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mercoledì 27 aprile 2016

Stati Uniti : Crisi umanitaria negli Usa



Stati Uniti : Crisi umanitaria negli Usa: 16 milioni di famiglie senza nessuno che lavora
Se nessuno sta lavorando in una famiglia degli Stati Uniti su cinque come  può il tasso di 
disoccupazione essere vicino al 5%, come l'amministrazione Americana continua a insistere?

La verità, naturalmente, è che l'economia americana è in condizioni di gran lunga peggiori di quello che viene detto. La settimana scorsa, un'inchiesta condotta dalla Federal Reserve, e ripresa da The 
Atlantic, ha portato alla luce che negli Stati Uniti d'America il 47% della popolazione non è in grado di affrontare spese mediche impreviste. Anche solo il far ricorso al pronto soccorso diventa un problema per quasi la metà della popolazione. Questi cittadini non vi potranno accedere senza prima aver ricevuto un prestito oppure venduto qualcosa. Una situazione davvero paradossale per quella che ancora viene definita 'la terra delle opportunità', il luogo dove chiunque può realizzare 'il sogno 
americano',il 20 per cento di tutte le famiglie in America sono completamente disoccupate.

Dal Bureau of Labor Statistics ...

Nel 2015, la quota di famiglie con un membro impiegato era dell'80,3 per cento, in aumento di 0,2 punti percentuali a partire dal 2014. La probabilità di avere un familiare impiegato è aumentato nel 2015 per le famiglie nere (dal 76,4 per cento al 77,7 per cento) e per le famiglie ispaniche ( dal 85,9 per cento al 86,4 per cento). La probabilità per le famiglie bianche e asiatiche han mostrato poco o nessun cambiamento (80,1 per cento e 88,6 per cento, rispettivamente).

Ai fini di questo studio, le famiglie "sono classificate sia come famiglie sposate, coppie o famiglie gestite da donne o uomini senza coniugi presenti" ed includono
 le famiglie senza figli e bambini di età inferiore ai 18 anni.

Scavando nei numeri, troviamo che c'era un totale di 81,410,000 famiglie in America durante il 2015.

Di questo totale, 16,060,000 famiglie non hanno un singolo membro impiegato.

Questo significa che nel 19,7 per cento di tutte le famiglie negli Stati Uniti, nessuno ha un lavoro.

E naturalmente ci sono molte più le famiglie che sono "parzialmente impiegate". In altre parole, forse la moglie ha un lavoro, ma il marito no.

Quindi, sulla base di questi numeri, sembra che il vera tasso di disoccupazione in questo paese sia di 
gran lunga superiore al 5%, e secondo i calcoli di John Wiilliams di shadowstats.com il tasso reale della disoccupazione negli Stati Uniti sarebbe in realtà vicino al 22,9 per cento 
se si utilizzano numeri onesti.

Ma cerchiamo di non concentrarsi solo su dove siamo.

Diamo uno sguardo a dove stiamo andando.

Secondo Challenger, Gray & Natale, gli annunci di tagli posti di lavoro da parte delle grandi aziende 
negli Stati Uniti sono aumentati del 32 per cento durante il primo trimestre del 2016 rispetto al primo 
trimestre del 2015, e sembra che le perdite di posti di lavoro
 continueranno a salire nel secondo trimestre.  

In tutto il mondo, i fondamentali economici continuano a deteriorarsi . Negli Stati Uniti, le vendite al 
dettaglio sono state estremamente deludenti, le attività di vendita totali sono in costante calo, i ricavi 
aziendali e gli utili aziendali continuano a precipitare , e i fallimenti hanno raqggiunto il livello più alto dopo l'ultima crisi finanziaria .

Tutti questi numeri indicano che una grande crisi economica è già qui, e ogni settimana che passa le 
cose sembrano ancora più inquietanti per la seconda metà del 2016.



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mercoledì 10 febbraio 2016

MDD e gli over 50 disperati senza lavoro e pensione.



"Signor ministro del Lavoro, che fine hanno fatto le misure da lei più volte annunciate, ma sempre rinviate, per il reinserimento lavorativo degli ultracinquantenni e per anticipare il pensionamento degli over 55 che non riescono più a rientrare? (...)
Chi vi scrive è una di quel mezzo milione e più persone che hanno perso il lavoro dopo i 50 anni e ora sono troppo vecchi per ritrovarlo e troppo giovani per andare in pensione. Persone che - almeno quelle che conosco - le hanno provate tutte, disposte ad adattarsi, senza puzza sotto il naso, perché il lavoro è dignità umana e sociale, indipendenza economica, libertà personale; ma che alla fine si sono dovute rassegnare e hanno smesso di cercare. Nel mio caso, poi, oltre la beffa costituzionale (articolo 4: la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto) c'è pure il danno giudiziario.

Noi over 50 disperati senza lavoro e pensione.
 Lettera aperta al governo

Signor Presidente del Consiglio, l'Italia sarà anche ripartita e sarà pure tornata la fiducia nel futuro, ma deve essere accaduto da qualche altra parte: nell'Italia che vivo io da un po'di anni a questa parte di ripartenza e fiducia non c'è traccia, la crisi è sempre buia, e se si vede una luce in fondo al tunnel è quella del treno che ti sta correndo contro.

Signor ministro del Lavoro, che fine hanno fatto le misure da lei più volte annunciate, ma sempre rinviate, per il reinserimento lavorativo degli ultracinquantenni e per anticipare il pensionamento degli over 55 che non riescono più a rientrare? Signor ministro della Giustizia, che ne è stato dell'impegno assunto solo pochi mesi fa dal governo per rendere la giustizia civile più efficiente, meno lumaca e per smaltire entro breve tempo la montagna di cause arretrate?

continua a leggere ....  http://cipiri00.blogspot.it/2016/02/mdd-e-gli-over-50-senza-lavoro-e.html

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domenica 24 novembre 2013

NASA : Assume Nuovo Personale anche Senza Esperienza


NASA assume nuovo personale anche senza esperienza.

La NASA ovvero l’Ente Nazionale per le attività Spaziali e Aeronautiche americano offre diverse occasioni di lavoro e stage con opportunità di carriera. Nata nel 1958 la NASA si occupa di programmi spaziali, ed è stata istituita dal presidente Eisenhower. Durante gli anni l’Ente ha segnato diverse tappe fondamentali nella storia dell’umanità, con l’allunaggio dell’Apollo 11 che consentì all’astronauta Armstrong di toccare la luna per la prima volta nella storia.

La NASA, leader mondiale nel settore spaziale offre differenti opportunità lavorative, riferite sia a giovani senza alcuna esperienza che a professionisti esperti. L’Azienda aerospaziale ricerca scienziati, ingegneri, informatici, specialisti in risorse umane, redattori, programmatoti, tecnici, impiegati nel settore amministrativo pronti a partecipare e a collaborare per contribuire a portare avanti l’innovazione tecnologica in ambito spaziale.

Al momento la NASA sta ricercando diverse figure professionali da assumere presso le sedi in California, Ohio, Texas, Virginia, Florida, Maryland e Alabama, e a Washington DC e New York; più precisamente si ricercano le seguenti figure professionali: informatici, direttori di volo, fisici, esperti risorse umane, analisti, ingegneri aerospaziali, figure gestionali, supervisori, specialisti IT, esperti pari opportunità, addetti logistica, ingegneri dei materiali.

Inoltre l’Azienda offre l’opportunità a studenti e neolaureati di partecipare a programmi di formazione, lavoro e stage o anche collaborazioni estive. I programmi di sviluppo carriera sono riservati ai neolaureati e hanno una durata di un anno, avendo la possibile a fine percorso formativo di essere assunti con contratto a tempo indeterminato o a termine dall’Agenzia.

Per candidarvi ad una delle posizione della NASA potrete visitare la pagina carriere e selezioni della National Aeronautics and Space Administration e consultare le sezione riservate alle opportunità di impiego o ai percorsi alternativi per studenti e neolaureati.

qui  http://nasajobs.nasa.gov/default.htm
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domenica 23 giugno 2013

Cgil-Cisl-Uil : Basta annunci senza scelte



- ”Basta annunci senza scelte reali”: la segretaria della Cgil, Susanna Camusso, lancia un nuovo attacco al governo bipartisan di Enrico Letta. 
”Non vanno bene i continui annunci che non si traducono in una scelta che dia il senso del cambiamento”, ha detto per spiegare la manifestazione unitaria dei sindacati di sabato 22 giugno a Roma. ”La priorità deve essere una restituzione fiscale a lavoratori dipendenti e pensioni”.
“Servono risposte rapide per uscire dalla crisi, una prima potrebbe essere la restituzione fiscale a pensionati e lavoratori dipendenti per fare ripartire i consumi. Non bastano solo gli annunci, perchè la crisi è profonda”.
“Sul terreno del lavoro si possono fare cose importanti anche senza risorse, come la clausola sociale sugli appalti e la garanzia per i lavoratori che non perdano il posto in quelle situazioni. Invece si fa una discussione sulla flessibilità che non è utile per fare ripartire l’economia. Oggi manifestiamo e vediamo quali risposte arriveranno, ma i sindacati sono convinti che senza risposte si perde tempo e si aggrava la crisi. La situazione non sta ferma in attesa e peggiora”.
”Oggi siamo in piazza perché il Paese ha bisogno di risposte rapide per uscire dalla crisi. E la prima risposta di cui il Paese ha bisogno è una restituzione fiscale a lavoratori dipendenti e pensionati, che permetta di far ripartire i consumi e la produzione”.
E sul piano per il lavoro che il governo si accinge a mettere in campo Camusso dice: ”Abbiamo avuto tante occasioni per dire che sul tema del lavoro si possono fare cose anche importanti che non hanno bisogno di risorse. Il problema è che invece si continua a fare una vecchia discussione sul tema della flessibilità anche se è ormai dimostrato che non è utile a far ripartire l’economia”. Oggi, ha dettola leader della Cgil, ”facciamo una manifestazione e vedremo quali risposte arriveranno. Cgil. Cisl e Uil sono profondamente convinti che senza risposte da un lato si continuera’ a perdere tempo, dall’altro continuerà’ ad aggravarsi la crisi”. E ad una domanda sulle parole del leader della Uil che ha avvertito del rischio che con l’aumentare dell’emergenza lavoro possano essere i cortei di disoccupati a far cadere il governo, Camusso Risponde: ”E’ una lettura possibile. Di sicuro senza misure che contrastino la crisi, la situazione peggiora”.
Il pacchetto Giovannini “così non serve a niente”, ha detto il leader della Uil, Luigi Angeletti, alla testa di uno dei due cortei della manifestazione. “Non mi sembra che sia una cosa che possa avere uno straccio di efficacia. A staccare la spina” al governo “non saranno Berlusconi o il Pd”, ma “saranno i cortei dei disoccupati”, ha detto il leader della Uil.
Critico anche Raffaele Bonanni, segretario Cisl:  “Il governo Letta faccia una proposta, basta con i bizantinismi. Metta questi obiettivi davanti e si raccordi con lavoratori e imprese. Serve una proposta coraggiosa, complessiva e nuova che ribalti. Basta cincischiare, perdere tempo. Letta abbia coraggio nel fare una cosa nuova. Questa è l’Italia che non butta la spugna e che non si perde in chiacchiere. Il Paese perisce perché c’è chi si perde in chiacchiere. Siamo qui per ricordare alla classe dirigente i doveri e non per contrapporre il Paese,
gli uni contro gli altri, ma per lavorare per il Paese reale”,
ha aggiunto il segretario della Cisl.

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martedì 1 marzo 2011

ECOLOGIA: Senza lavoro per decreto , 150.000 famiglie a risc...



ECOLOGIA: Senza lavoro per decreto , 150.000 famiglie a risc...: "Senza lavoro per decreto: 150.000 famiglie a rischio nel fotovoltaico . … Il Governo intende ..."

In questi giorni, si decide la morte per decreto delle energie rinnovabili in Italia. Quindicimila famiglie rischiano di perdere in pochi mesi il posto di lavoro, un indotto che occupa altre 100.000 persone sarà colpito. E’ un prezzo altissimo, in termini sociali ed economici, che verrà pagato da uno dei pochissimi settori produttivi non colpiti dalla crisi e da un numero importante di lavoratori e famiglie.
E’ quello che succederà se il Consiglio dei Ministri approverà il decreto sulle rinnovabili nella versione che circola in questi giorni all’interno del Parlamento e su cui si leggono anticipazioni di stampa.
Dopo pochi mesi dalla (lungamente attesa) approvazione, nel mese di agosto dello scorso anno, della legge sul nuovo conto energia, lo scorso 31 gennaio la Commissione europea ha adottato, come noto, una raccomandazione in cui invita gli Stati membri ad incoraggiare le politiche di sviluppo delle fonti rinnovabili, scoraggiando esplicitamente strumenti normativi retroattivi, causa di incertezza sul mercato e di congelamento degli investimenti.
A dispetto di queste premesse nelle bozze del decreto legislativo rinnovabili leggiamo la previsione di introdurre retroattivamente un limite vincolante di 8.000 MW. Stop ai progetti autorizzati e in corso di autorizzazione. Stop a molti cantieri in corso. Un vero e proprio tetto al fotovoltaico, più di 6 volte inferiore a quello fissato dalla Germania. È questa la prospettiva che annienterebbe il settore fotovoltaico a partire dalla prossima settimana con l’eventuale approvazione in Consiglio dei Ministri. A farne immediatamente le spese saranno circa 120.000 lavoratori impiegati direttamente e indirettamente nel fotovoltaico.
In queste condizioni un’industria nascente è condannata a morte prima ancora di essere diventata pienamente adulta. Se nell’arco di pochi giorni non si riuscirà a introdurre dei correttivi, il fotovoltaico rischia una Caporetto, con ripercussioni molto pesanti sia in termini occupazionali che di credibilità del sistema Paese. Mentre gli Stati Uniti di Obama, pur in presenza di un taglio delle spese pubbliche molto robusto, mantengono saldo il timone verso lo sviluppo delle rinnovabili, l’Italia rischia un nuovo tracollo dopo quello degli anni Ottanta.
Siamo sbigottiti, è incomprensibile. Non è abbastanza promuovere l’ambiente e la salute di noi tutti, generare ricchezza e dare lavoro a oltre 15.000 addetti diretti e fino a 100.000 indiretti, offrire l’opportunità a oltre 160.000 famiglie di diventare indipendenti energeticamente? Quali interessi si vogliono davvero tutelare? Chi sono i poteri forti che stanno eliminando ad una ad una tutte le rinnovabili? Prima l’eolico, oggi il fotovoltaico. Che destino attende un paese che distrugge sistematicamente le proprie opportunità di sviluppo?
Nonostante il parere positivo in sede di Commissioni Parlamentari (per cui lo schema di decreto attuativo della direttiva 2009/28 sull’energia da fonti rinnovabili si inserisce nel quadro della politica energetica europea volta a ridurre la dipendenza dalle fonti combustibili fossili e le emissioni di CO2) il dibattito in corso, specie per le notizie di stampa spesso espressione di interessi non necessariamente palesi e esplicati in sede politica e sociale, sembra preludere ad un intervento legislativo che andrà, si teme, in senso diametralmente opposto a quello, voluto dalla Commissione, di incoraggiamento delle politiche di sviluppo delle fonti rinnovabili.
La realtà è diversa. A fronte di una crisi che non smette di mordere il tessuto produttivo, è vero che il settore delle rinnovabili si muove in netta controtendenza. Gli incentivi (che, ricordiamo, non gravano sul bilancio dello Stato ma nemmeno su quello delle famiglie, come invece si è letto in questi giorni) hanno creato un volano virtuoso che ha consentito al Paese di riavvicinarsi al gruppo dei paesi leader nel campo dell’innovazione e della capacità produttiva.
Il fotovoltaico, in un contesto così difficile come quello che abbiamo visto delinearsi negli ultimi anni, rappresenta un settore in crescita occupazionale e di fatturato, oltre che un settore tecnologicamente in evoluzione.
Confidiamo nell’equilibrio e nella saggezza del Governo e del Parlamento affinché si voglia intervenire per evitare che un altro tassello della nostra economia cada vittima di contrapposti interessi e di battaglie ideologiche. Confidiamo che saprete dare un futuro alle nostre famiglie e ai nostri figli che si trovano oggi incolpevoli nella precarietà e nell’incertezza.”

Gianluca Nunnari -
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