 29 luglio 2012

Jabil, presidio caccia le forze dell’ordine


Jabil, gli operai in presidio cacciano via le forze dell’ordine

Venerdì all’alba carabinieri e polizia hanno cercato invano di sgomberare la fabbrica. E la resistenza continua


Le operaie e gli operai della Jabil proseguono compatti sulla strada della resistenza e alzano le barricate contro i tentativi dei vertici aziendali di chiudere i battenti. Venerdì all'alba, secondo quanto riferisce la Fiom Cgil, poliziotti e carabinieri si sono presentati ai cancelli dello storico stabilimento ex Siemens a Cassina de’ Pecchi per sgomberare il presidio dei lavoratori che da oltre un anno impedisce lo  smantellamento della fabbrica.
Per impedire l’operazione delle forze dell’ordine, agli operai in presidio si sono uniti altri lavoratori giunti sul posto grazie all’allarme lanciato dopo l’arrivo di polizia e carabinieri ai cancelli della fabbrica. Ed è stato proprio grazie ai rinforzi che gli operai sono riusciti a mandare a monte il piano della multinazionale americana Jabil.
«La determinazione e la lotta operaia che hanno impedito l’asportazione di asset produttivi importanti – afferma il sindacato delle tute blu - mantengono così aperta la strada per il riavvio della produzione tracciata per altro dal tavolo negoziale con la presenza delle istituzioni territoriali, il ministero dello Sviluppo Industriale il sindaco di Cassina de’ Pecchi,  Nokia Siemens e le organizzazioni sindacali.
Jabil – conclude la Fiom - deve imparare anche da questo episodio che con i lavoratori si tratta e non si impongono azioni di forza che saranno sempre segnate dal più totale fallimento».

LEGGI QUESTO : http://cipiri5.blogspot.it/2012/07/difendiamo-il-sito-industriale-nokia.html
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venerdì 1 giugno 2012

Ritorsioni su 20 operai Fiom della Sevel-Fiat



Ritorsioni su 20 operai Fiom della Sevel-Fiat. Fiom-Cgil: "comportamenti ignobili e antisindacali"

La Fiom-Cgil ha reso noto, e denunciato, alcuni casi di ritorsione nei confronti di suoi operai iscritti da parte della Sevel (Società Europea Veicoli Leggeri, gruppo Fiat) di Lanciano (CH), in seguito allo sciopero di 2 ore dello scorso 24 maggio. Secondo quanto denunciato dalla Fiom-Cgil si tratta di circa 20 operai che, rei di aver preso parte allo sciopero, sarebbero stati trasferiti dalle proprie postazioni. Lo sciopero, ricorda la Fiom in una nota ufficiale, era stato indetto “per contrastare l'aumento dei ritmi e carichi di lavoro nel reparto montaggio con assemblea davanti ai cancelli. La Sevel è andata su tutte le furie scatenando un azione repressiva nei confronti di chi ha scioperato”. Per questo motivo il sindacato annuncia che il proprio ufficio legale, sia territoriale che nazionale, ha già sporto denuncia alle autorità competenti contro chi ha avviato queste procedure “ignobili”, e adottato “comportamenti antisindacali che ledono il diritto di sciopero”; e fa appello “a tutti i lavoratori che hanno subito minacce o ritorsioni di rivolgersi alle rsa Fiom per attivare altre procedure legali”.


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lunedì 31 ottobre 2011

Operai Inda infuriati , Bruciata una bandiera della Lega


Operai Inda infuriati 

Bruciata una bandiera della Lega




Operai infuriati a Gemonio

Protesta Inda: fuoco alla bandiera di Bossi

GEMONIO (Varese) - Sono sempre più arrabbiati i lavoratori della Inda, la ditta di arredi per bagno che ha annunciato la chiusura della storica fabbrica di Caravate. Ieri ne ha fatto le spese una bandiera della Lega Nord autografata da Umberto Bossi, portata da un lavoratore ex simpatizzante del Carroccio, il quale ha cercato di dare fuoco al vessilli durante un presidio alla rotonda stradale di Gemonio, il paese dove abita il leader leghista. La bandiera è stata bruciacchiata in vari punti. Alcuni lavoratori hanno accusato apertamente i parlamentari del Carroccio. «Sono spariti,
hanno soltanto fatto un' interrogazione parlamentare ma non li abbiamo visto qua in azienda» hanno urlato. Gli operai ogni giorno danno vita a una forma diversa di protesta: sono già saliti sul tetto e hanno bloccato la strada più volte. Chiedono che l' azienda li indennizzi adeguatamente dopo la decisione di chiudere la fabbrica.


http://lombardia.indymedia.org/node/41740


LA FAMIGLIA DI "ROMA LADRONA"
si riempie le taske fino a skoppiare
Dopo aver “sistemato” il Trota, anche il fratello minore Roberto Libertà sarebbe pronto a un incarico all’interno della Lega.

La vera storia della moglie di Bossi

la moglie di Bossi in pensione a 39 anni


“Lega ladrona”

la moglie di Bossi in pensione a 39 anni

La vera storia della moglie di Bossi



Fratello di Bossi,

terza media,

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http://cipiri.blogspot.com/2011/10/la-vera-storia-della-moglie-di-bossi.html


LEGGI ANKE

Giappone: il premier si taglia lo stipendio mentre il nostro lo spende per le mance alle escort


 http://cipiri5.blogspot.com/2011/10/giappone-il-premier-si-taglia-lo.html






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mercoledì 16 marzo 2011

OPERAI DI LOTTA musica e teatro contro il “piano Marchionne”



OPERAI DI LOTTA musica e teatro contro il “piano Marchionne”



Non si arrendono gli operai della Fiat di Pomigliano d’Arco al diktat di Marchionne e organizzano una manifestazione musicale/teatrale il 17 Marzo alle ore 20.00 al Teatro Gloria.

Filmati, video, pezzi di teatro, canti e musiche delle lotte operaie e contadine come tracce di un cammino da ripercorrere per meglio comprendere quanto accade nel mondo del lavoro italiano, dalla precarietà alla cancellazione sistematica di tutti i diritti.

Dai video della nascita dell’Alfa Sud alle ultime esternazioni di Sergio Marchionne, alla chiusura di Termini Imerese, alle lotte dei lavoratori di Arese (in presidio alle portinerie dello stabilimento ed in sciopero della fame da un mese), il percorso di lotta di quella grossa parte di lavoratori ed operai, che hanno permesso all’Italia e ai suoi industriali, con il loro lavoro ed i loro sacrifici, di sedersi al tavolo dei paesi maggiormente industrializzati.

Non è un caso che la data coincida con le celebrazioni per il centocinquantenario dell’Unità d’Italia; nessuno più di chi ha lottato e si è sacrificato per rendere migliore il nostro paese ha diritto di festeggiare rivendicando le proprie conquiste e i propri sacrosanti diritti.

Lo sciopero generale dei sindacati di base (USB, Slai Cobas, CIB Unicobas e Snater ) dell’11 scorso, con la massiccia partecipazione registrata, ha dimostrato la vitalità di questa fetta del paese dimenticata dalla politica e dai media.

Lo Slai-cobas, inoltre, ha intrapreso, nel silenzio generale, una serie di iniziative giudiziarie nei confronti della Fiat, ricorsi che chiedono, al giudice, “l’accertamento della illegittimità della cassa integrazione protratta dal giugno 2009 (!) ad oggi e la condanna dell’azienda di Torino al reintegro dei lavoratori ed al pagamento del danno economico subito”.

Questo a riprova di quanto sinora denunciato da chi ancora, nel nostro paese, fa sindacato.

La ormai famosa e fantasiosa “fabbrica Italia”, tanto pubblicizzata dalla campagna mediatica del manager Marchionne, ha sinora prodotto due anni di cassa integrazione pagati da tutti i contribuenti italiani e la chiusura di Termini Imerese.

La manifestazione, coprodotta dagli operai della Fiat e dal gruppo musicale operaio di Pomigliano, gli “ZEZI”, vuole rompere la cappa di silenzio che sulla vicenda Fiat sembra calata e presentare il punto di vista “operaio” sul piano Marchionne.

L’intero spettacolo, cui hanno aderito vari artisti, tra cui il cantautore Gerardo Carmine Gargiulo, autore del brano “Me ne vado in Canadà” usato dagli operai Fiat di Pomigliano e Mirafiori come coro di scherno per Sergio Marchionne, sarà ripreso in video dalla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Perugia.


di Redazione IL PUNTO ROSSO a cura di STEFANO FEDERICI


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