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sabato 28 marzo 2020

Italia deve Requisire la Sanità Privata per il Coronavirus



Italia deve Requisire la Sanità Privata per il Coronavirus


La crisi sanitaria con cui ci stiamo lentamente abituando a convivere, avanza inesorabilmente e da più parti arrivano le disperate richieste di aiuto di medici e infermieri, stremati da turnazioni ripetute e costretti a operare in strutture sanitarie ormai quasi al collasso.


Le corsie sovraffollate e la carenza dei posti in terapia intensiva, rischiano di affondare il sistema ospedaliero. Per ora la provincia di Bergamo è quella che sta pagando il prezzo più salato in termini di vita umane, ma la situazione è grave in tutto il nord del paese. Dal sud i governatori regionali,paventano che se si replicassero situazioni analoghe di incremento nei contagi, i presidi ospedalieri delle proprie regioni non sarebbero in grado di reggerne l'urto.


Decenni di tagli al sistema sanitario in nome dell' austerity e del liberismo, ci hanno condotti ad una situazione come quella odierna, ad un sistema che stenta a reggere l'onda alta di un virus che come suggeriscono gli esperti ha la peculiarità di espandersi velocemente e di portare un'alta percentuale (si parla dell' 8%-10%) della gente necessitante del ricovero ospedaliero, in terapia intensiva.


Nei mesi precedenti in Italia come in tutta Europa del resto, non si sono presi provvedimenti, limitandosi guardare a distanza con irriverenza e sospetto la Cina, il primo stato che ha affrontato l'emergenza mettendo in campo risorse umane ed economiche ingenti, finendo però per vincere poi la propria sfida contro il virus.

Italia deve Requisire la Sanità Privata per il Coronavirus


Nel nostro paese, non solo non sono state prese misure di prevenzione e di contenimento, anzi spesso nelle t.v. e nei giornali abbiamo assistito a scherno e derisione contro i cinesi, proseguiti fino a quando il virus non si è affacciato nella parte più produttiva e ricca del nostro paese, la Lombardia e il Veneto, per poi diffondersi a macchia d'olio in tutta la penisola.


Tagli alla sanità pubblica da una parte, risorse pubbliche indirizzate alla sanità privata dall'altro, ci hanno portato allo stato deficitario attuale: manca personale sanitario,
mancano posti letto, respiratori e forniture mediche.

Italia deve Requisire la Sanità Privata per il Coronavirus


Quelli passati sono anche stati gli anni dell'accesso a numero chiuso alla facoltà di medicina, in nome di una concezione elitaria di questa professione che stenta a morire e proprio oggi che scopriamo invece che i medici sarebbero serviti, si ci trova costretti a richiamare in servizio personale già in pensione, che per la fascia d'età d'appartenenza è tra quelli più esposti
a complicazioni in caso di contagio.


Si è negli anni invocato l'autonomia regionale sanitaria, quel modello cioè che è risultato in queste circostanze insufficienti e che ha minato la cabina di regia nazionale che invece dall'inizio avrebbe dovuto guidare e coordinare la crisi.


Oggi che l'Italia sta riscoprendo l'importanza di un sistema sanitario pubblico, dovremmo ricordarci di chi in passato non ha esitato a picconarlo in nome dell'ideologia liberista.


Si è scoperto poi che alcuni dei cosiddetti paesi canaglia sono quelle che più stanno aiutando il nostro Paese nel momento del bisogno. dalla Cina che fornisce equipe mediche specialistiche e forniture di materiali ( a pagamento e non), alla piccola Cuba che su richiesta della Lombardia ha dato la propria disponibilità ad inviare il proprio personale medico in Italia, analogamente a come ha già fatto in passato impegnando a proprie spese migliaia di cooperanti in missioni
sanitarie praticamente in tutto il mondo.


Il virus ha poi messo in luce l'egoismo di un Europa del tutto assente, come ha dichiarato pubblicamente il Presidente Serbo, Aleksandar Vucic, così come quello degli Usa che capitanati da Trump stanno scoprendo a proprie spese gli effetti nefasti di una sanità totalmente in mano ai privati che lascia scoperti e vulnerabili milioni di persone non coperte da assicurazione sanitaria, un egoismo reso ancor più evidente dal tentativo dello stesso Trump di garantirsi a suon di milioni di dollari, un potenziale vaccino da un'azienda tedesca per un possibile
uso esclusivo americano tagliando fuori gli altri paesi.


Proprio in questo quadro emergenziale che ridisegna tradizionali alleanze e introduce nuove priorità sociali, quasi ispirata dal caso spagnolo anche l' Italia costretta
dalle circostanze si è fatto un po' più audace.


Quasi timidamente, il governo ha infatti inserito nel *decreto legge del 17 marzo 2020 , n. 18 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Straordinaria una disposizione che consente “la requisizione in uso o in proprietà, da ogni soggetto pubblico o privato, di presidi sanitari e medico-chirurgici, nonché di beni mobili di qualsiasi genere, occorrenti per fronteggiare la predetta emergenza sanitaria, anche per assicurare la fornitura delle strutture e degli equipaggiamenti alle aziende sanitarie o ospedaliere ubicate sul territorio nazionale, nonché per implementare il numero di posti letto specializzati nei reparti di ricovero dei pazienti affetti da detta patologia.”


La richiesta dovrà partire dal Capo del Dipartimento
della protezione civile Commissario straordinario.


E' ora però che dalle parole si passi ai fatti, sperando che le disposizioni attuate non restino solo sulla carta, in quanto in gioco c'è il benessere di tutta la collettività.


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lunedì 9 marzo 2020

Il Sistema Formigoni tra Eccellenza e Corruzione

Il Sistema Formigoni tra Eccellenza e Corruzione


 I rapporti con le strutture sanitarie private alla base del «modello Lombardia»
Un giro d’affari da oltre tre miliardi di euro all’anno.
di Simona Ravizza

Roberto Formigoni, 71 anni, ha guidato la Regione dal 1995 al 2013

Nell’epoca che fu, lungo il corridoio che dall’atrio conduce all’ufficio al trentacinquesimo piano di Palazzo Lombardia dell’allora governatore Roberto Formigoni, si snoda la scritta: «La politica è azione per il bene comune». E la politica, durante i 18 anni di governo formigoniano coincide soprattutto con la Sanità che muove 18,5 miliardi (ossia l’85% del budget regionale). È prima la delizia, poi la croce del Celeste, 71 anni, da venerdì nel carcere di Bollate per scontare una condanna di 5 anni e 10 mesi per corruzione. La Sanità lo rende grande, la Sanità finisce col distruggerlo per l’inchiesta San Raffaele-Maugeri. Formigoni rimane intrappolato nel «modello lombardo» di cui è l’ideatore: in nome della libertà di scelta del paziente nel 1997 vengono messi sullo stesso piano gli ospedali pubblici e i privati accreditati. Gli anni successivi, fino al 2002, sono quelli del boom delle strutture dei vari Gianfelice Rocca (Humanitas), Giuseppe Rotelli (Gruppo San Donato), Umberto Veronesi (Ieo), Daniele Schwarz (Multimedica). Da quel momento il sistema, che va avanti tuttora, si cristallizza: gli accreditamenti di nuovi letti nelle strutture private vengono bloccati e viene fissato un tetto di spesa con il riconoscimento di un budget predefinito. Oggi, su un totale di 1,4 milioni di ricoveri l’anno, gli ospedali privati ne garantiscono 494,5 mila, pari al 35%, con un fatturato che supera i 2 miliardi (su 5,4). Lo stesso vale per le visite e gli esami ambulatoriali: su 160 milioni di prestazioni totali, 67 milioni (42%) vengono erogate fuori dagli ospedali pubblici
 per un valore di 1,2 miliardi di euro (su 2,9).



I risultati positivi del «modello lombardo» sono principalmente due: 1) con la concorrenza tra pubblico e privato (che non ha diritto al ripianamento delle perdite), la Sanità lombarda è in pareggio di bilancio; 2) l’eccellenza delle cure, dimostrata anche dall’arrivo di pazienti dal resto d’Italia in Lombardia che in termini di attrattività non ha pari a livello nazionale (ogni anno vengono curati 150.769 malati extra-regione che valgono 665 milioni). Sono successi che, anche se a fatica, resistono. Il «modello lombardo» porta, però, anche a enormi storture emerse dagli scandali giudiziari, primi tra tutti quelli del San Raffaele e della Maugeri. Provvedimenti come «le funzioni non tariffabili» e «le maggiorazioni tariffarie» sulla carta vengono varati per riconoscere più rimborsi a chi fa attività complesse (come il pronto soccorso, i trapianti, la riabilitazione e la ricerca). In realtà, come emergerà dalle carte della Procura, dietro l’approvazione di numerose delibere c’è il lavoro dei lobbisti Pierangelo Daccò e Antonio Simone, amici di Formigoni, che dietro ricompense milionarie fanno gli interessi del San Raffaele di don Luigi Verzé e della Maugeri di Pavia. A sua volta il Celeste, per i giudici che l’hanno condannato anche in terzo grado,
ha vantaggi quantificati in 6,6 milioni di euro.


L’inchiesta
In realtà, anche dopo la caduta del Celeste, poco viene fatto per correggere i meccanismi del «modello lombardo» che non devono portare a impoverire gli ospedali pubblici per fare guadagnare i privati più propensi a programmare la propria attività in base ai fatturati. Poche settimane fa il governatore Attilio Fontana ha annunciato la volontà di cambiare rotta, con l’intenzione di chiedere ai privati di programmare la propria attività in base alle cure considerate più necessarie e di evitare il ricorso a ciò che è maggiormente remunerativo, ma clinicamente meno rilevante. È la scommessa su cui si gioca l’XI legislatura: salvare quel che di buono nonostante tutto c’è nel «modello Formigoni», avendo però il coraggio di eliminarne le storture. Nell’interesse dei malati.

Burioni , ha ragione. Se non prendiamo la situazione con il pugno di ferro, moriranno molte persone.E finiamola di dare la colpa al Governo. Negli ultimi dieci anni la sanità è stata stuprata dai ladroni di turno ...La Sars era il banco di prova, e nessuno ha fatto nulla.Complotti, e cagate varie, non aiutano.Ma guardiamoci attorno:sconvogimenti climatici, virus sconosciuti che saltano fuori dai ghiacciai che si sciolgono, spore rimaste ibernate per milioni di anni che si risvegliano .Facciamo i duri, guerre, razzismo, odio viscerale, spendiamo miliardi di dollari o euro per costruire armi, per mandare l'uomo su Marte, invece di investirli nella ricerca e nella sanità. Il Sistema sanitario è quasi al collasso!!! E loro? i politici da 4 soldi, CONTINUANO A SPERPERARE MILIARDI .

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