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domenica 12 febbraio 2017

Salvatore Nicotra: 239 giorni di Ferie Regalati ai Furbetti


Sanremo o Sanscemo

Caro Salvatore,

ho ascoltato un paio di volte il suo intervento sul palco di Sanremo e devo dire che ho apprezzato il suo spirito e il suo messaggio, ma non posso fare a meno di dirle che a mio giudizio lei sbaglia profondamente la linea di principio.

Lei è un uomo onesto (dipendente del Comune di Catania mai assente per malattia in 40 anni di lavoro, ndr), su questo non ci sono dubbi e la sua correttezza e il valore che lei da allo spirito di servizio che deve animare i dipendenti pubblici è un esempio  per tutti. Ma lei sbaglia su alcuni punti fondamentali. Sbaglia quando dice che avere uno stipendio garantito, per tutta la vita lavorativa, è un privilegio. No, caro Turi, lo hanno fatto diventare tale. Le forme di lavoro flessibile in Italia sono state introdotte per far fronte e regolarizzare le necessità di particolari situazioni aziendali (sperimentazioni, picchi di produzione, start up e via discorrendo). Queste forme sono diventate invece – come era prevedibile in un Paese di furbi e furbastri – un metodo di gestione del mercato del lavoro, che ha avuto come primo obiettivo quello di esercitare un controllo ferreo sulla manodopera, con situazioni di ricatto 
palesi in particolare nei confronti delle donne.

Il lavoro così è diventato precario e non flessibile, in un mercato dove le occasioni si sono poi drasticamente ridotte a causa della crisi. Lei definisce un privilegio quello che invece è un diritto, o almeno dovrebbe esserlo. Non sono i dipendenti assunti ad essere dei privilegiati, sono i precari (non solo giovani perché il precariato ormai ha ampiamente superato la linea dei quarant’anni) ad esser indegnamente sfruttati, ricattati e 
privati del diretto fondamentale di programmare un futuro.

Il suo ragionamento quindi a mio avviso va ribaltato, perché si inserisce in una logica, sempre più diffusa soprattutto tra le giovani generazioni, secondo la quale ormai i diritti sono dei privilegi. Una logica pericolosissima che ci sta facendo scivolare verso una china che rischia di riportarci ad una visione dei rapporti di lavoro che caratterizzava l’inizio del secolo scorso. Per ottenere quei diritti che a lei sembrano privilegi sono state necessarie battaglie durissime, nelle quali sono stati pagati prezzi altissimi. I diritti di chi lavora , lo dico senza alcuna  retorica, sono stati costruiti con il sangue, con i licenziamenti politici, con il carcere. 
Oggi di questo abbiamo perso memoria.

Fa bene a dire che non tutti i dipendenti pubblici sono nullafacenti, assenteisti, fannulloni. E’ verissimo e mi permetto di aggiungere che ritengo che i lavoratori pubblici siano in larga maggioranza persone che lavorano seriamente e spesso in condizioni pesantissime. Ci sono però anche i furbetti, lei ha perfettamente ragione e le storie delle quali costoro si rendono protagonisti le leggiamo e le scriviamo con una certa frequenza. Ma per ogni furbetto c’è qualcun altro che lavora al posto suo, qualcuno che come lei non prende le ferie, non prende ciò che gli spetta di diritto, ovvero viene derubato di un diritto.

Allora mi permetta di dirle che quei 239 giorni lei non li ha regalati alla città di Catania, purtroppo, non era certo questa la sua intenzione, li ha regalati a tutti quelli che timbravano il cartellino e andavano a fare altro, ai perennemente assenti per malattia, a quelli che avevano trovato un medico farabutto che certificava inesistenti invalidità. A loro, caro Turi, sono andati quei 239 giorni che lei ha sottratto alla sua vita. Rinunciare alle ferie, o ad altri diritti, lavorare ben oltre l’orario di lavoro è una cosa che un dipendente pubblico deve essere disposto a fare di fronte a situazioni di emergenza. Ho visto, nelle zone terremotate – faccio l’esempio a noi più vicino – dipendenti pubblici lavorare quindici o sedici ore filate, dormire qualche ora su una poltrona e ricominciare. In quei casi è giusto, ma in una apparato elefantiaco (e il nostro amato Liotru non c’entra) come il Comune di Catania, non vi è questa necessità.


I furbetti sanno di poter contare su colleghi che per senso del dovere coprono i buchi che lasciano loro. Involontariamente diventano così loro complici. Io credo che sarebbe invece giusto che tutti denunciassimo le situazioni indegne che si registrano, che i sindacati smettessero di difendere acriticamente chi di fatto truffa l’ente pubblico, perché un conto è difendere i sacrosanti diritti di chi lavora, altro conto è difendere i truffatori. Aiuti, adesso che è in pensione, i suoi ex colleghi, i giovani che sono entrati dopo di lei a formarsi una coscienza che veda insieme una cultura dei propri diritti e un rigido senso del dovere. Se manca uno dei due fattori, si va verso l’arbitrio o verso una cultura di sfruttamento.



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mercoledì 5 agosto 2015

Riforma della Pubblica Amministrazione



Novità sulla riforma della pubblica amministrazione
Dalla stretta sui dirigenti alle opere più veloci

 La riforma della pubblica amministrazione ha tagliato il traguardo del Senato, in terza lettura, ed è diventata legge. Il testo affida al governo circa 15 deleghe da adottare entro 12 mesi (in alcuni casi i decreti attuativi possono arrivare entro 18 mesi). Di seguito le principali novità.

STRETTA DIRIGENTI Tra le misure principali la stretta sui dirigenti. Carriera e retribuzione saranno valutate in base al merito. Con la delega arriva il ruolo unico dei dirigenti (uno per lo Stato, uno per le Regioni e uno per gli Enti locali). Gli incarichi non saranno più a vita, possono durare quattro anni estendibili di altri due, e si può essere licenziati se l'ultimo incarico ricoperto viene valutato negativamente. Introdotto anche lo stop ai dirigenti condannati dalla Corte dei Conti: si prevede la revoca o il divieto dell'incarico, in settori sensibili ed esposti al rischio di corruzione, ai dirigenti condannati dalla magistratura contabile, anche in via non definitiva, al risarcimento del danno erariale per condotte dolose. Scompare la figura dei segretari comunali, ma per tre anni potranno svolgere la stessa funzione pur essendo confluiti nel ruolo dei dirigenti locali. Tra le deleghe quella della riscrittura del testo unico del pubblico impiego.

CONCORSI Salta la barriera del voto minimo di laurea per la partecipazione ai concorsi della pubblica amministrazione. Marcia indietro, invece, sulla norma cosiddetta 'valuta-atenei' che introduceva nei concorsi pubblici il criterio del 'peso' dell'università in cui ci si è laureati.

FORZE DELL'ORDINE Per tutte le forze dell'ordine la delega prevede un riordino dell'assetto funzionale e organizzativo. Tra le principali novità c'è il trasferimento di funzioni, mezzi e risorse antincendio dal Corpo forestale dello Stato ai Vigili del fuoco nell'ambito del previsto assorbimento della Forestale in un'altra Forza di polizia, probabilmente i Carabinieri (sarà il decreto attuativo a stabilirlo).

NUMERO UNICO 112 Istituito il numero unico per le emergenze - il 112 - da estendere a tutto il territorio nazionale, che assorbirà il 118, il 113 e il 115. Si tratta di un numero telefonico valido per tutta la Ue che l'Italia non aveva ancora attuato subendo una procedura di infrazione europea nel 2006. RIORDINO PARTECIPATE Via libera al riordino delle partecipate e dei servizi pubblici locali con accorpamento e tagli delle società e nuove regole sulle nomine. Si prevede la possibilità di commissariamento nel caso in cui le partecipate abbiano i conti in rosso. I decreti delegati dovranno fissare limiti agli stipendi e introdurre criteri di valutazione dei dipendenti. Anche per gli amministratori il compenso economico sarà legato ai risultati.

OPERE PIU' VELOCI Salgono da 60 a 90 i giorni entro cui le amministrazioni che si occupano di tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, beni culturali e salute dei cittadini devono rispondere prima che scatti il "silenzio- assenso". Per le grandi opere potranno essere attribuiti poteri sostitutivi al presidente del consiglio, che potrà avvalersi dei prefetti. Arriva il taglio del 50% dei tempi burocratici per le opere di interesse nazionale o l'avvio di importanti insediamenti produttivi.

AUTORITHY Via libera alla soppressione delle Autorità indipendenti se le loro funzioni si sovrappongono a quelle degli uffici ministeriali. Sulle Authority arriva anche il livellamento degli stipendi dei dipendenti per avvicinare i trattamenti a quelli delle altre amministrazioni pubbliche con l'introduzione di "criteri omogenei" per il finanziamento delle stesse Autorità garanti.

CAMERE COMMERCIO E' previsto il taglio da 105 a 60. Nell'opera di riduzione si dovrà tenere conto della soglia dimensionale minima di 75mila imprese iscritte o annotate nel Registro delle imprese. PRA Le funzioni del pubblico registro automobilistico passano dall'Aci al ministero dei Trasporti a cui fa già capo la motorizzazione.

PREFETTURE Cura dimagrante anche per gli uffici "periferici" dello Stato, a cominciare dalle Prefetture con la nascita del nuovo Ufficio territoriale unico. PALAZZO CHIGI Nuovi poteri di controllo alla Presidenza del consiglio, dalle Agenzie fiscali alle nomine dei manager pubblici. Con un decreto attuativo saranno precisate le funzioni del Consiglio dei ministri per il mantenimento dell'unità di indirizzo. Lo scopo è rafforzare la collegialità.

CAPITANERIE DI PORTO Nell'ottica della spending review anche le novità sul fronte delle capitanerie di porto: ci sarà un solo comando, sotto la Marina.



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