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mercoledì 14 novembre 2018

Quota 100 Penalizzazioni in Vista

PER CHI SCEGLIE QUOTA 100 PENALIZZAZIONI IN VISTA

PER CHI SCEGLIE QUOTA 100 PENALIZZAZIONI IN VISTA

"Le audizioni in corso alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato mettono sempre piu' in evidenza le incongruenze politiche e contabili della manovra". Lo afferma Cesare Damiano, candidato alla segreteria del Partito democratico, a proposito della legge di Bilancio.
"Basta esaminare - continua - quanto affermato dall'Ufficio
Parlamentare di Bilancio e dalla Corte dei Conti". Nel primo caso si evidenzia un fenomeno finora non venuto alla luce: che optare per '#Quota100' significa tagliare del 5% all'anno l'importo dell'assegno, fino a un massimo del 30%. Il taglio 'implicito' dell'assegno diventa pesante se abbinato al divieto, per i primi 2 anni, di svolgere un'attivita' da parte di chi ha aderito a 'Quota 100'. Inoltre, l'Upb ha evidenziato che potrebbero uscire dalle aziende oltre 400.000 lavoratori: in quel caso, il costo salirebbe a 13 miliardi. E' evidente che i 6,7 miliardi per le pensioni,
stanziati dal Governo, sono del tutto insufficienti. Un altro
capitolo e' stato aperto dalla Corte dei Conti che ha evidenziato come la composizione qualitativa della manovra assegni l'80% delle risorse alla spesa corrente e soltanto il 20% agli investimenti" Quello che il Governo si ostina a non voler capire e' che i conti non stanno in piedi per due motivi: la legge di Bilancio e' squilibrata a svantaggio degli investimenti e c'e' il rischio che
il 2,4% venga sfondato perche' le promesse gialloverdi, esagerate (Quota 100, Quota 41, Opzione Donna, nona salvaguardia degli esodati, blocco dell'aspettativa di vita, Reddito e pensione di Cittadinanza), non saranno possibili data l'esiguita' delle risorse, 6,7 miliardi piu' 9 miliardi, complessivamente messe a disposizione. La realta' e' piu' dura della fantasia, al di la' di quello che pensano Di Maio e Salvini", conclude.



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giovedì 11 gennaio 2018

Cesare Damiano : abolizione della Legge Fornero



"Intervista a Cesare Damiano sulle proposte di abolizione della Legge Fornero 
e sui dati Istat sulla disoccupazione giovanile" realizzata da Lanfranco Palazzolo
 con Cesare Damiano 
(presidente della Commissione Lavoro pubblico e privato 
della Camera dei Deputati, Partito Democratico).

L'intervista è stata registrata martedì 9 gennaio 2018 alle ore 13:30.



"Il Presidente Mattarella ha invitato i partiti a non abbandonarsi alla tentazione di promettere cose impossibili nell'impostare la campagna elettorale. Concordiamo, anche se le prime avvisaglie non sembrano buone. Sulle pensioni, ad esempio, assistiamo alla proposta massimalistica della 'cancellazione' della legge Fornero da parte di Salvini alla quale fa da contrappeso l'eccessiva prudenza di Padoan che vorrebbe toccare il meno possibile perché la considera ancora "uno dei pilastri del sistema pensionistico". Lo dichiara Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro alla Camera. "Tutti dimenticano - continua Damiano - che la legge Fornero, dal 2012 a oggi, è già stata profondamente cambiata, anche se non l'abbiamo sbandierato ai quattro venti per non innervosire i burocrati europei. Si sono realizzate 8 salvaguardie, che hanno riconsegnato a 153.000 lavoratori la possibilità di andare in pensione con le vecchie regole. Si è completata la sperimentazione di Opzione Donna, con altre 36.000 lavoratrici coinvolte. Infine, con l'APE sociale, si manderanno in pensione a regime, a partire dai 63 anni, circa 60.000 lavoratori delle 15 categorie delle attività gravose ai quali si è anche bloccato l'innalzamento dell'età pensionabile. In totale, si tratta di 250.000 lavoratori (con uno stanziamento di circa 20 miliardi) che avrebbero corso il rischio povertà e che invece abbiamo salvato. Qualcuno, dopo questi interventi, ha parlato, ormai a ragione, di 'legge-groviera'. Noi pensiamo che si debba continuare su questa strada di forte revisione. Vanno, in primo luogo, quantificati i risparmi delle salvaguardie per proporre un ultimo intervento (il nono) che risolva definitivamente il problema degli esodati; vanno anche utilizzati i risparmi di Opzione Donna per proseguire la sperimentazione; infine, l'APE sociale, che scade nel 2018, va resa strutturale: poter andare in pensione a partire dai 63 anni, se si svolgono lavori gravosi, deve diventare una misura di flessibilità permanente, 
quindi un architrave del sistema previdenziale", conclude.



Nel corso dell'intervista sono stati discussi i seguenti temi: 
Disoccupazione, Esodati, Flessibilita', Fornero, Giovani, Istat, Lavoro, Legge, Occupazione, 
Pensioni, Poverta', Precari, Previdenza, Riforme. 


.
Se sei disoccupato o se conosci dei disoccupati contattaci. 
Ci riuniamo periodicamente in Camera del Lavoro Milano 
- Corso di Porta Vittoria 43 - Sala Fiom 2° piano. 
Scrivici : 
  movdirdisoccupati(@)libero.it 



 .

Occupazione di Qualità non Quantità


"Il dibattito sull'andamento dell’occupazione ha bisogno di basarsi sui fatti e su una analisi non superficiale dei dati. È indiscutibile che, sulla base di quello che ci comunica l'ISTAT, il numero degli attuali occupati, che ha raggiunto la cifra di 23.185.000 unità, supera i livelli occupazionali pre-crisi. Il dato è positivo ma, come suggerisce giustamente Gentiloni, va trattato con prudenza. Infatti, quello che bisogna evidenziare è che, a fronte dell'aumento dell'occupazione, non si registra un corrispondente aumento delle ore lavorate. Questo significa che ci troviamo di fronte a una crescita quantitativa, ma non qualitativa". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. "In parole povere - prosegue - cresce il lavoro a termine, precario e frammentato insieme al part-time, che viene imposto al lavoratore come necessità organizzativa dell'impresa e non come autonoma scelta di conciliazione vita-lavoro. Sono argomenti sui quali riflettere per correggere i difetti del Jobs Act. Su due punti, in particolare, vogliamo insistere: gli incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato devono essere resi strutturali per dare certezze, nel tempo, alle imprese e ai lavoratori; i licenziamenti individuali e illegittimi, come è già stato fatto per quelli collettivi, devono costare di più, aumentando il numero di mensilità di risarcimento per il lavoratore". "Ci batteremo affinché nel programma del PD queste correzioni diventino una misura riformista e concreta che abbia come obiettivo, non demagogico, quello di migliorare l'occupazione di qualità", conclude.

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