loading...
Visualizzazione post con etichetta azienda. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta azienda. Mostra tutti i post

venerdì 2 giugno 2017

Il Tuo Sito per il Tuo Business

http://www.cipiri.com/


Sono Web Designer , Web Master e Blogger . 
Creo il Vostro Sito Internet : 
Leggero e Responsive , Visibile e Dinamico , 
disegno Loghi e Marchi Aziendali ,
 dal Biglietto da Visita alla Insegna luminosa , 
realizzo Banner e Clip Animate 
per Pubblicizzare la Vostra Attività , 
consiglio un Blog ed un Video 
per fidelizzare i vostri Clienti ,
 volendo anche una Pagina Facebook.

Mio Sito Personale :

.
COSA TI PORTA IL 2017 ?



martedì 2 maggio 2017

Dal Biglietto da Visita alla Insegna luminosa



.
http://www.cipiri.com/


Sono Web Designer , Web Master e Blogger . 
Creo il Vostro Sito Internet: 
Leggero e Responsive , Visibile e Dinamico , 
disegno Loghi e Marchi Aziendali ,
 dal Biglietto da Visita alla Insegna luminosa , 
realizzo Banner e Clip Animate 
per Pubblicizzare la Vostra Attività , 
consiglio un Blog ed un Video 
per fidelizzare i vostri Clienti ,
 volendo anche una Pagina Facebook.

Mio Sito Personale :

.
COSA TI PORTA IL 2017 ?



domenica 10 luglio 2016

Cosa insegna la lotta alla Marcegaglia


Ce l’abbiamo fatta! L’orgoglio operaio ha piegato il padrone d’Europa!”. È l’affermazione di gioia e di soddisfazione dei 7 operai della Marcegaglia, che hanno portato vittoriosamente a termine la loro battaglia contro l’azienda di Emma Marcegaglia, dal 2013 dell’associazione degli industriali europei. Una lotta vinta non solo per loro.

La lotta di Alfredo, Cristian, Franco, Gianni, Massimiliano, Roberto e Sergio ha avuto inizio all’indomani di un accordo separato che Fim e Uilm hanno firmato con l’azienda, che sancì la chiusura dello stabilimento Marcegaglia di Milano e il suo trasferimento in Piemonte, a Pozzolo Formigaro, oltre 100 chilometri di distanza da Milano. Nonostante la presenza di altri due stabilimenti più vicini, (uno in provincia di Bergamo ed uno in provincia di Lecco), Marcegaglia ha provato a imporre il trasferimento a Pozzolo Formigaro.

Contro questa arroganza padronale, quei sette operai hanno portato avanti una lotta durissima, durata in tutto due anni e mezzo, durante i quali ci sono stati presidi, giorni drammatici sul tetto dello stabilimento, incatenamenti all’ingresso dell’azienda, occupazione degli uffici, scioperi, presidi in prefettura e, in tutto questo tempo, con salario ridotto a causa della lunga cassa integrazione. “Uomini in carne e ossa”, come Gramsci definì gli operai Fiat in sciopero per un mese, che “sapevano di lottare e resistere non solo per sé”. Una consapevolezza che è emersa chiaramente dialogando più volte (per quanto mi riguarda) con Massimiliano Murgo (Rsu Fiom), in momenti diversi della loro lunga lotta. Ma quella consapevolezza è venuta fuori anche dalla pratica di lotta e dai risultati ottenuti.

Sette operai hanno sfidato l’arroganza del rappresentante del padronato europeo e hanno ottenuto un accordo che, seppure concretizza un risultato parziale (tre posti di lavoro e quattro incentivi per non opposizione al licenziamento), risulta comunque di portata significativa. E a chi dovesse affermare che non si può parlare di vittoria, a chi i risultati parziali paiono sconfitte, bisognerebbe rispondere che non si può chiedere di più a sette operai che sfidano il rappresentante del capitalismo europeo, consapevoli della portata esemplare della loro lotta e, al tempo stesso, stretti come tanti nella morsa delle necessità del vivere quotidiano. Parlando della sconfitta degli operai Fiat di Torino nel 1921 (e qua siamo di fronte a un risultato apprezzabile), Gramsci ricordava che “Specialmente noi comunisti, che viviamo gomito a gomito con gli operai, che ne conosciamo i bisogni” dobbiamo avere della situazione concreta “una concezione realistica”, che “Il nostro ottimismo rivoluzionario” ha bisogno di essere “sostanziato da questa visione crudamente pessimistica della realtà umana, con cui inesorabilmente bisogna fare i conti”.

Qualche settimana fa, incontrando Massimiliano Murgo e i protagonisti di altre importanti lotte lontane da Milano, abbiamo raccontato la lotta in Marcegaglia e quelle di altre vertenze, vittoriose o meno, drammatiche, fatte anch’esse di lunghe occupazioni, presidi, esistenze compromesse, difficoltà quotidiane. A loro modo, ognuna di quelle esperienze di lotta può essere considerata esemplare: lo è stata, ad esempio, quella alla Thales, multinazionale nel settore aerospaziale e difesa, vittoriosa dopo ben 53 giorni di sciopero, occupazione dello stabilimento e presidi; lo è stata anche quella alla Golden Lady, portata avanti per mesi in maniera tenace dai lavoratori, anche qui con occupazioni e presidi permanenti, ma comunque sconfitta.

I risultati di una lotta non sono mai scontati; non esistono ricette belle e pronte che, se seguite alla lettera, garantiscono una vittoria. Ogni lotta ha una storia a sé, una specificità e per essere portata avanti occorre tenere in considerazione molteplici fattori, che cambiano nel corso della lotta. Lo hanno scritto i sette operai Marcegaglia dopo l’accordo: prima di questa vicenda la situazione in Marcegaglia era che “chi non accetta le condizioni dell’azienda finisce male! Tutta la storia sindacale del gruppo è stata questa e non ha mai trovato alcuna resistenza efficace”. Questa volta è andata diversamente ed è un risultato che non può essere ignorato, specialmente se si tiene conto della realtà presente, da cui non si può prescindere.

E la realtà presente racconta di una frammentazione sociale risultato di decenni di riorganizzazione capitalistica. Una frammentazione che investe ogni campo del vivere sociale, dentro e fuori i luoghi di lavoro. Una realtà dove è sempre più difficile riuscire a dare organizzazione al conflitto, anche solo dentro le fabbriche piene di lavoratori precari e ricattati, di dipendenti di imprese a cui vengono appaltati parti del processo produttivo, di lavoratori messi in concorrenza tra di loro. Eppure, è dentro questa realtà sociale estremamente frammentata che la lotta di sette lavoratori è diventata una lotta che è riuscita a fare collaborare diverse sigle sindacali, a coinvolgere iscritti e non iscritti al sindacato, che ha mostrato l’assurdità dello scontro generazionale (che dopo il Brexit sappiamo quanto influenza anche certa sinistra). E, soprattutto, a questa lotta è stata data una dimensione che è andata oltre la fabbrica. E forse è proprio quest’ultimo il risultato più importante, sul piano politico.


La sinistra di classe farebbe bene a uscire dalla dimensione elettoralista nella quale si è persa, per tornare nei luoghi di lavoro. Esperienze di lotta come quella alla Marcegaglia, alla Thales, alla Golden Lady, alla Almaviva – e si potrebbe continuare – andrebbero seriamente indagate per essere capite e per sviluppare una linea politica e sindacale che sappia svilupparsi dentro la realtà sociale. È così che si può dare concretezza a un’analisi e a una prassi politica e sindacale per mettere insieme e consolidare nuovi blocchi sociali, capaci di essere protagonisti di lotte immediate e di un progetto politico di trasformazione sociale.



 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALI
 OGNI DESIDERIO  REALIZZATO 
IL TUO FUTURO ADESSO 
entra in
MUNDIMAGO


sabato 18 aprile 2015

Fca, Sergio Marchionne Archivia Maurizio Landini




Fca, Sergio Marchionne:
 "I nostri dipendenti parteciperanno ai risultati dell'azienda". 
L'ad archivia Maurizio Landini

Un altro colpo al sindacalismo di Maurizio Landini, forse quello di grazia. Sergio Marchionne ha annunciato la partecipazione dei dipendenti di Fca ai risultati dell'azienda. La nuova politica retributiva è stata illustrata ai sindacati dall'amministratore delegato: "Questo nuovo sistema - dice - rappresenta un significativo passo in avanti nel coinvolgimento delle persone per raggiungere i risultati del piano industriale". Ma soprattutto rappresenta la fine di un'era, dice Marchionne: "Negli scorsi anni FCA ha dovuto fare i conti con un sistema di relazioni industriali stagnante basato su sterili contrapposizioni tra capitale e lavoro. Quei giorni sono finalmente finiti".

Non fa il suo nome, ma il riferimento tra le righe a Landini è racchiuso proprio in queste parole, nella contrapposizione "sterile" tra capitale e lavoro che il segretario della Fiom ha portato avanti nella sua lunga battaglia sindacale nella Fiat. Una battaglia che ha visto la Fiom da sola, tra le sigle sindacali dei metalmeccanici, nel portare avanti una dura presa di posizione nei confronti dei vertici dell'azienda. Ora, dice Marchionne, quell'éra è finita.

L'ad di Fca ha quindi promesso "vantaggi economici di assoluto rilievo", per i dipendenti italiani dell'azienda, "che deriveranno direttamente dal loro lavoro e dal loro impegno", ha quindi spiegato Marchionne. Il costo totale massimo per Fca del nuovo sistema retributivo, presentato questa sera dall'a.d Sergio Marchionne ai sindacati, sarà di oltre 600 milioni di euro. L'obiettivo, spiega Fca, "è far partecipare direttamente tutte le persone ai risultati di produttività, qualità e redditività nell'ambito del piano industriale 2015-2018".

Il nuovo sistema retributivo prevede due elementi addizionali al salario base. Il primo è un Bonus annuale che sarà calcolato sui risultati di efficienza produttiva dei rispettivi stabilimenti di appartenenza parametrati sul livello raggiunto nell'ambito del WCM (World Class Manufacturing). Questo compenso, pagabile agli inizi dell'anno seguente all'anno di esercizio, avrà un valore medio del 5% del salario base, e, in casi di over performance, potrà arrivare ad un massimo del 7,2%. Il secondo elemento variabile è collegato al raggiungimento dei risultati economici per l'area EMEA, inclusi i marchi premium Alfa Romeo e Maserati, contenuti nel piano strategico 2015-18. Il compenso totale per il periodo quadriennale è pari al 12% del salario base che potrà arrivare, in casi di over performance, al 20%.

Considerando la lunghezza temporale del piano, una parte del Bonus (pari al 6% del salario base) verrà pagata trimestralmente a partire già dal 2015. Agli inizi del 2019, una volta verificati i risultati, i lavoratori riceveranno il resto del Bonus che, ai massimi valori del piano, potrà quindi arrivare al 14% del salario base.

Per un dipendente di livello contrattuale medio, ad esempio un operaio specializzato, in caso di risultati conformi agli obiettivi, l'erogazione attesa ammonta a 1.400 annui per gli anni 2015, 2016 e 2017 e cresce fino a 2.800 euro nel 2018. In caso di risultato superiore alle attese, 
queste due erogazioni possono raggiungere rispettivamente 1.900 euro annui nell'arco 2015-2017
 e 5.000 euro nel 2018. 
Il sistema prevede, infine, in caso di mancato raggiungimento di ogni obiettivo, un'erogazione minima di 330 euro all'anno.

Quanto alle assunzioni, "le annunceremo quando avremo dettagli", ha detto Marchionne a proposito degli stabilimenti italiani del gruppo. Marchionne non ha voluto dire nulla sulla possibilità di produrre un secondo modello a Pomigliano oltre alla Panda. Quanto alla possibilità di fare un motore per l'Alfa a Mirafiori, si è limitato a dire "abbiamo appena annunciato due motori a Termoli".




Perché per i non addetti ai lavori il nuovo sistema retributivo può apparire come un fatto straordinario; per i lavoratori significa che le ferie, i permessi, la tredicesima, le indennità di turno, lo straordinario, il tfr, rimangono congelati - e lo saranno per sempre- insieme alla paga base su cui vengono calcolati.
---------------------
Fca-Cnh, il bonus variabile che piace all'azienda e cancella gli aumenti in paga base 
Sergio Marchionne ha annunciato il nuovo regime salariale per gli stabilimenti del gruppo. All'incontro – a carattere informativo – con i sindacati, non è stata invitata la Fiom-Cgil nonostante la richiesta indirizzata da tempo all'azienda di un confronto sulle questioni normative e salariali.
Da quanto apprendiamo dagli organi d'informazione, in modo assolutamente inedito l'Ad ha comunicato ai sindacati firmatari del contratto specifico aziendale quale sarà il sistema salariale con cui saranno retribuiti i lavoratori. Le organizzazioni sindacali presenti hanno preso atto, inaugurando un sistema di relazioni effettivamente «rivoluzionario» in cui l'azienda decide unilateralmente e i sindacati compiacenti aderiscono alla proposta.
Nel merito del futuro retributivo in Fca, stando alle cronache dei giornali, emerge che il salario sarà completamente variabile.

A oggi i lavoratori Fca e Cnh hanno una paga base inferiore ai lavoratori cui si applica il contratto Federmeccanica: un operaio di terzo livello Fca-Cnh guadagna mediamente 750 euro lordi annui di meno di un suo pari livello di un'altra fabbrica metalmeccanica.
La vera novità dell'annuncio di ieri è che questo divario non sarà più colmato e lo stipendio base fissato nel 2011 dal contratto specifico Fiat non sarà più aumentato. Ogni variazione salariale sarà decisa dalla direzione aziendale sulla base di parametri stabiliti dalla stessa Fca-Cnh e che ancora non si conoscono se non per titoli molto generi (produttività, qualità, redditività). Di fatto siamo alla conclusione di un percorso che cancella il contratto nazionale: c'era il contratto nazionale e la contrattazione aziendale, con questo sistema ci sarà un solo livello. E tutto questo al di fuori e contro l'accordo Confindustria-Sindacati che confermava i due livelli contrattuali:
in questo caso Fim e Uilm accettando questo sistema legittimano le aziende che vogliono uscire dal contratto nazionale.
In moltissime altre aziende metalmeccaniche italiane - anche di piccole e medie dimensioni - da oltre vent'anni il premio di risultato viene normalmente contrattato e distribuito ai lavoratori, con quantità anche superiori a quelli annunciati per Fca (non è chiaro se anche in Cnh), eventuali «bonus» sono aggiuntivi e non sostituiscono mai gli aumenti contrattuali in paga base. Questa sostituzione – unica nel suo genere in Europa - costituisce l'eccezionalità del sistema annunciato ieri dall'Ad di Fca-Cnh, proseguendo sulla strada del contratto specifico Fiat che ha comportato una perdita salariale per i lavoratori di 90 euro mensili nei soli ultimi due anni: dopo un lungo periodo di restrizioni e sacrifici arriva finalmente un incremento retributivo che però i lavoratori pagano pesantemente.
Perché per i non addetti ai lavori il nuovo sistema retributivo può apparire come un fatto straordinario; per i lavoratori significa che le ferie, i permessi, la tredicesima, le indennità di turno, lo straordinario, il tfr, rimangono congelati - e lo saranno per sempre- insieme alla paga base su cui vengono calcolati.
Nel sistema annunciato dall'Ad di Fca-Cnh il salario è legato esclusivamente all'utile aziendale e alla sua gestione da parte del management, a prescindere dalla prestazione lavorativa, dai suoi ritmi e dalle sue condizioni, con il dubbio che sia legato anche alla presenza sul posto di lavoro, facendo perdere qualunque autonomia e libertà alle lavoratrici e ai lavoratori e mettendo in gioco anche diritti fondamentali come la salute e la malattia.

A questo punto ci sembra chiaro cosa vuole l'azienda. Molto meno gli altri sindacati, vista la cancellazione di ogni ruolo contrattuale e la subordinazione alle decisioni unilaterali aziendali che un simile sistema comporta. L'annuncio fatto dall'Ad di Fca-Cnh disegna un futuro che cancella il ruolo del sindacato – riducendolo a spettatore notarile – e colpisce la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori costringendoli a rinunciare alla propria libertà in quanto persone indipendenti e autonome fingendone una presunta partecipazione ai destini aziendali su cui, invece, non hanno alcuna possibilità di parola.

Su queste basi abbiamo chiesto un incontro alla direzione aziendale e lanceremo una campagna di assemblee per discutere con lavoratrici e lavoratori.
fonte : Portale della FIOM-CGIL

LEGGI ANCHE




Con la nascita della “cosa” landiniana, sembra tornata di attualità la “sinistra sindacale”, come leva per una sinistra diversa, basata sul primato del sociale sul politico. Forse non sarà inutile ricordare la prima esperienza in questo senso, la sinistra sindacale degli anni sessanta-settanta, per ricavare qualche utile indicazione su esperienze già fatte...
.



ECCO IL PORTALE PER IL LAVORO CREATIVO


E' POSSIBILE INSERIRE IL PROPRIO ANNUNCIO
CON FOTO E VIDEO  
CURRICULUM VITAE
CONTATTO 
LINK AL PROPRIO SITO O BLOG



.

.


PREVISIONI 2015

.

.
 GUARDA ANCHE
LA NOSTRA APP
http://mundimago.org/le_imago.html
.


.

martedì 12 novembre 2013

Oro Insanguinato dal Congo


Oro insanguinato dal Congo, indagata azienda svizzera. 

Una delle più importanti aziende del mondo per la lavorazione dei metalli preziosi, il gruppo elvetico Argor-Heraeus, avrebbe lavorato tre tonnellate di oro estratto illegalmente dall’Ituri, regione nel nord-est della Repubblica Democratica del Congo, tra il 2004 e il 2005.

Sulla vicenda è stata aperta una inchiesta dalle autorità che si sono mosse in seguito ad una denuncia sporta da una ONG svizzera. Secondo l’ONG che ha denunciato il fatto e secondo le prime indagini l’oro in questione è stato estratto da una concessione sotto controllo di una formazione di ribelli locali che avrebbero venduto l’oro a intermediari che lo avrebbero poi ceduto alla società Hussar, registrata nel paradiso fiscale di Jersey che lo ha venduto, a sua volta, alla svizzera Argor-Heraeus.

Secondo gli inquirenti l’impresa svizzera – che naturalmente respinge le accuse – era al corrente della provenienza illecita dell’oro. La vicenda è esemplare. In tutta la fascia orientale del Congo, dall’Ituri al Katanga, il traffico di minerali preziosi (non solo l’oro, ma anche coltan, cassiterite, cobalto, tantalio) avviene così.

Chi controlla il territorio, spesso formazioni guerrigliere legate a qualche faccendiere o a nazioni vicine, sfrutta a livello di schiavitù la popolazione locale che lavora nelle miniere a cielo aperto (o in pericolose gallerie artigianali). Si tratta di un lavoro pericoloso, faticoso, nocivo e che produce appena il necessario per vivere.

Chi acquista in genere sono intermediari locali che fanno da collettori della materia prima che poi vendono a terminali legati a grandi imprese straniere, a volte anche multinazionali. Conoscere i nomi di queste imprese è difficilissimo. Ecco perchè il caso della svizzera Argor-Heraeus è importante. E’ un caso emblematico e simbolico che spiega la guerra nelle regioni orientali del congo più di qualunque analisi.

Spesso a muovere, finanziare, armare le formazioni guerrigliere sul posto sono proprio emissari e trafficanti legati a queste imprese. E spesso il passaggio avviene anche attraverso leader politici dei paesi della regione che poi vengono mantenuti al potere per non far esaurire il business.


.
.
.
leggi anche 


NON AFFIDARTI A DEI CIARLATANI GIOCA  LE TUE CARTE 

http://maucas.altervista.org/imago_carte.html

GUARDALE QUI SOTTO CLICCA
LA FOTO



.

lunedì 10 settembre 2012

Automatizzare le timbrature di ingresso e uscita

.

.

- PREVISIONI per il 2015 -

.
.


SESSO E ZODIACO

Conosci la personalita' di
ogni segno zodiacale
per capire la sua

SENSUALITA'


.






LEGGI ANCHE


. Bookmark and Share
..


 Ecco la Pagina dei PIANETI 

del Nostro Sistema Solare 
.

. Bookmark and Share .
loading...
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Post più popolari

SCEGLI una CARTA tra le IMAGO


CLICCA QUI SOTTO
.



Lettori fissi

Visualizzazioni totali