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mercoledì 12 febbraio 2020

Rita Pavone

Affari e residenza in Svizzera:   trasloca anche l’etichetta discografica

Affari e residenza in Svizzera:
trasloca anche l’etichetta discografica «Nel mio piccolo»

QUINDI NON E' ITALIANA

La villa dove abita Rita Pavone è molto bella, immersa nel verde prealpino, a un tiro di schioppo da Cernobbio e dal lago di Como. Però è in Svizzera. La cantante, 74 anni, è pronta per tornare a Sanremo. L’ultima apparizione la fece a 26 anni. Ha venduto decine di milioni di dischi e partecipato a innumerevoli trasmissioni e film.

Affari svizzeri
La società che incassa i guadagni e i diritti della sua attività si chiama «Nel mio piccolo» ed è intestata («socia e gerente») a «Rita Ori Filomena Merk-Pavone, da Breggia, in Morbio Superiore». Cioè sempre lei (Merk è il cognome del marito Ferruccio, in arte Teddy Reno) ma nella puntuale e burocratica completezza dell’anagrafe societaria. Svizzera anche quella. Breggia infatti è un comune del Canton Ticino, Morbio una sua frazione (3 chilometri dal confine, poco di più da Como) e dunque la società è di nazionalità elvetica. La sede è sempre a Morbio, presso i figli della coppia, Alessandro e Giorgio Merk, quest’ultimo tra l’altro, autore del pezzo che l’ex Gianburrasca canterà all’Ariston.




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sabato 16 giugno 2018

Dobbiamo Lavorare Meno

Dobbiamo Lavorare Meno

"Speriamo che scompaia questo dogma del lavoro.
Poincaré, uno dei più grandi scienziati al mondo,
lavorava 3 ore al giorno, come Darwin. Dobbiamo lavorare di meno non di più. Ma noi mettiamo ancora al centro il lavoro". Così Beppe Grillo sul suo blog, in un lungo intervento incentrato proprio sul tema del lavoro. "Oggi abbiamo 8 milioni di poveri, persone che sono sotto la soglia di povertà e i due terzi ha tre lavori. Quindi il lavoro non garantisce più nulla - secondo Grillo - É il reddito che ti inserisce nella società o ti espelle da essa se non hai reddito".

Per il garante del M5S, dunque, solo con "un'istruzione universale adeguata per tutti e un reddito
universale per tutti" possiamo "risolvere alcuni problemi che avremo, come milioni di persone
disoccupate, milioni di migranti, milioni di disperati. Ci costerà di meno dargli un reddito che non cercare di gestirli con la sicurezza, la sanità, le prigioni". "Abbiamo un futuro che dobbiamo capire adesso o ci investirà in pieno - rimarca Grillo - Dovremo capire i flussi, capire come e cosa consumiamo, capire i flussi nelle città e quindi progettare quartieri diversi, capire che andiamo verso le città-stato, verso una politica che si fa con un tweet e cosi cambia tutto, lavoro, politica, tutto".

"Dobbiamo cominciare a ragionare sulla scuola, sui giovani, sui ragazzi - l'invito di Grillo - dobbiamo cercare di fargli esprimere i loro talenti, noi in Italia abbiamo dei Leonardo da Vinci che magari fanno i designer di automobili, abbiamo degli Shakespeare che fanno i direttori di risorse umane". Siamo pieni di talenti, è inutile che ci buttiamo nell'economia del produrre più frigoriferi, macchine, industrie o altro.

Noi dobbiamo produrre il vero nostro valore, che è la cultura, la bellezza, l'intelligenza. I nuovi lavori saranno tutti di creatività, in cui siamo i numeri 1. Diamo la possibilità ai ragazzi di non fare qualsiasi lavoro, non se lo meritano - l'auspicio del garante del M5S - Non può uno fare qualsiasi lavoro pur di
sopravvivere o perché è più richiesto dal mercato. Tiriamo su ragazzi che sono pieni di frustrazioni.

Ognuno deve seguire il proprio talento. Lo stato deve dare alcune cose a tutti".
Grillo indica i "due paradigmi che ci porteranno nel futuro", ovvero "un’istruzione universale adeguata per tutti e un reddito universale per tutti". "Tutti devono avere un reddito - sottolinea -. Un reddito perché sei vivo, perché ti batte il cuore, poi sarai tu a cercarti un lavoro in base alle tue esigenze. E non è vero che chi ha un reddito non fa più niente, non è vero. In Finlandia lo stanno facendo, in Svizzera lo stanno facendo, in Olanda lo stanno facendo, in California lo stanno facendo, in Corea lo stanno facendo.

Sono tutti esperimenti, ma stanno funzionando".
Dunque per il garante del Movimento, è giusto che "nasci con un reddito, nasci con una cittadinanza
digitale, nasci con una mail, nasci con l’energia necessaria per vivere, ti devo dare l’ingresso alla
conoscenza, quindi un po’ di internet deve essere gratis per tutti".

Per Grillo, che si definisce "uno dei pochi che capisce dove va il mondo", dobbiamo "uscire da
questo equivoco della povertà, che è diventato un espediente vergognoso, perché oggi la
discriminazione è totale se non hai un reddito. Oggi l’1% della popolazione ha metà della ricchezza del pianeta, siamo veramente fuori di senno. Dobbiamo riequilibrare tutto. Non c’è alternativa".

Grillo parla anche di Pubblica amministrazione. "I nuovi sistemi della Pa dovranno essere come il
sistema operativo di Rousseau, che è una cosa così straordinaria. Ed è difficile da far capire, perché è
un sistema completamente rovesciato rispetto a quello che noi abbiamo sempre pensato sulla politica e la democrazia. Una persona ha uno strumento facilissim
 con cui può fare un referendum alla settimana".

"L'idea di Gianroberto - va avanti il garante del M5S ricordando Casaleggio - è quella di far capire alle persone che ci possono essere strumenti per poter dire e per poter essere presenti nella società, così che la tua vita, la tua esperienza, la tua professionalità non è vana, non è perduta, ma può essere
d'aiuto e può essere inserita in una legge, in una proposta di legge, in una critica ad una legge, ecc. Io
trovo tutto questo straordinario, tutto questo è il cuore vero del Movimento".


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sabato 19 aprile 2014

Svizzera : Cercasi Lavoratori Disperatamente


Svizzera, cercasi lavoratori disperatamente

Se in Italia la disoccupazione continua ad aumentare, 
nella vicina Svizzera le imprese cercano personale disperatamente.

 Lo dimostra tra l’altro l’indice Adecco, cresciuto del 10% nel primo trimestre a 118 punti, un dato record. Rispetto a un anno fa l'Adecco Job Market Index, elaborato con l’università di Zurigo, fa registrare una crescita del 21%. Le offerte di impiego sono aumentate in tutte le regioni e per tutte le professioni. Secondo gli esperti, l'evoluzione è troppo marcata per essere dovuta solo all'abituale ripresa primaverile. Il balzo nel primo trimestre dell'anno è stato particolarmente marcato nella Svizzera centrale (+24%) e nel Nordovest (+18%) del paese. Più moderata l'evoluzione nella regione di Zurigo (+8%), nella Svizzera orientale (+7%) e sull'arco lemanico (+6%). Il Ticino non è stato considerato nell'inchiesta. La ricerca di manodopera è particolarmente forte nel settore alberghiero e della ristorazione (+20%), così come per le professioni d'ufficio e amministrative (+19%). Anche la domanda per quadri e dirigenti è aumentata in modo deciso (+18%).

Nuove norme sull’immigrazione, il timore delle imprese elvetiche. Circa la metà delle aziende svizzere teme conseguenze negative in relazione all'iniziativa sull'immigrazione di massa: lo sostiene un sondaggio condotto dagli economisti di Ubs su 385 società. Le imprese elvetiche temono che, con un contingentamento dei lavoratori stranieri, dovranno far fronte a maggiori difficoltà nel trovare personale qualificato, ciò che spingerà verso l'alto i salari.

Per i ricercatori di Ubs il problema della carenza di manodopera potrebbe aggravarsi già nei prossimi anni, a seconda di come verrà configurato il futuro regime dell'immigrazione. Una soluzione potrebbe essere aumentare la partecipazione al mondo del lavoro da parte delle donne e delle persone più anziane. Nella definizione dei contingenti sarà imperativo tenere conto delle forti disparità regionali. In termini assoluti, l'immigrazione si concentra per il 45% nei cantoni Zurigo, Ginevra e Vaud.

Le zone di confine, inoltre, sono fortemente dipendenti dai frontalieri: nel Giura e in Ticino quasi tutti i nuovi posti di lavoro creati sono stati occupati da personale residente all'estero. Ma anche a Ginevra quasi la metà dei nuovi impieghi è stata affidata a frontalieri. Visto che l'attuazione della nuova normativa sull'immigrazione produrrà i primi effetti significativi solo tra due o tre anni, gli economisti di Ubs rimangono però ottimisti sull'andamento congiunturale a breve termine. Per quest'anno è attesa una crescita economica del 2,1%, che salirà al 2,4% nel 2015.

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martedì 12 novembre 2013

Oro Insanguinato dal Congo


Oro insanguinato dal Congo, indagata azienda svizzera. 

Una delle più importanti aziende del mondo per la lavorazione dei metalli preziosi, il gruppo elvetico Argor-Heraeus, avrebbe lavorato tre tonnellate di oro estratto illegalmente dall’Ituri, regione nel nord-est della Repubblica Democratica del Congo, tra il 2004 e il 2005.

Sulla vicenda è stata aperta una inchiesta dalle autorità che si sono mosse in seguito ad una denuncia sporta da una ONG svizzera. Secondo l’ONG che ha denunciato il fatto e secondo le prime indagini l’oro in questione è stato estratto da una concessione sotto controllo di una formazione di ribelli locali che avrebbero venduto l’oro a intermediari che lo avrebbero poi ceduto alla società Hussar, registrata nel paradiso fiscale di Jersey che lo ha venduto, a sua volta, alla svizzera Argor-Heraeus.

Secondo gli inquirenti l’impresa svizzera – che naturalmente respinge le accuse – era al corrente della provenienza illecita dell’oro. La vicenda è esemplare. In tutta la fascia orientale del Congo, dall’Ituri al Katanga, il traffico di minerali preziosi (non solo l’oro, ma anche coltan, cassiterite, cobalto, tantalio) avviene così.

Chi controlla il territorio, spesso formazioni guerrigliere legate a qualche faccendiere o a nazioni vicine, sfrutta a livello di schiavitù la popolazione locale che lavora nelle miniere a cielo aperto (o in pericolose gallerie artigianali). Si tratta di un lavoro pericoloso, faticoso, nocivo e che produce appena il necessario per vivere.

Chi acquista in genere sono intermediari locali che fanno da collettori della materia prima che poi vendono a terminali legati a grandi imprese straniere, a volte anche multinazionali. Conoscere i nomi di queste imprese è difficilissimo. Ecco perchè il caso della svizzera Argor-Heraeus è importante. E’ un caso emblematico e simbolico che spiega la guerra nelle regioni orientali del congo più di qualunque analisi.

Spesso a muovere, finanziare, armare le formazioni guerrigliere sul posto sono proprio emissari e trafficanti legati a queste imprese. E spesso il passaggio avviene anche attraverso leader politici dei paesi della regione che poi vengono mantenuti al potere per non far esaurire il business.


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