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venerdì 7 dicembre 2018

Landini dice Salvini e Di Maio Abbaiano ma non cambiano niente

Landini dice Salvini e Di Maio Abbaiano ma non cambiano niente


 Maurizio Landini, possibile futuro segretario generale della CGIL, il quale si è soffermato su diversi temi economici, lavorativi e sindacali attuali, non lesinando critiche al Governo in carica. Vediamo le parti salienti di quello che ha detto.

Landini: 'Governo? Per ora molte chiacchiere e pochi fatti'
Maurizio Landini ha esordito dicendo: "Il sindacato sta dalla parte del cambiamento e del miglioramento delle condizioni di chi lavora.

Noi siamo autonomi da Governi e li giudichiamo per quello che fanno. Ad oggi siamo di fronte a molte chiacchiere e molti annunci, pare di essere in campagna elettorale, ma di fatti ce ne sono molto pochi.

Anche la famosa "Quota 100" e il famoso reddito di cittadinanza non si capisce ancora come e quando li fanno, né chi li prende. Il Governo sta semplicemente applicando un accordo che hanno fatto fra privati, ma non c'è nessun confronto né discussione. Il problema di questo paese è creare lavoro [VIDEO] e far ripartire gli investimenti pubblici e privati".

'Su pensioni meccanismo molto rigido e donne penalizzate, se Quota 100 fosse retroattiva sarebbe presa in giro'
Parlando in particolare della possibile "Quota 100" sulle Pensioni, Landini ha detto: "Intanto non si capisce come viene fatta, ne circolano di ogni genere. Inoltre pare che ci troveremo di fronte a un meccanismo molto rigido: devi avere 62 anni di età e 38 di contributi, se non hai i due elementi la cosa non funziona. Questo penalizza sicuramente le donne, perché difficilmente hanno tutti quegli anni di contributi.

La nostra proposta è 62 anni di età, ma con una flessibilità che permetta alla singola persona di decidere in base ai contributi di poter uscire. Inoltre, siccome in campagna elettorale dicevano di voler cancellare la Riforma Fornero, c'è anche il problema dei giovani: occorre creare un sistema che dia un futuro di pensione anche a loro. Inoltre, come noi diciamo da sempre, i lavori non sono tutti uguali: dipende da quello che fai (...) Noi già ai Governi precedenti chiedevamo di cambiare la Fornero. Quello che vuol fare questo Governo non si capisce: se dovesse saltare fuori che la Quota 100 è retroattiva, perché 62 anni li dovevi avere due anni fa, ma chi stiamo prendendo in giro?".

Landini su Europa: 'Di Maio e Salvini hanno abbaiato ma ora dicono a Conte di fare l'accordo, facciano vera trattativa'
Landini si è anche soffermato sui temi europei: "Il sindacato non ha avuto bisogno del Governo Salvini-Di Maio per dire che andava cambiata l'Europa: noi eravamo contro il pareggio di bilancio e contro il fiscal compact e abbiamo chiesto di rivedere i Trattati.

Io critico il fatto che questi fanno campagna elettorale. Se vogliono cambiare veramente le cose dovrebbero fare una trattativa vera, a partire da quelli che in Europa comandano [VIDEO]. Qui invece si fanno solamente degli annunci, per poi tornare indietro: Salvini e Di Maio hanno abbaiato per dire ora a Conte di fare l'accordo che puoi e vediamo come saltarci fuori. La vera trattativa sarebbe su un punto: quella degli investimenti, per il loro rilancio e per scomputarli dal debito".

Landini: 'Se non arriva risposta dal Governo noi facciamo mobilitazione, non ci fermeremo davanti a nulla'
Riguardo alla provocazione che Confindustria potrebbe mobilitarsi e il sindacato no, Landini ha detto: "Gli imprenditori vediamo cosa fanno [VIDEO], dovrebbero riprendere a fare gli investimenti. Noi come sindacato abbiamo sempre fatto Politica, non siamo apolitici. Noi siamo un soggetto che giudica i Governi per quello che fanno. E così abbiamo fatto coi precedenti. La disintermediazione purtroppo è partita prima. CGIL, CISL e UIL insieme hanno scritto al Governo per proporre cosa fare, anche su evasione e investimenti. La risposta ancora non c'è. Stiamo facendo assemblee per preparare la mobilitazione e noi saremo pronti a mettere in campo quello che abbiamo sempre fatto con ogni Governo. Se le cose non vengono fatte non ci fermeremo davanti a nulla e decideremo tutto quello che c'è da decidere".

'Non è cambiato niente: iscritti CGIL che hanno votato Lega mi chiedono di difenderli dalle cose che il Governo non farà'
Landini ha poi concluso: "Il Governo vuol raccontare che non discute coi sindacati, vorrei far notare che quelli prima di loro che volevano la disintermediazione ora non ci sono più, mentre noi ci siamo ancora. Quindi suggerirei anche a questi di volare basso. I sindacati in Italia hanno 11 milioni di iscritti che ogni mese pagano volontariamente la tessera. I 5 Stelle hanno preso proprio 11 milioni di voti e pensano di non dover più rispondere a nessuno, e a noi con gli stessi numeri non ci vogliono incontrare. Così si riduce la democrazia ma noi non abbiamo nessuna intenzione di stare zitti e fermi. (...) Diversi lavoratori iscritti alla CGIL mi fermano e mi dicono: 'Abbiamo votato la Lega perché volevamo il cambiamento, ma tu non abbassare la guardia e difendici anche dalle cose che quel Governo non farà'. (...) Quello che mesi fa hanno annunciato ancora non si vede: le condizioni di vita delle persone non sono cambiate chi era precario è ancora precario, chi voleva andare in pensione non ci è ancora andato perché i soldi non ci sono. Questo Governo, al di là delle parole, non sta cambiando le ragioni per cui si è determinata questa crisi (...) Noi abbiamo varie proposte già depositate in Parlamento che aspettano delle risposte: siamo un sindacato di progetto e non solo di opposizione".


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mercoledì 14 novembre 2018

Quota 100 Penalizzazioni in Vista

PER CHI SCEGLIE QUOTA 100 PENALIZZAZIONI IN VISTA

PER CHI SCEGLIE QUOTA 100 PENALIZZAZIONI IN VISTA

"Le audizioni in corso alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato mettono sempre piu' in evidenza le incongruenze politiche e contabili della manovra". Lo afferma Cesare Damiano, candidato alla segreteria del Partito democratico, a proposito della legge di Bilancio.
"Basta esaminare - continua - quanto affermato dall'Ufficio
Parlamentare di Bilancio e dalla Corte dei Conti". Nel primo caso si evidenzia un fenomeno finora non venuto alla luce: che optare per '#Quota100' significa tagliare del 5% all'anno l'importo dell'assegno, fino a un massimo del 30%. Il taglio 'implicito' dell'assegno diventa pesante se abbinato al divieto, per i primi 2 anni, di svolgere un'attivita' da parte di chi ha aderito a 'Quota 100'. Inoltre, l'Upb ha evidenziato che potrebbero uscire dalle aziende oltre 400.000 lavoratori: in quel caso, il costo salirebbe a 13 miliardi. E' evidente che i 6,7 miliardi per le pensioni,
stanziati dal Governo, sono del tutto insufficienti. Un altro
capitolo e' stato aperto dalla Corte dei Conti che ha evidenziato come la composizione qualitativa della manovra assegni l'80% delle risorse alla spesa corrente e soltanto il 20% agli investimenti" Quello che il Governo si ostina a non voler capire e' che i conti non stanno in piedi per due motivi: la legge di Bilancio e' squilibrata a svantaggio degli investimenti e c'e' il rischio che
il 2,4% venga sfondato perche' le promesse gialloverdi, esagerate (Quota 100, Quota 41, Opzione Donna, nona salvaguardia degli esodati, blocco dell'aspettativa di vita, Reddito e pensione di Cittadinanza), non saranno possibili data l'esiguita' delle risorse, 6,7 miliardi piu' 9 miliardi, complessivamente messe a disposizione. La realta' e' piu' dura della fantasia, al di la' di quello che pensano Di Maio e Salvini", conclude.



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domenica 15 luglio 2018

Il decreto dignità è un flop, ma per Di Maio è colpa delle lobby

Il decreto dignità è un flop, ma per Di Maio è colpa delle lobby


Per Di Maio i numeri sull’aumento dei licenziamenti che compaiono nella relazione tecnica sono stati inseriti a sua insaputa la notte prima dell’invio al Quirinale


Di Maio cerca di difenderlo in tutti i modi, ma il decreto dignità è il vero grande flop in tinta gialloverde. L’attesa è stata lunga, il testo nei giorni scorsi si era arenato a causa di alcune discrepanze interne all’esecutivo: il decreto, opera del leader Cinque Stelle, infatti, non era piaciuto molto al suo collega di governo Salvini.

Dopo l’attesa il decreto si scontra con la dura realtà dei numeri: secondo i calcoli che compaiono nella stessa relazione tecnica che accompagna il documento l’occupazione è destinata a diminuire di 8mila unità all’anno per dieci anni.

La strampalata spiegazione di Di Maio: un complotto
Di Maio cerca di spiegare, ma non ci riesce bene e peggiora la situazione. Il dato, secondo lui, “è apparso nella relazione tecnica al decreto la notte prima che si inviasse il decreto al presidente della Repubblica. Non è una cosa che ci hanno messo i miei ministeri, non è una relazione che hanno chiesto i miei ministeri e soprattutto la relazione non è stata chiesta dai ministri della Repubblica, perché qualcuno potrebbe cominciare a dire che sto andando contro qualche altro collega ministro”. Come quel dato sia finito nella relazione non è dato sapere.

E per motivare tanto accanimento contro il suo decreto, il leader pentastellato ritira fuori un suo vecchio cavallo di battaglia: “Il decreto dignità ha contro lobby di tutti i tipi”.

E da fonti qualificate del Movimento Cinque Stelle contattate dall’Ansa arrivano anche accuse gravi a persone vicine alla squadra dell’ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan responsabili, secondo tali fonti, dell’inserimento di questi dati nel testo. E le stesse fonti sostengono l’idea di uno spoil system per “togliere dai posti chiave chi mira a ledere l’operato di governo e M5s. Abbiamo bisogno di persone di fiducia, non di vipere”.

Accuse alle quali risponde all’Ansa lo stesso ex ministro Padoan: “Se insinuano che qualcuno della mia ex squadra si sia comportato scorrettamente, magari perché sobillato, lo respingo sdegnosamente: sarebbero accuse di gravità incredibile. Il dl dignità e la relazione tecnica sono predisposti dal ministero del Lavoro: mi auguro abbiano fatto un lavoro corretto perché 
sarà alla base delle decisioni del Parlamento”.

Nel frattempo fonti del Mef mettono in evidenza come la stima (elaborata dall’Inps) degli 8mila posti di lavoro in meno fosse già inserita nella relazione tecnica consegnata al ministero. Le relazioni tecniche sono sempre presentate dalle amministrazioni proponenti insieme al provvedimento.

Il decreto a Montecitorio il 24 luglio
Con questo il biglietto da visita con il quale il decreto la settimana prossima si presenterà in Parlamento, nelle commissioni Finanze e Lavoro di Montecitorio per poi passare all’esame dell’aula a partire dal 24 luglio. Ma l’opposizione è pronta a dare battaglia.

“È pericoloso il livello di incompetenza che si sta raggiungendo ed è pericoloso il livello di falsificazione di informazioni che il governo sta cercando di dare”, dichiara il deputato dem Luigi Marattin, mentre il senatore Filippo Sensi commenta su Twitter: “Siamo alla dignità a sua insaputa”.

“Di Maio – commenta il capogruppo dem in Senato Andrea Marcucci – usa scuse ridicole e patetiche. Pensare a non meglio precisate lobby che di notte aggiungono tabelle ai provvedimenti del governo, fa sorridere. Il decreto dignità misura la distanza della maggioranza M5s e Lega dalla realtà non ci sono misure a sostegno del lavoro a tempo indeterminato e si scoraggia quello a tempo determinato, la conseguenza sarà un incremento del lavoro nero, 
8.000 posti di lavoro in meno è una stima ottimistica. 

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domenica 10 giugno 2018

Pensioni: tutti dai social contro Di Maio e Salvini


Pensioni: tutti dai social contro Di Maio e Salvini


Le ultime novità sulle pensioni anticipate 2018, giungno dalle ultime dichiarazioni su quota 100 e 41 che ha rilasciato Alberto Brambilla, esperto di pensioni che ha stilato il programma previdenziale della Lega. La riforma delle pensioni vi sarà, con buona probabilità dal 2019, ma le condizioni, a detta dei lavoratori, sono ben diverse da quelle annunciate in campagna elettorale e poi trascritte nel contratto. Nessun paletto, continuano a ribadire i nostri lettori, era stato menzionato né per la quota 100 né per la quota 41. Ora la notizia del limite anagrafico dai 64 anni per l’accesso alla quota 100 e del ricalcolo dell’assegno col metodo contributivo dal 1996 oltreché il limite dei 2 anni di contributi figurativi, fa infuriare e non poco quanti hanno creduto nell’abolizione della Legge Fornero. Molti, giunti a questo punto, sostengono sia meglio conservare la normativa vigente. La rabbia e la frustrazione sono palpabili sui social ed anche la nostra sezione commenti ha fatto il pieno di disappunto nei confronti del nuovo Governo, sotto accusa sia Salvini che Di Maio. Una carrellata delle opinioni dei cittadini, ad oggi 8 giugno 2018.

Pensioni anticipate: ma che quota 100 è se parte dai 64 anni?
La prima considerazione che fanno i lavoratori è che quanto sta emergendo in questi giorni, in primis il paletto dei 64 anni per poter accedere alla quota 100, non era stato menzionato in campagna elettorale, per questa ragione i cittadini si sentono beffati e traditi da quello che avrebbe dovuto essere ‘il Governo del cambiamento’. Così Massimo: “Assolutamente contrario a qualsiasi mezza misura. Si rispetti quanto detto in campagna elettorale. Quota 100 senza se e senza ma. I cittadini si sono espressi col voto considerando tra le altre cose anche questa affermazione che ha un valore non indifferente” Poi aggiunge: “ l’indignazione dei cittadini e’ in aumento. Il guaio e’ che purtroppo pochissimi sino a poco tempo fa erano a conoscenza dell’assurdo paletto dei 64 anni. Ora che li abbiamo stanati devono portare immediatamente in parlamento il disegno di legge in tema pensionistico con la quota 100 senza se e senza ma”.

Matteo, rincara il disappunto facendo notare che si tratterebbe dell’ennesima presa in giro ai danni dei futuri pensionati: “Siamo alle solite, in campagne elettorale si è parlato di quota 100 e quota 41 STOP. io ho 62 anni e 40 di servizio, sono già a 102 e mi toccherà lavorare ancora altri due anni, di fatto andrò in pensione (se Dio vuole) con quota 106, ben lungi dalla tanto declamata quota 100 – è una vergogna, se approvassero la legge in questi termini sarebbe una presa in giro per gli elettori, l’ennesima. Ricordo (parole tanto care a chi ha vinto le elezioni) che il PD per il salvabanche ha trovato 20 miliardi nel giro di poche ore!!!”

Marco, ricorda quanto scritto nel contratto di Governo al punto 17’alla voce ‘abolizione della riforma Fornero’ : “Il programma condiviso prevede quota 100 quale somma fra eta’ anagrafica ed anni lavorati senza indicazione dell’eta’ minima. Su questo hanno dato il proprio voto gli elettori. Cambiare significa non rispettare la volontà popolare e comportarsi peggio di chi vi ha preceduto. Oltretutto se non viene rispettato quanto scritto e da anni dichiarato, vuol dire che siete disonesti ed inaffidabili per cui tutto il programma viene messo in discussione.
Non vorrei pentirmi di avervi dato fiducia”.

Pensioni 2018, NO a quota 100/41 con contributivo, assurdo il limite dei 2 anni figurativi
Inoltre i lavoratori sono furiosi sulle altre due limitazioni che ai loro occhi sono ancora più gravi del limite anagrafico, si tratta del calcolo dell’assegno che sarà contributivo sia per quota 100 che per quota 41.6  a partire dal 1/1/1996 e della possibilità di poter conteggiare per il montante contributivo, necessario a raggiungere le quote suddette, solo 2 anni figurativi (esclusi militare e maternità).

Alberto in modo categorico scrive: ” Proposta da cancellare : 1) aumenta quota 41 a 41+6. 2) Quota 100 senza vincoli dov’è ?”,  Gualtiero analizza gli intendimenti del Governo Salvini-Di Maio e scrive: “Vedo pessime soluzioni all’orizzonte, un arrabattarsi alla ricerca di fare qualcosa per mantenere fede alle promesse fatte, ma a discapito come sempre dei lavoratori. Non si puo’ pensare di modificare ..per esempio.. l’ attuale forma di retribuzione mista passando quasi totalmente al contributivo, oppure i diritti acquisiti valgono solo per i fortunati che sono già in pensione da decenni magari con fondi creati ad hoc al momento??? Non è tollerabile abbassare ulteriormente i già scarni assegni attuali soprattutto pensando poi parallelamente di dare un reddito di cittadinanza a chi magari non ha mai lavorato in vita sua…e non parlo di persone con effettivi problemi occupazionali..NO CARI SIGNORI FATE MEGLIO LASCIATE TUTTO COME E’ !!!””.

Pensioni anticipate 2018, chi ci perderebbe con il paletto dei  2 anni figurativi?
Marco, adirato rivolgendosi a Di Maio e Salvini e alle promesse fatte in campagna elettorale, scrive: “Coloro i quali si sono impegnati a smontare la riforma Fornero dicono di voler considerare i contributi figurativi validi per le pensioni anticipate di quota 41,5 e quota 100 nella misura di soli 2 anni. Da sempre, compresa l’attuale legge Fornero, i contributi figurativi(cassa integrazione, mobilita’ ecc.) sono considerati totalmente utili al conseguimento della pensione sia nel diritto che nella misura. Infatti in questo momento la pensione anticipata a 42 anni e 10 mesi si consegue con i contributi figurativi totalmente conteggiati. Non si capisce quindi perché tutto d’un tratto questi vengono messi in discussione anche in relazione al fatto che a tutt’oggi è andato in pensione il mondo con tale conteggio. Tale comportamento inasprisce ulteriormente l’attuale legge colpendo le fasce che hanno sofferto gli effetti della cig e della mobilita’ con l’effetto di allungare ulteriormente e tempi di pensionamento oltre alla penalizzazione con i nuovi sistemi di calcolo. Brambilla a nome della lega non stanno mantenendo, mobilitiamoci contro nuovi populisti demagogici.

Mario, preoccupato, mette in luce il dramma dei caregiver : ” In merito alla famosa proposta di quota 100 con età a 64 anni, oltre a essere iniqua e non migliorative rispetto alla legge Fornero, vorrei segnalare il problema dei contributi figurativi. Chi come me assiste un disabile usufruendo dei permessi due anni Max figurativi sarebbero penalizzanti;
 meno male che hanno istituito il ministero della disabilità”.



Quota 100 è una beffa dal nuovo Governo Giallo-Blu 
La delusione dei lavoratori per quanto concerne la misura quota 100 proposta dal nuovo Governo Giallo-Blu. Il paletto anagrafico dei 64 anni indicato come..
http://cipiri5.blogspot.com/2018/06/pensioni-quota-100-e-la-beffa-del.html



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giovedì 31 maggio 2018

Pensioni : Di Maio apre a Mattarella e Salvini

pensioni anticipate


Le ultime novità sulle pensioni anticipate ad oggi 30 maggio 2018 continuano a susseguirsi di ora in ora, nella giornata di ieri sembravano imminenti le prossime elezioni, si ipotizzava il ritorno alle urne il 29/7, Salvini su La7 aveva rassicurato gli elettori che nonostante la bocciatura di Mattarella al Governo era ancora possibile modificare la Fornero facendo appello ai presidenti di Camera e Senato di insediare le commissioni, oggi la nuova riapertura di Di Maio a Mattarella e alla Lega. I lavoratori sempre più in apprensione seguono con attenzione le mosse dei due leader per comprendere se il Governo Giallo-Verde vedrà la luce e con esso le riforme promesse: quota 100/41 e opzione donna.

Pensioni anticipate 2018: tutto ancora possibile?
Già nella giornata di ieri Salvini aveva rassicurato i suoi elettori e quanti ansiosi gli avevano scritto su Facebook per sapere se il contratto di Governo stilato con il M5S sarebbe dunque divenuto carta straccia. Parlando su La7 il leader del Carroccio avrebbe infatti confermato le proprie intenzioni sul comparto previdenziale, nonostante il quadro politico davvero incerto.

Salvini avrebbe ribadito l’intenzione di portare avanti la sua lotta contro la riforma Fornero portando avanti il suo programma, quota 100/41 e opzione donna , possibilmente, ha fatto intendere, al Governo se riuscirà a vincere le prossime elezioni o in Parlamento se non si potrà fare altro. Le donne che ambivano alla proroga di opzione donna su facebook alternano amarezza e delusione per l’attuale stallo e speranza che qualcosa possa cambiare nel prossimo futuro. Le donne sono stanche di attendere, dicono, talune sono anche disoccupate, e sperano che Salvini e Di Maio trovino l’accordo con Mattarella per salire alla guida del Paese e mantenere le promesse. Esausti anche gli esodati, 6.000 famiglie, che attendono che la loro causa divenga la priorità indipendentemente che si formi un Governo tecnico o un governo Giallo-Verde, la vita delle persone non può dipendere così a lungo dallo stallo politico creatosi.

Riforma pensioni: si riaprono i giochi tra M5S-Lega? Damiano ‘arginare il populismo’
Di Maio ritratta la linea dura col Colle, una maggioranza c’è, ha affermato, parta il nostro Governo. Siamo pronti, titola il fatto quotidiano, a collaborare con Mattarella. Poi specifica il titolo, si ‘riapre la trattativa con la Lega’. Una partita, quella che sembra si stia giocando, che non pare avere mai fine. Gli elettori continuano a chiedersi cosa ne sarà di loro, specie quanti avevano votato M5S e Lega proprio per le promesse fatte in campagna elettorale che garantivano la modifica alla riforma Fornero, donne e precoci in primis. I pensionandi e non solo sperano che queste diatribe finiscano e con responsabilità si decida come far partire un Governo che possa guidare il Paese, verso il male minore.

Per Damiano è giunta l’ora di arginare il populismo e critico, nella sua ultima nota stampa, afferma: “Un programma di Governo giallo-verde che, nella parte esplicita, richiedeva decine di miliardi di risorse (abolire la legge Fornero, istruire flat tax e reddito di cittadinanza) e, nella parte implicita, il cambio delle alleanze internazionali e l’uscita dall’Euro, non avrebbe retto alla prova dei fatti. Il problema è che, a furia di alzare la posta, fino a mettere in discussione la figura e il ruolo del Presidente della Repubblica, si minano le basi della democrazia e della Costituzione. A farne le spese sarà l’Italia”. “Il Pd, in questo drammatico frangente, può svolgere un ruolo importante. In primo luogo occorre perseguire l’obiettivo del massimo dell’unità e della coesione interna e allargare il campo delle alleanze al di fuori dei confini attuali del centrosinistra al fine di costruire un argine efficace al populismo e alle avventure”, conclude.

Salvini sta Prendendo in Giro TUTTI ...


Salvini sta Prendendo in Giro TUTTI ...
http://cipiri35.blogspot.it/2018/05/salvini-sta-prendendo-in-giro-di-maio-e.html



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mercoledì 9 maggio 2018

I Precoci Scrivono a Salvini e Di Maio


Le ultimissime novità sulle pensioni, dopo le parole di Mattarella, giungono dai lavoratori precoci, che non hanno certo preso di buon grado il non accordo tra M5S e Lega. Così sui social è iniziata ad impazzare la paura di un eventuale Governo tecnico, non eletto dal popolo, che fa tornare alla mente la precedente Riforma delle pensioni Fornero. Un incubo, un eventuale riforma bis, da cui i lavoratori desiderano allontanarsi il più possibile. Ecco le sensazioni e le angosce sul web.

Riforma pensioni, paura di un Governo tecnico
Pino Andreoli, membro del gruppo ‘lavoratori precoci uniti  a tutela dei propri diritti’ , ha scritto poco dopo aver sentito parlare il Presidente della Repubblica: “Al solo sentire parlare di governo tecnico mi viene il terrore addosso. La mia data prevista per il pensionamento è la prima settimana di settembre. Ce la farò o sarò vittima come per la Fornero?”

I lavoratori, anche quelli prossimi alla pensione, sono terrorizzati dalla fase di stallo attuale e temono il peggio, l’incubo di un governo tecnico la fa da padrone e genera agitazione tra gli iscritti ai gruppi social. Vi è chi con maggiore serenità, seppur allibito dalla mancanza di responsabilità dimostrata dai partiti, cerca di tranquillizzare gli altri, come Giovanni Merli: “Ce la fai ce la fai, io vado il primo ottobre con 43 anni di lavoro, il DEF è stato presentato da Gentiloni a politiche invariate, a questo punto se ne parla in finanziaria 2018 per il 2019…però ho dei seri dubbi che si farà qualcosa per eliminare o quantomeno modificare la legge Fornero”. Poi vi è anche chi come Moreno Barbuti, veterano del gruppo e spesso in prima linea,  si rivolge direttamente a Salvini e Di Maio invitandoli ad un ripensamento responsabile per il bene del Paese, ecco la sua lunga missiva.

Pensioni 2018, il precoce Moreno scrive a Salvini e Di Maio
“Caro Matteo Salvini, caro Luigi Di Maio. Sono passate sei settimane dal voto del 4 marzo e noi cittadini che stiamo seguendo con trepidazione l’evolversi della politica, siamo in attesa di sapere chi guiderà il nostro Paese. Dopo più di due mesi purtroppo non vediamo alcun Governo profilarsi all’orizzonte. Ciò che notiamo è che si sta perdendo tempo in chiacchiere, in tentativi di affermare orgogliosamente la propria fazione politica più che cercando di trovare una soluzione reale che porti beneficio alla popolazione. Abbiamo bisogno di sicurezza, di vedere che le persone che abbiamo eletto prendano in mano ora la situazione e mantengano ciò
che ci hanno promesso in campagna elettorale”

Poi aggiunge, spiegando il suo pensiero, che è comune a migliaia di lavoratori: “ Altrimenti tutto diventa una farsa, una conferma del fatto che le promesse elettorali servono solo per prendere voti e per accaparrarsi un posto in parlamento, dimenticandosi totalmente delle esigenze principali della nazione. Sto parlando delle esigenze economiche e sociali, delle esigenze del welfare in particolare delle modifiche che tutti stiamo aspettando sulla riforma Fornero, della sanità, della scuola e di tante altre problematiche che incombono sull’Italia.”
Poi continua, lanciando loro un appello/ proposta a collaborare insieme.

Riforma pensioni 2018, Barbuti: coalizione di Governo anche solo provvisoria
Spiega Barbuti  il fulcro deve essere la volontà dei partiti di soddisfare quanto richiesto loro dagli elettori per il bene del Paese, lo scopo deve essere rispettare gli impegni presi in campagna elettorale e agire concretamente, insieme e responsabilmente per risolvere molti dei problemi irrisolti. Ecco le sue parole nell’invito ai due leader: “Se voleste, con più umiltà, avreste sicuramente la possibilità di formare una coalizione di Governo che almeno provvisoriamente possa insediarsi e risolvere le sopra citate problematiche. Con tutte queste necessità impellenti, che richiedono una soluzione a breve termine, vedere che i nostri politici si accapigliano e mettono al primo posto il loro orgoglio e la loro necessità di affermarsi , a noi cittadini dà un po’ fastidio. Stiamo perdendo totalmente la fiducia nella politica! Vi rendete conto di questo vero? A che serve andare a votare se poi delle nostre scelte ne fate carta straccia? Forza, trovate un accordo che possa consentire al nostro bellissimo Paese di uscire dal pantano in cui si trova!”


Poi conclude tirando in ballo lo spauracchio di un eventuale Governo tecnico: ” Il rischio è quello di trovarci con un Governo tecnico non eletto da nessuno, azzerando completamente la volontà degli elettori. Che senso avrebbe trovarci con un Governo non eletto dopo che noi abbiamo deciso di avere voi alla nostra guida? A questo dovete pensare, piuttosto bisogna fare un passo indietro umilmente, anche due se necessario, ma il bene del paese e il rispetto degli elettori e del progetto che hanno scelto dandovi il voto, va rispettato!! . Infine l’invito a Salvini e Di Maio  a ripensarci: “Domani speriamo di sentire che avete deciso di accordarvi per il bene comune.
Buon lavoro, credo ne abbiate davvero bisogno”.




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