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martedì 23 gennaio 2018

Esselunga Assume nel Nord e Centro Italia


Esselunga assume nel nord e centro Italia
La grande catena ricerca allievo responsabile profumeria, commesso, allievo pescheria, cassiere, allievo macelleria, allievo carriera direttiva di negozio da inserire presso i punti vendita del nord e centro Italia

Esselunga, azienda nel settore della grande distribuzione, seleziona su tutto il territorio nazionale, nel dettaglio a Pavia, Bergamo, Novara, Modena, Alessandria, Asti, Cremona, Piacenza, Parma, Versilia, Milano, Lecco, Bologna, Reggio Emilia, Como, Varese, Brescia, Biella, Verona, Firenze, Verbania, Roma e Torino le seguenti figure professionali: Allievo responsabile profumeria, Commesso, Allievo pescheria, Cassiere, Allievo macelleria, Allievo Carriera direttiva di negozio.

Tra le selezioni aperte all’interno dell’azienda, una è rivolta al personale da inserire presso i bar Atlantic posizionati all’interno dei punti vendita della catena gdo: 
Allievo responsabile bar e Barista.

Per il primo profilo si richiede: Laurea (preferibilmente in scienze della ristorazione o scienze alimentari) o diploma di scuola secondaria di secondo grado (preferibilmente istituto alberghiero) o qualifica professionale (è preferibile il titolo di operatore dei servizi di sala bar o una qualifica relativa a strutture ricettive ). È richiesta mobilità sul territorio.

Per il secondo profilo si richiede: Diploma di scuola secondaria di secondo grado (preferibilmente istituto alberghiero) o qualifica professionale (è preferibile il titolo di operatore dei servizi di sala bar o una qualifica relativa a strutture ricettive).

consulta la pagina di ESSELUNGA qui

https://www.esselungajob.it/content/ejb20/it/homepage/lavora-con-noi/negozio.html

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martedì 16 novembre 2010

Brescia, Gli immigrati scendono dalla gru




Gli immigrati scendono dalla gru
dopo una protesta lunga 16 giorni


. BachecaWeb .


Giù dalla gru. La lezione bresciana

Sarah Di Nella


Dopo 17 giorni sulla gru, Arun, Jimi, Rachid e Sajad sono scesi. Sono stati subito portati in questura insieme ai loro avvocati dell’associazione Diritti per tutti. Centinaia di persone li hanno accolti. Sono stati invece espulsi i nove cittadini egiziani rinchiusi nei Cie di Torino e Milano, mentre anche Mohamed, che era a Milano per tentare di bloccare il loro rimpatrio, è stato rinchiuso nel Cie di vi Corelli. Il presidio continua la lotta. Appuntamenti in ogni città il 20 per una giornata d’azione e il 28 a Firenze per un’assemblea nazionale antirazzista e migrante.

Dopo diciasette giorni passati in cima alla gru, Brescia festeggia sotto la pioggia la discesa di Arun, Rachid, Sajad e Jimi. Che dopo aver salutato la piazza dall’alto dei trentacinque metri con il pugno chiuso alzato e ripiegato lo striscione giallo con la scritta “Lotta dura senza paura” che da diciasette giorni sventolava sulla gru, hanno finalmente toccato terra. I presidianti di via san Faustino li hanno accolti al grido di “tutti liberi”.

Scendono stremati ma contenti, dopo lunghi giorni di lotta. Dal tavolo in prefettura hanno ottenuto garanzie personali ma la moratoria chiesta per i migranti rinchiusi in un Cie dopo lo sgombero del presidio sotto la gru lo scorso 8 novembre è stata negata, e alcuni sono stati già espulsi.

Domenica sera Arun, Jimi, Rachid e Sajad hanno gridato dalla gru: «Se domani li espellete ci arrabbieremo moltissimo e qui scoppia un casino». E questa mattina, come da copione, è arrivato l’allarme dal Cie di Corso Brunelleschi riguardo all’espulsione in giornata dall’aeroporto di Milano Malpensa delle sei persone fermate l’8 novembre durante lo sgombero del presidio sotto la gru. Intanto il ministro Maroni è tornato ad esprimersi su Brescia: «Continueremo a presidiare con le forze dell’ordine finché la situazione non sarà risolta. La violenza che è stata fatta contro le istituzioni a Brescia è inaccettabile. Noi non cediamo ai ricatti». Secondo il ministro la sanatoria non ha truffato nessuno, «noi non possiamo disapplicare la legge o applicare una legge che non esiste perché qualcuno tira delle molotov. Chi non ha i requisiti di legge non potrà avere il permesso di soggiorno».

A Milano si è svolto un presidio sotto il Consolato egiziano per protestare contro il governo del Cairo e chiedere la sospensione delle espulsioni non è st. Invano: i nove egiziani sono stati espulsi da Malpensa su due aerei diversi. Mohammed un migrante di Brescia che era venuto a Milano per negoziare con prefettura e consolato e provare a impedire il rimpatrio degli egiziani è stato invece rinchiuso in un Cie.

Nel capoluogo lombardo ieri si è svolta sotto la torre un’assemblea nazionale antirazzista, vi hanno partecipato molte città tra cui Brescia, Milano, Parma, Trieste, Bologna, Vicenza, Padova, Massa Carrara, Bergamo e Genova. «Noi siamo consapevoli che in entrambi i casi la lotta dei migranti si configura come una lotta sociale collettiva che riguarda la condizione dei migranti nel suo complesso. In particolare il movimento bresciano dei migranti e degli antirazzisti sta pagando un prezzo altissimo per il suo impegno. Altri devono ora raccogliere la sfida che è stata lanciata, in forme che rendano visibile una solidarietà che si è già espressa in forma di massa nella grande manifestazione di Bologna del 13 novembre», scrivono i partecipanti in un comunicato. L’assemblea ha convocato una giornata di lotta in ogni città per il 20 novembre e un’altra assemblea nazionale del movimento antirazzista e degli immigrati il 28 novembre a Firenze. Le altre città sono state invitate a seguire il modello di Brescia e Milano e a promuovere azioni per fare sì che la questione della sanatoria truffa diventi nazionale e non solo locale. Da questa notte sono rimasti in tre in cima alla torre ex Carlo Erba, gli altri due sono scesi nella notte, dopo più di una settimana passata in cima alla torre, perché «non si sentivano molto bene». I due se ne sono andati senza essere identificati dalle forze dell’ordine e il Comitato immigrati in Italia ha fatto sapere che stanno bene e che sono al sicuro. Gli altri tre vanno avanti.

Nel frattempo continua la mediazione lanciata dalla Cgil, con l’aiuto della Cisl e della Curia, «per consentire la discesa in sicurezza dei quattro immigrati dalla gru, il ripristino di un presidio autorizzato e l’apertura di un tavolo istituzionale presso la prefettura», spiega in una nota la segretaria confederale della Cgil, Vera Lamonica. Dopo un’iniziale messa a distanza di quelli del presidio di solidarietà, sono stati nominati come avvocati dei quattro della gru i legale dell’associazione Diritti per tutti. Due dei quattro migranti che dal 30 ottobre sono sulla gru sono scesi di alcuni metri per dialogare con chi si trova sotto. Maurizio Laini, segretario della Cgil Lombardia, spiega che la proposta è quella di «offrire ai migranti l’allestimento di un presidio stabile in un luogo visibile della città, e quindi la possibilità di proseguire la battaglia per l’affermazione dei loro diritti; la costituzione di un tavolo istituzionale presso la Prefettura, alla ricerca di soluzioni normative e sostanziali che corrispondano in qualche maniera alle attese dei migranti; offrire loro assistenza legale fin dal momento dell’eventuale discesa dalla gru, e comunque lungo tutto l’itinerario di verifica delle posizioni individuali e di ricerca della concessione del permesso di soggiorno temporaneo». «Com’è evidente – conclude Laini – l’iniziativa di Cgil, Cisl e Diocesi è finalizzata, fuori da qualsiasi strumentalità, alla salvaguardia della vita dei lavoratori migranti coinvolti in questa triste vicenda, e alla tutela più decisa dei diritti delle persone. Rimane l’angoscia per una situazione delicatissima e grave, che comunque prende le mosse dalla responsabilità di datori di lavoro truffaldini e da una normativa ingiusta».

Dal riuscito corteo di Bologna, al quale hanno partecipato diecimila persone il 13 novembre, la Fiom ha chiesto che «il governo e le autorità competenti aprano un tavolo di confronto finalizzato ad un provvedimento di prolungamento dei permessi di soggiorno per coloro che hanno perso il lavoro a causa della crisi ed a superare la situazione di diffusa irregolarità e sfruttamento del lavoro nero attraverso una sanatoria generalizzata». A Brescia invece, il 13 si sono registrati nuovi scontri tra manifestanti e polizia. La rete antifascista bresciana ha diffuso oggi un comunicato su quello che è successo sabato, mentre il corteo convocato dalla rete tentava di ricongiugersi con il presidio di via San Faustino e di «rompere l’isolamento imposto dal ministero a cui sono sottoposti i migranti in lotta, raggiunto portando una delegazione sotto la gru per verificare le condizioni di salute dei migranti» si legge nel comunicato. «Da circa un mese la Rete, attraverso assemblee allargate a tutte le realtà antifasciste e democratiche, ha organizzato una manifestazione per impedire lo svolgimento di una mobilitazione di livello nazionale dell’organizzazione neofascista Forza Nuova, esplicitamente rivolta a contrastare il fenomeno e la lotta degli immigrati a Brescia. A seguito della loro rinuncia, la Rete ha deciso, attraverso un’assemblea allargata, di convogliare le forze già organizzate in una mobilitazione a sostegno della lotta dei migranti sulla gru dove la nostra presenza al presidio è costante e quotidiana; altre finalità erano quelle di ricordare la rappresaglia fascista del 1943 avvenuta in piazza Rovetta e di portare solidarietà a Fabio, arrestato pretestuosamente per i fatti dell’8 novembre», spiega la rete antifascista che sottolinea come «nessuna situazione che si è venuta a creare al di fuori degli obiettivi che abbiamo qui esplicitato è da attribuire alla Rete antifascista». Per la rete «la situazione che si è venuta a creare è frutto della tensione che istituzioni e forze dell’ordine hanno generato da settimane negando diritti umani, acqua, cibo, cure mediche e militarizzando la città».

E si moltiplicano gli appelli di solidarietà. Oggi sei docenti di materie giuridiche dell’Università di Brescia si sono schierati a favore della concessione del permesso di soggiorno ai quattro lavoratori che protestano sulla gru. Secondo i docenti «la norma che prevede l’arresto dell’immigrato che non abbia ottemperato all’ordine di allontanamento del Questore ha natura speciale fa sorgere dubbi di legittimità costituzionale per violazione dell’articolo 3 della Costituzione», che prevede «pari dignità sociale» per tutti i cittadini che «sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali». Mentre dall’11 novembre è possibile firmare [inviando una mail a permigrantisullegru@gmail.com] un appello al presidente della repubblica Giorgio Napolitano lanciato da diverse donne. «Alcuni settori della societa?, tra cui noi donne, sono da tempo impegnati in costruire ponti di solidarieta? e reciproco rispetto con i/le migranti. Tanti progetti hanno avuto risultati positivi e tangibili, ad esempio l’integrazione dei figli nella scuola dell’obbligo, i corsi di italiano, i corsi di formazione sui diritti/doveri e sulle normative vigenti, gli incontri di approfondimento sulle culture di provenienza. Negli ultimi tempi si sono sviluppati atteggiamenti e atti razzisti che non contribuiscono a una serena e civile convivenza. Spesso i diritti dei lavoratori e lavoratrici migranti sono calpestati, in particolar modo per la mancanza di documentazione che li rende piu? ricattabili, cio? provoca reazioni che poi risultano di non facile gestione, acutizzando i problemi. Ora a Brescia la situazione e? degenerata con un’ingiustificata e violenta gestione della protesta arrivando a un punto di conflittualita? da mettere a repentaglio la tenuta delle relazioni sociali. I lavoratori e le lavoratrici migranti che reclamano il rilascio dei permessi di soggiorno, chiedono di emergere dalla clandestinita? cui sono stati costretti dalla Legge Bossi-Fini, vogliono la legalita? e hanno pagato per avere questo diritto».

Brescia, sanatoria truffa, gru


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mercoledì 3 novembre 2010

Brescia, cariche ai migranti, Che salgono sulla gru




Brescia, cariche ai migranti. Che salgono sulla gru


Botte e manganellate ieri contro la manifestazione che chiede la regolarizzazione. Arrestato, e poi rilasciato, un militante di Sinistra Critica. Gli immigrati salgono a venti metri da terra per chiedere: sanatoria!

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Cariche della polizia e carabinieri contro il corteo dei migranti e degli antirazzisti a Brescia per impedire alla manifestazione indetta sabato 30, per il rinnovo del permesso di soggiorno, di raggiungere il luogo dove 9 migranti sono saliti sulla gru del cantiere della metropolitana. La giunta comunale e la questura avevano vietato la manifestazione utilizzando come pretesto una adunata degli alpini che si svolgeva in un’altra zona del centro storico.
E comunque, oltre un migliaio di persone, nonostante una pesantissima militarizzazione dell’intera zona, si sono concentrate vicino a p.zza della Loggia e si sono dirette verso il cantiere dove i migranti erano saliti sulla gru. Un consistente schieramento di carabinieri e polizia ha bloccato la strada: qui sono avvenuti gli scontri, una decina di antirazzisti e migranti sono rimasti contus, un attivista di Sinistra Critica e collaboratore di Radio onda d’urto, è Sauro, è stato arrestato; un migrante del coordinamento immigrati CGIL ha dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso. A Sauro è stato confermato l’arresto ma è stato rilasciato dopo forti pressioni dei manifestanti: sarà processato per direttissima martedì mattina. I 9 migranti sulla gru, rappresentanti delle comunità egiziana, senegalese, indiana, pachistana e marocchina, hanno dichiarato che non scenderanno se non sarà aperta una trattativa a livello nazionale per la regolarizzazione di tutti coloro che hanno fatto domanda di sanatoria colf e badanti e se non sarà consentito il ripristino del presidio permanente; durante le cariche, infatti, il vicesindaco leghista Rolfi ha inviato le ruspe a distruggere proditoriamente il presidio permanente di via Lupi di Toscana davanti all’ufficio della Prefettura; la baracca, i letti, gli effetti personali dei presidianti sono stati completamente distrutti. Da Brescia viene lanciato un appello a livello nazionale per cominciare o rilanciare immediatamente la mobilitazione per sanatoria.
Immediata anche la presa di posizione di Sinistra Critica, l'organizzazione che si è mossa insieme ai migranti, agli attivisti di Radio Onda d'Urto e della sinistra sociale bresciana perché la manifestazione potesse svolgersi.
«I migranti non devono protestare, rivendicare diritti. Se lo fanno vengono perseguiti, caricati da Polizia e Carabinieri» dice un comunicato dell'organizzazione. «Una manifestazione vietata dalla Giunta comunale e dalla Questura con il pieno appoggio della Prefettura, la stessa che non è intervenuta contro i simboli leghisti sulla scuola di Adro, con una motivazione talmente pretestuosa da risultare liberticida, la concomitanza con un’iniziativa degli alpini che si svolgeva da un’altra parte della città».

«Le violente cariche avvenute a Brescia, che hanno portato all’arresto di un compagno di Sinistra Critica – rilasciato dopo poco per la pressione dei manifestanti - e al ferimento di molti partecipanti, non possono essere considerate una questione locale. Giunta comunale, Questura e Prefettura sono in sintonia nella repressione di ogni diritto e protagonismo dei migranti. Dopo 31 giorni il presidio permanente dei migranti di Brescia è stato distrutto, i migranti sono stati picchiati, gli antirazzisti arrestati».

«Non hanno fatto i conti, continua Sinistra Critica - con la determinazione dei migranti che hanno invaso un cantiere della metropolitana di Brescia e sono saliti su una gru – con l’intenzione di rimanerci - calando uno striscione per la sanatoria di tutti i migranti che hanno presentato domanda. Il vergognoso “reato di clandestinità”, che impedisce di accedere al permesso di soggiorno, altro non è che la gestione feroce di un mercato del lavoro precario. Con la crisi economica ogni alibi è caduto, ogni ipocrisia e svanita: i migranti sono diventati per le istituzioni un problema di ordine pubblico. Lavoratori e lavoratrici da reprimere se non accettano la precarietà infinita delle condizioni di lavoro e l’esclusione dai diritti di cittadinanza».
«A Brescia hanno colpito duramente migranti e antirazzisti. Compresa Sinistra Critica, sempre in prima fila nelle mobilitazioni e lotte antirazziste e dei migranti».




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sabato 19 settembre 2009

Brescia, campi annaffiati con il latte

poster canvas art riproduzione quadri
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Brescia, campi annaffiati con il latte.

Per protesta

Detto fatto.

Con alcune autobotti solitamente utilizzate per i liquami, gli agricoltori della Copagri hanno gettato nei campi antistanti il caseificio Ambrosi, circa 200 mila litri di latte.

Una protesta - ha spiegato il referente nazionale Roberto Cavaliere - attuata perchè «in questo momento produrre il latte costa 48 centesimi al litro e ci viene pagato invece 27 centesimi al litro».

Nei prossimi giorni verranno attuate iniziative di distribuzione gratuita del latte.

Ma non finisce qui. Una nuova iniziativa è all'orizzonte: "Martedì prossimo - sottolinea Cavaliere - per la prima volta nella storia d'Europa produttori italiani e di altre nazioni bloccheranno tutte le frontiere d'Italia».


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OROSCOPO
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