loading...
Visualizzazione post con etichetta piazza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta piazza. Mostra tutti i post

lunedì 1 giugno 2020

Gilet Arancioni e Casapound in Piazza

Gilet Arancioni e Casapound in Piazza

Nella Foto il Raduno a Milano

 A Roma contro il governo. "Il virus non esiste". Settanta denunciati

Momenti di tensioni anche nel pomeriggio nel centro storico della capitale per la manifestazione dei movimenti di estrema destra. Forze dell'ordine in tenuta antisommossa per impedire l'afflusso a Montecitorio: settanta le persone indentificate che saranno denunciate

Ancora tensioni nel pomeriggio durante la manifestazione del gruppo "Marcia su Roma" nel centro della Capitale. Una decina di persone ha provato a spingere un blindato della polizia che sbarrava la strada alla manifestazione. "Fateci passare", hanno urlato i manifestanti agli agenti che erano schierati in tenuta antisommossa  dietro al blindato. "Ci hanno spruzzato lo spray al peperoncino per disperderci", hanno detto i manifestanti prima di lasciare la zona.

La manifestazione, organizzate da diversi gruppi riconducibili all'estrema destra, in particolare 'Marcia su Roma' e Casapound, in protesta contro il governo, era partita questa mattina. Tra loro anche qualcuno che indossa i 'gilet arancioni'. Sono circa 70 i manifestanti identificati e che saranno denunciati dalla polizia per manifestazione non preavvisata. A molti di loro viene contestata anche la violazione del dpcm con le misure di contenimento per il coronavirus: alcuni provenivano da altre regioni mentre altri non avrebbero rispettato il divieto di assembramento.


Piazza Venezia e via del Corso sono state chiuse al traffico per la presenza di alcune centinaia di manifestanti, alcuni di loro si erano seduti a terra, così come sono state chiuse le aree nei pressi di piazza Colonna. Ingente la presenza di mezzi blindati della polizia e dei carabinieri, con le forze dell'ordine schierate in assetto antisommossa per
 impedire l'afflusso verso Palazzo Chigi e Montecitorio.

"Non ce lo fanno fare e noi da qui non ce ne andiamo", gridavano i manifestanti con i megafoni, scandendo anche diversi "traditori" e vari insulti verso il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Poi con le braccia alzate si sono avvicinati al cordone delle forze dell'ordine che gli sbarrava la strada urlando  "Qui c'è gente che non mangia. C'è gente che non prende lo stipendio da 4 mesi. Abbiamo fame". "Ci hanno fatto morire", grida una donna di Bergamo.

"Il coronavirus è tutto un disegno politico, economico e sociale perché vogliono venderci alla Cina, Di Maio prima di tutti - proseguono - facendoci fare il vaccino e schedandoci. Il virus non esiste, per questo non mettiamo le mascherine, e intanto la gente muore di fame".

I manifestanti inoltre continuano a intonare l'inno italiano e a gridare "libertà".

Blindati, agenti e militari stanno costringendo i manifestanti ad allontanarsi dal centro, spostando la carica verso il lungotevere e presidiando i vicoli. Traffico paralizzato con gli automobilisti bloccati dagli stessi manifestanti.

Sulle due manifestazioni è intervenuto  Daniele Ognibene capogruppo LeU in Consiglio regionale.“Sarà un caso che Gilet Arancioni e Casa Pound manifestino lo stesso giorno in contemporanea in diverse città italiane?  - spiega Ognibene rivolgendo la domanda alle forze politiche democratiche ed alle forze dell’ordine -  C’è qualcuno che vuole il ritorno della strategia della tensione? A Milano un centinaio di persone con i Gilet Arancioni sono in piazza alimentando odio con idee senza senso, come il ritorno alla lira. A Roma Casa Pound soffia sul fuoco della disperazione delle persone. Non so se le due manifestazioni siano legate dietro un unico obiettivo ma è certo che i rigurgiti fascisti vanno fermati sul nascere. Mi sembra una strategia della tensione in salsa populista con personaggi inquietanti come Pappalardo".

E ancora: "Per i fascisti con o senza gilet il virus non esiste. Ennesima conferma del fatto che non bisogna dargli retta. I neofascisti che gridano libertà mentre inneggiano alla Marcia su Roma sono ridicoli ma la tolleranza per questi figuri è gravissima e inquietante. Mentre tutte le iniziative di organizzazioni di sinistra e democratiche sono state sottoposte a restrizioni per il Covid19 si consente a duecento neofascisti di bloccare il centro di Roma - accusa Maurizio Acerbo, segretario nazionale Rifondazione Comunista - Sinistra Europea -  Se fossero stati dei centri sociali o dei sindacati di base sarebbero già stati caricati".



.

scopri cosa ti porta il 2020


scopri cosa ti porta il 2020


.

sabato 20 ottobre 2012

Prima di tutto il lavoro


"Prima di tutto il lavoro". E' questo lo slogan della manifestazione nazionale della Cgil di oggi a Roma in piazza San Giovanni. Dopo due anni di crisi che si sono sommati al biennio precedente di chiusure, cassa integrazione, licenziamenti, aumento della precarietà, la Cgil torna dunque in piazza ripartendo proprio dal lavoro. Attorno alle 16,30 è previsto l'intervento del leader della Cgil, Susanna Camusso.

Quello di oggi è un appuntamento organizzato dalla confederazione sindacale "proprio con lo scopo di riunificare le centinaia di vertenze ancora senza soluzione e aprire un dialogo e un'azione comune tra tutti i soggetti che sono stati colpiti dalla crisi economica e che rischiano sempre più spesso di rimanere isolati, come si è potuto vedere drammaticamente dalle proteste sempre più estreme a cui i lavoratori sono stati obbligati per farsi sentire ed essere quantomeno considerati dai media".

Proprio per la particolare caratteristica dell'evento, la Cgil ha pensato di organizzare una manifestazione con un modulo diverso dal solito. Non ci sarà corteo e la piazza sarà aperta per quasi tutta la giornata, dalle 10.30 alle 17.30. Una vera e propria non stop del lavoro. Ma quella di domani non sarà dunque solo una manifestazione di protesta. Il sindacato di Corso Italia vuole piuttosto riportare all'attenzione del Paese e della politica le priorità su cui è necessario intervenire per cambiare da subito l'agenda Monti e comunque mettere le basi per una nuova politica industriale ed economica.

Sul palco si alterneranno delegati, attori, lavoratori e lavoratrici, giovani, musicisti. Molti gli interventi di gruppi musicali: P-funking band, Noarrembì, Casa del vento, Peppe Voltarelli, Tosca, Enzo Avitabile & Bottari, Eugenio Finardi. Presentatore della manifestazione sarà Rolando Ravello, che darà il via alla non stop alle 10.30, con la musica dei P-Funking band.

Nel corso della giornata parleranno lavoratori, lavoratrici, delegati di tutti i settori: dai ricercatori alle lavoratrici tessili, dai dipendenti delle coop sociali ai lavoratori del settore del mobile imbottito, agli edili e metalmeccanici, i dipendenti del settore del commercio. Ci saranno i racconti dei casi più conosciuti alla cronaca (Irisbus, Vynils, Carbosulcis, ecc), ma anche i racconti delle storie di lavoro meno conosciute.

In piazza San Giovanni, oltre al tradizionale palco delle manifestazioni, ci saranno anche 30 stand che comporranno il "villaggio del lavoro". Saranno 21 gli stand regionali dove saranno rappresentate ed evidenziate le aziende in crisi dei diversi territori. Altri 12 stand delle federazioni di categoria che illustreranno le diverse crisi dei settori di riferimento.

Le proposte della CGIL
Quella di sabato 20 ottobre non sarà dunque solo una manifestazione di protesta.
Il sindacato di Corso Italia vuole piuttosto riportare all'attenzione del Paese e della politica le priorità su cui è necessario intervenire per cambiare da subito l'agenda Monti e comunque mettere le basi per una nuova politica industriale ed economica.

1) Una politica industriale volta ad assicurare un futuro di innovazione all'industria e ai servizi assicurando gli investimenti necessari
2) La detassazione della tredicesima mensilità per sostenere i consumi delle famiglie
3) Proroga di almeno un anno dell'attuale sistema degli ammortizzatori sociali
4) Rifinanziamento degli ammortizzatori in deroga e particolare attenzione in tema di ammortizzatori ai precari
5) Soluzione strutturale per tutti i lavoratori esodati e un uguale sistema di pensionamento per lavoratori pubblici e privati in esubero
6) Intervento straordinario per favorire l'occupazione giovanile e femminile
7) Allentamento del Patto di stabilità per consentire ai Comuni di dare corso alle opere infrastrutturali finanziabili.

Quattro anni di crisi hanno sconvolto il sistema produttivo Italiano. Alcuni dati:
4 miliardi di ore di cassa integrazione dal 2008 ad oggi. Dall’inizio della fase peggiore della crisi, la richiesta di CIG è aumentata a oltre il 300% sul 2008, anche in presenza di una riduzione occupazionale con quasi mezzo milione di posti di lavoro persi.
Nel quinquennio alle ore di CIG ha corrisposto una mancata produzione per oltre 450.000 lavoratori, costantemente a zero ore dal 2009 fino ad oggi. 500 mila lavoratori inattivi ogni anno. E' stato boom della cassa integrazione.
Particolarmente colpiti dalla crisi sono stati i settori industriali che hanno registrato l'aumento più consistente di Cassa integrazione lpari al +281,22% sul 2008 oltre ad un calo occupazionale del 6,18% sul 2008. Sono state richieste per ogni lavoratore centinaia di ore di CIG. Nel settore industriale si è passati dalle 36 ore per addetto del 2008 alle 15 del 2011 (+319,44%). È come dire, che ogni addetto del settore industriale ha lavorato un mese in meno per ogni anno, dal 2009 fino ad oggi.

Il tutto si somma ad un crollo degli investimenti pari al 17%.



-


.
 .
 .

-
loading...
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Post più popolari

SCEGLI una CARTA tra le IMAGO


CLICCA QUI SOTTO
.



Lettori fissi

Visualizzazioni totali