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sabato 16 novembre 2019

Veneto: 9 Miliardi di Tasse Evase

Il Veneto sembra costellato da imprenditori umili, il cui reddito medio (se in contabilità semplificata) risulta pari a 23.173 euro, ossia 1.800 euro annui in più rispetto alla media dei lavoratori dipendenti (per altro ridimensionata da una quota significativa di part-time, lavori a termine e stagionalità), tanto che viene da chiedersi che vantaggi possono esserci nell’aprire   un’impresa se il frutto è “così modesto”.


Una cifra enorme che pesa per l’8,5% sulla quota nazionale, in un territorio che produce il 9,3% del Pil italiano. L'allarme della Cgil regionale, che affronta il tema nell'attivo dei delegati convocato per il 6 giugno a Venezia, con Maurizio Landini

Nel Veneto si stimano oltre 9 miliardi di imposte evase: una cifra enorme che pesa per l’8.5% sulla quota di evasione nazionale in una regione che produce il 9,3% del Pil italiano. Nel "ricco" Veneto solo l’1,5% dei contribuenti Irpef dichiara un reddito superiore ai 100.000 euro e coloro che arrivano alla soglia di 75.000 (quella da cui si applica l’aliquota massima) raggiungono appena  il 3,3% del totale. Sono per la stragrande maggioranza dipendenti e pensionati (61%) cui seguono gli agricoltori (19%), i professionisti (14%) e gli imprenditori (6%). Insomma, in una regione che conta 470.000 lavoratori autonomi sono 44.000 in tutto quelli che dichiarano un reddito Irpef sopra i 75.000 euro (di cui 22.500 con redditi agrari), cui si aggiungono altri 16.500 redditi da partecipazione.

Il Veneto sembra costellato da imprenditori umili, il cui reddito medio (se in contabilità semplificata) risulta pari a 23.173 euro, ossia 1.800 euro annui in più rispetto alla media dei lavoratori dipendenti (per altro ridimensionata da una quota significativa di part-time, lavori a termine e stagionalità), tanto che viene da chiedersi che vantaggi possono esserci nell’aprire
 un’impresa se il frutto è “così modesto”.

Il tema lo pone la Cgil regionale che, proprio partendo dalla questione fiscale, affronterà in un attivo di 500 delegati convocato per il 6 giugno a Venezia (Stazione Marittima, Auditorium Terminal 103 – ore 9,30) con Maurizio Landini i temi dello sviluppo e dell’equità, in un Paese in cui la crescita delle disparità sociali costruisce barriere all’ espansione economica ed alla stessa democrazia.

Di qui la sfida per l’apertura di una nuova stagione sul fronte della lotta all’evasione e della politica fiscale con una rimodulazione dell’Irpef che abbassi la tassazione sui redditi da lavoro e da pensione in un’ottica di progressività. Bocciata la flat tax che, oltre a gravare pesantemente sul bilancio dello Stato, opererebbe un ulteriore squilibrio a scapito delle classi meno abbienti, con un aggravio per i redditi fino a 10.000 euro e vantaggi direttamente proporzionali al crescere della ricchezza. Secondo alcune proiezioni, il risparmio per chi percepisce 15.000 euro sarebbe pari allo 0,6% del reddito, ma salirebbe sino a raggiungere il 15,3% del reddito a quota 50.000 euro (passando per il  4,6% a 20.000 euro, 6,9% a 25.000 euro, e così via).

“Senza contare il fatto – aggiunge Christina Ferrari, segretario generale della Cgil del Veneto - che l’abolizione degli 80 euro colpirebbe ulteriormente il lavoro dipendente, che i redditi più bassi sarebbero doppiamente penalizzati dai tagli al welfare (sanità in testa) o dall’aumento dell’Iva e che verrebbero sottratte risorse preziosissime per il rilancio degli investimenti pubblici di cui c’è un bisogno estremo”.

L’economia italiana sta infatti subendo un’ulteriore fase di rallentamento e lo stesso Veneto - regione a forte vocazione manifatturiera - ha visto nel primo trimestre 2019 un ridimensionamento della crescita della produzione industriale (attestata al 1,5% contro il 3,2% di un anno fa), con la provincia di Vicenza (la più proiettata all’export) che addirittura va in negativo (-0,7%).

C’è dunque un guado da valicare. “Abbiamo alle spalle – dice Ferrari - una crisi ancora non pienamente superata ed il traino tutto legato alle esportazioni ci ha ridotto ad un ruolo gregario nei confronti del centro Europa, mentre la domanda interna è debole. Per questo serve una virata nella politica economica, uscendo dalla logica delle mance e dei condoni per mettere in campo un grande piano di investimenti finalizzato all’innovazione, alla qualità del lavoro, alle infrastrutture materiali e immateriali, alla qualità ambientale e alla messa in sicurezza del territorio. Ma ciò – aggiunge il segretario - significa guardare ad un grande “sistema paese” e l’idea di un’autonomia che veda il Veneto “sganciarsi” dal resto d’Italia e chiudersi in una nicchia è perdente. È interesse anche delle nostre imprese – conclude Ferrari - essere protagoniste di un progetto di politica espansiva che coinvolga l’intero paese, a cominciare dal Sud, per ricreare un sistema più solido che abbia quella forza d’urto per reggere una competizione che non fa sconti a nessuno”.



In tutto il Veneto sono 3 miliardi Evasi al Fisco:   lo rivela Fabbrica Padova, il centro studi di Confapi,   che analizza il fenomeno e propone soluzioni.




In tutto il Veneto sono 3 miliardi Evasi al Fisco:
lo rivela Fabbrica Padova, il centro studi di Confapi,
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A Padova si Evade più Iva che in tutta la Svezia

In tutto il Veneto sono 3 miliardi Evasi al Fisco:   lo rivela Fabbrica Padova, il centro studi di Confapi,   che analizza il fenomeno e propone soluzioni


650 milioni di euro 'Nascosti' al Fisco

In tutto il Veneto sono 3 miliardi Evasi al Fisco:
lo rivela Fabbrica Padova, il centro studi di Confapi,
che analizza il fenomeno e propone soluzioni


In Italia basterebbe far emergere quanto si evade di Iva per coprire quasi per intero la prossima manovra finanziaria. Secondo un rapporto diffuso a settembre dalla Commissione Europea, infatti, la differenza tra quanto lo Stato incassa dall’Iva e quanto in linea teorica dovrebbe raccogliere è stata nel 2016 - ultimo anno analizzato nella sua interezza - di 35,9 miliardi, tra elusione fiscale ed errori nei calcoli della tassa. Circa un quarto dei 147,1 miliardi di euro frodati nell’intera Unione Europea, più che in ogni altro Paese.

650 milioni di euro evasi a Padova

Fabbrica Padova, centro studi di Confapi, proprio a partire da questi dati ha provato a stimare il dato relativo al gap Iva in Veneto e nella provincia. Lo ha fatto partendo dalle proporzioni presenti nello studio “Asymmetries in the territorial VAT gap”, elaborato l’Agenzia delle Entrate, che analizzava il fenomeno nel corso degli anni da una prospettiva legata alle singole regioni. Un rapporto da cui emerge che l’evasione Iva, in Veneto, “pesa” per il 9.16% su quella totale in Italia. Vale a dire, considerando il 2016, per circa 3 miliardi e 296 milioni (più di quanto non si evada nell’intero Belgio, dove si registra un gap Iva di 3 miliardi e 79 milioni di euro, o in Danimarca, dove il dato si assesta sotto i 2 miliardi e mezzo). E Padova? Considerando l’incidenza dell’economia provinciale rapportata a quella regionale, per lo stesso anno si può arrivare a stimare il dato in circa 649 milioni di euro. Più di quanto non si evada in stati come la Svezia (465 milioni di euro di gap Iva) e, ad esempio, più del doppio che in Lettonia (258).

Il rapporto con il Pil

È tuttavia significativo notare come l’incidenza dell’evasione in Veneto su quella italiana rispecchi il rapporto che esiste tra il Pil regionale e quello nazionale: il Veneto produce infatti il 9,21% del prodotto interno lordo del Paese. A partire da questa constatazione Fabbrica Padova ha elaborato un indice che tiene conto di questi due fattori (si veda la tabella in coda al testo), prendendo in esame i dati di alcune regioni italiane per quanto riguarda il contributo alla ricchezza nazionale e l’evasione dell’Iva. L’indice assegna il valore 1 a un livello di evasione “proporzionato” alla produttività, valori superiori all’1 se l’evasione è più alta e inferiori se è più bassa. Si nota come i 5 miliardi e 251 milioni di evasione Iva stimati per la Lombardia (14,59% dell’evasione Iva italiana), siano ad esempio inferiori al 21,71% del suo apporto al Pil (indice 0.67). In Campania (evasione Iva pari al 10,62%, produttività al 6,11%, indice di 1,74) la situazione è opposta,
per non parlare della Calabria (indice 1,90).

"Cifre mostruose, Individuiamo chi Imbroglia"

Carlo Valerio, presidente di Confapi Padova, commenta così lo studio: "Quelle relative all’evasione dell’Iva sono cifre mostruose, che da sole danno l’idea di quanto qualsiasi misura in grado di combattere il fenomeno vada favorita. Non è una giustificazione, ma se in Italia si evade così tanto è anche per via della troppa burocrazia che agevola coloro che non vogliono pagare le tasse, dell’eccessiva propensione all’uso del contante in confronto alle altre nazioni e del continuo ricorso da parte dei Governi che si sono succeduti negli anni di misure inquadrabili come condoni che sono, in un certo senso, una sorta di incentivo all’evasione. Detto questo, mi preme ampliare il ragionamento. I dati elaborati dal nostro centro studi ci dicono che, contrariamente a quanto si possa pensare rifacendosi al luogo comune dei piccoli imprenditori del Nord e dei lavoratori autonomi che evadono appena possono, il fenomeno incide molto di più in altre regioni, proprio quelle che, in questi anni, hanno goduto di forme assistenzialistiche più spinte e che potrebbero goderne ancora. Un esempio? Sicilia e Campania da sole - lo attestano i dati Inps - coprono il 53% del totale delle persone che beneficiano del Reddito di inclusione varato dal governo Gentiloni lo scorso dicembre. Dei 6.5 milioni di potenziali beneficiari del Reddito di cittadinanza di cui si discute oggi, 1,7 sono concentrati nell’Isola. Attenzione: noi non diciamo certo che il Mezzogiorno non vada aiutato, ma non attraverso quelle che rischiano di essere misure che, se non ci sarà ad esempio un ripensamento dei centri per l’impiego, disincentivano il lavoro. Dirò di più: evitiamo che l’aiuto di Stato si assommi all’aiuto che si dà, da solo, chi evade e poi dichiara di vivere in condizioni di povertà. Il rischio, se non individuiamo gli anticorpi che consentono di identificare chi imbroglia, è che gli imprenditori onesti si ritrovino a pagare anche per chi non lo è".





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sabato 29 ottobre 2016

OFFERTE DI LAVORO LIDL


LIDL Lavora con noi: come candidarsi, consigli utili
Vi piacerebbe lavorare con LIDL?
Sono numerose le opportunità di lavoro presso l’azienda leader della GDO.

Sono diverse le selezioni in corso per assunzioni nei supermercati che in sede. 
Ecco come candidarsi alle offerte di lavoro Lidl. 
Vi diamo anche alcuni 
consigli utili sull’ambiente lavorativo e le carriere.

IL GRUPPO

LIDL Stiftung & Co KG è un’azienda tedesca tra le maggiori attive nel settore della GDO – Grande Distribuzione Organizzata. Fa parte del gruppo multinazionale Schwarz, leader in Europa nel settore della vendita al dettaglio di prodotti alimentari. Fondata nel 1930, la compagnia è presente oggi con una catena di discount che vanta ben 16mila punti vendita distribuiti in vari Paesi del mondo. Conta oltre 170mila dipendenti. Il brand è particolarmente attivo anche nel nostro paese con Lidl Italia Srl. La 
società italiana del Gruppo è presente con più di 580 discount e oltre 9.700 collaboratori.

OFFERTE DI LAVORO LIDL

LIDL Italia offre interessanti opportunità di lavoro nelle aree Vendite, Acquisti, Immobiliare, Logistica, Direzione Generale, Progetti di formazione, Amministrazione e Risorse Umane. Si ricerca personale per assunzioni in Veneto, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige, Puglia, Umbria, Sicilia, Sardegna, Liguria e presso altre sedi su tutto il territorio nazionale. La ricerca è rivolta generalmente a laureati, diplomati e studenti. Si cercano persone con e senza esperienza, in base al ruolo, con buone competenze informatiche. I candidati selezionati potranno lavorare nei negozi e in sede.

Ecco un elenco delle ricerche in corso in questo periodo:

PROFESSIONISTI CON ESPERIENZA

– Real Estate Development Manager – Lombardia, Lazio, Toscana, Sardegna, Piemonte, Liguria;
– Responsabile Regionale Flusso Merci – Anagni (Frosinone), Arcole (Verona), Misterbianco (Catania), Molfetta (Bari), Pontedera (Pisa), Somaglia (Lodi);
– Capo Area / Area Manager – tutta Italia;
– Responsabile Tecnico – sud Italia;
– Warehouse Coordinator – Somaglia (LO) o Biandrate (NO);
– Responsabile Manutenzione e Sicurezza Magazzino, Direzione Regionale – Massa Lombarda;
– Facility Manager – tutta Italia;
– Responsabile di Filiale – Regione Puglia, Campania, Mestre, Marche, Romagna;
– Junior Real Estate Developer – tutta Italia;
– Tecnico Manutentore Magazzino Logistico, Direzione Regionale – Biandrate (NO);

FIGURE CHE LAVORANO NEI PUNTI VENDITA

– Addetto Vendite – Parabita (Lecce), Casoria (Napoli), Strambino (Torino), Ruffano (Lecce), Massafra (Taranto);
– Commesso specializzato – Varese, Acqui Terme (AL), Olgiate Olona (VA), Bresso (MI), Pescara;
– Capo Filiale / Store Manager – Cuneo, Torino, Savona, San Salvo (Chieti).

OPPORTUNITA’ PER GIOVANI NEOLAUREATI, DIPLOMATI E STUDENTI

Lidl offre interessanti programmi di inserimento, formazione e lavoro a neolaureati e giovani talenti interessati ad intraprendere una carriera in ambito retail. Ecco i progetti disponibili:

GENERAZIONE TALENTI
Si ricercano neolaureati con ottima padronanza della lingua inglese e, preferibilmente, conoscenza della lingua tedesca. Le risorse saranno inserite in un percorso formativo della durata di 12 mesi. Lo stesso prevede 6 mesi all’interno dei punti vendita del brand, e 6 mesi di training on the job nelle vendite. Di questi 3 mesi negli uffici vendite e altri 3 mesi in affiancamento al Capo Area. L’azienda offrirà ai partecipanti anche formazione tecnica nelle vendite e corsi di soft skills. L’inserimento avverrà con iniziale contratto a tempo determinato, della durata di un anno, con concrete possibilità di assunzione definitiva in azienda.

INTERNATIONAL TRAINEE
Periodicamente, si ricercano giovani con un buon percorso di studi, in possesso della padronanza della lingua inglese e di una buona conoscenza del tedesco. Gli stessi vengono assunti nell’ambito di un progetto formativo che si svolge parte in Italia e parte in Germania. Il percorso dura 24 mesi. Le attività formative sono articolate in 9 mesi nelle Vendite, 6 mesi in Direzione Generale, 6 mesi in Germania (3 mesi di corso intensivo di tedesco e 3 mesi di formazione), e 3 mesi in Direzione Generale in uno dei reparti per iniziare il percorso d’inserimento al ruolo. La prossima edizione del progetto partirà ad ottobre 2016.

LAUREA TRIENNALE LIDL
Vi ricordiamo che il Gruppo seleziona, periodicamente,  anche diplomati e neodiplomati, con ottima padronanza della lingua tedesca e buona conoscenza di quella inglese, interessati a conseguire una laurea triennale, riconosciuta a livello internazionale, e ad intraprendere un percorso professionale in azienda. Lidl, infatti, in collaborazione con varie Università, offre un percorso di studi della durata di 3 anni. I primi 2 si svolgono in Germania, a Heilbronn per chi sceglie l’indirizzo Commercio dei Beni di Consumo, e a Mosbach per coloro che optano per il Commercio Internazionale. Un anno si trascorre in Italia. Quest’ultimo è articolato in attività formative in aula e moduli pratici di training on the job. Durante tutto il programma i candidati selezionati riceveranno un regolare stipendio mensile. Durante i periodi di 
formazione pratica, l’azienda si farà carico anche delle spese di alloggio. La prossima edizione del programma partirà ad ottobre 2016.

Durante tutto l’anno, inoltre, Lidl raccoglie le candidature di giovani in possesso della conoscenza della lingua tedesca, da avviare alla carriera di Junior Buyer. L’inserimento in azienda avviene mediante un iniziale periodo di formazione, per acquisire le conoscenze e le competenze necessarie per la posizione.

RECRUITMENT DAY

Durante tutto l’anno Lidl partecipa ad eventi e career day presso università. Durante queste iniziative i candidati hanno la possibilità di conoscere direttamente i responsabili delle Risorse Umane. Possono, inoltre, candidarsi alle posizioni aperte. Periodicamente vengono organizzate anche giornate di selezione (Assessment Center). Sono dedicate a giovani con formazione universitaria, in possesso di 1 o 2 anni di esperienza e di una eccellente conoscenza della lingua tedesca. Gli stessi possono essere inseriti in un percorso di formazione
 e lavoro presso l’azienda tedesca.

AMBIENTE DI LAVORO

Lavorare in LIDL significa entrare a far parte di un brand che offre la possibilità anche a giovani senza esperienza, laureati e neolaureati, di confrontarsi con nuove sfide lavorative. E che offre reali opportunità di carriera anche per professionisti esperti in vari ambiti. L’azienda GDO offre inoltre, a chi desidera fare esperienze di lavoro di respiro internazionale, possibilità di impiego all’estero. Sia presso la sede di Neckarsulm, in Germania, che nelle aziende nazionali indipendenti presenti in altri Paesi. 
Applica una politica che dà grande importanza alle risorse umane, al loro sviluppo e alla crescita professionale, anche attraverso l’avvio di progetti formativi ad hoc. Per chi desidera invece lavorare nei supermercati è fondamentale essere disponibili a svolgere la propria attività con ritmi serrati. L’ambiente di lavoro è caratterizzato da un forte spirito di collaborazione. Occorre essere disponibili a realizzare turni di lavoro e a seguire delle regole abbastanza rigide, tipiche degli standard tedeschi.

FORMAZIONE DEI DIPENDENTI

LIDL punta fortemente sullo sviluppo dei propri collaboratori, soprattutto dei giovani, al fine di incentivarne costantemente il miglioramento e la crescita. Pertanto progetta ed eroga per i dipendenti interventi formativi. L’obiettivo è di trasferire loro le conoscenze necessarie a ricoprire ruoli di responsabilità. In particolare, l’azienda offre ai giovani la possibilità di inserimento lavorativo attraverso percorsi strutturati. Gli stessi sono articolati in attività d’aula e training on the job. Sono finalizzati a 
sviluppare competenze professionali e manageriali.

PROGETTI DI CRESCITA, NUOVE APERTURE, INVESTIMENTI

LIDL è una realtà in costante espansione anche in Italia. Qualche mese fa, ha avviato un programma di investimenti da ben 500 milioni di Euro, da attuare entro i prossimi 5 anni. L’iniziativa porterà non solo ad un aumento della presenza di uno dei maggiori marchi della Grande Distribuzione Alimentare nel nostro Paese. Avrà anche importanti risvolti dal punto di vista occupazionale. Il programma di crescita della catena di discount prevede, infatti, non solo l’apertura di nuovi punti vendita sul territorio nazionale. Ci saranno anche modernizzazioni, sviluppo delle risorse umane e, soprattutto, nuove assunzioni. Sembra che queste ultime porteranno alla copertura di 1000 posti di lavoro.

CONTRATTO DI LAVORO E STIPENDIO

Lidl tende a proporre contratti di assunzione a tempo indeterminato. Per i giovani, invece, prevede progetti di inserimento lavorativo in apprendistato finalizzati alla successiva assunzione. Nei supermercati viene offerta l’opportunità di lavorare full time o part time. Le soluzioni a tempo parziale sono particolarmente apprezzate dalle donne che vogliono conciliare lavoro e famiglia. Gli stipendi variano ovviamente in base al ruolo. La base è sui 1200 Euro per un full time (circa 700 per part time) nei ruoli interni di supermercato (vendite, cassa). Le retribuzioni vanno a salire notevolmente per i ruoli 
manageriali. I neolaureati che entrano nel Gruppo prendono da subito, in media, circa 1.300 euro lordi al mese. Ma hanno grandi opportunità di carriera e crescita anche sul fronte retributivo. Ovviamente queste sono cifre indicative. La retribuzione varia in base all’esperienza, alla mansione di inserimento e 
all’orario di lavoro concordato.

CONSIGLI UTILI

Per lavorare nei supermercati discount LIDL o presso la sede centrale di Arcole (Via Augusto Ruffo, 36 – 37040 Arcole  – Verona) occorre inviare il cv online. E’ possibile farlo attraverso il modulo apposito disponibile sul portale web aziendale (di seguito trovate il link), in risposta agli annunci di interesse. Ovviamente dopo aver attentamente valutato i requisiti richiesti previsti dalla posizione. Le offerte sono rivolte a tutti i candidati diplomati, laureati e neolaureati, e a chi desidera cambiare lavoro. Per alcune 
selezioni non ci sono scadenze predefinite per rispondere alle offerte di impiego. E’ indispensabile, però, accordare l’autorizzazione al trattamento dei dati personali ai sensi dell’art.13 del decreto legislativo n.196/2003.

COME CANDIDARSI

Gli interessati alle future assunzioni LIDL e alle offerte di lavoro attive, possono visitare la pagina dedicata alle carriere e selezioni del Gruppo. Dalla sezione riservata alle posizioni aperte sul portale LIDL “Lavora con noi”
-
 http://lavoro.lidl.it/cps/rde/career_lidl_it/hs.xsl/jobsearch.htm?searchquery=Posizione%2C+Codice+di+riferimento%2C+Area+aziendale...&lat=&lon=&locname=&entrylevelid=Professionisti+con+esperienza&entrylevelid=Punti+Vendita&entrylevelid=Neolaureati&entrylevelid=Centri+Logistici&entrylevelid=Studenti&contracttypeid=Regionale&contracttypeid=Generale&hitsperchunk=10 

è possibile consultare le ricerche in corso e candidarsi online, registrando il 
curriculum vitae nell’apposito  spazio.


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