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domenica 11 marzo 2018

Castelli Romani delibera il Reddito di Cittadinanza Locale



A Marino, nei Castelli Romani, si è insediata due anni fa una giunta pentastellata dopo che il precedente esecutivo di centrodestra era stato travolto da indagini e arresti. Un Comune che era diventato simbolo della corruzione quello conquistato dal sindaco Carlo Colizza e che ora sembra voler fare da apripista sul discusso reddito di cittadinanza.

Marino la prima delibera 5S sul 
"reddito di cittadinanza locale"

L’obiettivo dei grillini marinesi? Presto detto: “Coprire aree disattese anche dalle recenti introduzioni di sostegno al reddito”. Un progetto messo a punto condividendo la proposta di legge in materia presentata il 29 ottobre 2013 al Senato dal M5S e diventata poi la principale promessa elettorale fino al 4 marzo scorso. La giunta Colizza è così sicura di “recuperare persone che in un periodo della loro vita hanno perso il lavoro trovandosi in una fascia d’età di difficile ricollocazione, ma che intendono mettere a disposizione della collettività le proprie energie e competenze, per intraprendere un percorso di riqualificazione professionale”.

Il regolamento approvato prevede che a chiedere il “reddito di cittadinanza locale” possa essere un solo componente delle famiglie in difficoltà che non rientrano nel reddito di inclusione, che il beneficiario partecipi a progetti formativi indicati dal servizio sociale, che partecipi a progetti gestiti dal Comune e ritenuti utili per la collettività 
e che comunichi tempestivamente qualsiasi variazione reddituale.


Mentre al Sud continuano a piovere nei centri per l’impiego richieste per il reddito di cittadinanza, essendo in molti convinti che il successo elettorale del Movimento5Stelle abbia automaticamente reso operativa la promessa di Luigi Di Maio e degli altri pentastellati, il Comune di Marino sembra fare sul serio sugli aiuti ai disoccupati.

Nella seduta di consiglio comunale del 28 febbraio scorso è stato infatti approvato con delibera il regolamento sul “reddito di cittadinanza locale”. Il primo passo per un bando finalizzato ad aiutare famiglie in difficoltà, con un assegno tra i 400 e i 600 euro. Ma anche con mille restrizioni che sembrano ridurre fortemente il campo dei possibili beneficiari della “cura grillina” alla povertà.

La parte più difficile è però quella dei requisiti per partecipare al bando. Saranno ammessi infatti solo i cittadini italiani, comunitari o extracomunitari in regola con l’iscrizione anagrafica residenti a Marino da almeno cinque anni, di età compresa da i 43 e i 58 anni, completamente privi di lavoro per almeno tre anni consecutivi, senza ammortizzatori sociali o altre forme di sostegno al reddito, inseriti in un nucleo familiare con un’attestazione Isee non superiore ai novemila euro, che non hanno acquistato un’auto nuova nell’ultimo anno, che non hanno acquistato negli ultimi tre anni un’auto nuova superiore ai 1.300 cc o una moto nuova superiore ai 250 cc, che non hanno una casa oltre a quella di residenza e comunque che hanno solo un’abitazione povera.

Quanti si dovessero trovare in una situazione così pesante, se dovessero riuscire a ottenere il reddito di cittadinanza, otterrebbero un assegno da 400 euro se vivono da soli, da 450 se la famiglia è composta da due persone, da 500 euro se è composta da tre e da 600 euro per nucleo familiari con più di tre componenti. Per quanto tempo? L’aiuto è previsto per sei mesi e rinnovabile al massimo per altri sei.


La giunta Colizza è convinta di aiutare in tal modo circa 600 disoccupati marinesi e assicura di aver previsto uno stanziamento in bilancio di 300mila euro. Nessun cenno comunque a eventuali coperture nella delibera approvata, dove è invece precisato che “non comporta impegno di spesa né riduzione di entrata e non produce effetti diretti o indiretti sulla situazione patrimoniale dell’Ente, trattandosi di una regolamentazione”.


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giovedì 3 marzo 2016

Milano : Cancella il Debito Amministrativo



Cancella il Debito con il Baratto

A Milano parte il baratto amministrativo: prevede la possibilità per chi ha debiti con il Comune ed è in difficoltà economica di estinguerli attraverso un contributo alla cura dei beni della città. Il baratto è possibile per cancellare debiti maturati fino al 2013 e per un valore minimo di 1.500 €, riferiti a tributi comunali come Ici, Imu, Tarsu, Tares e Tari, violazioni al Codice della Strada o a entrate patrimoniali quali canoni e proventi per l'uso dei beni comunali, corrispettivi e tariffe per la fornitura di beni e la prestazione di servizi. Potete scaricare il bando per partecipare qui: 


Fra i progetti a cui saranno destinati i cittadini ci sono la pulizia e lo sgombero di cantine, la tinteggiatura di locali e scale, la verniciatura della recinzione e un intervento straordinario di pulizia dei pavimenti in pietra nella sede della Zona 4, la tinteggiatura dei locali di ingresso della Zona 6, il rifacimento dei servizi igienici del Cam Jacopino in Zona 8, nonchè vari interventi di tinteggiatura in diversi Cam della stessa Zona.
 Per accedere al baratto è necessario dimostrare che l’impossibilità di pagare è legata alla perdita o alla riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare a causa di licenziamento, riduzione di reddito consistente (oltre il 30%) per cassa integrazione o riduzione di orario di lavoro, mancato rinnovo del contratto, cessazione di attività libero professionale, problemi di salute o variazioni nella composizione del nucleo familiare che provocano la riduzione del reddito. È stato anche pubblicato un avviso pubblico per individuare operatori, associazioni o imprese che potranno svolgere l’importante ruolo di tutor o di sponsor nella gestione dei progetti del baratto amministrativo.

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venerdì 29 gennaio 2016

Movimento per i Diritti dei Disoccupati


Il Movimento per i Diritti dei Disoccupati, 
si prefigge di portare avanti le istanze dei senza lavoro, nei confronti delle Istituzioni.
 MDD non è un gruppo virtuale, ci riuniamo periodicamente presso
 la Camera del lavoro di Milano.
Sarebbe importante che si formassero altri gruppi in tutte le province lombarde per costituire una Federazione Regionale del Movimento, aumentando così la forza contrattuale 
dei disoccupati in Lombardia e volendo anche in 
TUTTA ITALIA

 PAGINA FACEBOOK



poi c'e' questo BLOG






martedì 12 aprile 2011

E la gente COMUNE, Lady Confindustria, mister Ferrari, gli imprenditori ....




Lady Confindustria, mister Ferrari, gli imprenditori
E la gente COMUNE


La scenografia è berlusconiana, anche se il premier al posto della foto con Napolitano avrebbe messo in bella mostra qualche immagine da nonnino affettuoso. Il tono solenne, l’occhio puntato sul gobbo: Emma Marcegaglia si unisce alla pletora dei videomessaggiatori affidando all’obiettivo della telecamera la solitudine degli imprenditori. Preferisce non accennare alla solitudine dei tanti lavoratori alla canna del gas. Né cita i precari ed i disoccupati che, a dire il vero, sono tutt’altro che soli. Si ritrovano anzi fin troppo accompagnati: milioni di cittadini, ignorati da un governo così concentrato sui guai giudiziari di Berlusconi da non accorgersi che c’è tutto un mondo intorno. Certo, Emma il suo videomessaggio lo manda anche a Silvio: è infatti il suo egocentrico concetto di politica a gettare gli imprenditori nella solitudine. Ma lo fa in modo indiretto e un po’ obliquo. Lo fa, insomma, con tono da politico navigato finendo per apparire ciò che proprio non vorrebbe. L’ennesima pedina un po’ traballante sulla vecchia e polverosa scacchiera dei poteri che in Italia si affrontano da sempre per non cambiare, nei fatti, mai nulla.
Il suo videomessaggio appare, così, una mossa interlocutoria utile a riguadagnarsi un pezzetto di proscenio. L’autentico obiettivo della Emma? Accreditarsi come riferimento del mondo imprenditoriale in contrapposizione a Luca Cordero di Montezemolo. L’arzillo 64enne, che continua a proporsi come enfant prodige (!), starebbe per lanciarsi in politica offrendo così un nuovo approdo ai poteri forti bisognosi di individuare un referente per il dopo-Berlusconi, e Lady Confindustria questo non lo può proprio tollerare. I due, insomma, si stanno giocando una partita tutta loro. Il paese intanto aspetta…

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