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venerdì 5 agosto 2016

CISL : Scoppia il caso dei Mega Stipendi



 Dirigente li denuncia ma verrà espulso

Nel dossier firmato da Fausto Scandola un atto d’accusa corredato di nomi e cifre: retribuzioni che sfiorano i 300mila euro l’anno

di MATTEO PUCCIARELLI

-  È un lungo sfogo di un dirigente sindacale inviato via mail a troppe persone e questo, probabilmente, gli costerà l'espulsione dalla Cisl: la raccomandata infatti gli è già arrivata a casa. Un atto d'accusa corredato di nomi e cifre che fanno una certa impressione, vista la crisi generale del sindacato e quella ancor più complessiva del mondo del lavoro: ci sono sindacalisti dell'organizzazione guidata da Annamaria Furlan che si portano a casa stipendi che neanche Barack Obama, superando di slancio pure il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Sfiorando i 300mila euro annui.

Il mini-dossier firmato dal veneto Fausto Scandola sta creando più di un imbarazzo al sindacato cattolico, anche perché a seguito di una vicenda simile, di fatto, dovette lasciare il suo posto l'ex numero uno Raffaele Bonanni; il quale, giusto poco prima della pensione, si era ritoccato all'insù il compenso, mossa utile per aumentare il successivo assegno a carico dei contribuenti. "I nostri rappresentanti e dirigenti ai massimi livelli nazionali della Cisl  -  scrive Scandola - si possono ancora considerare rappresentanti sindacali dei soci finanziatori, lavoratori dipendenti e pensionati? I loro comportamenti, lo svolgere dei loro ruoli, come gestiscono il potere, si possono ancora considerare da esempio e guida della nostra associazione che punta a curare gli interessi dei lavoratori? ".

Ecco qualche nome e cifra in lista: Antonino Sorgi, presidente nazionale dell'Inas Cisl, nel 2014 si è portato a casa 256mila euro lordi: 77.969,71 euro di pensione, 100.123,00 euro di compenso Inas e 77.957,00 euro come compenso Inas immobiliare. Valeriano Canepari, ex presidente Caf Cisl Nazionale, nel 2013 ha messo insieme 97.170,00 euro di pensione, più 192.071,00 euro a capo della Usr Cisl Emilia Romagna: totale annuo, 289.241,00 euro. Ermenegildo Bonfanti, segretario generale nazionale Fnp Cisl, 225mila euro in un anno, di cui 143mila di pensione. Pierangelo Raineri, gran capo della Fisascat Cisl, 237 mila euro grazie anche ai gettoni di presenza in Enasarco, più moglie e figlio assunti in enti collegati alla stessa Cisl.

Di mezzo, nella denuncia, ci va anche la stessa Furlan. Il 9 luglio scorso  -  è sempre la denuncia di Scandola, che racconta - il comitato esecutivo nazionale confederale della Cisl approva all'unanimità un nuovo regolamento presentato dalla segretaria generale. Dove si parla di trasparenza, fissando finalmente delle regole precise sugli stipendi. Confrontando tutti i livelli della Cisl cosa ne esce fuori? Che l'aumento tabellare tra il 2008 (anno di inizio di una crisi non ancora conclusa) e il 2015 è pari al 12,93 per cento. A conti fatti, va detto, sarebbe l'inflazione. Se Furlan nel 2008 portava a casa un totale lordo di 99mila euro, ora potrebbe arrivare a 114mila. Sarà questo lo stipendio massimo consentito. Al mese fanno 3.326 euro netti più un altro 30 per cento di indennità.

Il regolamento in questione prevede la decadenza dall'incarico per chi non si metterà in regola. Ma prima di diventare "legge" "deve essere recepito attraverso una deliberazione dei comitati esecutivi. Fino a tale adempimento non potrà essere invocato e applicato né dalle strutture né dai singoli dirigenti".

I diretti interessati, invece, confermano quelle cifre, ma provano a spiegarle. "Quei 289mila euro non sono lo stipendio lordo ma il costo aziendale finale  -  commenta Canepari  -  io alla fine portavo a casa 5800 euro al mese. Avendo due diversi incarichi di cui uno di vertice in una società che gestiva 60 milioni di euro. Quindi una grande responsabilità ". Mentre Sorgi ammette che quella "può sembrare una somma esosa" ma "la pensione me la sono guadagnata e non devo rendere conto a nessuno" e gli altri due incarichi "sono in enti con bilanci da decine di milioni. Su quei compensi ci pago anche un sacco di tasse".


Gigi Petteni, arrivato da poco in segreteria nazionale dopo aver guidato la Cisl lombarda, ammette che il problema c'è: "Per questo il nuovo gruppo dirigente farà un'ulteriore assemblea organizzativa dove si obbligheranno i nostri sindacalisti a mettere online i compensi e a versare alla categoria di appartenenza i gettoni di presenza negli enti bilaterali ". Resta il fatto che Scandola, iscritto alla Cisl dal 1968, si è visto notificare l'espulsione. Ha ancora altri 10 giorni di tempo per fare appello. In caso dovrà spiegare come ha avuto i Cud dei dirigenti tirati in ballo. Il suo dito indicava la luna, ma - evidentemente - non è stato capito del tutto.


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domenica 23 giugno 2013

Cgil-Cisl-Uil : Basta annunci senza scelte



- ”Basta annunci senza scelte reali”: la segretaria della Cgil, Susanna Camusso, lancia un nuovo attacco al governo bipartisan di Enrico Letta. 
”Non vanno bene i continui annunci che non si traducono in una scelta che dia il senso del cambiamento”, ha detto per spiegare la manifestazione unitaria dei sindacati di sabato 22 giugno a Roma. ”La priorità deve essere una restituzione fiscale a lavoratori dipendenti e pensioni”.
“Servono risposte rapide per uscire dalla crisi, una prima potrebbe essere la restituzione fiscale a pensionati e lavoratori dipendenti per fare ripartire i consumi. Non bastano solo gli annunci, perchè la crisi è profonda”.
“Sul terreno del lavoro si possono fare cose importanti anche senza risorse, come la clausola sociale sugli appalti e la garanzia per i lavoratori che non perdano il posto in quelle situazioni. Invece si fa una discussione sulla flessibilità che non è utile per fare ripartire l’economia. Oggi manifestiamo e vediamo quali risposte arriveranno, ma i sindacati sono convinti che senza risposte si perde tempo e si aggrava la crisi. La situazione non sta ferma in attesa e peggiora”.
”Oggi siamo in piazza perché il Paese ha bisogno di risposte rapide per uscire dalla crisi. E la prima risposta di cui il Paese ha bisogno è una restituzione fiscale a lavoratori dipendenti e pensionati, che permetta di far ripartire i consumi e la produzione”.
E sul piano per il lavoro che il governo si accinge a mettere in campo Camusso dice: ”Abbiamo avuto tante occasioni per dire che sul tema del lavoro si possono fare cose anche importanti che non hanno bisogno di risorse. Il problema è che invece si continua a fare una vecchia discussione sul tema della flessibilità anche se è ormai dimostrato che non è utile a far ripartire l’economia”. Oggi, ha dettola leader della Cgil, ”facciamo una manifestazione e vedremo quali risposte arriveranno. Cgil. Cisl e Uil sono profondamente convinti che senza risposte da un lato si continuera’ a perdere tempo, dall’altro continuerà’ ad aggravarsi la crisi”. E ad una domanda sulle parole del leader della Uil che ha avvertito del rischio che con l’aumentare dell’emergenza lavoro possano essere i cortei di disoccupati a far cadere il governo, Camusso Risponde: ”E’ una lettura possibile. Di sicuro senza misure che contrastino la crisi, la situazione peggiora”.
Il pacchetto Giovannini “così non serve a niente”, ha detto il leader della Uil, Luigi Angeletti, alla testa di uno dei due cortei della manifestazione. “Non mi sembra che sia una cosa che possa avere uno straccio di efficacia. A staccare la spina” al governo “non saranno Berlusconi o il Pd”, ma “saranno i cortei dei disoccupati”, ha detto il leader della Uil.
Critico anche Raffaele Bonanni, segretario Cisl:  “Il governo Letta faccia una proposta, basta con i bizantinismi. Metta questi obiettivi davanti e si raccordi con lavoratori e imprese. Serve una proposta coraggiosa, complessiva e nuova che ribalti. Basta cincischiare, perdere tempo. Letta abbia coraggio nel fare una cosa nuova. Questa è l’Italia che non butta la spugna e che non si perde in chiacchiere. Il Paese perisce perché c’è chi si perde in chiacchiere. Siamo qui per ricordare alla classe dirigente i doveri e non per contrapporre il Paese,
gli uni contro gli altri, ma per lavorare per il Paese reale”,
ha aggiunto il segretario della Cisl.

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