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mercoledì 25 marzo 2020

Grazie a Cuba ed ai Medici

Grazie a Cuba ed ai Medici


Grazie a Cuba ed ai Medici

Al suo sistema sanitario, modello contro i tagli
Arrivati in Lombardia dal centro-America 52 unità
di personale medico specializzato nella cura delle malattie infettive.
 Sui social il Partito della Rifondazione Comunista esulta,
 la questione non è solo sanitaria italiana ma internazionale e politica.

Grazie a Cuba ed ai Medici


Oggi a Crema, in Lombardia, sono arrivati 37 medici e 15 infermieri cubani specializzati nel trattamento di malattie infettive per aiutare il personale sanitario che si sta occupando dei malati di covid-19. L’arrivo è stato preannunciato nei giorni scorsi dal ministro del welfare Giulio Gallera. Sono stati salutati calorosamente e con applausi alla loro partenza nell’aeroporto di La Havana.
https://youmedia.fanpage.it/video/aa/XndS1uSwH3PFLOLg

Il partito della Rifondazione comunista esulta sui social e ringrazia. “Cuba è una piccola nazione da decenni sotto embargo economico- scrive il partito di Rc di Molfetta-  nonostante tutto “sforna” migliaia di medici di altissimo livello come confermato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il suo sistema sanitario pubblico è all’avanguardia nel mondo e i suoi medici si spostano in tante parti del mondo, su base volontaria, per sostenere i popoli soprattutto nelle zone del cosiddetto “terzo e quarto mondo”. Oggi un gruppo di 52 medici è arrivato in Italia per sostenere la sanità Italiana in difficoltà non tanto per la virulenza del Coronavirus ma per i miliardi di tagli che ha dovuto subire a favore della sanità privata. Oggi diciamo grazie a Cuba e al suo sistema sanitario pubblico, domani speriamo quel modello diventi un punto di riferimento anche in Italia dove la generosità e la bravura del nostro personale medico si è dovuta scontrare con le folli politiche di tagli delle risorse”.

Grazie a Cuba ed ai Medici


“Dopo aver accolto i malati della nave di crociera britannica che nessun porto voleva ricevere, dopo avere offerto al mondo i medicinali da loro preparati (tra cui l’Interferone Alfa 2B) oggi Cuba viene a aiutare il popolo italiano in questo difficile momento per il mondo intero.
Non dimenticheremo questo gesto di profonda solidarietà umana, forse incomprensibile per i predicatori di odio che hanno speculato sui media in questi giorni.
Mentre gli Stati Uniti bombardano, provocano guerre ed inviano le loro truppe per pericolose esercitazioni militari nella UE, Cuba ha offerto la sua mano al nostro popolo senza speculazioni, quando altri hanno gravemente e colpevolmente danneggiato la nostra salute smantellando la sanità pubblica. Mentre anche i governi europei esportano armi, bombe e guerre, Cuba invia migliaia di medici in tutto il mondo, tenendo vivo l’esempio internazionalista di Ernesto Che Guevara. La salute ritorna ad essere un diritto sociale prioritario, ed un bene comune che richiede solidarietà, umanesimo e soprattutto politiche pubbliche”. Dalla pagina facebook di Rc San Giovanni Rotondo, le parole di Maurizio Acerbo, Resp. Area Esteri Segretario Nazionale.
La questione da sanitaria è diventata politica.

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https://cipiri5.blogspot.com/2020/03/ai-medici-cubani-che-arrivano-oggi-in.html

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Ai Medici Cubani che arrivano oggi in Italia diciamo Grazie

Ai Medici Cubani che arrivano oggi in Italia diciamo Grazie


Atterrano oggi a Milano 65 cubani: medici, infermieri, tecnici specializzati inviati dal proprio Paese ad aiutare l’Italia contro il Coronavirus. La Giunta Regionale lombarda gli chiederà di andare a Crema, ad aiutare una delle aree lombarde più colpite, quasi allo stremo. Quella Giunta così di destra, così orgogliosamente “sovranista”, così legata al precedente Governatore Formigoni che dalla sanità pubblica lombarda ha sottratto indebitamente oltre 70 milioni di euro, ha chiesto aiuto alla Repubblica Socialista di Cuba: e Cuba ha risposto immediatamente.

Atterrano oggi a Milano 65 cubani: medici, infermieri, tecnici specializzati inviati dal proprio Paese ad aiutare l’Italia contro il Coronavirus.

Atterrano oggi a Milano 65 cubani: medici, infermieri, tecnici specializzati inviati dal proprio Paese ad aiutare l’Italia contro il Coronavirus.

Atterrano oggi a Milano 65 cubani: medici, infermieri, tecnici specializzati inviati dal proprio Paese ad aiutare l’Italia contro il Coronavirus.



Non è la prima volta che lo fa: nel 2014 mandò oltre 250 medici nell’Africa Occidentale a combattere un virus ancora più spaventoso di questo, l’Ebola. Fu il New York Times, allora, ad ammettere che Cuba aveva avuto un ruolo da “leader” nella vittoria contro quel Male. E i medici cubani erano ad Haiti, qualche anno prima, quando un terremoto devastò l’isola provocando una terribile epidemia di colera. Erano pronti a partire anche per New Orleans, dopo il terrificante uragano Katrina- ma Bush rifiutò il loro aiuto, condannando la propria popolazione alle sofferenze che conosciamo.

Medici e infermieri di Cuba sono, ad oggi, in quasi 70 paesi del mondo: portando esperienza, aiuto, soluzioni. “Non offriamo ciò che ci avanza: condividiamo quello che abbiamo” è il loro slogan. E quello che hanno è un sistema sanitario completamente pubblico, fortemente finanziato dallo Stato e implementato da un sistema scolastico e universitario (pubblico, certo) tra i più strutturati al mondo: una Sanità che l’Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce come la più efficiente e avanzata di tutto il continente Latinoamericano.

Il sistema sanitario cubano non nasce certo a caso: ma nasce dalle idee di un giovane medico argentino capitato a Cuba per la Rivoluzione. Si chiamava Ernesto Guevara de la Serna e scrisse che il dovere del “medico rivoluzionario” e della “medicina sociale” era concepire un sistema che non tenesse mai in conto il profitto, ma una concezione che legasse il benessere del singolo corpo a quello di tutta la collettività: attraverso la scuola, l’alimentazione e il lavoro: “Educare e sfamare i bambini… ripartire le terre tra i contadini è la più grande opera di medicina sociale mai fatta.” Dunque oggi stanno arrivando medici e infermieri da Cuba per aiutarci a sconfiggere il Coronavirus. Non hanno chiesto niente in cambio, non ci hanno chiesto nemmeno di provare a convincere il nostro principale “alleato”, gli Stati Uniti di Donald Trump, a mitigare il feroce embargo che cerca da decenni di affamare la loro isola. Portano la loro esperienza, portano le loro medicine, portano la propria vita: e la mettono a nostra disposizione, contro il virus, per combattere insieme.
Hasta la victoria!

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