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mercoledì 25 marzo 2020

Ai Medici Cubani che arrivano oggi in Italia diciamo Grazie

Ai Medici Cubani che arrivano oggi in Italia diciamo Grazie


Atterrano oggi a Milano 65 cubani: medici, infermieri, tecnici specializzati inviati dal proprio Paese ad aiutare l’Italia contro il Coronavirus. La Giunta Regionale lombarda gli chiederà di andare a Crema, ad aiutare una delle aree lombarde più colpite, quasi allo stremo. Quella Giunta così di destra, così orgogliosamente “sovranista”, così legata al precedente Governatore Formigoni che dalla sanità pubblica lombarda ha sottratto indebitamente oltre 70 milioni di euro, ha chiesto aiuto alla Repubblica Socialista di Cuba: e Cuba ha risposto immediatamente.

Atterrano oggi a Milano 65 cubani: medici, infermieri, tecnici specializzati inviati dal proprio Paese ad aiutare l’Italia contro il Coronavirus.

Atterrano oggi a Milano 65 cubani: medici, infermieri, tecnici specializzati inviati dal proprio Paese ad aiutare l’Italia contro il Coronavirus.

Atterrano oggi a Milano 65 cubani: medici, infermieri, tecnici specializzati inviati dal proprio Paese ad aiutare l’Italia contro il Coronavirus.



Non è la prima volta che lo fa: nel 2014 mandò oltre 250 medici nell’Africa Occidentale a combattere un virus ancora più spaventoso di questo, l’Ebola. Fu il New York Times, allora, ad ammettere che Cuba aveva avuto un ruolo da “leader” nella vittoria contro quel Male. E i medici cubani erano ad Haiti, qualche anno prima, quando un terremoto devastò l’isola provocando una terribile epidemia di colera. Erano pronti a partire anche per New Orleans, dopo il terrificante uragano Katrina- ma Bush rifiutò il loro aiuto, condannando la propria popolazione alle sofferenze che conosciamo.

Medici e infermieri di Cuba sono, ad oggi, in quasi 70 paesi del mondo: portando esperienza, aiuto, soluzioni. “Non offriamo ciò che ci avanza: condividiamo quello che abbiamo” è il loro slogan. E quello che hanno è un sistema sanitario completamente pubblico, fortemente finanziato dallo Stato e implementato da un sistema scolastico e universitario (pubblico, certo) tra i più strutturati al mondo: una Sanità che l’Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce come la più efficiente e avanzata di tutto il continente Latinoamericano.

Il sistema sanitario cubano non nasce certo a caso: ma nasce dalle idee di un giovane medico argentino capitato a Cuba per la Rivoluzione. Si chiamava Ernesto Guevara de la Serna e scrisse che il dovere del “medico rivoluzionario” e della “medicina sociale” era concepire un sistema che non tenesse mai in conto il profitto, ma una concezione che legasse il benessere del singolo corpo a quello di tutta la collettività: attraverso la scuola, l’alimentazione e il lavoro: “Educare e sfamare i bambini… ripartire le terre tra i contadini è la più grande opera di medicina sociale mai fatta.” Dunque oggi stanno arrivando medici e infermieri da Cuba per aiutarci a sconfiggere il Coronavirus. Non hanno chiesto niente in cambio, non ci hanno chiesto nemmeno di provare a convincere il nostro principale “alleato”, gli Stati Uniti di Donald Trump, a mitigare il feroce embargo che cerca da decenni di affamare la loro isola. Portano la loro esperienza, portano le loro medicine, portano la propria vita: e la mettono a nostra disposizione, contro il virus, per combattere insieme.
Hasta la victoria!

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Grazie al suo Sistema Sanitario, modello contro i tagli.
Arrivati in Lombardia dal centro-America 52 unità di personale medico specializzato nella cura delle malattie infettive. Sui social il Partito della Rifondazione Comunista esulta, la questione non è solo sanitaria italiana ma internazionale e politica...
https://cipiri5.blogspot.com/2020/03/grazie-cuba-ed-ai-medici.html


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domenica 12 giugno 2016

Emigrati Italiani sono il doppio degli Stranieri che Arrivano


Fuga all’estero per lavoro, gli emigrati italiani sono il doppio degli stranieri che arrivano
I numeri del rapporto “Migrantes”: 94 mila persone hanno lasciato il Belpaese nel 2013. Oltre il 70% 
sceglie il Regno Unito. Più di 4,5 milioni i connazionali residenti all’estero
Quasi 95mila nel 2013, poco meno di 80mila nell’anno precedente: non si ferma l’esodo degli italiani che vanno all’estero, un «esercito» le cui file si ingrossano di anno in anno in questo periodo di crisi 
economica. Infatti a partire sono soprattutto i giovani, alle prese in Italia con percentuali di 
disoccupazione da capogiro. A confermare questa generale percezione è il IX Rapporto Italiani nel 
Mondo 2014 della Fondazione Migrantes, presentato oggi a Roma. La cifra ha superato i flussi dei 
lavoratori stranieri immigrati in Italia, che sono ogni anno circa la metà di questa cifra, 
precisamente 43 mila nel 2010.  

Lungo il corso del 2013 si sono trasferiti all’estero 94.126 italiani - nel 2012 sono stati 78.941 - con un saldo positivo di oltre 15 mila partenze (+16,1%). Per la maggior parte uomini sia nel 2013 (56,3%) che nel 2012 (56,2%), non sposati nel 60% dei casi e coniugati nel 34,3%. La classe di età più rappresentata è quella dei 18-34 anni (36,2%), a seguire quella dei 35-49 anni (26,8%), a riprova di quanto evidentemente la recessione economica e la disoccupazione siano le effettive cause che 
spingono a partire. I minori sono il 18,8% e di questi il 12,1% ha meno di 10 anni. 

Il Regno Unito, con 12.933 nuovi iscritti al’Aire (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) all’inizio del 2014, è il primo Paese verso cui si sono diretti i recenti migranti italiani, con una crescita del 71,5% rispetto all’anno precedente. Seguono la Germania (11.731, +11,5%), la Svizzera (10.300, +15,7%) e la Francia (8.402, +19,0%). A sorpresa, è una regione del Nord, la Lombardia, quella che ha subito la maggiore `emorragia´, con 16.418 partenze, 
seguita dal Veneto (8.743) e dal Lazio (8.211). 

L’aumento in assoluto dei cittadini italiani iscritti all’Aire è di 141 mila nel corso del 2013, il 3,1% in più rispetto all’anno precedente. Nel mondo sono 4.482.115 i connazionali residenti all’estero iscritti all’Aire al primo gennaio 2014. L’Argentina è il primo Paese di residenza per tutti gli italiani, seguita da Germania, Svizzera e Francia. Il 52,1% degli italiani iscritti all’Aire è di origine meridionale. I minori iscritti all’Aire al primo gennaio 2014 sono 691.222, in lieve calo rispetto all’anno precedente (673.489), ma se il numero dei minori continua a decrescere, è in aumento quello delle iscrizioni per nascita: si passa, infatti, dal 38,8% dell’anno passato al 39% di quest’anno. Sono in aumento anche gli over 65, che sono 878.209 (+0,8% dal 2010) e la maggior parte risiede in Sud America. 

Non ci sta a parlare di «fuga» degli italiani il sottosegretario agli Esteri, Mario Giro, che oggi ha 
partecipato alla presentazione del Rapporto di Migrantes. «Quella degli italiani che si trasferiscono 
all’estero non è una fuga come chi scappa da guerre e persecuzioni religiose, percorre deserti e mare e arriva a Lampedusa, ma è una scelta» ha sostenuto, per poi ricordare che «gli italiani che migrano 
all’estero non rischiano la vita, come non l’hanno rischiata i nostri nonni». Per il sottosegretario, bisogna «tenere anche presente che oggi, rispetto al passato, migrare significa spostarsi per mantenere un contatto costante con la famiglia grazie a skype e la possibilità di tornare.
 Non si parte più definitivamente»

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GRAZIE AGLI IMMIGRATI PIU' IMPRESE ITALIANE
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