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lunedì 23 luglio 2018

Ombre sul Contratto dei Rider del 18 Luglio 2018

Sono questi i contenuti dell'accordo sottoscritto il 18 luglio da Confetra, Fedit, Assologistica, Federspedi, Confartigianato trasporti, Fita-Cna, Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti nell’ambito del Ccnl logistica , un accordo che qualcosa di positivo presenta considerando i fattorini della Gig economy come subordinati al contrario di quanto accade oggi soprattutto dopo le sentenze di Milano e Torino.

Per i rider non si annunciano cambiamenti sostanziali 
che migliorino la loro condizione di vita e di lavoro, 
infatti la flessibilità di orario viene demandata ad accordi tra le parti, 
sappiamo bene che sindacati complici sono sempre ben disposti ad accordare deroghe 
e condizioni favorevoli solo alle aziende .

Sono questi i contenuti dell'accordo sottoscritto il 18 luglio da Confetra, Fedit, Assologistica, Federspedi, Confartigianato trasporti, Fita-Cna, Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti nell’ambito del Ccnl logistica , un accordo che qualcosa di positivo presenta considerando i fattorini della Gig economy come subordinati al contrario di quanto accade oggi soprattutto dopo le sentenze di Milano e Torino.  

Ma questo accordo  lascia ai padroni un margine troppo ampio di discrezionalità per quanto il contratto subordinato preveda trattamenti migliori delle partite iva .

Leggendo l'intesa troviamo altri aspetti contraddittori come l'assenza di indennità di trasferta per il rider e un parametro retributivo che cambia a seconda del mezzo di trasporto
 (cicli, motocicli e ciclomotori) utilizzato.

Poi anche in materia di orari con una semplice lettera alle organizzazioni firmatarie per comunicare il rispetto da parte aziendale dell'orario minimo di impiego con una media settimanale estendibile fino a 48 ore e la introduzione di troppe clausole elastiche per gestire gli orari ridotti.

.Ancora una volta si rimandano troppe decisioni alla contrattazione di secondo livello proprio per aggirare con accordi aziendali a perdere le normative che limitano il ricorso alla flessibilità di orari e delle modalità di impiego ma questa contraddizione scaturisce dagli accordi nazionali sul modello contrattuale che ormai ingabbiano i contratti nazionali permettendo ai padroni il ricorso alle deroghe sfavorevoli per lavoratrici e lavoratori

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mercoledì 6 giugno 2018

Pensioni: Quota 100 è la beffa del Governo Giallo-Blu non rispetta contratto

delusione dei lavoratori

Le ultime notizie sulle pensioni anticipate  al 6 giugno 2018 ruotano intorno alla delusione dei lavoratori per quanto concerne la misura quota 100 proposta dal nuovo Governo Giallo-Blu. Sui social il paletto anagrafico dei 64 anni indicato come requisito minimo, dallo stesso Alberto Brambilla, per poter usufruire dell’eventuale misura, sta facendo indignare quanti hanno votato Lega e M5s confidando nella radicale modifica alla legge Fornero e in una chance di uscita anticipata. L’Anief ,associazione sindacale professionale, ha scritto nel suo ultimo comunicato che posta in questi termini la quota 100 sembra una beffa e non rispetta quanto menzionato nel contratto di Governo. Ecco in dettaglio il testo del comunicato, che alla luce dei numerosi commenti che in queste ore vengono rilasciati sul nostro sito, riassume perfettamente lo stato d’animo dei lavoratori.

Pensioni anticipate, ok quota 100 ma non dai 64 anni
L’ articolo pubblicato in queste ore sulla pagina ufficiale Anief  ‘Quota 100, spunta la clausola dei 64 anni di età. Anief non ci sta: si tenga fede alla promessa, senza cambiare le carte in tavola’ , che riporta il comunicato spiega dettagliatamente la posizione del sindacato. La quota 100, si legge, in questi termini “rischia di trasformarsi in una beffa“. “La fatidica soglia-  si legge nel comunicato-  frutto della somma degli anni anagrafici e di quelli contributivi, per mesi indicata dal M5S come imprescindibile per superare l’assurda Legge Fornero, confermata anche nel contratto di governo sottoscritto con la Lega, potrebbe valere solo a partire da una soglia minima. Questa, perlomeno, è la richiesta formulata in queste ore dalla Ragioneria generale dello Stato“.

Lo sostiene il sindacato Anief che precisa “a questo punto, è chiaro che se il neonato governo vorrà tenere fede a quanto detto nel corso della campagna elettorale sarà obbligato a reperire i finanziamenti utili. Altrimenti, ci troveremo davanti all’ennesima promessa incompiuta” . “I lavoratori non accetterebbero – puntualizza il sindacato – un passo indietro rispetto a quanto espresso per mesi e risultato tra i motivi principali che hanno portato al consenso per il nuovo assetto politico, da cui è scaturito il novello assetto parlamentare e governativo. Anzi, per i lavoratori della scuola serve sempre l’inclusione tra le categorie che svolgono una professione usurante”.

Marcello Pacifico, leader di Anief-Cisal, dice convinto: “introdurre la clausola dei 64 anni d’etàandrebbe a costituire un grave cambiamento del programma di governo: nessuno ha obbligato i partiti a promettere la nuova soglia. Visto che si sono presi l’impegno, evidentemente gradito dalla maggior parte degli italiani, ora è bene portarlo avanti. Costi quel che costi. Come si sono trovati i soldi per sanare altre emergenze nazionali, ora si trovino quelli utili per mandare in pensione chi ha lavorato una vita e ora vuole passare la mano”.

Pensioni anticipate 2018, lavoratori al Governo: su Quota 100, i patti non erano questi!
Lucio adirato scrive: “Questa è la conferma che non bisogna dar mai retta a ciò  che viene detto in campagna elettorale perché tra il dire e il fare c’é sempre di mezzo il mare: BUFFONI ! Lasciate la Fornero che é meglio“. Franco con tono ironico avverte il neo Governo: “Stiamo rientrando sulla Terra e, dopo essere stati sulla Luna con giretto su Marte; il libro dei sogni diventa realtà ed i numeri sono numeri. Che Babbo Natale non esistesse lo sapevamo già, ma qualcuno stragiurava di averlo visto passare con le renne sul cupolone. Per cortesia, già abbiamo mal digerito la Fornero, ora non facciamo scemenze. NON toccare i nostri soldi, NON fate gli illusionisti, NON raccontate balle. Tenete presente che la gente ha memoria lunga e ….dopo 5 anni si paga dazio. Renzi docet. Giù le mani dalle pensioni degli italiani”.

Giorgio deluso: “Paletti su paletti, addirittura decurtazione dell’assegno… aiuto! Teniamoci ben stretta la Fornero!” Isabella sembra sposare in pieno il comunicato dell’Anief e scrive: “Nel rimarcare che in campagna elettorale nessuno dei vincitori oggi seduti in Parlamento, avevano dettagliato il loro progetto di riforma della famigerata Fornero nei termini che leggiamo in queste ore, non posso che condividere i commenti di chi mi ha preceduto con una inevitabile distinzione: non scriverò mai ” meglio la Fornero “. Abbiamo scelto questo Governo anche per i temi proposti e condivisi. Ora è quanto mai necessario pretendere che si rispettino i patti e le promesse”.

leggi anche


Tale comportamento inasprisce ulteriormente l’attuale legge colpendo le fasce che hanno sofferto gli aspetti della cig e della mobilita’ con l’effetto di allungare ulteriormente e tempi di pensionamento oltre alla penalizzazione con i nuovi sistemi di calcolo. Brambilla a nome della lega non stanno mantenendo, mobilitiamoci contro nuovi populisti demagogici...

http://cipiri5.blogspot.com/2018/06/pensioni-tutti-dai-social-contro-di.html



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sabato 7 aprile 2018

Cercasi PERSONALE per Lavorare in Antartide



Cercasi PERSONALE per un anno di lavoro in Antartide presso
 la stazione italo-francese 'Concordia' a oltre 3mila metri di altitudine. L'Enea ha lanciato la selezione per medici e tecnici: entro il 18 aprile 2018 è possibile presentare domanda per lavorare 12 mesi - da novembre a novembre 2019 - presso la stazione italo-francese 'Concordia' sul plateau antartico, nell’ambito della 34a spedizione italiana in Antartide.



MEDICI - In questa fase, spiega l'Enea


 "sono richiesti medici con documentata esperienza nell’area dell’emergenza, un tecnico elettronico e un tecnico informatico". La selezione sarà effettuata dall’Unità Tecnica Antartide dell’Enea che, come ogni anno, "si occuperà di costituire e formare il gruppo tecnico-logistico
di supporto alle attività scientifiche
presso la base scientifica internazionale".


PERSONALE - Alla selezione, chiarisce ancora l'Enea,
"può candidarsi esclusivamente personale già dipendente di Strutture sanitarie pubbliche (per i medici), Enti pubblici di ricerca e Università (per i due tecnici) con contratto a tempo indeterminato o che copra tutto il periodo in esame. Per tutti sarà necessario il nulla osta dell’ente di appartenenza".




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domenica 3 aprile 2016

Francia: un milione in piazza contro il jobs act


Francia: un milione in piazza contro il jobs act
Scioperi in tutto il Paese. Bloccati porti e scuole, disagi negli aeroporti,
 chiusa la Tour Eiffel. 650 chilometri di code.

Centinaia di migliaia di persone, più di un milione secondo gli organizzatori, hanno invaso oggi le piazze francesi contro la riforma del codice del lavoro, conosciuta anche come legge El-Khomri. Il progetto di legge, partorito dalla giovane ministra del lavoro dalla quale prende il nome, ha mobilitato ancora una volta (la quarta in un mese) lavoratori, studenti universitari e liceali in più di 260 città d'oltralpe. Con orari e modalità diverse, il paese è stato scosso dalle iniziative di protesta che si sono saldate con lo sciopero dei lavoratori dei trasporti. L'appello a manifestare era partito dai sindacati CGT e Force Ouvrière, che già promettono nuove iniziative per il 9 aprile prossimo. Secondo gli organizzatori, la mobilitazione generale di oggi avrebbe superato di gran lunga, per numero di partecipanti, quella del 9 marzo scorso, quando, a sfilare per le strade era stato un numero che variava da 240.000 (secondo le autorità) a 500.000 secondo le organizzazioni sindacali. 

Mentre il progetto di riforma, pur rimaneggiato, è in commissione all'Assemblea Nazionale, i sindacati chiedono, sic et simpliciter, il ritiro dell'intero progetto di legge, colpevole di produrre una drastica diminuzione dei diritti dei lavoratori. Nonostante le modifiche, infatti, la legge El-Khomri continua a sembrare troppo sbilanciata in favore della parte datoriale, in particolare per quel che riguarda i licenziamenti e le ore di lavoro straordinario che, di fatto, come più volte sottolineato, svuoterebbero il potere contrattuale dei salariati.

A Parigi, dove il corteo era previsto per il primo pomeriggio, si sono verificati momenti di tensione. Anche nelle mobilitazioni che si sono tenute in mattinata, non sono mancati gli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine, soprattutto nel nord-ovest del paese, a Rennes e a Nantes, in particolare. Ai lanci di pietre, gli agenti hanno risposto con i lacrimogeni. La tensione era, a tratti, altissima, anche a causa del video, diffuso nei giorni scorsi, nel quale si denunciava la violenta repressione degli agenti di polizia su un adolescente, che partecipava a una protesta nella capitale. Ci sarebbero attivisti fermati in molte città. A Brest, l'ultimo lembo di terra francese sull'Atlantico, il municipio è stato invaso dai manifestanti. E intanto, a giudicare dall'insistenza con la quale alcune centinaia di giovani stanno cercando, per esempio a Rennes, di arrivare in un luogo simbolo della città come Place du Parlement, sembra prendere corpo l'ipotesi secondo la quale la manifestazione di oggi non terminerebbe con lo scioglimento del corteo. Nonostante i ripetuti respingimenti operati dalle forze dell'ordine, i manifestanti avrebbero intenzione di occupare la piazza, in linea con un appello che, rivela il quotidiano "Ouest-France", circolerebbe in rete con lo slogan Nuitdebout (notte in piedi). L'obiettivo sarebbe, appunto, replicare le esperienze di Occupy o degli Indignados. La situazione continua a essere tesa. Il governo francese deve decidere se ritirare il progetto di legge, aprire a ulteriori e drastiche modifiche o continuare per la sua strada, in maniera del tutto impopolare. Già ieri, a causa dell'opposizione trasversale della destra e della sinistra, il presidente Hollande aveva dovuto incassare una bruciante sconfitta sulla revisione costituzionale. Il suo gradimento è ai minimi storici, intorno al 18%, record negativo per un capo dello stato francese, mentre mancano solo 14 mesi alle elezioni .

LEGGI ANCHE
IN ITALIA


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Jobs Act: Morto il Contratto Indeterminato


Jobs Act: 
morto il contratto a tempo indeterminato

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dell’Unione Sindacale di Base. – E’ in atto una campagna 
mediatica sia a livello televisivo che di stampa, tesa a promuovere il Jobs Act quale strumento di 
stabilizzazione del lavoro; anche sui locali giornali web, infatti , sono apparsi comunicati  come ad 
esempio quello di Federlazio di qualche giorno fa, che affermerebbero che  questo provvedimento 
varato dal governo Renzi  avrebbe incrementato le assunzioni a tempo indeterminato.

Spiace andare contro tendenza ma la nostra opinione è tutt’altra:  attraverso questa riforma del lavoro, il contratto a tempo indeterminato ha cessato di esistere.

Premesso che, anche sotto il profilo dei numeri, il campanello d’allarme arriva dall’Istat per quanto 
riguarda i rapporti di lavoro a tempo indeterminato che, nonostante gli incentivi, cominciano a dare 
segnali di rallentamento (nel trimestre agosto-ottobre 2015 , infatti,  i lavoratori con contratto 
permanente risultano 32 mila in meno, mentre i lavoratori a termine  87 mila in più),  noi vogliamo 
riflettere sullo svuotamento del significato di “contratto a tempo indeterminato”.

Con la  definitiva abolizione dell’art. 18, contenuta n el Jobs Act,  infatti, il datore di lavoro può licenziare senza giustificato motivo,  in quanto non è più previsto il reintegro nel posto di lavoro nel caso in cui il giudice  stabilisca che il licenziamento è illegittimo. Se, poi , a questo aggiungiamo gli sgravi contributivi che il governo ha concesso alle imprese tramite la Legge di Stabilità, 
 il quadro è completo: le imprese assumono beneficiando degli sgravi contributivi,  sapendo che possono licenziare in qualsiasi momento.

Primi esempi di “licenziati a tutele crescenti” ci risultano essere stati tre operai della cartiera Pigna 
Envelopes di Tolmezzo, assunti a marzo con il contratto a tempo indeterminato introdotto dal Jobs Act , dopo soli otto mesi l’azienda li ha lasciati a casa. Eppure la Società ci risulta abbia potuto beneficiare dei generosi incentivi che 
esonerano il datore di lavoro dal pagamento dei contributi per tre anni”.

Possiamo capire così  come  il  governo  ne faccia  un suo cavallo di battaglia e, soprattutto,  perché i 
suoi  fidi alfieri, che di certo non sono  i lavoratori ma le parti datoriali e le imprese, difendano 
appassionatamente questa riforma.

L’abolizione dell’art. 18 e l’introduzione del  contratto a tutele crescenti, che vuol dire zero tutele per un lungo periodo lavorativo e   la decontribuzione per le aziende per i primi tre anni,  stanno creando un turnover di precari nelle imprese senza alcuna possibilità reale di stabilizzazione,
 una sorta di caporalato legalizzato.
Sta avvenendo, e i fatti ce lo confermano, che molti contratti a tempo determinato vengono sostituiti con quelli a tempo indeterminato soltanto perché le aziende beneficiano di questi   sgravi contributivi ma i lavoratori sono condannati ad un precariato a vita ed i licenziamenti non riguarderanno più vere crisi aziendali o negligenze del dipendente, bensì periodici ricambi di forza lavoro che darà diritto a nuovi sgravi alle imprese.

Nella bieca giustificazione che abbia rappresentato un ostacolo alle assunzioni,   è stata compiuta 
attraverso il Jobs Act , la reale devastazione del diritto fondamentale del lavoro e, ancor peggio, è stato messo in atto un infame tentativo di mettere  padri contro i figli , generazione contro generazione, facendo passare per privilegi  quei sacrosanti diritti (come il reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo) che delineano il confine tra dignità e schiavitu' .

IN ITALIA E' PASSATO SENZA PROBLEMI ...


LEGGI IN FRANCIA COSA SUCCEDE


Un milione di persone sono scese in piazza 
In Francia per protestare contro la riforma del lavoro che in Italia e’ stata approvata senza che si muovesse foglia. I francesi e’ noto che sono un osso duro la loro storia gli fa onore,per l’Elite imporre riforme liberiste sara’ dura.Ci sono stati scontri con la polizia che ha usato spray urticanti e cariche per disperdere i manifestanti.

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mercoledì 11 novembre 2015

Fiom: Manifestazione nazionale 21 novembre 2015



Fiom. 21 novembre 2015. Manifestazione nazionale. 

La legge di stabilità presentata dal governo non ci piace. È la stessa logica dei provvedimenti che 
hanno peggiorato e reso più precarie e insicure le condizioni dei lavoratori, dal Jobs act, alla «buona 
scuola» allo «sblocca Italia». Le misure proposte perseverano sulla strada dell'ingiustizia sociale, non 
mettono in atto reali misure per lo sviluppo, la ripresa degli investimenti, la crescita dell'occupazione 
stabile, la lotta alla povertà e alle disuguaglianze sociali, non combattono l'evasione fiscale e la 
corruzione – anzi le assecondano – e producono un’ulteriore riduzione alla spesa pubblica a partire dai tagli alla sanità, inoltre fanno pagare un ulteriore prezzo al Mezzogiorno 
che non compare nemmeno tra i titoli.

Contro questa politica economica e sociale bisogna mobilitarsi per rivendicare scelte diverse e proposte che si affiancano alle nostre rivendicazioni contenute nella piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro dei metalmeccanici.


Il 21 novembre la Fiom scende in piazza a Roma, insieme alle associazioni, ai movimenti e alle persone che in questi anni si sono battuti, e vogliono continuare a farlo, per contrastare le politiche di austerità europee, e le conseguenti scelte dei diversi governi del nostro Paese, per affermare i princìpi della nostra Costituzione ponendosi l’obiettivo di riunificare tutto il mondo del lavoro e affermare un nuovo modello ambientale, sociale ed economico, solidale e democratico. Insieme per avviare una 
mobilitazione vasta che, in coerenza con le lotte dello scorso autunno, coinvolga tutte le categorie del mondo del lavoro e tutta la Cgil. 

Il governo non sta ascoltando il Paese ma solo i poteri economici e finanziari più forti.

Non fermiamoci. È il momento di unire e dare voce e rappresentanza al mondo del lavoro, reale 
maggioranza del nostro paese. Vogliamo il diritto a un lavoro dignitoso e onesto, una politica industriale pubblica e affermare il ruolo e il valore del Contratto nazionale di lavoro, della giustizia sociale e della democrazia partecipata.



PER

GLI INVESTIMENTI, IL LAVORO E I DIRITTI
• investimenti pubblici e privati e nuova occupazione stabile;
• uno Statuto dei diritti di tutto il mondo del lavoro.
IL CONTRATTO NAZIONALE PER TUTTI
• un Contratto nazionale che tuteli tutte le forme di lavoro, garanzia del potere d’acquisto e soglia del 

salario minimo che affermi la democrazia nei luoghi di lavoro.
LO STATO SOCIALE
• garantire il diritto alla salute, alla scuola pubblica, alla formazione;
• introdurre il reddito di dignità;
• estendere la cassa integrazione e i Contratti di solidarietà.
LA QUALITÀ DEL LAVORO
• ridurre gli orari e ridistribuire il lavoro;
• una nuova legge sugli appalti;
• una legge sulla rappresentanza per far entrare la democrazia nei luoghi di lavoro;
LE PENSIONI
• ridurre l’età pensionabile e dare lavoro ai giovani;
• ripristinare le pensioni di anzianità;
• avere pensioni dignitose per tutti, oggi e domani;
IL FISCO GIUSTO
• ridurre le tasse al lavoro, combattere l’evasione fiscale e la corruzione;
• introdurre una tassazione progressiva sui grandi patrimoni.
L’EUROPA E LA COSTITUZIONE
• cancellare il pareggio di bilancio imposto dalle politiche di austerità;
• affermare e realizzare i princìpi della nostra Costituzione.

CONTRO

• LA LEGGE DI STABILITÀ;
• IL JOBS ACT CHE HA RESO PIÙ FACILI I LICENZIAMENTI;
• LO SBLOCCA ITALIA;
• LA BUONA SCUOLA ;
• LA POLITICA DELLA DISEGUAGLIANZA.


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giovedì 23 aprile 2015

BLOG DI CIPIRI: Expo 2015 : Giovani Rifiutano il Lavoro



LA VERA STORIA DEI GIOVANI CHE RIFIUTANO UN LAVORO DA 1300 EURO PER L’EXPO
Ho mandato il cv a Manpower per far parte dello staff di Expo a Ottobre, ho fatto tutti i test attitudinali a dicembre, ho fatto il colloquio di gruppo e il colloquio individuale a Gennaio, mi hanno dato un riscontro il 10 aprile, chiamandomi al telefono e dicendomi “Congratulazioni è stata presa, domani le mandiamo la graduatoria ufficiale”. La graduatoria ufficiale non è mai stata mandata. Ho mandato mail, ho chiamato e mi è sempre stato risposto che non ne sapevano nulla. Il 16 Aprile mi chiama un incaricato di Manpower per dirmi che la formazione sarebbe cominciata il 21 Aprile e che mi avrebbero mandato (‘naltravolta) la graduatoria. Nulla. Mi ritelefona il 17 Aprile dicendomi che ci saremmo risentiti per la conferma ufficiale nei giorni successivi.


Il 20 Aprile mi mandano una mail con su scritto che avrei dovuto cominciare la formazione il 22 Aprile a Milano. Non una graduatoria ufficiale, nessuna menzione al contratto di lavoro o di stage. Il 21 Aprile mi mandano una mail dicendomi che per essere confermata dovevo superare un questionario. (Scusa ma non ero già stata presa e non incomincio il giorno dopo la formazione?). Ho fatto ripetute domande circa la formazione senza nessuna risposta (La formazione verrà pagata? Dopo la formazione si firmerà un contratto di lavoro?). Tutto questo senza contare che per una posizione di Communication and Social Network il compenso è 500 euro al mese per 6 mesi, dopodichè sei sicuramente a casa, di cui ne avrei dovuti spendere 350 per un abbonamento ai mezzi per arrivare là in quanto Expo non ha nessuna convenzione con i mezzi di trasporto.


Quindi ricapitolando ho rifiutato un lavoro perchè con 150 euro al mese non mangio, perchè non mi sembra serio questo processo di selezione (e in generale la gestione dell’Expo in toto) e perchè ho la fortuna di avere un lavoretto e non posso mollarlo dall’oggi al domani (dato che la conferma semiufficiale scritta mi è arrivata il 20 Aprile e avrei dovuto cominciare il 22 Aprile SENZA un cavolo di contratto). Fine.

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BLOG DI CIPIRI: Expo 2015 : Giovani Rifiutano il Lavoro: L’Expo Milano 2015 è l’evento universale che l’Italia ospiterà per sei mesi dal primo maggio al 31 ottobre. Il tema è «Nutrire il Pian...

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martedì 29 ottobre 2013

Curriculum, Lettera di presentazione, Lettera di raccomandazione, Colloqui di lavoro, Contratto


CURRICULUM VITAE

Il Curriculum è, senza dubbio, uno dei punti chiave quando si vuole cercare lavoro. In esso mostriamo la nostra esperienza ed attitudine per dare la possibilità di conoscersi e di capire cosa siamo in grado di offrire. Le imprese ogni volta cercano nuovi requisiti per completare il loro organico, quindi il nostro CV deve essere capace di coprire questi requisiti per avere delle chances quando si ottiene il posto di lavoro.

Che cos’è

Il CV è il riepilogo di tutti i dati accademici e lavorativi di una persona, oltre alle varie esperienze avute durante la sua vita; è la vetrina di noi stessi. Dev’essere un’ espressione concisa di tutte le informazioni di una persona: dati personali, formazione, esperienza professionale, ecc. Tutto con il medesimo scopo: ottenere un colloquio di lavoro.

Caratteristiche

Il CV deve servire come presentazione al futuro datore di lavoro. Deve puntare sugli aspetti più rilevanti della nostra personalità e del nostro trascorso accademico e professionale. Deve focalizzare sui dati che meglio parlano di noi, soprattutto per facilitare questo compito al datore di lavoro dopo il colloquio. A volte è consigliabile adeguare il CV sulla base dei requisiti richiesti per il posto di lavoro; ma in nessun momento si deve mentire sulle nostre capacità.

Prima di realizzare il CV

A causa del gran numero di richieste per un posto di lavoro, le imprese chiedono ogni volta un profilo sempre più specializzato e requisiti concreti. Quindi, non sono solo importanti le conoscenze lavorative che possiedi, ma anche l’adempiere ad una serie di caratteristiche e capacità personali che dovresti sviluppare nel nuovo posto di lavoro. Per questo il CV deve esprimere tutte queste caratteristiche in maniera adeguata. Quindi, prima di ogni altra cosa, dobbiamo conoscerci e sapere ciò che l’impresa sta cercando nei suoi futuri impiegati. E’ importante, inoltre, avere ben presente le informazioni che si vogliono dare e l’ordine di apparizione. Devi pensare che il CV è l’unica opportunità che avrai per fare buona impressione verso i tuoi possibili datori di lavoro. Dovresti prenderti del tempo per pianificare le seguenti questioni: A chi voglio dirigere il mio curriculum? Conoscere la compagnia e sapere quello che cerca per poterlo focalizzare sulla base delle loro necessità. A quale posto mi voglio presentare? Sapere che posto è e quali requisiti sono richiesti per ottenerlo. La mia preparazione è sufficiente? E’ molto importante sapere se si possiede quello che viene richiesto, e se così fosse, evidenziarlo. Conseguimenti professionali: sottolinea quello che ti riesce bene e del quale sei orgoglioso, soprattutto se ha a che vedere con il mondo lavorativo. Esperienze professionali precedenti: fai un’analisi del tuo excursus lavorativo. Trasforma in maniera positiva i periodi di inattività ed i compiti realizzati. Lingue: oggigiorno è un requisito indispensabile per la maggior parte delle offerte di lavoro. Se conosci qualche lingua in maniera fluida, mettilo in risalto. Conoscenza dell’informatica: realizza una lista con i programmi che sai usare ed il tuo livello di dominio. Se la conoscenza di uno essi è richiesto per il posto di lavoro, mettilo in risalto. Quali altre esperienze posso inserire? Ci sono diverse esperienze che sono tenute in alta considerazione in un CV, come per esempio il volontariato, soggiorni all’estero, ecc. E’ un modo per dimostrare le tue capacità e voglia di imparare.

Struttura del CV

Dopo aver analizzato la nostra persona e l’impresa, è arrivato il momento di redigere il nostro CV. La sua struttura è standard, quindi bisogna prestare attenzione nella forma di espressione e selezionare attentamente le parole chiave per descriverti. Per prima cosa bisogna mettere il titolo, ossia “Curriculum Vitae” e/o aggiungendo il nostro nome. Successivamente si inizia a strutturare il nostro CV nella seguente maniera: Dati personali: Nome e Cognome, Data e Luogo di nascita, Stato civile, Indirizzo personale, Telefono, Indirizzo di posta elettronica, ecc. Formazione accademica: studi realizzati comprensivi di data d’inizio e fine, centro di studi e località. Di solito bastano quegli studi più importanti per la tua formazione professionale. Altri titoli: studi complementari che abbiano migliorato la tua formazione accademica, con gli stessi dati menzionati nel punto precedente. Profilo personale: una breve biografia della tua traiettoria professionale, un piccolo riassunto delle tue attitudini e capacità professionali. Dovresti rispondere alle tre seguenti domande: chi sono, quali sono le mie capacità, attitudini ed obiettivi specifici. Da non confondere con la lettera di Presentazione. Esperienza lavorativa: esperienza professionale relazionata con la formazione ricevuta, o che possa essere di utilità per l’impresa alla quale ti offri. Devi mettere in ognuna la data, il nome dell’impresa ed i tuoi incarichi. Focalizza ciò che hai raggiunto e come hai contribuito in questo posto di lavoro. Lingue: tutte le lingue che conosci ed il tuo livello di preparazione (parlato, scritto e letto) di ognuna di esse. Se possiedi qualche certificato che attesti il tuo livello, indicalo. Informatica: elenca le tue conoscenze informatiche per categoria, specificando il tuo livello di preparazione: Foglio di calcolo, Sistemi operativi, Disegno Grafico, Processore, Internet, ecc. Altri dati di interesse: segnala tutti gli aspetti non menzionati nei punti precedenti e che consideri di notevole importanza: patente di guida, disponibilità, inclinazioni, passioni. Possono dire molto su di te e possono fare la differenza rispetto agli altri candidati. Non dilungarti con questo, ma nemmeno elencarli in maniera generica, in quanto devono apportare informazioni di valore.

Raccomandazioni

Il CV non deve superare le tre pagine. Ricorda che l’intervistatore ha poco tempo per leggere i CV, quindi bisogna facilitargli il lavoro. Economizza ciò che vai a dire. Se puoi dire un concetto con tre parole, invece di dieci. Per esempio, scrivi “Redattore Capo. Funzioni…” invece di “Come Redattore Capo le mie funzioni erano…”. Evita le frasi fatte e troppo ridondanti. Non scrivere frasi inutili solo per riempire degli spazi. Esprimi un’idea per frase. Cerca di usare frasi, parole e paragrafi brevi. Ti eviteranno eventuali problemi che possono nascere con la comunicazione scritta. Se devi allegare una foto, che sia originale. Non allegare nessuna fotocopia, pur di buona qualità. Non consegnare mai una fotocopia del tuo CV. Deve sempre essere originale. Devi stare molto attento all’immagine. Mostra in ogni CV le caratteristiche che ogni impresa cerca e che tu possiedi. Non ci sono due imprese uguali, come non ci sono due impiegati uguali. Metti in risalto ciò che ti sembra adatto secondo i posti di lavoro. Evita i colori stridenti nel tuo curriculum. Cura molto la creatività del CV. Ricorda che è la vetrina di te stesso ed in molti posti di lavoro può essere un punto a favore. Non allegare nessun certificato o titolo se non richiesto. Non scrivere a mano, a meno che non sia richiesto dall’impresa.

Modelli

Sulla base della tua traiettoria e l’offerta alla quale vai a rispondere, puoi scegliere tra tre forme differenti di redazione CV.

CV Cronologico

E’ il più usato. E’ quello che mostra la tua storia lavorativa ed accademica ordinata secondo date, e sempre indicando prima la più attuale. Questo modello è il più adatto se si ha una lunga traiettoria professionale e/o quando le tue funzioni si sono sviluppate nella medesima area, e si apprezza quindi una progressione. Vantaggi: mette in evidenza l’evoluzione della tua carriera, il miglioramento degli incarichi e la promozione professionale, è il formato più tradizionale ed accettato maggiormente, facile da leggere e da capire; riflette con maggior rapidità i dati rilevanti. Inconvenienti: mette in risalto i lunghi periodi di inattività o i cambi frequenti di lavoro, può riflettere con maggior facilità la tua età, può mostrare la mancanza di riqualificazione professionale e formativa.

CV funzionale

E’ quello orientato a mettere in risalto le tue capacità ed obiettivi, senza dare troppa informazione sul dove ebbero luogo. L’informazione si raggruppa in blocchi o categorie, in prima posizione quelle più affini al posto di lavoro vacante. Questo permette di avere una conoscenza rapida della tua esperienza in determinati ambiti. E’ molto consigliabile per quelle offerte di lavoro completamente differenti da quelle indicate precedentemente, dove non è rilevante la tua esperienza lavorativa anteriore; o se per molto tempo sei stato inattivo o hai appena terminato gli studi universitari e manchi di esperienza. Vantaggi: è più centrato alle tue capacità ed attitudini e non tanto alla tua esperienza professionale, molto più flessibile quando si devono organizzare le informazioni o quando si deve inserire una nuova relazionata con i nostri interessi e motivazioni e permette di avere una conoscenza più istantanea della nostra formazione. Inconvenienti: sono messe in secondo piano le imprese dove hai lavorato e il periodo trascorso in tali imprese e limitano la descrizione dei tuoi compiti e responsabilità nei lavori precedenti.

CV misto

Si può optare per un modello misto di entrambi i modelli. E’ il più completo in quanto mescola le due versioni precedenti, anche se molto più complicato realizzarlo. Si deve iniziare con il modello funzionale, organizzando le informazioni per tema, per poi continuare con l’ordine cronologico. Vantaggi: risalta tutte le funzioni e capacità, come la tua esperienza e formazione, è molto più flessibile e permette maggiore creatività. Inconvenienti: non è ideale per le imprese che chiedono un cv standard, come le pagine web di lavoro, o CV differenti per ogni posto di lavoro, è un lavoro extra.

LETTERA DI PRESENTAZIONE

Nel momento in cui dobbiamo realizzare il nostro CV, è consigliabile preparare una “Lettera di Presentazione”, diretta all’impresa alla quale ci candidiamo per un posto di lavoro. Una buona presentazione apporterà più opportunità alla tua candidatura rispetto al resto.

Cos’è

La Lettera di Presenzione è una sorta di introduzione al nostro CV, un saluto ed una cortese presentazione dell’aspirante verso l’impresa in questione. In essa il selezionatore potrà trovare le prime informazioni che possono essere rilevanti per noi e che potranno essere determinanti nel momento della candidatura sia da un punto di vista positivo o negativo. Il suo scopo è creare una prima buona impressione di noi, facendo si che il potenziale datore di lavoro tenga in alta considerazione il nostro CV per un’eventuale colloquio personale e per il posto richiesto. Quindi, la Lettera di Presentazione deve esprimere le nostre motivazioni e capacità verso il posto richiesto, in modo breve e conciso. Le sue funzioni sono, essenzialmente: Chiamare l’attenzione del potenziale datore di lavoro su di noi e sottolineare la differenza tra noi e gli altri candidati. Esprimere il nostro interesse verso l’impresa o il posto al quale siamo interessati. Descrivere le nostre capacità e, se si vuole, indicare alcune caratteristiche della nostra personalità. Ci sono due tipi di Lettera di Presentazione: Lettera di Presentazione diretta espressamente per il posto: è quella che si prepara per un posto offerto. E’ necessario fare un’analisi previa dell’impresa per realizzare questa lettera, come al settore al quale ci stiamo dirigendo; e fare riferimento al posto di lavoro, data e luogo dove abbiamo visto l’offerta di lavoro nell’intestazione. Dobbiamo enfatizzare quelle capacità e caratteristiche che rispecchino meglio con il profilo richiesto nell’offerta e rendere evidente il nostro interesse a far parte dell’impresa in questione. Lettera di Autopresentazione: non va diretta a nessuna offerta di lavoro in concreto. Il suo obiettivo è creare un ricordo positivo davanti a possibili future offerte; è consigliabile dirigersi al massimo responsabile della selezione dell’impresa che ci interessa. Dobbiamo indicare chiaramente l’incarico che desideriamo ottenere, le nostre abilità e capacità, la nostra formazione. Tutto questo orientato agli interessi dell’impresa.

Struttura della Lettera di Presentazione

INTESTAZIONE

I dati personali del candidato (nome ed indirizzo completo, codice postale, telefono e mail) devono essere indicati nella parte superiore a sinistra o al centro. Sotto i dati, con interlinea doppia, a destra, devono apparire i dati del destinatario, tenendo conto che il nome deve essere preceduto dal titolo o incarico. Successivamente si scriveranno il nome ed i dati dell’impresa. Due linee sotto e a destra, si indicherà la località e la data d’invio della lettera in questo modo: “Madrid, 24 novembre 2011” Nel caso in cui stiamo sollecitando un posto concreto, dobbiamo inserirlo come riferimento in questa intestazione. SVILUPPO Saluto: in quanto lettera diretta ad un destinatario, metteremo il nome completo o il cognome dello stesso preceduto dal titolo. Nel caso in cui non sappiamo a chi dirigersi, utilizzeremo una forma più generica (Signor direttore delle Risorse Umane, Signori, ecc…) Introduzione: presentazione ed obiettivi della lettera; deve richiamare l’attenzione del lettore sul riferimento al posto che richiediamo e dove ne siamo venuti a conoscenza (nel caso). Se conosci la compagnia, è consigliabile far menzione dei premi vinti, dei progetti di sviluppo, ecc. Corpo: è questo lo spazio dove devi “venderti”, rimarcare i punti focali del tuo cv e di te stesso. Mostrare le tue capacità per il posto offerto o, nel caso che sia una Lettera di Autopresentazione, per il quale ti piacerebbe presentarti. In definitiva, spiegare all’impesa il perché è necessario offrirti un contratto. CHIUSURA Sollecita un colloquio futuro ma cerca di non creare un topico come “spero in una chiamata” e di non essere troppo diretto chiedendo un colloquio. Saluta in maniera cortese e cerca di fare un qualche complimento all’impresa. Non dimenticarti di firmare e, come consiglio, includi un tuo telefono come appunto finale.

ALTRE RACCOMANDAZIONI

Indica prima di tutto ciò che desideri e poi giustifica questa affermazione. Non eccedere con la lettera; massimo 200 parole. Breve e concisa. Bastano quattro o cinque paragrafi per la tua redazione. Il primo e l’ultimo sono i più importanti. Usa sempre la prima persona. Usa piuttosto verbi che aggettivi. Includi delle parole presenti nell’offerta del lavoro oltre a frasi convincenti e parole positive. Evita tutte le informazioni che non hanno a che fare con il posto, settore e/o impresa ed adatta il tuo vocabolario al settore in questione. Mantieni una coerenza nella struttura. Se inizi le frasi con verbi, vedi di continuare con questo stile. Evita i verbi in gerundio; meglio usare i verbi attivi. Attenzione all’ortografia, sintassi e grammatica. Manda sempre un lettera originale con carta pulita. Non scrivere con la penna. Gli angoli devono essere perfetti.

Ricorda:

Non dimenticare che la Lettera di Presentazione aiuterà il destinatario ad emettere un giudizio su di te. La Lettera deve presentarti in maniera positiva; è importante quanto un cv per la decisione finale. Non dimenticarti di essere proattivo verso ciò che l’offerta e l’impresa richiede. Dimostra tutte le capacità che possano essere di interesse per il posto in questione.

LETTERA DI RACCOMANDAZIONE

Nel momento in cui ci si presenta per un posto di lavoro, a volte, il curriculum e la lettera di presentazione non sono sufficienti per ottenere l’impiego. Uno degli strumenti che possono portare la bilancia a tuo favore è la Lettera di Raccomandazione.

CHE COS’E’

La Lettera di Raccomandazione, come proprio indica il suo nome, è quella che raccomanda qualcuno ad altre persone, in questo caso all’impresa. Di solito viene realizzata da qualcuno di importante dell’impresa del lavoro precedente, ma può anche essere redatta da qualche collega o antico professore. E’ il documento che porta un’informazione ulteriore ed esterna al CV e alla Lettera di Presentazione.

Essa descrive in maniera positiva la vita lavoratrice precedente del candidato e le sue qualità personali. Ad un certo modo è una garanzia che porta sicurezza e fiducia al destinatario nei confronti del candidato.

CARATTERISTICHE

Non deve superare le due pagine di lunghezza e deve essere redatta con un linguaggio formale, ortografia attenta e presentata grammaticalmente corretto. Scritta al computer. Viene considerata molto attentamente se proviene da qualcuno con un incarico molto importante. Deve essere diretta alla persona incaricata alla selezione del personale; da evitare l’invio impersonale. Bisogna essere concreti. Meglio centrare su vari aspetti differenti della persona piuttosto che cercare di descrivere tutto; deve essere uno specchio della persona, della sua crescita e del contributo all’impresa precedente. Evitare qualsiasi tipo di discriminazione, come la religione, nazionalità, genere, età, stato civile, ecc. E’ preferibile usare parole che denotino energia e predisposizione - che si impegna, intelligente, osservatore, efficiente, creativo…ed evitare il più possibile qualsiasi parola che possa essere portare ad equivoci. E’ preferibile offrire alla persona che va a redigere la lettera, una brutta copia, così da non rubargli del tempo e facilitargli il lavoro. Evitare che la lettera sia pedante e forzata. E’ opportuno consegnare al nostro “raccomandatore” il cv così da dargli più informazioni alle quali appoggiarsi.

LA LETTERA DI RACCOMANDAZIONE:

Identificazione: diretta sempre alla persona incaricata alla selezione del personale dell’impresa. E’ molto importante saperne il nome o i nomi. Successivamente dobbiamo identificare la persona che ci raccomanda, apprezzando il suo ruolo e i suoi dati. Contesto: parte della lettera dove specifica il lavoro o le attività realizzate dalla persona da raccomandare, e dove si elencano gli aspetti e le caratteristiche positive della persona. Possibilmente adeguarle al profilo cercato dalla nuova impresa. Raccomandazione: qui si relazionano gli aspetti positivi lavorativi e personali con il posto di lavoro che si desidera ottenere. Chiusura: una piccola conclusione di quanto detto antecedentemente, chiudendo la nostra referenza ed offrendo i nostri servizi per successivi dubbi o dettagli del candidato.

Colloquio di lavoro

Dopo aver realizzato tutti i passi precedenti per la ricerca di un impiego, arriverà lo scopo finale: il colloquio di lavoro. Il colloquio personale sarà il passo più importante per ottenere il posto di lavoro desiderato. Bisogna presentarsi ben preparati per ciò che si vuole dire, nell’abbigliamento e nell’atteggiamento, per dare una buona impressione all’intervistatore.

Cos’è

E’ lo strumento più utilizzato quando bisogna selezionare del nuovo personale in un’impresa. Una presa di contatto tra l’impresa, il responsabile delle Risorse Umane della stessa, ed il candidato al posto di lavoro. Da parte tua, il Colloquio deve avere come obiettivo il convincere l’intervistatore del fatto che sei la persona che stanno cercando e che vuoi dimostrare con i fatti le tue affermazioni. Si basa su una serie di domande e risposte tra ambe le parti e, a volte, anche su una prova scritta (test psicotecnico, d’attualità, ecc.) o, in qualche caso, pratica. Un altro obiettivo che deve avere il colloquio è che l’intervistatore acquisisca maggiori informazioni sul candidato e lo aiuti a risolvere i dubbi che possono verificarsi quando deve rivedere la sua candidatura.

Tipi

Colloquio telefonico: di solito sono coordinati con anticipo. Molte volte è il primo passo per avere poi un colloquio di persona, quindi bisogna essere preparati come in qualsiasi altro colloquio. Non dimenticare di avere carta e penna a portata di mano, e naturalmente il tuo cv. Il vantaggio è che puoi prepararti in anticipo ed avere tutto sotto mano mentre sei al telefono. Gli svantaggi è che ci sono atteggiamenti personali che possono sfuggire per il fatto di non stare di fronte all’intervistatore. Colloquio di persona: è la più comune. Si realizza tra il candidato ed un rappresentante della compagnia. Il suo scopo è riuscire a conoscere il candidato e le sue capacità reazionali, oltre a conoscere più da vicino le sue attitudini e capacità. Colloquio davanti a commissione: è come il colloquio individuale solo che intervengono altri intervistatori. Colloquio di gruppo: si convocano diversi candidati alla volta. Si realizzano dibattiti, si propongono situazioni, ecc. Tutto per dar la possibilità al selezionatore di vedere come agisce ed interagisce ogni candidato davanti alle situazioni che si presentano.

Prima del colloquio

Prima di presentarsi ad un colloquio è necessario prepararsi in anticipo per guadagnare fiducia in se stessi, calmare i nervi ed avere la certezza che andrà nel migliore dei modi. Quindi, ti raccomandiamo di tener ben presente i seguenti punti. Informati sull’impresa: a cosa si dedica, chi forma il consiglio d’amministrazione, progetti realizzati, caratteristiche del posto vacante. Questo dimostrerà un grande interesse verso l’impesa.

Controlla e ricordati il nome della persona che ti farà il colloquio. Preparati in anticipo ciò che vorrai dire. Realizza una relazione su quello che pensi di dire; anche se sembra una sciocchezza, quando ti presenterai davanti all’intervistatore ti aiuterà a mantenere la calma e ricordare aspetti che possono passare inosservati nel cv e che possono essere di aiuto. Rispondi a possibili domande. Anche se non puoi indovinare quello che ti chiederanno, è consigliabile farsi delle domande e prepararsi delle risposte: “perché ti piacerebbe lavorare qui?, “che stipendio vorresti?”, “qualità e difetti?”, “cosa pensa di portare in questa impresa”, ecc. Un trucco per evitare l’improvvisazione è il conosciuto metodo SWOT (Forza, Debolezza, Opportunità, Minacce). Prenditi del tempo per redigere in colonne questi quattro punti su te stesso e cercare soluzioni per le debolezze e minacce e per promuovere le forze e le opportunità, oltre a saper come convertire le tue minacce in opportunità.

Quando ti presenti al colloquio, porta con te almeno una copia del tuo CV. Studia tutto quello che hai messo sul CV. Quello che è scritto nel CV deve coincidere con ciò che racconti all’intervistatore, così eviterai situazioni imbarazzanti.

Evita di essere nervoso. Devi cercare di mantenere la calma ed essere mentalmente agile. Il giorno prima, quindi, riposa bene, evita eccesso di caffeina, ecc. Sii puntuale. Non arrivare con grande anticipo. Nel caso dovessi arrivare tardi, avvisa con sufficiente anticipo l’impresa per evitare di fare brutte figure. Non andare accompagnato al colloquio. Denota una carente personalità. Attento all’abbigliamento. In ordine ma senza che si noti questo sforzo per la tua personalità. Importante adeguare l’abbigliamento al posto che si richiede (per esempio, se il posto di lavoro è di direzione, bisogna presentarsi in completo). Ricorda che molte volte la discrezione è la cosa migliore rispetto all’essere appariscente e che sempre bisogna essere in linea con la propria personalità.

Durante il colloquio

Rispondi con naturalezza. Cerca di mantenere lontani i nervi, non mentire e non esagerare sulle informazioni che dai. Sin dall’inizio crea un ambiente piacevole e disteso. Devi essere gentile e rispettoso con il tuo intervistatore, mostrando sempre una certa positività davanti alla situazione. Non interrompere l’intervistatore, lascia che termini ciò che sta dicendo. Bisogna saper ascoltare con attenzione senza essere precipitoso nelle risposte. Dai sempre del “Lei” all’intervistatore, almeno finché non sia lui a scegliere una conversazione più informale. Attento a come parli, evita più che puoi gli intercalari, così come le espressioni taglienti e/o parole ricercate e ridondanti. Mantieni un tono di voce medio e pacato, rilassato. Allo stesso modo, controlla il linguaggio corporale. Siediti correttamente, non muoverti eccessivamente e non gesticolare molto. Per esempio, incrociare le braccia è segno di autodifesa. Evitalo. Non parlare troppo. Un buon interlocutore sa dire tutto in maniera concisa. Certo, non rispondere a monosillabi. Un buon trucco è pensare a ciò che andrai a rispondere prima di farlo, per chiarirti le idee. Evita di negare di rispondere; rispondi a tutte le domande che ti vengono fatte. Se qualche domanda ti risulta scomoda e non adeguata, la cosa migliore è rispondere educatamente senza fare pensare che la domanda non è rilevante al fine del colloquio. Non parlare male delle precedenti imprese e/o colleghi. Mostrati interessato; fai domande educatamente, sempre che siano attinenti al contesto. Non dimostrarti disperato. L’entusiasmo è ottimo, la supplica, no. Sia nel saluto iniziale che nel saluto finale, usa formule convenzionali ed aspetta che sia l’intervistatore a porgerti la mano. Non rimanere con dei dubbi. Se hai qualcosa da chiedere sull’offerta di lavoro, falla, però sempre con rispetto e senza essere troppo diretto. Non ti focalizzare sullo stipendio. Questo non è il momento per negoziare gli aspetti economici di un posto di lavoro, quindi cerca di evitarlo. Certo ti potrebbero chiedere quale sarebbe per te lo stipendio giusto, devi rispondere con onestà, senza puntare troppo in alto o troppo in basso. Non presentarti mal vestito. Como già abbiamo detto precedentemente, non devi mascherarti per il colloquio di lavoro, ma bisogna sempre mantenere un minimo di adeguatezza quando ci si prepara. L’immagine che dai ti te dice molto, e molto più se ti presenti per un posto di lavoro. Ringrazia la compagnia per l’opportunità che ti ha dato.

Contratto di lavoro

Hai superato tutti i passi del processo di selezione e ti hanno offerto l’impiego, quindi quello finale è il contratto. Cos’è

Il Contratto è un accordo di volontà tra varie parti per la quale il chiamato “lavoratore” si impegna a prestare una serie di servizi per il “datore di lavoro”, che può essere una persona fisica o giuridica. Quest’ultimo è obbligato a pagare per questi servizi con una remunerazione determinata nel medesimo contratto, durante un periodo di tempo stabilito. Tipi

E’ difficile parlare di quanti tipi di contratto esistano, perché possono dipendere dalle condizioni dello stesso e dagli accordi tra le parti. Possiamo, però, parlare di tre grandi tipologie che inglobano tutte le altre. Pertanto, in accordo con la legge vigente, in Spagna, possiamo differenziare:

Contratto a tempo indeterminato: è quel contratto che si stipula senza stabilire limiti di tempo quando si prestano i servizi. Può essere portato a termine verbalmente o in forma scritta, essendo comunicato all’Ufficio di Collocamento 10 giorni dopo la firma. Il contratto potrà ritenersi estinto da qualsiasi delle parte all’altra con un preavviso di minimo 15 giorni. Questo può essere, a sua volta, a tempo parziale, a progetto, fisso discontinuo, ecc. Contratto a tempo determinato: è quel contratto che si stipula stabilendo un periodo di tempo per la prestazione dei servizi. Dentro questo tipo di contratto, i più comuni sono:

1 – Contratto formativo: la sua finalità è offrire una formazione – tanto teorica, quanto pratica – nell’adempimento di un posto di lavoro o ufficio, per il quale si richiede un livello di qualifica certificata. Il tempo del lavoratore deve essere minimo del 15% della giornata massima stipulata nell’accordo collettivo dell’impresa. E’ un aggiornamento della formazione teorica dell’individuo e si suole svolgere in un centro studi. Il periodo di prova di questo tipo di contratto è di due mesi. Al termine del contratto, l’impresario deve consegnare al lavoratore un certificato che attesti la formazione pratica acquisita. L’età massima del lavoratore è di 24 anni, a meno che non si tratti di persona diversamente abile. Inoltre la durata di questo contratto non può superare i due anni.

2 – Contratto di praticantato: ha come scopo finale la pratica professionale appropriata al livello di studi del lavoratore con titolo universitario e/o di formazione professionale. Un requisito è che non abbia superato i 4 anni dal termine degli studi o della sua convalida. Anche in questo caso non può superare i due anni di validità, ma deve essere di minimo sei mesi. Il periodo di prova non può superare il mese per coloro che hanno un titolo medio, due mesi massimo per coloro che hanno titoli superiori. Si potranno realizzare come massimo due proroghe, con gli stessi limiti di durata del primo contratto, salvo stabilito diversamente. La retribuzione di questo contratto sarà fissata nell’accordo collettivo, anche se non deve essere inferiore al 60% del salario fisso per questo posto di lavoro per il primo anno.

3 – Contratto di opera e servizio: è quello che si stipula per la realizzazione di un’opera o prestazione di un servizio, con autonomia all’interno delle attività dell’impresa. Ha durata incerta, poiché dipende dalla fine dell’opera o servizio stipulato.Questo tempo non può superare i tre anni, con ampliamento di uno. Nel caso di estinzione del contratto da parte dell’impresa, si dovrà indennizzare il lavoratore pagando 12 giorni di stipendio per ogni anno di servizio, salvo accordo contrario.

4 – Contratto di lavoro per lavoratori diversamente abili: è un contratto stabilito con una persona diversamente abile. Possono essere contratti a tempo determinati, indeterminati, interinali, ecc. L’impresa ha il dovere di mantenere vigente il contratto per un periodo minimo di tre anni, potendo rescindere da esso solo per giusta causa o sostituendolo con altro lavoratore diversamente abile.Non ci sono limiti di età per questa categoria di contratti. Il lavoratore, in questi casi, dovrà avere un titolo superiore o medio o comunque un titolo riconosciuto come equipollente agli stessi.

Altri tipi di contratti molto comuni sono:

Contratto a tempo indeterminato fisso o discontinuo. Contratti raccolti dall’Ufficio di Collocamento. Contratti per maggiori di 59 anni. Contratto per l’incoraggiamento alla contrattazione indeterminata. Contratto a tempo determinato, per lavoratori disoccupati in regime di esclusione sociale. Contratto eventuale per circostanze della produzione. Contratto interinale. Contrattazione in situazione per pensione anticipata. Contratto a progetto. Contratto a tempo parziale. Contratto di lavoro di gruppo. Contratto di lavoro a domicilio.

Cosa deve avere un contratto

Dati dell’impresa e del lavoratore La data d’inizio della prestazione lavorativa e la sua durata Il tipo di contratto L’oggetto del contratto, cioè, le funzioni (categoria professionale) che si adempieranno in seno all’impresa. Le condizioni nelle quali si vanno a prestare i servizi come luogo (sede del lavoro), giorni della settimana ed orario. Il periodo di prova. Lo stipendio. Durata delle vacanze. Il contratto collettivo di lavoro applicabile. Il contratto potrà avere validità se si realizza secondo i requisiti esposti e con mutuo consenso, senza coercizione, minaccia, da nessuna delle due parti e tenendo conto che il contratto non ha nessuno scopo impossibile o illegale.

Si precisa, inoltre, che sia stipulato verbalmente o per iscritto, deve comunque essere firmato da entrambe le parti entro i 15 giorni successivi dall’inserimento del lavoratore e che si rispettino le condizioni offerte in principio.

Diritti del lavoratore

Occupazione effettiva durante la giornata di lavoro. Promozione e formazione nel lavoro (premi, corsi di formazione, aggiornamenti…ecc.) Non essere discriminato per accedere al posto di lavoro All’integrità fisica e all’intimità A percepire puntualmente lo stipendio pattuito.

Doveri del lavoratore

Adempiere agli obblighi concreti del posto di lavoro conforme ai principi della buona fede e diligenza. Adempiere alle misure di sicurezza ed igiene. Adempiere agli ordini ed istruzioni del datore di lavoro nell’esercizio della sua funzione direttiva. Non svolgere il medesimo lavoro per un’altra impresa che si occupa della stessa attività. Contribuire a migliorare la produttività. Altri obblighi stabiliti nel contratto di lavoro.

Periodo di prova

E’ facoltativo all’interno dell’impresa. E’ il periodo di prova che l’impresa stabilisce per valutare il nuovo lavoratore e si svolge all’interno dell’impresa stessa. E’ molto consigliabile negoziare su questo punto nel caso si possa; dovrebbe essere dichiarato nel contratto. Il periodo massimo di prova non deve superare i sei mesi per i tecnici superiori e di due mesi per il resto dei lavoratori. Durante questo periodo il lavoratore ha gli stessi diritti e doveri degli altri lavoratori. Entrambe le parti potranno rescindere dal contratto senza preavviso e senza motivazioni.

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sabato 6 luglio 2013

Contratto di somministrazione di lavoro


LEGGETE BENE SPECIALMENTE LE PERSONE GIOVANI COME ME
Nel momento di profonda crisi occupazionale odierno, i giovani hanno sempre maggiori difficoltà a collocarsi nell’insidioso mondo del lavoro fatto di precariato, part-time, contratti a termine o subordinati tramite partita Iva, collaborazioni sporadiche e spesso fittizie. Si tratta di definizioni che nella maggior parte dei casi sfuggono a chi è in procinto di fare il suo ingresso nella realtà professionale, specie se la sua esperienza si riduce a quella descritta nel curriculum scolastico. Il portale specialistico Skuola.net ha realizzato alcune mini-guide per introdurre gli studenti al mondo dei contratti lavorativi, partendo proprio da quello di somministrazione, uno di quelli maggiormente proposti ai giovani che cercano un impiego.
UN CONTRATTO A “TRE”
Introdotto dal D. Lgl. 276/2003, più comunemente noto come Legge Biagi, il contratto di somministrazione di lavoro ha sostituito quello interinale, riprendendone di fatto alcune caratteristiche basilari. Si tratta di un accordo stipulato fra tre parti: il somministratore, vale a dire l’azienda di lavoro interinale denominata anche Agenzia per il lavoro, la persona alla ricerca di un impiego, e l’azienda che richiede il lavoratore. Quest’ultima, l’utilizzatrice, si rivolge pertanto direttamente all’agenzia interinale che funziona da intermediaria tra la prima e il lavoratore. La somministrazione, attraverso i contratti collettivi di lavoro, va dalle imprese private alla pubblica amministrazione.
ADDIO STABILITÀ
Questa tipologia di contratto prevede che il lavoratore non venga direttamente assunto dall’impresa, ma tramite l’Agenzia per il lavoro alla quale è legato da un contratto di assunzione che può prevedere eventualmente un periodo di prova. Si tratta di un meccanismo che, se da un lato consente maggiori possibilità di reperimento di un impiego, dall’altro non garantisce la stabilità del posto. Infatti i contratti di somministrazione sono perlopiù a tempo determinato, vale a dire della durata legata all’esigenza di produzione dell’azienda utilizzatrice, dalla quale dipende esclusivamente il controllo e la direzione sulla prestazione del lavoratore. Quest’ultimo, invece, è infatti formalmente e giuridicamente dipendente dalle società fornitrici. Anche la retribuzione, generalmente pari a quella prevista per i dipendenti dello stesso livello interni all’azienda utilizzatrice, rientra nelle competenze dell’Agenzia per il lavoro.
VANTAGGI E SVANTAGGI
I contratti di somministrazione consentono l’assorbimento di manodopera giovanile all’interno del mondo dell’impiego, rimediando in parte anche alla piaga sociale ed economica della disoccupazione attraverso la creazione di posti di lavoro. Il risvolto negativo della medaglia sta appunto nel fatto che non assicurano un posto stabile, anzi si reggono proprio sulla flessibilità e la temporaneità degli impieghi. Molto spesso, inoltre, i giovani soggetti a questa tipologia di contratto lavorativo non usufruiscono degli stessi diritti dei lavoratori a tempo indeterminato e lavorano, quindi, in condizioni meno vantaggiose magari a parità di mansioni.
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giovedì 19 luglio 2012

Il contratto a chiamata o intermittente dopo la riforma del lavoro

 

Il contratto a chiamata o intermittente dopo la riforma del lavoro

La Legge 92 del 2012 va a modificare anche la disciplina dei contratti a chiamata o intermittenti. Vediamo in breve come cambia questa fattispecie contrattuale.

La L. 92/2012 meglio conosciuta come riforma del mercato del lavoro, ha introdotto grosse novità anche in tema di contratti intermittenti o a chiamata o con un inglesismo Job on call, rispetto al D. Lgs. 276/2003 e le successive modifiche.
Le novità riguardano soprattutto i motivi soggettivi e oggettivi per cui si può avviare questa fattispecie contrattuale, ma soprattutto la procedura con cui dovranno essere “chiamati” i lavoratori; infatti dal 18 luglio in poi ogni chiamata dovrà essere comunicata anche alla Direzione Territoriale del lavoro competente.

Motivi Soggettivi

Dal 18 luglio 2012 il contratto a chiamata può essere stipulato con soggetti:
  • di età superiore a 55 anni, in precedenza 45 anni;
  • di età inferiore a 24 anni, fermo restando che le prestazioni devono essere svolte entro il 25esimo anno di età, in precedenza il limite era fissato in un generico 25 anni;

Motivi oggettivi

Sono quelle motivazioni in base al quale può essere stipulato il contratto a chiamata e riguardano il periodo in cui dovrebbe avvenire la “chiamata” e la tipologia di lavoro da sgolgere, quindi il nuovo contratto a chiamata potrà essere stipulato:
  • per periodi predeterminati nell’arco della settimana, del mese o dell’anno, quindi i periodi saranno stabiliti dalla contrattazione collettiva e non dovranno pertanto essere necessariamente i fine settimana, i festivi e le ferie estive;
  • per le attività di cui alla tabella allegata al RD n. 2657/1923, così come già stabilito dal D. Lgs. 276/2003.

Periodo transitorio

La legge stabilisce anche il periodo transitorio della normativa vigente prima del 18 luglio 2012, ovvero per quei contratti stipulati prima dell’entrata in vigore della riforma del mercato del lavoro. I contratti stipulati, trasformati, integrati o prorogati entro il 17 luglio 2012 seguiranno la vecchia normativa, ma solo per la parte riguardante le motivazioni per cui viene stipulato il contratto a chiamata e comunque perderanno ogni efficacia entro 17 luglio 2013.

Modalità di comunicazione alla DTL (ex DPL)

Prima dell’inizio della prestazione lavorativa, il Datore di Lavoro è tenuto a dare comunicazione con modalità semplificate alla Direzione territoriale del Lavoro competente per territorio, mediante sms, fax o posta elettronica.
La comunicazione amministrativa semplificata dovrà avvenire preventivamente rispetto all’inizio della prestazione lavorativa o di un ciclo integrato di prestazioni di durata non superiore a 30 giorni.
In caso di violazione dell’obbligo di comunicazione trova applicazione la sanzione amministrativa da 400 a 2.400 euro per ciascun lavoratore per il quale è stata omessa la comunicazione.

Esiste un periodo transitorio per questa procedura?

E’ una domanda che si saranno posti in molti, immagino! La legge però non ha previsto un periodo transitorio. Nella circolare 18/2012 del Ministero del Lavoro di cui abbiamo già parlato, il Ministero comunica agli ispettori di cercare di essere “morbidi” in tal senso, almeno fino all’uscita della circolare definitiva in cui si stabiliscono i metodi ufficiali di comunicazione.
Si legge nella circoalre: “i provvedimenti sanzionatori sul nuovo obbligo di comunicazione dei lavoratori a chiamata dovranno essere adottati con estrema cautela almeno fino a quando non verrà emanato il decreto ministeriale che individua le modalità semplificate di comunicazione.”
Leggi anche: Min. Lavoro: la circolare 18 sulla Riforma del Lavoro
Tuttavia sappiamo bene che in caso di sanzione, la circolare, proprio perchè di rango inferiore alla legge, non potrebbe essere portata agli atti in caso di ricorso. Quindi a mio avviso è meglio adeguarsi da subito! Per questo ci viene incontro la Direzione Territoriale del lavoro di Modena attraverso il portale www.dplmodena.it che ha già pubblicato una news in cui spiega come accetteranno le comunicazioni.
Ad oggi, la comunicazione dovrà pervenire alla Direzione Territoriale per il Lavoro – competente per territorio – tramite fax o posta elettronica (clicca qui per verificare il numero di fax e l’email della DTL di competenza).
Inoltre mette a disposizione un fac-simile della comunicazione, che fatte le dovute correzioni, potrà essere utilizzato anche nel resto d’Italia, almeno per il momento. Attenzione, non si tratta del modulo ufficiale!


 http://www.lavoroediritti.com/2012/07/il-contratto-a-chiamata-o-intermittente-dopo-la-riforma-del-lavoro/


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