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giovedì 19 marzo 2020

Perché Costruire un Ospedale in Fiera a Milano ?

I Posti Letto per ricoverare i pazienti COVID-19 ci sono già in Lombardia, basta attivarli.

C’è già l’ex Nosocomio di Legnano con 2 padiglioni attrezzati.
La denuncia di un sindacalista.

I Posti Letto per ricoverare i pazienti COVID-19 ci sono già in Lombardia, basta attivarli.
È la pesante denuncia di Riccardo Germani, portavoce di ADL Cobas Lombardia, nonché lavoratore dell’Ospedale di Legnano.

Secondo Germani, infatti, mentre il Pirellone in pompa magna ha annunciato di aver affidato al neo-commissario Guido Bertolaso la realizzazione di un ospedale da 500 posti presso i padiglioni della ex Fiera di Milano, a una decina di chilometri da quei padiglioni esiste «una struttura che ha tutte le potenzialità per accogliere velocemente nuovi pazienti». È l’ex Ospedale Civile di Legnano, nosocomio attivo fino a 9 anni fa, tutt’ora dotato del «vecchio monoblocco e di ben due padiglioni realizzati e predisposti 10 anni fa, con tutte le attrezzature».

Secondo Germani, la struttura che è sostanzialmente integra, è dotata di «camere già attrezzate con predisposizione di ossigeno, una rianimazione, reparti di terapia intensiva, reparti che oggi sono chiusi. Mentre è aperto e funzionante in una struttura nuovissima un prezioso laboratorio di analisi. A nostro avviso sarebbe una soluzione immediata se si rendesse operativa questa struttura con l’investimento di meno risorse economiche che potrebbero, invece, essere utilizzate per materiali, dispositivi e per assumere il personale sanitario necessario per gestire più di 500 posti letto, i quali si renderebbero disponibili senza alcuno spreco di risorse e di tempo».



Ironia della sorte, l’ultimo padiglione costruito nel vecchio ospedale di Legnano era stato proprio il reparto specializzato in malattie infettive, terminato nel 2002, una costruzione iniziata ben 10 anni prima. Reparto che aveva funzionato solo per pochi anni, visto che poi Regione Lombardia – erano i tempi del saccheggio alla Sanità del presidente Roberto Formigoni – aveva deciso di costruirne un altro, a pochi chilometri di distanza. Con una spesa complessiva sui 150 milioni. «Un’operazione in project financing, dove i privati guadagnano, grazie all’affitto pagato dal Pirellone», spiega Germani a Business Insider Italia, «Quello fu un vero saccheggio della sanità pubblica, si figuri che ancora oggi le casse pubbliche stanno pagano i mutui
delle ultime costruzioni nel vecchio ospedale», aggiunge amaro.



«È lodevole ogni iniziativa per trovare nuovi posti letto», commenta l’on. Riccardo Olgiati (M5s) «tuttavia, prima di costruirne una ex novo da 500 posti, forse sarebbe stato meglio vedere se si potevano riconvertire quelle già esistenti ed attrezzate. E a me risulta che mai alcun sopralluogo sia stato fatto a Legnano». Non solo, Olgiati aveva anche interessato della questione il Direttore Generale della ASST Milano Ovest, Fulvio Adinolfi, il quale aveva però risposto che «la strada era stata valutata, ma poi abbandonata per una questione di tempi e di risorse».

Una risposta che per Olgiati suona quasi come una beffa «considerando tutti i soldi che per fortuna stanno arrivando dalle donazioni». Per l’on. M5s, insomma, sarebbe stato molto meglio ristrutturare che impiegare tempo e risorse per approntare un punto sanitario in padiglioni destinati ad ospitare la Fiera del Ciclo e Motociclo…

A confutare però la tesi dell’utilizzabilità della struttura, il consigliere regionale di +Europa, Michele Usuelli, che è anche un medico, il quale nel pomeriggio riferisce sulla sua pagina Facebook che secondo il capo ufficio tecnico dell’ospedale in questione la riconversione sarebbe infattibile. E aggiunge: «Continuo a chiedere che sia chiara e trasparente la strategia con cui si sta pensando ai 500 posti in fiera, che mi pare terribilmente difficile realizzare ed utile solo a certe condizioni. O, meno miracolisticamente, continuiamo ad usare le sale operatorie chiuse, già armate di anestesisti ed infermieri. Lì dentro ci sono i letti di risveglio, che sono letti di terapia intensiva con tutti gli allacciamenti. Sono stati già usati tutti?».

E, proprio mentre scoppiava la polemica sull’inutilizzo di Legnano, il presidente Attilio Fontana, l’assessore Giulio Gallera e il presidente di Fondazione Fiera, Pazzali
presentavano il cantiere del futuro ospedale alla stampa.

«Il centro di terapia intensiva alla Fiera di Milano sarà pronto in 10 giorni», aveva detto Gallera lunedì 16 marzo ad alta voce, aggiungendo (ma a voce un po’ più bassa) che quei dieci giorni sarebbero partiti solo  «da quando riusciremo a recuperare i respiratori, che sono l’elemento più importante, e il personale». Cioè ad oggi si sta lavorando, ma non si sa quando si potrà essere operativi. Del resto, l’assessore è ben conscio che la Protezione Civile nei giorni precedenti aveva chiaramente specificato di non essere in grado di fornire il materiale sanitario richiesto e che avrebbe preferito che Regione Lombardia puntasse sul rafforzamento
di strutture già esistenti (come Legnano, per esempio).



Tuttavia il Pirellone ha scelto di continuare sulla sua strada. Si tratta di una scelta politica, un modo per ribadire la propria autonomia da Roma, per marcare le distanze dal governo. Un progetto che poggia su due pilastri: dipingere Bertolaso come “l’eroe padano” («Guido Bertolaso ha gestito emergenze in tutto il mondo, contiamo che lui possa avere i canali (per ottenere i respiratori, ndr)», ha dichiarato Gallera) e dall’altro, far vedere quanto sono bravi i nuovi vertici di Fondazione Fiera. Quegli stessi vertici nominati da Matteo Salvini quando era al governo, compresa la ex compagna del Capitano, Giulia Martinelli, già capa della segreteria di Fontana e ora vice-presidente della Fondazione, come raccontato da Business Insider Italia.

Una strategia condivisa da tutta l’opposizione: non è affatto un caso infatti che martedì 17 marzo Silvio Berlusconi dal suo prudenziale esilio da Nizza ha fatto sapere di aver staccato un assegno da 10 milioni di euro, proprio «la somma necessaria per la realizzazione del reparto di 400 posti di terapia intensiva alla Fiera di Milano», ha twittato un giubilante Bertolaso. Che non ha nascosto la sua gratitudine nei confronti del vecchio protettore: «Grazie Presidente per questo gesto d’amore per la sua città e per il suo Paese», ha infatti aggiunto subito dopo l’annuncio.

LEGGI ANCHE
Probabilmente Il commissario straordinario Bertolaso
non è a conoscenza della presenza di una struttura
che ha tutte le potenzialità per accogliere velocemente nuovi pazienti
proprio qui vicino all'ex zona fiera...
https://cipiri5.blogspot.com/2020/03/riapriamo-il-vecchio-ospedale-invece-di.html
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martedì 23 gennaio 2018

Esselunga Assume nel Nord e Centro Italia


Esselunga assume nel nord e centro Italia
La grande catena ricerca allievo responsabile profumeria, commesso, allievo pescheria, cassiere, allievo macelleria, allievo carriera direttiva di negozio da inserire presso i punti vendita del nord e centro Italia

Esselunga, azienda nel settore della grande distribuzione, seleziona su tutto il territorio nazionale, nel dettaglio a Pavia, Bergamo, Novara, Modena, Alessandria, Asti, Cremona, Piacenza, Parma, Versilia, Milano, Lecco, Bologna, Reggio Emilia, Como, Varese, Brescia, Biella, Verona, Firenze, Verbania, Roma e Torino le seguenti figure professionali: Allievo responsabile profumeria, Commesso, Allievo pescheria, Cassiere, Allievo macelleria, Allievo Carriera direttiva di negozio.

Tra le selezioni aperte all’interno dell’azienda, una è rivolta al personale da inserire presso i bar Atlantic posizionati all’interno dei punti vendita della catena gdo: 
Allievo responsabile bar e Barista.

Per il primo profilo si richiede: Laurea (preferibilmente in scienze della ristorazione o scienze alimentari) o diploma di scuola secondaria di secondo grado (preferibilmente istituto alberghiero) o qualifica professionale (è preferibile il titolo di operatore dei servizi di sala bar o una qualifica relativa a strutture ricettive ). È richiesta mobilità sul territorio.

Per il secondo profilo si richiede: Diploma di scuola secondaria di secondo grado (preferibilmente istituto alberghiero) o qualifica professionale (è preferibile il titolo di operatore dei servizi di sala bar o una qualifica relativa a strutture ricettive).

consulta la pagina di ESSELUNGA qui

https://www.esselungajob.it/content/ejb20/it/homepage/lavora-con-noi/negozio.html

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martedì 5 luglio 2016

Sciopero al Contrario in Gratosoglio: cittadini al lavoro




 I ragazzi del Quartiere Gratosoglio ci insegnano un modo nuovo per Manifestare il loro disagio della DISOCCUPAZIONE , SCIOPERANDO si ma al CONTRARIO , LAVORANDO mettendosi a disposizione come volontari ed  hanno riverniciato alcune colonne deteriorate
 del loro quartiere, autofinanziando l'intervento.





Lo "sciopero al contrario" dei ragazzi del centro autogestito Gta di Gratosoglio ha portato nella giornata di domenica 3 luglio all'intervento "dal basso" e in autofinanziamento per rivernciare alcune colonnine di cemento-amianto deteriorate. Attrezzati con kit completo di tute e mascherine, i ragazzi sono intervenuti al posto degli enti competenti, mettendosi a disposizione come volontari e nel frattempo portando avanti una 'Lista-Disoccupati', cercando di creare un punto di incontro e un passaparola fra i cittadini per cerco/offro lavoro, lavori generici, per far incontrare le esigenze dei cittadini del quartiere in modo diretto.

Aderite al GRUPPO 



giovedì 3 marzo 2016

Milano : Cancella il Debito Amministrativo



Cancella il Debito con il Baratto

A Milano parte il baratto amministrativo: prevede la possibilità per chi ha debiti con il Comune ed è in difficoltà economica di estinguerli attraverso un contributo alla cura dei beni della città. Il baratto è possibile per cancellare debiti maturati fino al 2013 e per un valore minimo di 1.500 €, riferiti a tributi comunali come Ici, Imu, Tarsu, Tares e Tari, violazioni al Codice della Strada o a entrate patrimoniali quali canoni e proventi per l'uso dei beni comunali, corrispettivi e tariffe per la fornitura di beni e la prestazione di servizi. Potete scaricare il bando per partecipare qui: 


Fra i progetti a cui saranno destinati i cittadini ci sono la pulizia e lo sgombero di cantine, la tinteggiatura di locali e scale, la verniciatura della recinzione e un intervento straordinario di pulizia dei pavimenti in pietra nella sede della Zona 4, la tinteggiatura dei locali di ingresso della Zona 6, il rifacimento dei servizi igienici del Cam Jacopino in Zona 8, nonchè vari interventi di tinteggiatura in diversi Cam della stessa Zona.
 Per accedere al baratto è necessario dimostrare che l’impossibilità di pagare è legata alla perdita o alla riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare a causa di licenziamento, riduzione di reddito consistente (oltre il 30%) per cassa integrazione o riduzione di orario di lavoro, mancato rinnovo del contratto, cessazione di attività libero professionale, problemi di salute o variazioni nella composizione del nucleo familiare che provocano la riduzione del reddito. È stato anche pubblicato un avviso pubblico per individuare operatori, associazioni o imprese che potranno svolgere l’importante ruolo di tutor o di sponsor nella gestione dei progetti del baratto amministrativo.

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mercoledì 17 febbraio 2016

LAVORO A MILANO 50 operatori fiscali



LAVORO A MILANO PER DIPLOMATI E LAUREATI: 
SI CERCANO 50 OPERATORI FISCALI 

A Milano si cercano operatori in vista della Campagna Fiscale 2016, tutte le informazioni.

Lavoro a Milano: si cercano operatori fiscali
Per la Campagna Fiscale 2016, l'agenzia Adecco cerca per Milano 50 operatori fiscali. Prima di andare a coprire effettivamente il posto, tutti coloro che avranno superato la selezione, dovranno svolgere un corso formativo finalizzato ad apprendere al meglio le mansioni che dovranno svolgere. Il lavoro consiste nel fornire tutta l'assistenza necessaria, teorica e pratica, al contribuente che presenta il modello per dichiarazione dei redditi. L'operatore dovrà essere in grado di redigere i vari modelli del 730 e presentare ai responsabili i relativi piani di fatturazione.

Operatore Fiscale a Milano: requisiti e presentazione della domanda 
Per essere ammessi alla selezione di operatore fiscale, di deve aver conseguito un diploma o una Laurea (se in ambito giuridico ed economico, ancora meglio), avere una conoscenza di base dei sistemi informatici e della normativa fiscale ed essere auto muniti (ricordiamo però che le trasferte per recarsi dai clienti vengono poi rimborsate). E' preferibile, ma non necessario, essere iscritti alle liste di mobilità.

Chi è iscritto alle liste di mobilità, avrà un contratto a tempo indeterminato, mentre chi è inoccupato o disoccupato con un'età inferiore ai 24 anni o superiore ai 55, si prevede un contratto a tempo indeterminato intermittente. Contratto di collaborazione invece per i possessori di partita Iva. Per partecipare alla selezione, occorre andare sul sito della Adecco e presentare la propria candidatura entro e non oltre il primo aprile del 2016. Anche se c'è tempo, è consigliabile agire tempestivamente, in quanto si prevede che all'annuncio partecipino molti lavoratori o inoccupati in cerca di una buona possibilità lavorativa nella grande metropoli di Milano.

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martedì 9 febbraio 2016

Trasporti gratuiti per disoccupati e precari




BANDO
Milano Viaggia con te



Abbonamenti gratuiti Atm per disoccupati e precari: il bando
Le domande potranno essere presentate dal 18 al 21 febbraio. Tajani: “Un aiuto concreto per agevolare la mobilità di chi ha perso il lavoro o vive in situazioni di precarietà”

Torna per il quarto anno consecutivo “Milano Viaggia con te”, l’iniziativa promossa dall’assessorato alle Politiche per il Lavoro del Comune di Milano che mette a disposizione abbonamenti annuali gratuiti Atm per disoccupati e giovani precari.

Le richieste di partecipazione, utili ad assegnare il numero di pratica per l’inserimento della domanda, potranno essere inoltrate dal 18 al 21 febbraio.

I requisiti per accedere al bando sono: la residenza a Milano per i cittadini italiani, l’attestato di iscrizione anagrafica al Comune di Milano per i cittadini europei e, per i cittadini extraeuropei, l’essere in regola con il permesso di soggiorno.

Chi ha perso il lavoro prima del 21 dicembre 2015 dovrà essere in possesso della certificazione dello stato occupazionale rilasciata dal Centro per l’impiego di Milano. I disoccupati a partire dal 21 dicembre 2015 dovranno richiedere il rilascio della dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (Did) rilasciata attraverso il sistema informativo regionale.......

CONTINUA A LEGGERE QUI :
http://cipiri00.blogspot.it/2016/02/trasporti-gratuiti-per-disoccupati-e.html



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mercoledì 27 gennaio 2016

Amsa Milano cerca 60 disoccupati


Il Comune di Milano cerca 60 disoccupati per offrire loro un'opportunità lavorativa: un tirocinio di massimo sei mesi a 500 euro al mese all'interno delle squadre anti-degrado dell'Amsa. 

Ecco tutte le modalità e i requisiti per candidarsi.

Cercasi 60 disoccupati da impiegare nelle squadre anti-degrado di Amsa per aiutare a ripulire Milano. L'annuncio arriva dal Comune, precisamente dall'assessorato alle Politiche sociali guidato da Pierfrancesco Majorino, candidato alle primarie di centrosinistra milanesi. Da lunedì 25 gennaio a venerdì 19 febbraio chi non ha un lavoro ed è in condizioni di grave disagio sociale potrà presentare domanda al Centro per la mediazione al lavoro, il Celav, per poter entrare a far parte delle squadre.

Cosa fanno le squadre anti-degrado
Si tratta della seconda edizione di un bando che fu lanciato già nel 2014 da Palazzo Marino: dal dicembre di quell'anno sono state 114 le persone coinvolte grazie alle borse lavoro del Comune. Di cosa si tratta? In sostanza, le squadre anti-degrado presidiano 14 quartieri della città (Padova; Zoia; Giambellino, Aldini, Mambretti, Sarpi – Canonica, Selinunte e limitrofe, Ortles, Martini e limitrofe, Corvetto, Gratosoglio, Piazza Oberdan – Bastioni di Porta Venezia, Niguarda e Darsena) affiancando gli operatori dell'Amsa nella pulizia delle strade e nella raccolta di oggetti abbandonati.

Turni e rimborso spese
Il lavoro si svolge per tre mesi rinnovabili per altri tre. Prevede un impegno orario su due turni, dalle 9.45 alle 15.45 o dalle 14 alle 20, distribuito su 5 o 6 giorni la settimana in base all’organizzazione aziendale. È prevista inoltre una formazione di 16 ore sulla sicurezza a cura di Amsa. Il compenso è di 25 euro al giorno più un buono pasto, erogato per i giorni di effettiva presenza. Si può così arrivare a 500 euro mensili. Come precisato da Majorino, non si tratta di un'assunzione ma di una borsa lavoro: "Sono certamente un’opportunità per ritrovare una occupazione che finora ha funzionato per un centinaio di persone. Tutti loro hanno avviato una nuova esperienza lavorativa e di inclusione sociale partendo da situazioni di grave svantaggio sociale".

I requisiti per fare domanda
Per partecipare al bando i candidati dovranno essere di età compresa tra i 35 e i 60 anni non compiuti, residenti a Milano, disoccupati da almeno un anno, con buona conoscenza della lingua italiana se stranieri, in buone condizioni di salute, in possesso della licenza media e della patente B, non essere destinatari di altri sussidi o contributi economici da parte di enti pubblici e non aver già fatto parte delle squadre anti-degrado o aver lavorato con l'Amsa. La candidatura deve essere presentata direttamente allo sportello del Celav di via San Tomaso 3, dal lunedì al venerdì dalle ore 9.30 alle 13. Per candidarsi occorre presentare la fotocopia di questi documenti: carta identità e permesso di soggiorno valido, codice fiscale e patente in corso di validità.


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giovedì 23 aprile 2015

BLOG DI CIPIRI: Expo 2015 : Giovani Rifiutano il Lavoro



LA VERA STORIA DEI GIOVANI CHE RIFIUTANO UN LAVORO DA 1300 EURO PER L’EXPO
Ho mandato il cv a Manpower per far parte dello staff di Expo a Ottobre, ho fatto tutti i test attitudinali a dicembre, ho fatto il colloquio di gruppo e il colloquio individuale a Gennaio, mi hanno dato un riscontro il 10 aprile, chiamandomi al telefono e dicendomi “Congratulazioni è stata presa, domani le mandiamo la graduatoria ufficiale”. La graduatoria ufficiale non è mai stata mandata. Ho mandato mail, ho chiamato e mi è sempre stato risposto che non ne sapevano nulla. Il 16 Aprile mi chiama un incaricato di Manpower per dirmi che la formazione sarebbe cominciata il 21 Aprile e che mi avrebbero mandato (‘naltravolta) la graduatoria. Nulla. Mi ritelefona il 17 Aprile dicendomi che ci saremmo risentiti per la conferma ufficiale nei giorni successivi.


Il 20 Aprile mi mandano una mail con su scritto che avrei dovuto cominciare la formazione il 22 Aprile a Milano. Non una graduatoria ufficiale, nessuna menzione al contratto di lavoro o di stage. Il 21 Aprile mi mandano una mail dicendomi che per essere confermata dovevo superare un questionario. (Scusa ma non ero già stata presa e non incomincio il giorno dopo la formazione?). Ho fatto ripetute domande circa la formazione senza nessuna risposta (La formazione verrà pagata? Dopo la formazione si firmerà un contratto di lavoro?). Tutto questo senza contare che per una posizione di Communication and Social Network il compenso è 500 euro al mese per 6 mesi, dopodichè sei sicuramente a casa, di cui ne avrei dovuti spendere 350 per un abbonamento ai mezzi per arrivare là in quanto Expo non ha nessuna convenzione con i mezzi di trasporto.


Quindi ricapitolando ho rifiutato un lavoro perchè con 150 euro al mese non mangio, perchè non mi sembra serio questo processo di selezione (e in generale la gestione dell’Expo in toto) e perchè ho la fortuna di avere un lavoretto e non posso mollarlo dall’oggi al domani (dato che la conferma semiufficiale scritta mi è arrivata il 20 Aprile e avrei dovuto cominciare il 22 Aprile SENZA un cavolo di contratto). Fine.

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BLOG DI CIPIRI: Expo 2015 : Giovani Rifiutano il Lavoro: L’Expo Milano 2015 è l’evento universale che l’Italia ospiterà per sei mesi dal primo maggio al 31 ottobre. Il tema è «Nutrire il Pian...

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domenica 19 aprile 2015

15mila Posti di Lavoro a Milano per EXPO 2015


15mila prostitute in arrivo a Milano per il 2015



Fra i milioni di visitatori che arriveranno a Milano per l’Expo, c’è una categoria di cui il Comune farebbe volentieri a meno: quella delle prostitute. Gli operatori del sociale hanno già calcolato che potrebbe calarne una cifra oscillante fra le 15 e le 30mila. Così come successo per i Mondiali di calcio in Germania, per le Olimpiadi di Londra — ma anche, banalmente, come avviene ogni anno per il Salone del mobile — il racket si prepara a spedire nell’area metropolitana migliaia di ragazze da sfruttare. Romene, albanesi, bulgare, nigeriane, marocchine e anche cinesi. Ma ci saranno anche i trans e uomini, perché l’offerta dovrà essere variegata. Comunque, un esercito di professioniste ma anche di ragazzine minorenni rapite nei villaggi dell’Est Europa o dell’Africa centrale.

«Stimiamo circa 7mila donne sul marciapiede a Milano, con punte più alte nei fine settimana e il doppio per le fiere — spiega l’assessore al Welfare, Pierfrancesco Majorino — ma abbiamo segnalazioni che i numeri cresceranno molto di più in occasione dell’Esposizione del 2015. Bisogna correre ai ripari. Sono contrario alle case chiuse, che non fanno altro che occultare il problema senza risolverlo. Bisogna puntare tutto su prevenzione, riduzione del danno e recupero delle vittime». Durante un convegno in Sala Alessi è stato fatto il quadro di un’emergenza il cui aspetto visibile sulle strade è solo la punta di un iceberg. Negli ultimi due anni le unità mobili di Caritas, Padri Somaschi, Ceas e altre cooperative finanziate dal Comune, in 352 uscite,
 hanno intercettato su strada 1337 fra donne (932) e uomini.

L’afflusso di professioniste del sesso in occasione dell’Esposizione è una cosa seria, e ad accogliere i più di 20 milioni di turisti che si stima arriveranno nei sei mesi da maggio a ottobre, ci saranno prostitute per tutte le tasche: dalle escort di lusso, che soddisfano i loro clienti direttamente
negli alberghi, fino alla prostituzione di strada, le cui protagoniste sono tutte vittime di tratta.

Dietro questo business, come sempre, ci sono storie di violenza, che arricchiscono le organizzazioni criminali che se ne occupano...

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domenica 22 marzo 2015

MILANO la CITTA' dell' EXPO 2015 CONOSCIAMOLA




MILANO LA CITTA' DELL' EXPO 2015 
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martedì 6 gennaio 2015

Milano Expo in città offre eventi








Expo in città

Expo in città coordina e gestisce il palinsesto di eventi che avranno luogo nella Grande Milano durante i sei mesi di Expo 2015 (1 maggio - 31 ottobre 2015). Se sei interessato a promuovere uno o più eventi nella cornice di Expo 2015 e inserirli nel calendario ufficiale, puoi inviarci la tua candidatura. Inoltre, Expo in città promuove e organizza un catalogo virtuale che collega la domanda e l’offerta di spazi, per permetterti di individuare la location più adatta a ogni evento. Attraverso uno sportello dedicato, Expo in città offre infine un servizio di consulenza, supporto e gestione di tutte le autorizzazioni necessarie all’organizzazione di eventi. Diventa anche tu protagonista: contribuisci all’offerta ricreativa di Milano e fai vivere la città!

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venerdì 14 novembre 2014

BLOG DI CIPIRI: SCIOPERO SOCIALE : #SCIOPEROSOCIALE

SCIOPERO SOCIALE : #SCIOPEROSOCIALE



#SCIOPERIAMOEXPO – ANCHE A MILANO INCROCIAMO LE BRACCIA, INCROCIAMO LE LOTTE.

Laboratorio Milanese

Venerdì 14 novembre sciopero sociale precario nazionale per fermare Jobs Act, austerità, piano casa, legge di Stabilità, decreto Sblocca Italia, contro “la ‘Buona Scuola’ di Renzi e l’entrata dei privati nei luoghi della formazione”.



A Milano l’opposizione sociale organizza la protesta lanciando l’appello #‎ScioperiamoExpo: il mega-evento finanziato con miliardi sottratti alla risorse collettive, sostenuto da manodopera gratuita, sottopagata e sfruttata...
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BLOG DI CIPIRI: SCIOPERO SOCIALE : #SCIOPEROSOCIALE: #SCIOPERIAMOEXPO – ANCHE A MILANO INCROCIAMO LE BRACCIA, INCROCIAMO LE LOTTE. Laboratorio Milanese Venerdì 14 novembre scioper...

Perché #SCIOPERIAMOEXPO?

La sintesi del nuovo modello di società che ci aspetta si regge su tre pilastri: debito, cemento e precarietà in quantità sempre crescenti, e di questo Expo e le grandi opere diventano volano e simbolo, attraverso l’utilizzo di risorse pubbliche per profitti privati.

Quartieri militarizzati per proteggere i cantieri; risorse, territorio, diritti sacrificati alle logiche del megaevento; lavoro gratuito spacciato per opportunità; una città sempre più vetrina, tra sgomberi, speculazioni e spartizioni; mafie che proliferano; dispositivi di governo del territorio e procedure speciali che diventano norma e modello su scala più ampia; corporations del biotech, OGM e marchi globali del cibo spazzatura, grande distribuzione e Eataly, questa la tragicomica marmellata con cui nutrire il Pianeta; numeri sparati a caso su benefici, turisti, biglietti venduti a fronte della concreta realtà di tagli, tasse e beni comuni scippati o privatizzati.

Perchè scioperiamo Expo?

1. Perché dei 70’000 posti di lavoro promessi, ne sono stati attivati quasi 1’000, compresi gli stage formativi. Non è stato in alcun modo preso in considerazione il contratto a tempo indeterminato e svuotato quello a termine dei suoi diritti (impossibilità di scioperare per tutta la durata dell’esposizione che coincide con i mesi di presidenza italiana dell’Unione Europea). Sfruttando il contesto della crisi viene proposto il precariato come unica via per l’ eccezionalità dell’ evento anche oltre la durata dello stesso.

2. Perché avrebbero dovuto essere impiegati 18’500 volontari solo per la gestione del sito di Expo, poi ridotti a 7’000, anche se non si sa chi svolgerà il lavoro delle 10’000 persone che sono state giudicate non necessarie. Sicuramente non sono stati diminuiti i numeri dei volontari per aumentare quello dei lavoratori a contratto. La campagna di reclutamento di giovani è basata sul concetto dell’ ampliamento del curriculum e delle capacità lavorative e ha come fine il rendere possibile la “conoscenza e fruizione del patrimonio sociale, culturale e civile della città ospitante” da parte dell’ affluenza di stranieri.

3. Perché Expo nella sua globalità costerà 1,3 miliardi di soldi pubblici, che arriveranno a 10 miliardi se consideriamo autostrade (pedemontana) e opere collegate (vie d’acqua), oltre alla manutenzione della stessa città.

4. Per la corruzione presente negli alti ranghi dirigenziali di Expo spa che ha dato il via ad una ventina di arresti per tangenti e alla segnalazione di più di 40 imprese implicate con mafia.

5. Per la gestione emergenziale dell’ evento a discapito dei diritti, tra cui la possibilità di muoversi al di fuori dei protocolli sindacali e la possibilità per i paesi stranieri di non rispettare la legislazione italiana all’ interno dei padiglioni.

6. Per l’uso del Commissario unico, con poteri speciali (che possono eludere la normale legislazione giocando sullo stato di emergenza) alla sovraintendenza del mega-evento. Una delle politiche al centro del decreto “sblocca Italia” di Renzi.

8. Perché la retorica del’Esposizione esalta il modello del successo e dell’iniziativa individuale rappresentato da start-up, microimprese e sacrifici. Salario, diritti e dimensione collettiva non sono più elementi costitutivi del lavoro.

9. Perché anche questo megaevento diventa canale comunicativo per riaffermare la dicotomia di genere, funzionale ad un sistema di crisi. Si normalizzano corpi, identità, favolosità, al solo scopo di creare fette di mercato “pink”, invece che decostruire ruoli ed identità statiche.

10. Perché dietro lo slogan vuoto “nutrire il pianeta” si confermano quelle politiche agroalimentari che negano accesso al cibo e all’acqua, impongono modelli alimentari utili solo alle multinazionali, tra i primi sponsor dei sei mesi dell’evento Expo 2015.


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