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martedì 12 aprile 2011

E la gente COMUNE, Lady Confindustria, mister Ferrari, gli imprenditori ....




Lady Confindustria, mister Ferrari, gli imprenditori
E la gente COMUNE


La scenografia è berlusconiana, anche se il premier al posto della foto con Napolitano avrebbe messo in bella mostra qualche immagine da nonnino affettuoso. Il tono solenne, l’occhio puntato sul gobbo: Emma Marcegaglia si unisce alla pletora dei videomessaggiatori affidando all’obiettivo della telecamera la solitudine degli imprenditori. Preferisce non accennare alla solitudine dei tanti lavoratori alla canna del gas. Né cita i precari ed i disoccupati che, a dire il vero, sono tutt’altro che soli. Si ritrovano anzi fin troppo accompagnati: milioni di cittadini, ignorati da un governo così concentrato sui guai giudiziari di Berlusconi da non accorgersi che c’è tutto un mondo intorno. Certo, Emma il suo videomessaggio lo manda anche a Silvio: è infatti il suo egocentrico concetto di politica a gettare gli imprenditori nella solitudine. Ma lo fa in modo indiretto e un po’ obliquo. Lo fa, insomma, con tono da politico navigato finendo per apparire ciò che proprio non vorrebbe. L’ennesima pedina un po’ traballante sulla vecchia e polverosa scacchiera dei poteri che in Italia si affrontano da sempre per non cambiare, nei fatti, mai nulla.
Il suo videomessaggio appare, così, una mossa interlocutoria utile a riguadagnarsi un pezzetto di proscenio. L’autentico obiettivo della Emma? Accreditarsi come riferimento del mondo imprenditoriale in contrapposizione a Luca Cordero di Montezemolo. L’arzillo 64enne, che continua a proporsi come enfant prodige (!), starebbe per lanciarsi in politica offrendo così un nuovo approdo ai poteri forti bisognosi di individuare un referente per il dopo-Berlusconi, e Lady Confindustria questo non lo può proprio tollerare. I due, insomma, si stanno giocando una partita tutta loro. Il paese intanto aspetta…

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venerdì 25 marzo 2011

Fiat a Detroit, Ferrari in borsa



Fiat a Detroit

 Ferrari in borsa

Marchionne ha deciso


Il destino Fiat si compie: l’aquila a due teste spicca il volo per raggiungere il nido stabile, la casa definitiva. E il destino si chiama Detroit. Marchionne ha deciso: il quartier generale dell’ircocervo Fiat-Chrysler sarà negli Stati Uniti. Addio senza rimpianti per il manager che ha forgiato la nuova creatura a sua immagine: radici italiane, formazione nordamericana, finanza creativa. Lacrime di coccodrillo saranno invece versate a fiumi, da politici assenti, sindacalisti distratti, e dalla vasta schiera dei sedotti e abbandonati dall’Harry Potter italo-canadese.

L’agenzia Reuters si appoggia alle confidenze di una fonte molto vicina all’Ad. La gola profonda scommette su una fusione già nel 2011.

Il direttore finanziario di Chrysler, Richard Palmer, ha ribadito che la casa statunitense sta ragionando su un piano di rifinanziamento del debito e che proseguono le trattative con il dipartimento dell’Energia per un prestito agevolato. Marchionne ha detto, a inizio di quest’anno, che punta a salire al 51% di Chrysler nel 2011, ma che per una fusione tra le due società i tempi non sono così immediati. Secondo la stessa fonte vicina alla vicenda, Fiat punta ad acquistare la partecipazione nel gruppo Usa subito dopo la quotazione in borsa. Fiat, attualmente al 25% del gruppo Usa, ha la possibilità di salire al 35% a titolo gratuito se verranno soddisfatte alcune condizioni legate alla produzione e alla commercializzazione dei veicoli statunitensi. Ha poi un’opzione per acquistare un ulteriore 16% (per salire al 51%), esercitabile solo se Chrysler avrà ripagato il debito (circa 7 miliardi di dollari) con i governi Usa e canadese. Gli obiettivi di Marchionne, “Christmas wishes” come li ha definiti durante un incontro con gli analisti negli Usa nelle scorse settimane, sono: rifinanziare il debito Chrysler al fine di restituire ai governi quanto sborsato durante il piano di salvataggio del 2009, esercitare l’opzione per acquistare il 51% e riportare Chrysler a Wall Street.

Marchionne sta anche pensando alla quotazione di Ferrari. Una fonte vicina al manager dice che ha indicato per la casa automobilistica un valore di 5 miliardi di euro. Marchionne aveva detto durante un incontro con la comunità finanziaria a inizio 2011 che per Ferrari ritiene debbano essere applicati multipli del settore del lusso.

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