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domenica 17 febbraio 2019

Bocciatura senza mezzi termini della Tav


MASSIMO 4,2 MLD TRA PENALI E RIMBORSI. In caso di scioglimento del progetto della Tav il costo massimo tra penali e rimborsi potrebbe arrivare a 4,2 miliardi. "I molteplici profili evidenziati" nell'analisi costi/benefici sulla Tav "non consentono di determinare in maniera netta i costi in caso di scioglimento".


I numeri e le ragioni della bocciatura senza mezzi termini della Tav
Il 'verdetto' che emerge dall'analisi sulla Torino-Lione pubblicata dal ministero dei Trasporti. Gli esperti sottolineano che "il progetto presenta una redditività fortemente negativa"

Una bocciatura senza mezzi termini: la Tav comporta più costi che benefici. E' il 'verdetto' che emerge dall'analisi sulla Torino-Lione pubblicata dal ministero dei Trasporti. Gli esperti, coordinati da Marco Ponti, sottolineano che "il progetto presenta una redditività fortemente negativa": i benefici sono pari a 885 milioni, le 'perdite' di 7 miliardi nello scenario realistico e si può arrivare fino a 7,8 miliardi in secondo scenario.
Entrambe le cifre prendono in considerazione i "costi a finire" dell'opera, al netto cioè degli 1,4 miliardi di euro già spesi. I benefici ambientali attesi, inoltre, "sono, a livello nazionale e ancor più europeo, di entità quasi trascurabile", e in caso di scioglimento del progetto della Tav il costo massimo tra penali e rimborsi potrebbe arrivare a 4,2 miliardi. Il dossier è stato firmato da cinque dei sei componenti il gruppo di lavoro.
Il ministro Danilo Toninelli parla di "numeri estremamente negativi, impietosi, ora deciderà il governo, nella sua piena collegialità". E assicura: "Si tratta della prima analisi costi-benefici realmente indipendente, lo ribadisco, per cui abbiamo evitato finalmente di chiedere all’oste se il vino è buono”. Il titolare del dicastero chiarisce che "la valutazione negativa della Torino-Lione" che ne emerge "non è contro la Ue o contro la Francia". E sul fronte interno ribadisce che "non c'è stata alcuna volontà di nascondere alcunché ma solo quella di rispettare un impegno internazionale al quale fa riferimento anche il contratto di governo".

LE CONCLUSIONI DEL REPORT. Gli effetti complessivi del progetto durante gli anni di esercizio – escludendo cioè il costo di investimento - risultano pari a 885 milioni. Questo risultato deriva dalla somma di due componenti di segno opposto: la prima, relativa ai flussi di merci, determina un effetto negativo pari a 463 milioni; la seconda, relativa ai passeggeri, determina un beneficio positivo pari a 1,3 miliardi.

Considerato che i costi attualizzati di investimento a finire e gestione dell’opera assommano a 7,9 miliardi, il valore attuale netto economico ossia la perdita di benessere – differenza tra costi sostenuti e benefici conseguiti - conseguente alla realizzazione dell’opera risulta pari a 7 miliardi".

5,7 MLD IL VALORE AL NETTO COSTI RIPRISTINO PER STOP OPERA. Al netto dei costi massimi di ripristino e messa in sicurezza del tunnel esistente, il Vane - ossia il valore attuale netto economico - risulta negativo e pari a -5,7 miliardi.
IL COSTO DI REALIZZAZIONE VA DA 12 A 16 MILIARDI. Con riferimento all'impatto sulle finanze pubbliche degli Stati interessati, il costo da sopportare in caso di realizzazione del progetto non è rappresentato dalla somma dei soli costi di investimento e di gestione; a questi devono infatti essere sommate le minori accise che portano il bilancio complessivo da 10 a 11,6 miliardi (flussi attualizzati) nello scenario 'realistico' e a 16 miliardi in quello 'Osservatorio 2011'.

I DUE SCENARI IPOTIZZATI. I tecnici utilizzano due scenari: nel primo si basano su stime di traffico merci e passeggeri, stilate a partire dal 2011 dall'Osservatorio sul Tav di Palazzo Chigi (si assume un tasso di crescita dei flussi di merci e di persone pari al2,5%). Nel secondo le stime sono riviste alla luce di prospettive "più realistiche" (si assume un tasso di crescita dei flussi di merci e di persone pari all’1,5%).

Il Vane (valore attuale netto, saldo tra i costi dell'opera, lavori e gestione, i costi esterni, i minori benefici per utenti e operatori, e dall'altra parte i benefici economici diretti e indiretti) è pari a 6.995 milioni di euro nello scenario "realistico" di previsioni di traffico (25,2 milioni tonnellate di merci nel 2059) e pari a 7.805 milioni nello scenario "ottimistico" (previsioni Osservatorio 2011, 51,8 milioni di tonnellate). Entrambi i calcoli sono stati fatti sui "costi a finire" dell'opera, al netto cioè degli 1,4 miliardi di euro già spesi, e considerando i costi sia della tratta internazionale che di quella italiana.

IL PESO DELLE ACCISE. Nello scenario "realistico", le accise pesano per 1,6 miliardi e non sono "decisive", come fa notare Toninelli, nel far pendere l’ago della bilancia dalla parte dei costi. Il ministro ricorda, in merito alle polemiche dei giorni scorsi, che "questo parametro era ben presente nell’analisi del 2011: anzi, il bilancio economico per gli Stati era assai più disastroso in quello studio: -7 miliardi per i mancati incassi fiscali sui carburanti. Infine, il minor gettito da accise è considerato un costo anche nelle linee guida francesi e comunque c’è un ampio consenso internazionale attorno a questa scelta metodologica, sulla quale non mi sarei comunque mai sognato di forzare o comprimere la totale libertà dei tecnici da me incaricati”.
TRASCURABILI I VANTAGGI AMBIENTALI. I benefici ambientali attesi – monetizzati pari a circa 5 miliardi nello scenario 'Osservatorio 2011' sono, a livello nazionale e ancor più europeo, di entità quasi trascurabile.

Vero che con la Tav le emissioni di C02 si ridurrebbero, ma obiettivi ambiziosi si otterrebbero solo grazie all’innovazione tecnologica dei veicoli. Se venisse realizzata la Tav, in media, in un giorno, la durata dei viaggi dei veicoli tra Milano e Parigi si ridurrebbero di 2 minuti e 20 secondi; quelli tra Milano e Lione si accorcerebbero di 1 minuto e 20 secondi e il tempo di attraversamento della tangenziale di Torino diminuirebbe di circa 5 secondi.

MASSIMO 4,2 MLD TRA PENALI E RIMBORSI. In caso di scioglimento del progetto della Tav il costo massimo tra penali e rimborsi potrebbe arrivare a 4,2 miliardi. "I molteplici profili evidenziati" nell'analisi costi/benefici sulla Tav "non consentono di determinare in maniera netta i costi in caso di scioglimento".



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martedì 24 marzo 2015

EXPO 2015 é solo un CAMOUFLAGE


in Galera i Manager Nominati da Formigoni

CARCERE S. VITTORE

EXPO 2015 E' SOLO UN SET CINEMATOGRAFICO

11mila metri quadrati di EXPO 2015 saranno solo delle enormi scenografie a causa dei ritardi.

Venerdì 13 è partito un bando di gara del valore di 1.100.000 euro
 per appaltare il “camouflage” delle zone incompiute.

In pratica i visitatori, per 32€ d’ingresso, potranno ammirare delle pareti dipinte o qualsiasi altra cosa venga in mente agli scenografi per nascondere il cantiere dietro ancora aperto.

Ad oggi ancora non si sa nulla delle date di consegna. È trapelato che i padiglioni esteri saranno pronti forse il 1 Agosto mentre le vie d’acqua saranno completate, ancora forse, per Ferragosto.

E’ imbarazzante e svilente.
Solo una grande bufala pagata dagli italiani.

LEGGI ANCHE

http://cipiri.blogspot.it/2014/11/expo-2015-la-mafia-partecipa-al.html


ED HANNO IL CORAGGIO DI CHIEDERCI DI 
LAVORARE GRATIS ???

se vuoi copia e diffondi questi loghi


Perché NOEXPO ?

La sintesi del nuovo modello di società che ci aspetta si regge su tre pilastri: debito, cemento e precarietà in quantità sempre crescenti, e di questo Expo e le grandi opere diventano volano e simbolo, attraverso l’utilizzo di risorse pubbliche per profitti privati.

ANCHE
http://cipiri.blogspot.it/2014/06/expo-milano.html



 no grazie

Tutti seduti su sedie immaginarie intorno a una tavola preparata coi piatti non ancora impegnati al Monte, ma vuoti, la famiglia nazionale decide il tutto per tutto: sposare la figlia, accasarla con il possidente ignorante, volgare, ma benestante, in modo ,,,,,


Mose, Expo, Tav: grandi opere, truffe giganti

Speculazione, tangenti e corruzione per Expo 2015 come per il Mose. E tornando indietro nel tempo, per tutte ma proprio tutte le grandi opere del passato più o meno recente. Ogni volta il copione si ripete. Da quando? Da quando ho memoria di giornalista. E lo schema è sempre uguale: prima l’evento con un’attesa mediatica forte, poi la ricchissima speculazione con una spartizione politica e affaristica consociativa (questo è importante). Risultato? Grandi opere inutili o da rottamare in pochi anni, pagate profumatamente con i soldi nostri, realizzate quasi unicamente per foraggiare imprese, arricchire potentati e garantire carriere politiche... 


CON TUTTI QUESTI SOLDI MALEUTILIZZATI SI POTEVA CREARE UN REDDITO MINIMO DI ESISTENZA PER DISOCCUPATI E PENSIONATI 

http://cipiri.blogspot.it/2014/11/reddito-diritti-e-welfare-per-tutti.html



REDDITO, DIRITTI E WELFARE PER TUTTI

La Youth Guarantee dovrebbe essere la risposta europea alla crisi dell’occupazione giovanile,,,

ANCHE

#‎Mafia‬ a #Roma o #sistema #italia : #‎MafiaCapitale


http://cipiri.blogspot.it/2014/12/mafia-roma-o-sistema-italia.html


Due giorni dopo lo scandalo di ‪#‎MafiaCapitale‬ i partiti di maggioranza e minoranza ( Lega in primis) votano compatti per bloccare l'utilizzo da parte della magistratura delle intercettazioni del senatore Azzolini (NCD), accusato di reati gravissimi come frode, associazione a delinquere, 
abuso d'ufficio...

MILANO LA CITTA' DELL' EXPO 2015 
CONOSCIAMOLA
in questo blog trovi tutto cio' 
che riguarda Milano e la Lombardia

http://asiamicky.blogspot.it/2015/02/milano-citta-dell-expo-conosciamola.html

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domenica 9 marzo 2014

La Cgil Critica la Tav


La Cgil critica la Tav e chiede di investire i soldi delle grandi opere in progetti utili come la mobilità e la difesa del territorio

C’è la Fiom, verrebbe da dire naturalmente visto la costante presenza a tutte le manifestazioni pacifiche del movimento No Tav. Ma questa volta, accanto ai metalmeccanici si sono schierati anche i sindacalisti della scuola, quelli della funzione pubblica, i bancari ma anche quelli della Rai, delle poste e delle telecomunicazioni.

E così per la prima volta la Cgil di Torino, a maggioranza ha approvato un ordine del giorno che chiede di «riconsiderare» la realizzazione della Torino-Lione. Respinto, invece, un documento presentato dagli edili a favore del nuovo collegamento ferroviario. È finita 169 a 82 e adesso, Federico Bellono, il segretario dei metalmeccanici, canta vittoria - «risultato straordinario» - e avverte il centrosinistra, in particolare il partito democratico e il candidato alla presidenza del Piemonte, Sergio Chiamparino, da sempre un sostenitore dell’opera: «Questo voto è il segno di un nuovo orientamento della Cgil rispetto al passato di cui tutti dovranno tener conto anche in vista delle prossime elezioni regionali».

Il documento approvato chiede, appunto, di riconsiderare il progetto per la realizzazione del tunnel di base «valutando attentamente le prospettive dei volumi di movimentazione delle merci in ambito transnazionale, la praticabilità e i relativi costi delle grandi opere previste a partire da quelle più costose come la Tav».

La maggioranza della Cgil di Torino, insomma, chiede di utilizzare in modo diverso i fondi messi a disposizione dal governo. Nel documento si indica come «necessario investire su opere utili e immediatamente cantieriabili agendo in funzione di priorità sociali come la mobilità sostenibile e la messa in sicurezza del territorio» alla luce di un «piano infrastrutturale che abbia come riferimento il piano lavoro della Cgil».

Se la Fiom fa festa la decisione della maggioranza della Cgil viene definita «incomprensibile» da Giuseppe Provvisiero, il presidente dell’associazione dei costruttori edili del Piemonte: «Sono allibito che un sindacato che dovrebbe tutelare il lavoro e i lavoratori per scelta ideologica chieda di sospendere un progetto già avviato e su cui c’è anche un consistente finanziamento da parte dell’Ue». E aggiunge: «Di fronte ad una crisi economica che sta colpendo pesantemente Torino e il Piemonte e, soprattutto l’edilizia, dove le imprese sono state costrette a chiudere con perdite di migliaia di posti mi sarebbe piaciuto che un sindacato come la Cgil sostenesse la nostra battaglia per far lavorare le imprese locali alla realizzazione di una grande opera indispensabile per lo sviluppo economico della nostra regione».

LEGGI ANCHE :   http://cipiri.blogspot.it/2014/02/tav-farete-la-figura-dei-pezzenti.html
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