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venerdì 23 novembre 2012

Fermiamo l'AIDS sul nascere




 Spot Cesvi FERMIAMO L'AIDS SUL NASCERE

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 Il nuovo spot Cesvi per la campagna "Fermiamo l'Aids sul nascere" con la partecipazione dei 5 testimonial Claudio Bisio, Alessio Boni, Lella Costa, Cristina Parodi e il Trio Medusa

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Zimbabwe, 9 maggio 2001: nasce Takunda, che in lingua locale significa “Abbiamo vinto”. Takunda è il primo bambino africano nato sano da una mamma sieropositiva, grazie ad una cura farmacologica che riduce la trasmissione del virus dalle mamme ai neonati. Da allora 3.000 bambini hanno beneficiato del progetto.


La campagna Cesvi di lotta all’AIDS riguarda la prevenzione del contagio madre-figlio, la cura delle persone già affette e il supporto psicosociale ai malati e agli orfani dell’AIDS.
Il progetto "Fermiamo l'AIDS sul nascere", avviato nel 2001 da Cesvi nel piccolo ospedale Saint Albert in Zimbabwe, è oggi attivo in Congo RD, Uganda, Sudafrica, Kenya e Vietnam per salvare la vita a migliaia di bambini e alle loro mamme sieropositive.
Grazie ad un efficace farmaco somministrato alla mamma e al neonato è possibile curare il bambino, diminuendo drasticamente le probabilità di contagio.

I dati sulla diffusione del virus HIV in Africa e in Asia sono ancora allarmanti.
34 milioni di persone sono state contagiate. Il 67% dei sieropositivi nel mondo vive nell’Africa sub-sahariana.
Esiste una cura efficace per diminuire le probabilità di contagio e salvare la vita a migliaia di bambini e di mamme sieropositive.
Insieme stiamo vincendo l’AIDS in Africa. Non fermiamoci.
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giovedì 13 agosto 2009

Agricoltura: 'Oro rosso' una campagna contro il lavoro nero e lo schiavismo




Agricoltura: 'Oro rosso' una campagna contro il lavoro nero e lo schiavismo

FLAI-CGIL,
almeno il 60% dei pomodori in Italia sono raccolti sfruttando il lavoro nero.
Come sindacato vogliamo indignarci ed intervenire



Una straordinaria mobilitazione per dire no allo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura e alla sistematica negazione dei più elementari diritti dei migranti impiegati nel settore. Sono questi i temi promossi nella campagna nazionale 'Oro rosso – dal reality alla realtà' organizzata dalla CGIL e dalla FLAI nazionale, regionale e di Capitanata nelle giornate comprese tra il 2 e il 12 agosto, presentata oggi alla Camera del Lavoro Territoriale di Foggia nel corso di una conferenza stampa.

Sono 40 i dirigenti della CGIL e della FLAI, provenienti da tutte le regioni d'Italia, che, durante queste dieci giornate, si sommeranno ad altrettanti dirigenti della Puglia e della Capitanata, impegnandosi in un quotidiano presidio delle campagne per un'azione di tutela e informazione delle lavoratrici e dei lavoratori sui propri diritti.

La mobilitazione fa seguito alle iniziative che CGIL e FLAI di Foggia hanno messo in campo per contrastare il fenomeno del lavoro nero e dello sfruttamento dei braccianti nell’agro di Capitanata, spesso sfociato in vere e proprie forme di riduzione in schiavitù ai danni dei lavoratori stranieri. Dal “Camper dei diritti” del 2007 al progetto “Diritti in campo” dello scorso anno, la CGIL e la FLAI sono impegnate in nuove forme di tutela e vertenzialità itinerante, un presidio democratico di quelle campagne che soprattutto nel periodo estivo, in concomitanza con la raccolta del pomodoro, diventano in provincia di Foggia meta privilegiata per migliaia di lavoratori stranieri.

“Da diversi anni nella pianura di Foggia la FLAI-CGIL tenta di contrastare con costanti iniziative il selvaggio sfruttamento che è praticato da parte di ben individuati soggetti senza scrupoli ai danni di decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori” spiega il sindacato in una nota, e aggiunge “Agrari, caporali, faccendieri, criminalità organizzata hanno ricomposto un cartello che trova nello sfruttamento di lavoratrici e lavoratori del settore agricolo una redditizia attività economica. I metodi utilizzati – prosegue la nota – sono sempre gli stessi: imposizione di uno stato di terrore pubblico e privato, minacce e violenze individuali, ricatti e ritorsioni. Metodi che, fatti propri dalla criminalità organizzata, trovano l'affermazione di una cultura antistatale e antidemocratica”.

E' il Segretario Nazionale della FLAI-CGIL Salvatore Lo Balbo, nel corso della conferenza stampa, ad illustrare la grave situazione del lavoro nero in agricoltura, spiegando che “almeno il 60% dei pomodori in Italia sono raccolti sfruttando il lavoro nero”.”Camminando per le strade di campagna – prosegue il Segretario - si vedono centinaia di lavoratori sui quali non si operano i giusti controlli”.”Come FLAI e come sindacato vogliamo indignarci ed intervenire”.


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