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lunedì 4 febbraio 2019

Online il Sito del Reddito di cittadinanza

Puoi presentare la domanda a partire dal 6 marzo: online su questo sito

Reddito di cittadinanza, online il sito: 
ecco come funzionerà

Puoi presentare la domanda a partire dal 6 marzo: online su questo sito, presso tutti gli uffici postali e presso i CAF. Hai tempo fino al 31 marzo per richiedere il contributo che sarà erogato ad aprile. 
A pochi minuti dalla conferenza stampa di presentazione, raggiungendo l’indirizzo www.redditodicittadinanza.gov.it 
è stato possibile consultare “in anticipo”, alcune delle informazioni riportate dal portale sul reddito di cittadinanza, e scoprire la veste grafica del portale.

In particolare, dalla home è possibile, oltre il passaggio sul 6 marzo, visionare alcune voci: “Cos’è il reddito di cittadinanza”, “A chi è destinato”, “Come si calcola”, “Come richiederlo e come usarlo”, “Perdita del diritto”, “Patto per il lavoro e patto per l’inclusione sociale”, “Vantaggi per chi assume”.


RIFORME  04 febbraio 2019
Reddito di cittadinanza: Di Maio e Conte presentano carta e sito. Istat: assegni per 2,7 milioni di cittadini
Per il primo mese il sito servirà solo a fornire informazioni. Dal 6 marzo, infatti, scatterà il “secondo” tempo, più operativo: diventerà il canale attraverso il quale sarà possibile richiedere in via telematica il reddito di cittadinanza. Sarà una sorta di “sportello virtuale” al quale si affiancheranno quelli, reali, di Poste e Caf. Prima, però, sarà necessario richiedere l’Isee, l’Indicatore della situazione economica equivalente. Il reddito di cittadinanza è la “misura di bandiera del M5s”, inserita nel decretone con quota 100 per andare in pensione.

Come richiederlo e come usarlo 
«La domanda per il Reddito di cittadinanza - si legge nel portale, nella voce apposita - può essere presentata telematicamente attraverso questo sito, presso i Centri di Assistenza Fiscale (CAF) o, dopo il quinto giorno di ciascun mese, presso gli uffici postali (gestore del servizio integrato di cui all'articolo 81, comma 35, lettera b), del decreto-legge 25 giugno 2008 n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133)». Nessun riferimento sulla data del 6 marzo (che è invece riportata in altre sezioni del portale, a cominciare dalla home).

La carta di pagamento
«Le informazioni contenute nella domanda del Reddito di cittadinanza - si legge ancora nel materiale informativo posto online - sono comunicate all'INPS entro dieci giorni lavorativi dalla richiesta. L'INPS, entro i successivi 5 giorni, verifica il possesso dei requisiti sulla base delle informazioni disponibili nei propri archivi e in quelle delle amministrazioni collegate e, in caso di esito positivo, riconosce il beneficio che sarà erogato attraverso un'apposita Carta di pagamento elettronica (Carta Reddito di cittadinanza) che, attualmente, viene emessa da Poste Italiane». Quando si ritira la carta? Una volta presentata la domanda, ed effettuata la verifica da parte dell’Inps, «ti sarà comunicato - si legge ancora - quando e in quale ufficio postale potrai ritirare la Carta del Reddito di cittadinanza».

Cosa si può acquistare
« Oltre all'acquisto di beni e servizi di base, essa consente di effettuare prelievi di contante entro un limite mensile non superiore a 100 euro per i nuclei familiari composti da un singolo individuo (incrementata in base al numero di componenti il nucleo) ed effettuare un bonifico mensile in favore del locatore indicato nel contratto di locazione o dell'intermediario che ha concesso il mutuo. È vietato l'utilizzo del beneficio per giochi che prevedono vincite in denaro o altre utilità. Ai beneficiari della Carta sono estese le agevolazioni relative alle tariffe elettriche e quelle riguardanti la compensazione per la fornitura di gas naturale riconosciute alle famiglie economicamente svantaggiate».

Cosa accade alla somma non spesa
«Il beneficio - si legge ancora sul sito - deve essere fruito entro il mese successivo a quello di erogazione. L'importo non speso o non prelevato viene sottratto nella mensilità successiva, nei limiti del 20% del beneficio erogato. Fanno eccezione gli importi ricevuti a titolo di arretrati. È prevista inoltre la decurtazione dalla Carta degli importi complessivamente non spesi o non prelevati nei sei mesi precedenti, ad eccezione di una mensilità. Le modalità di monitoraggio e verifica della fruizione del beneficio e delle eventuali decurtazioni saranno definite con un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze».

La convocazione presso il Centro per l’impiego 
La voce “Sottoscrivi i Patti” mette in evidenza che «in funzione dei tuoi requisiti sarai convocato dai Centri per l'impiego per sottoscrivere un Patto per il Lavoro o dai Comuni per sottoscrivere un Patto per l'Inclusione sociale».

Di Maio: nel sito indicazioni sui documenti per fare a marzo la domanda
«Il sito - ha spiegato nelle ultime ore il vicepremier pentastellato Luigi Di Maio - sarà abilitato per tutto il Paese e spiegherà agli italiani quali documenti per fare a marzo la domanda sul reddito».

Da il Sole 24 ore



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giovedì 5 aprile 2018

Reddito di Cittadinanza: 1500 euro/mese e Lavori per la Comunità


sindaco di Berlino

La versione Spd che piace ai tedeschi.

La proposta dello scambio assegno-lavoro socialmente utile, partita dal sindaco di Berlino, entra nell'agenda del governo. L'obiettivo è archiviare Hartz IV, l'indennità di disoccupazione che, secondo molti a sinistra, ha creato una sorta di abitudine alla povertà, disincentivando la ricerca di un'occupazione. Cdu scettica malgrado i sondaggi.

BERLINO - La proposta originaria è del sindaco di Berlino, Michael Mueller (SPD), il borgomastro della capitale 'povera ma sexy', della città che ha sempre, orgogliosamente rivendicato la sua anima sociale, anarchica e artistica. Bisogna introdurre un 'reddito sociale di cittadinanza', ha scritto Mueller in un articolo apparso sul Tagesspiegel. E il dibattito sta infuocando gli animi, dopo la levata di scudi della Cdu, 
ma anche dei sindacati e dei datori di lavoro. 

La notizia clamorosa, peraltro, è che il ministro del Lavoro, Hubertus Heil (SPD), ha detto che "è un dibattito necessario che dovremo fare". Ma attenzione: essendo la proposta tedesca, non poteva mancare il risvolto pragmatico. Infatti Mueller e i suoi fan lo chiamano "reddito sociale di cittadinanza". Ma l'accento è sul 'sociale'. A ben vedere, non è proprio gratis. E forse sarebbe più onesto chiamarlo 'lavoro sociale di cittadinanza'.

Berlino approfitta di un governo molto sensibile alle nuove frontiere della solidarietà, essendo costituito da una coalizione di Spd, Linke e Verdi, rosso-rosso-verde come si dice qui. L'idea di Mueller è di concedere a chi non trova lavoro da tempo, ai disoccupati di lunga durata, un'occupazione socialmente utile, retribuita con soldi pubblici, che valga circa 1500 euro lordi - qualche centinaio di euro in più rispetto all'assegno di disoccupazione.

Per il ministro Heil bisogna elaborare "proposte concrete e fattibili, che corrispondano alla vita reale delle persone". E il senso più profondo, per i socialdemocratici, è anche quello di mandare in soffitta Hartz IV, il figliastro più odiato della famosa Agenda 2010 del cancelliere socialdemocratico Gerhard Schroeder, l'assegno di disoccupazione o di integrazione al reddito che in Germania è diventato quasi uno stigma. Per molti nella Spd, l'Agenda 2010 continua ad essere il peccato originale, la sciabolata al sociale che ha fatto ripartire l'economia tedesca ma che ha fatto perdere al partito il suo zoccolo duro di elettorato.

Quando si parla di aree difficili, spesso vengono chiamati "quartieri Hartz IV", quando il lavoro mal retribuito o la disoccupazione diventano una prigione. Anche per questo, la Spd discute di abolire Hartz IV e sostituirla con misure che scongiurino la trappola della povertà, non scoraggino insomma il ritorno al lavoro, ma che abbiano anche un'utilità pubblica. 


Il partner di governo della Spd, la Cdu di Angela Merkel, sembra piuttosto scettica. Ma un sondaggio diffuso ieri parla di una stragrande maggioranza di tedeschi che appoggiano l'iniziativa. Il costo, secondo Mueller, è di circa 500 milioni di euro per ogni 100mila casi. Il sindaco di Berlino ricorda anche che nel Contratto di coalizione sono previsti quattro miliardi di euro per risolvere il problema di 150mila disoccupati di lungo termine. Il reddito 'sociale', secondo il sindaco, può essere la dimostrazione che "un'alternativa a Hartz IV può esistere".



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mercoledì 28 marzo 2018

Come funziona il reddito di cittadinanza


Suscita un certo clamore l’impegno pre elettorale del M5S sul reddito di cittadinanza.
 La cosa ha un suo senso se inserita in un discorso complessivo e ben articolato, che possa prevedere corsi di formazione finalizzati all’assunzione oppure forme di impiego utili verso la collettività. Ciò in parte è presente nella proposta, tuttavia il reddito minimo garantito, perché di questo si tratta, andrebbe ad incidere solo su una determinata fascia di popolazione.
In sostanza il reddito minimo garantito, che in Europa viene distinto dal reddito di cittadinanza, stabilisce una soglia base di stipendio, per chi già lavora ovviamente, oltre la quale non si può scendere. Nella offerta pentastellata sono inseriti anche i non occupati tra i 18 e i 25 anni. Questi devono essere in possesso di una qualifica professionale, di un diploma di istruzione secondaria di secondo grado o superiore o la frequenza ad un corso di formazione. Così bisogna essere iscritti ai centri per l’impiego e dimostrare di spendere almeno 2 ore al giorno per la ricerca di lavoro. Inoltre bisogna dare la disponibilità ad una formazione in progetti di utilità sociale di 8 ore alla settimana. Le offerte di lavoro si potranno rifiutare per un massimo di 3 volte, pena la perdita del diritto. Anche i pensionati sono inseriti nel discorso sulla soglia minima.

L’idea ha già suscitato un certo scalpore nel mondo politico e in ambito informativo. Da un lato c’è un certo anti meridionalismo dozzinale, soprattutto in determinati settori della Lega, per il fatto che al sud una massa di sfaticati attende il contributo per campare. Dall’altro, come non costatare la tendenza all’assistenzialismo nel meridione.
Qui c’è una questione reale legata al problema disoccupazione. Pensiamo a quella giovanile, con stratosferiche percentuali nelle provincie di Napoli e Caserta. Se questa cosa sia legata all’impoverimento del tessuto produttivo, ma anche alla povertà intellettuale e spirituale dei molti, è un dato sul quale riflettere. A maggior ragione l’unica soluzione, a questo problema, è l’aumento di produttività e l’inserimento al lavoro, anche oltre i 25 anni. 
Non l’aumento delle soglie di reddito minimo.
Il M5S ha preso moltissimi voti al sud, ma non principalmente per questo. Esso è, agli occhi dei cittadini, un movimento anti sistema, e come tale l’hanno votato. Non si poteva veramente pretendere che in Campania si votasse in massa per la Lega, dopo anni di offese gratuite e inutili verso i meridionali. Certo si attacca lo stereotipo, ma non tutti capiscono ciò.

Il problema di fondo è che la proposta chissà se andrà in porto e quando, e come abbiamo visto sarebbe comunque insoddisfacente per il vero problema locale. A tutti gli effetti il M5S ha effettuato una promessa elettorale, sulla scorta di quelle fantasmagoriche degli altri partiti in competizione.
Tuttavia c’è il fattore demagogia che sembra sfiorare poco i grillini, e per la loro visione politica limitata. Fomentare il dèmos, non è mai stata cosa buona. Un po’ di lezioni di storia ai cari Di Maio, Di Battista, Fico e compagnia varia non guasterebbero. O forse sono essi stessi l’espressione rinnovata del giacobinismo, senza però avere i pregi di quello originario.
Il discorso è che anche il movimento populista deve procedere con un certo ordine e con principi dominanti ai quali fare fede. Questi principi risiedono inevitabilmente nella testa, nell’intelletto razionale della dirigenza politica, non nel sollecitamento della pancia del popolo. Chissà cosa accadrà quando i molti illusi da questo provvedimento, si accorgeranno che esso è carta straccia o inefficace. Ci ritroveremo masse di senza lavoro, che già spesso manifestano per le strade, ulteriormente sobillate e da un partito politico “nazionale” ad ambizione governativa!

Oppure dovremmo ipotizzare che questo movimento, ampiamente cooptato dai poteri finanziari internazionali, sia nato per tenere bloccato un certo potenziale anti establishment? Il M5S già corrisponde, in uno schema politico svecchiato, ad una nuova sinistra “globalista” che si oppone ad una nuova destra “nazionalista” che è la Lega. Non a caso Eugenio Scalfari ha promosso il partito di Grillo a “nuova sinistra”. 


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