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martedì 4 settembre 2012

CREARE LAVORO. INSIEME SI PUÒ!


“CREARE LAVORO. INSIEME SI PUÒ!”.

 Nuovi modelli di esistenza e resistenza!


Nel 2011, in base ai dati Istat, erano oltre 2 000 000 gli over 35 effettivamente disoccupati, tra disoccupati ufficialmente censiti e inattivi scoraggiati (coloro che hanno rinunciato a cercare un’occupazione nella convinzione di non riuscire più a trovarla).

Milioni di persone in larga maggioranza non supportate da ammortizzatori sociali ed escluse da percorsi di riqualificazione professionale e reinserimento lavorativo.

Abbandonati da Istituzioni colpevolmente indifferenti, respinti dal mercato del lavoro in nome di logiche imprenditoriali dipinte come ineluttabili, impossibilitati spesso ad accedere al credito bancario, quanti hanno provato  un senso di impotenza!

Immaginate invece che queste persone costituiscano sul territorio gruppi informali con l’intento di creare insieme nuove e reciproche opportunità economiche e lavorative.

Ciascuno dei partecipanti comunicherà la propria intenzione di condividere, a condizioni da stabilirsi, specifiche risorse individuali; in questa prospettiva all’interno del gruppo saranno elaborati diversi progetti per utilizzare al meglio le risorse messe a disposizione, valorizzandole in modo sinergico e coordinato, così da amplificarne efficacia e resa. I membri del gruppo, interessati a partecipare ai progetti presentati, ne valuteranno realizzabilità e fattibilità economica, decidendone eventualmente l’attuazione.

Le modalità di partecipazione ai progetti saranno definite in base alle forme associative scelte per il  loro avvio e al tipo e alla natura degli apporti personali.

Gli apporti individuali ai progetti potranno sostanziarsi in:
-   prestazioni lavorative;
-   saperi e conoscenze, anche da trasmettere ad altri;
-   beni mobili (come attrezzature, materiali, veicoli, denaro);
-   beni immobili.

Valorizzando, a diverso titolo, risorse individuali in un’ottica di condivisione reciproca, si creeranno per le persone coinvolte inedite opportunità di carattere economico, in particolare di lavoro!

In un secondo momento i gruppi locali costituiranno una rete sul territorio nazionale, e tramite sito web dedicato condivideranno esperienze, informazioni, risorse per creare ulteriori opportunità collettive, economiche e lavorative.

In autunno sarà costituito, per Lucca e provincia, il primo gruppo “CREARE LAVORO. INSIEME SI PUÒ!”.

per Mai Più Disoccupati: Luchino Galli, Maria Cabri – Lucca, 25 agosto 2012.
https://www.facebook.com/notes/mai-pi%C3%B9-disoccupati/creare-lavoro-insieme-si-pu%C3%B2-nuovi-modelli-di-esistenza-e-resistenza/10150864124744567
il gruppo ha raggiunto il limite massimo
https://www.facebook.com/maipiu.disoccupati
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domenica 29 luglio 2012

Jabil, presidio caccia le forze dell’ordine


Jabil, gli operai in presidio cacciano via le forze dell’ordine

Venerdì all’alba carabinieri e polizia hanno cercato invano di sgomberare la fabbrica. E la resistenza continua


Le operaie e gli operai della Jabil proseguono compatti sulla strada della resistenza e alzano le barricate contro i tentativi dei vertici aziendali di chiudere i battenti. Venerdì all'alba, secondo quanto riferisce la Fiom Cgil, poliziotti e carabinieri si sono presentati ai cancelli dello storico stabilimento ex Siemens a Cassina de’ Pecchi per sgomberare il presidio dei lavoratori che da oltre un anno impedisce lo  smantellamento della fabbrica.
Per impedire l’operazione delle forze dell’ordine, agli operai in presidio si sono uniti altri lavoratori giunti sul posto grazie all’allarme lanciato dopo l’arrivo di polizia e carabinieri ai cancelli della fabbrica. Ed è stato proprio grazie ai rinforzi che gli operai sono riusciti a mandare a monte il piano della multinazionale americana Jabil.
«La determinazione e la lotta operaia che hanno impedito l’asportazione di asset produttivi importanti – afferma il sindacato delle tute blu - mantengono così aperta la strada per il riavvio della produzione tracciata per altro dal tavolo negoziale con la presenza delle istituzioni territoriali, il ministero dello Sviluppo Industriale il sindaco di Cassina de’ Pecchi,  Nokia Siemens e le organizzazioni sindacali.
Jabil – conclude la Fiom - deve imparare anche da questo episodio che con i lavoratori si tratta e non si impongono azioni di forza che saranno sempre segnate dal più totale fallimento».

LEGGI QUESTO : http://cipiri5.blogspot.it/2012/07/difendiamo-il-sito-industriale-nokia.html
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