loading...
Visualizzazione post con etichetta SCUOLA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta SCUOLA. Mostra tutti i post

venerdì 17 luglio 2015

REFERENDUM: JOBS ACT , SCUOLA, TRIVELLE, ITALICUM


referendum possibili

ITALICUM, 

JOBS ACT, 

SCUOLA, 

TRIVELLE


Siamo partiti il 13 maggio, quando a un seminario sulle riforme elettorali e costituzionali abbiamo lanciato i referendum sull’Italicum, iniziando a parlarne con diversi soggetti politici e associazioni per condividere il percorso sin dall’inizio.

Immediatamente abbiamo ritenuto di unire ai referendum in materia elettorale, con i quali puntiamo soprattutto ad aprire la strada a una legge di stampo maggioritario che riteniamo la più coerente con una scelta di governo da parte dei cittadini, altri quesiti sui provvedimenti più miopi che abbiamo visto approvare – sempre con strappi e forzature – negli ultimi mesi da una maggioranza raccogliticcia, ormai del tutto separata dal rapporto con gli elettori.

Abbiamo quindi ripreso la questione delle grandi opere (che hanno portato tanti sprechi e corruzione) e delle trivellazioni rinvigorite dallo “sblocca-Italia” e su questo abbiamo elaborato – con la collaborazione di Green Italia e di alcuni esperti – tre quesiti (su uno dei quali c’è anche piena convergenza con l’iniziativa delle Regioni), a conferma che per noi l’ambiente non è l’ultimo capitoletto da aggiungere – come da tradizione italiana – in fondo al programma, ma è la chiave per una riconversione ecologica dell’economia e quindi per lo sviluppo.

Ci siamo concentrati anche sul jobs act, che contiene regole addirittura in contrasto con il programma con cui lo stesso PD si è presentato alle elezioni, ottenendo anche il premio di maggioranza, e quindi sulla cui base i suoi parlamentari sono stati eletti. Non c’era certo bisogno – tanto più dopo gli interventi della Fornero – di indebolire ancora la tutela dei lavoratori dai licenziamenti illegittimi (sottolineiamo che il provvedimento vuole proteggere non chi licenzia, ma chi lo fa illegittimamente, il che pare davvero troppo). Né era pensabile che si arrivasse a poter stabilire il demansionamento dei lavoratori per mere esigenze di riorganizzazione aziendale.

Ultima, ma non per ultima, la riforma della scuola. Non più la scuola di una comunità di studenti e di insegnanti, realmente “aperta a tutti” – come dice la Costituzione – e quindi strumento per superare le disuguaglianze, ma una “scuola del preside-manager”, con un occhio (o anche tutti e due) di riguardo per le scuole dei quartieri alti. Il rovesciamento, in pratica, del disegno costituzionale.

Ecco, questo il quadro – che disegna nel merito un programma alternativo e partecipato, secondo l’impostazione di Possibile e i principi del Patto repubblicano – che potete chiarirvi ulteriormente guardando i quesiti qui. Sono quesiti che abbiamo elaborato con le nostre forze e il contributo di alcuni esperti, sempre con un lavoro artigiano e volontario, ma anche attento e generoso. Li mettiamo a disposizione di tutti, per una valutazione di merito, pronti ad accogliere i suggerimenti e le osservazioni che verranno.

Non abbiamo potuto iniziare prima perché attendevamo la riforma della scuola, come ci era stato da più parti chiesto e suggerito. Ma ora abbiamo pochi giorni. Questa settimana, infatti, dobbiamo presentarli in Corte di Cassazione per avviare il percorso. Il lungo e faticoso percorso che, chiudendo la raccolta delle 500.000 firme il 30 settembre, ci potrà portare a votare nella primavera 2016. 

Mancando questo obiettivo e questa tempistica i referendum rischiano seriamente di perdersi. Il voto nel 2017, che alcuni ci hanno prospettato anche con insistenza, che si renderebbe necessario se entro il 30 settembre le firme necessarie non fossero raccolte, sarebbe a forte rischio in caso di fine anticipata della legislatura e in ogni caso farebbe sì che questi brutti provvedimenti dispiegassero e consolidassero i propri effetti sulla pelle dei cittadini. Quei cittadini che noi vogliamo si pronuncino direttamente su questioni mai sottoposte loro, in nessun programma elettorale (neppure di quelle primarie da cui – caso unico al mondo – è direttamente nato un governo, senza passare attraverso elezioni vere e proprie).

Attendiamo tutti i riscontri possibili. Siamo pronti a partire.


Giuseppe Civati, Andrea Pertici



Abbiamo creato un SITO
per Leggere Le Imago
Poni una Domanda
e Premi il Bottone il
Sito Scegliera' una Risposta a Random
Tra le Carte che Compongono il Mazzo
BUON DIVERTIMENTO
gratis

 ANCHE

PER CELLULARE

DOMANDA
CLIK
E
RISPOSTA

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
.

.

martedì 6 luglio 2010

Precari Scuola Sannita


Precari Scuola Sannita



DANIELA BASILE ASSESSORE E RAPPRESENTANTE DELLA SOCIETA' CIVILE
Cari amici da una settimana presidiamo alla Rocca dei Rettori insieme ai lavoratori dei consorzi senza che nessuno se ne sia reso conto. 979 precari della scuola sono stati licenziati e abbandonati dalle Istituzioni tutte. Lo scorso anno , quando alcune colleghe salirono sul tetto accorsero tutti i politici VIP NAZIONALI. Vennero promisero mari e monti, fecero le foto con le pagliacce del tetto, sfruttarono i malcapitati e dopo di che sparirono. Gabriele annunciò l'arrivo di milioni che avrebbero salvato addirittura 8000 precari della Regione, il Comune stanziò 50000 euro da utlilizzare per l'impiego di lavoratori precari disoccupati, la Provincia insieme alla Regione ne stanziò 200000 per Benevento, Viespoli garantì una soluizione e De Girolamo promise un incontro con la Gelmini. Non hanno mantenuto alcuna promessa e ora che non facciamo notizia fingono di non vederci. Abbiamo chiesto ufficialmente un consiglio comunale aperto al Sindaco Fausto Pepe per discutere della crisi e dei possibili interventi da due mesi senza ricevere risposte. Questo è il prospetto generale: indifferenza assoluta. Opponiamoci al silenzio e chiediamo con fermezza il riconoscimento di una parte del conflitto sociele in Giunta. Inviate mail ai giornali, scrivete sulla bacheca del sindaco e chiedete un mutamento.
Comitato insegnanti e Ata Sanniti
comitato a sostegno di Daniela Basile Assessore

  http://www.facebook.com/precari.s.sannita

. BachecaWeb . Bookmark and Share

giovedì 3 settembre 2009

Scuola. Esposto del Codacons contro il ministro Gelmini

Scuola.

Esposto del Codacons contro il ministro Gelmini


Il Codacons ha presentato un esposto contro il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini e i direttori regionali scolastici a 104 procure della Repubblica per interruzione e turbativa di pubblico servizio e violazione delle norme sulla sicurezza delle classi che superano i 25 alunni. E quanto rende noto un comunicato del Codacons in cui si spiega che nelle classi in cui si inseriranno più di 25 alunni per sopperire alla mancanza di docenti decisa dalla Gelmini si commette un grave reato: si mette a repentaglio la sicurezza dei ragazzi e si violano le norme di igiene pubblica sul limite minimo di spazio che un’aula deve avere.
Le norme richiamate – sulla base delle quali il Codacons chiede non solo di avviare l’azione penale contro il ministro e i direttori regionali scolastici, ma anche di sequestrare le classi illegali – sono, tra le altre, l’art. 5 del D.M. 26.08.1992 [recante «Norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica»] che afferma: «il massimo affollamento ipotizzabile è fissato in 26 persone per aula [considerati 25 studenti e 1 insegnante – ndr]», e l’art. 12 della legge n. 820 del 1971 che dice: «Il numero massimo di alunni che possono essere affidati ad un solo insegnante non può essere superiore a 25 anche ai fini delle attività integrative e degli insegnamenti speciali di cui all’art. 1».
«E’ dal 1971 che è previsto un limite massimo di alunni per ogni classe», spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi che aggiunge: «Prevedere adesso classi di 30 0 40 alunni è una vera e propria follia che fa correre inutili rischi a studenti e insegnanti. L’esposto è stato presentato oggi nelle 104 Procure della Repubblica italiane e ora sia i docenti precari danneggiati dai tagli che le famiglie i cui figli sono messi a rischio potranno costituirsi parte civile. E quando entrerà in vigore la class action le famiglie potranno agire rappresentate dal Codacons per i danni subiti».
Intanto il malcontento dei precari sfocia anche in un mega ricorso collettivo di almeno 20 mila docenti che aderiranno all’azione legale organizzata dal Codacons davanti al Tar del Lazio. Per aderire occorre inviare una mail all’indirizzo ricorsoprecari@codacons.it .
Nel ricorso che sarà patrocinato dal presidente del Codacons, Carlo Rienzi – che già nel 1990 fece immettere in ruolo 40 mila precari con una sentenza della Corte costituzionale – si contesteranno le disposizioni applicative del Miur e le norme sugli organici che hanno portato a dequalificare il servizio pubblico di insegnamento creando classi di 35-40 alunni dove si potrà apprendere ben poco. Un secondo ricorso dei precari non abilitati chiede di estendere anche a loro il privilegio concesso agli abilitati di presentare le domande di incarico in più di una provincia.

.
poster canvas art riproduzione quadri
loading...
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Post più popolari

SCEGLI una CARTA tra le IMAGO


CLICCA QUI SOTTO
.



Lettori fissi

Visualizzazioni totali