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mercoledì 12 dicembre 2012

Calendario udienze processo ThyssenKrupp


Calendario udienze processo d'Appello ThyssenKrupp

Da poche settimane è ripreso il processo d'Appello ThyssenKrupp, che vede indagati 6 imputati per la morte dei nostri 7 compagni di lavoro uccisi per profitto la notte del 6 dicembre 2007. La Procura non contesta loro solo il reato di gravi omissioni di cautele antinfortunistiche e incendio doloso ma anche di omicidio volontario (per l'AD H. Espenhahn) con dolo eventuale e per un altro degli imputati, il RSPP Cosimo Cafueri, il reato di istigazione alla falsa testimonianza, avendo avvicinato alcuni testimoni di parte per indurli a testimoniare condizioni di lavoro all'interno dello stabilimento “idilliache”. Le stesse condizioni di abbandono e trascuratezza degli impianti che, come ha dimostrato l'indagine compita dal pool di Guariniello, avrebbero portato alla morte dei nostri compagni.

Nonostante il vergognoso tentativo di scaricare la colpa dell'accaduto sui nostri compagni di lavoro, distratti e intervenuti in ritardo secondo la difesa, ricordiamo che Antonio, Bruno, Roberto, Angelo, Saro, Rocco e Giuseppe sono morti proprio perché hanno compiuto fino in fondo il loro lavoro, anche se sapevano benissimo che stavano per perderlo di lì a poco. Proprio questo attaccamento al loro lavoro gli è stato fatale.

Ritiratesi tutte le Parti Civili dal procedimento (ad eccezione di Medicina Democratica), anche quelle che avrebbero, a parer nostro, dovuto rimanere all'interno del processo anche nei successivi gradi di giudizio, come per esempio il Comune di Torino (che appalta al gruppo tedesco la realizzazione delle scale mobili sia a Porta Susa che a Porta Nuova, con tanto di logo in bella vista!) e gli altri Enti locali e i sindacati, che si sono invece defilati lasciando un vuoto enorme in un procedimento importantissimo non solo per il clamore che la vicenda ha suscitato in termini umani (non solo a Torino) ma anche per i suoi risvolti giuridici e sociali. Un procedimento già definito storico ma che per noi non potrà che esserlo in una sola maniera: quando vedremo tutti gli imputati dietro le sbarre.

Pubblichiamo di seguito il calendario delle prossime udienze che si terranno tutte, salvo diverse indicazioni della Corte alla fine di ogni udienza, alle ore 9 nell'Aula 6 Corte d'Assise presso il Palagiustizia di Torino:
12/12/2012
13/12/2012
14/12/2012
17/12/2012
18/12/2012
19/12/2012
20/12/2012
2/01/2013
3/01/2013
4/01/2013
7/01/2013
8/01/2013
09/01/2013
11/01/2013

Invitiamo cittadini solidali, studenti, lavoratori, precari e disoccupati, giornalisti, organizzazioni sindacali e di partito,
 associazioni e tutti coloro che hanno a cuore il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro a partecipare numerosi 
alle udienze in solidarietà con le famiglie delle vittime e con gli ex lavoratori coinvolti in una delle pagine più brutte 
della storia recente del nostro Paese: un concreto gesto di solidarietà che, legato alle lotte e alle mobilitazioni
 per il diritto alla casa, alla salute, al lavoro sicuro e dignitoso, sia mirato alla costruzione di una società 
non più basata sul profitto di pochi ma sul reale progresso dell'umanità e sulla dignità dei lavoratori e delle loro famiglie. 

Torino, 11 dicembre 2012                                                                                                         Ex lavoratori ThyssenKrupp Torino

LEGGI ANCHE http://cipiri5.blogspot.it/2012/12/thyssenkrupp-e-il-regista-ken-loach.html
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venerdì 7 dicembre 2012

ThyssenKrupp e il regista Ken Loach


Gran Torino Capitale del Lavoro: un film ancora tutto da girare

Ieri (giornata legata al ricordo del 5° anniversario della morte dei nostri compagni di lavoro uccisi in nome del profitto alla ThyssenKrupp) il regista Ken Loach, da sempre critico, attraverso i suoi film, al mondo del lavoro e della precarietà, è stato ospite a Torino. Su invito dell'Usb ha presenziato ad un incontro durante il quale ha spiegato le ragioni del rifiuto, in aperta polemica con il Torino Film Festival, del Gran Premio Torino dopo aver appreso che i lavoratori della Rear, la cooperativa di servizi che gestisce accoglienza e sicurezza all'interno del Museo nazionale del Cinema, paga i propri dipendenti 5 euro l'ora e ne ha licenziati 5 in seguito a proteste in merito alla riduzione dei già miseri salari. A questi lavoratori va tutta la nostra solidarietà.

Ringraziamo il regista inglese per la sua presa di posizione coraggiosa, puntuale e (purtroppo) in controtendenza nel mondo degli intellettuali in favore dei lavoratori sfruttati nell'ambito della produzione culturale, che vede sempre più precarietà ed imbarbarimento delle condizioni di lavoro.In questo gesto non troviamo assolutamente nulla di narcisistico o megalomane (parole di G. Amelio) ma la coerenza che contraddistingue da sempre un grande intellettuale - organico alle masse lo avrebbe definito Gramsci - del suo calibro e un importante riconoscimento, che vale più di mille premi, di tutti quei singoli e organizzazioni che già oggi lottano per il cambiamento politico, come auspicato dal regista.

La Rear fa capo, tra gli altri, a Mauro Laus, Consigliere Regionale del PD. Fassino preferisce favorire personaggi come il suo addetto stampa G. Giovannetti che percepisce un compenso di 150 mila euro l'anno senza alcuna credenziale per svolgere tale mansione o come M. Laus.
La Rear inoltre ha acquisito in appalto anche il servizio di biglietteria sui mezzi GTT, proprio il lavoro che il Sindaco ci aveva garantito nell'incontro del 30 giugno 2011(http://www.lastampa.it/2011/06/30/cronaca/thyssen-fassino-incontra-gli-operai-il-comune-si-impegnera-per-aiutarli V22gwWvHu9p64VPAsVJsAM/pagina.html). Promessa mai mantenuta.

Ci siamo sempre detti disponibili a prender parte, con le nostre capacità e le nostre professionalità, a quella Gran Torino Capitale del Lavoro che manca sempre più pesantemente nella nostra città: è stata solo una promessa sbandierata in campagna elettorale e questa ennesima vicenda lo dimostra chiaramente. Noi ex lavoratori ThyssenKrupp pensiamo che la questione del lavoro sicuro e dignitoso, come giustamente messo in rilievo dai lavoratori della Rear, è la principale misura, come abbiamo detto in più occasioni, per far fronte agli effetti più nefasti di questa crisi.

Quella che manca a Fassino è la volontà politica per adottare poche e semplici misure per rilanciare il lavoro nella nostra città come potenziare i servizi (sanità, trasporto, istruzione) in favore dei cittadini creando così nuovi posti di lavoro, sostenere i lavoratori della Fiat e i sindacati più combattivi allo scopo di nazionalizzare la Fiat e riconvertirla a una produzione utile, impedire la svendita delle società partecipate del Comune agli “amici degli amici”, bonificare e riconvertire ad usi collettivi le ex aree ThyssenKrupp addebitando i costi alla multinazionale tedesca, ridurre i costi della politica. Queste misure possono essere realizzate solo a patto di rompere i legami con i poteri forti (Intesa San Paolo e Fiat fra tutti) che da sempre dettano le linee di sviluppo della nostra Città trovando i mezzi e le risorse necessarie a metterle in pratica infrangendo il Patto di stabilità.

E' una questione di scegliere da che parte stare: sottostare ai voleri delle banche o legarsi al movimento dei lavoratori che lottano per il cambiamento politico attraverso la difesa dei propri diritti e per costruire un Paese realmente democratico in cui siano garantiti a ciascuno il diritto allo studio, alla salute e all'istruzione e, più in generale, la dignità del lavoro e un'esistenza sicura e dignitosa. E' l'ora delle scelte e come sintetizza egregiamente Ken Loach "se si resta al centro strada, di solito ti investono".

Il vero premio è lottare con voi K. Loach
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Ken Loach: The show must -NOT- go on!


“Ci dispiace comunicare che, per cause indipendenti dalla volontà del Torino Film Festival, Ken Loach non sarà presente per ricevere il Gran Premio Torino e che di conseguenza la proiezione di The Angels’ Share è annullata”.
Queste poche parole hanno annunciato formalmente il mancato ritiro del premio assegnato dal  Torino Film Festival al regista inglese Ken Loach.
Il regista ha valutato quanto scrittogli alcune settimane fa da USB su una vertenza in corso a Torino ed ha deciso di solidarizzare con i lavoratori in lotta.
Un atto assolutamente condiviso da USB che ringrazia  Ken Loach per la sua sensibilità e militanza e che conferma le posizioni intransigenti e coerenti di difesa dei diritti dei lavoratori del grande regista inglese.
Veramente inopportuni, invece, i commenti di tanta stampa italiana che, invece di preoccuparsi delle condizioni dei lavoratori, si affannano a condannare il comportamento di un uomo e di un regista che tanto nella vita quanto dietro la cinepresa non si è limitato ad affermare con forza e coerenza le proprie idee, ma ne ha sempre fatto seguire atti concreti e militanti.
Per quasi tutta la stampa, anche di fronte ai licenziamenti, alla precarietà, all’ingiustizia – peraltro abbondantemente presenti anche nel mondo dello spettacolo – the show must go on!

Riportiamo di seguito il comunicato di Ken Loach:
"E'  con grande dispiacere che mi trovo costretto a rifiutare il premio che mi è stato assegnato dal Torino Film Festival, un premio che sarei stato onorato di ricevere, per me e per tutti coloro che hanno lavorato ai nostri film.
I festival hanno l’importante funzione di promuovere la cinematografia europea e mondiale e Torino ha un’eccellente reputazione, avendo contribuito in modo evidente a stimolare l’amore e la passione per il cinema.
Tuttavia, c’è un grave problema, ossia la questione dell’esternalizzazione dei servizi che vengono svolti dai lavoratori con i salari più bassi. Come sempre, il motivo è il risparmio di denaro e la ditta che ottiene l’appalto riduce di conseguenza i salari e taglia il personale. È una ricetta destinata ad alimentare i conflitti. Il fatto che ciò avvenga in tutta Europa non rende questa pratica accettabile.
A Torino sono stati esternalizzati alla Cooperativa Rear i servizi di pulizia e sicurezza del Museo Nazionale del Cinema (MNC). Dopo un taglio degli stipendi i lavoratori hanno denunciato intimidazioni e maltrattamenti. Diverse persone sono state licenziate. I lavoratori più malpagati, quelli più vulnerabili, hanno quindi perso il posto di lavoro per essersi opposti a un taglio salariale. Ovviamente è difficile per noi districarci tra i dettagli di una disputa che si svolge in un altro paese, con pratiche lavorative diverse dalle nostre, ma ciò non significa che i principi non siano chiari.
In questa situazione, l’organizzazione che appalta i servizi non può chiudere gli occhi, ma deve assumersi la responsabilità delle persone che lavorano per lei, anche se queste sono impiegate da una ditta esterna. Mi aspetterei che il Museo, in questo caso, dialogasse con i lavoratori e i loro sindacati, garantisse la riassunzione dei lavoratori licenziati e ripensasse la propria politica di esternalizzazione. Non è giusto che i più poveri debbano pagare il prezzo di una crisi economica di cui non sono responsabili.
Abbiamo realizzato un film dedicato proprio a questo argomento, «Bread and Roses». Come potrei non rispondere a una richiesta di solidarietà da parte di lavoratori che sono stati licenziati per essersi battuti per i propri diritti? Accettare il premio e limitarmi a qualche commento critico sarebbe un comportamento debole e ipocrita. Non possiamo dire una cosa sullo schermo e poi tradirla con le nostre azioni.
Per questo motivo, seppure con grande tristezza, mi trovo costretto a rifiutare il premio".



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FESTIVAL TORINO: LA VERITÀ SULLA VERTENZA DEI LAVORATORI ESTERNALIZZATI COOP REAR
Venerdì 23 novembre, Torino - sede USB, c.so Marconi 34 -ore 12.00
L’Unione Sindacale di Base ringrazia il grande artista cinematografico Ken Loach, che ha rifiutato il Gran Premio Torino conferitogli dal Torino Film Festival in solidarietà verso i lavoratori licenziati e vessati dei servizi esternalizzati per il Museo Nazionale del Cinema di Torino, gestiti dalla coop Rear.
L’USB, che aveva esposto a Loach questa realtà di sfruttamento, ritiene che tale gesto, che si pone in perfetta coerenza con l’opera dell’artista, abbia contribuito in modo determinante a mettere in luce la realtà di sfruttamento e precarietà a cui sono sottoposti dei lavoratori che svolgono servizi appaltati da una istituzione pubblica, proprietà della città di Torino.
Per rendere noti ed approfondire tutti gli aspetti relativi alla vertenza dei lavoratori Rear, anche in relazione alle affermazioni avanzate dal Presidente della cooperativa, Mauro Laus, che fra l’altro accusa l’USB di “strategia di tensione, denigrazione dei datori di lavoro e promesse impossibili ai lavoratori”, l’USB Lavoro Privato indice per domani, 23 novembre, una conferenza stampa a Torino, alla quale sono invitati tutti gli organi di informazione, che si terrà presso la sede sindacale di c.so Marconi 34,  alle ore  12.00.
Nel corso della conferenza stampa verranno forniti atti e documenti relativi alla vertenza, incluse le sentenze di tribunale che dichiarano illegittimo il licenziamento dei lavoratori e condannano la società cooperativa Rear a versare un risarcimento.

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martedì 27 novembre 2012

BLOG DI CIPIRI: ILVA : la realtà del ricatto tra malattia e lavoro...

la realtà del ricatto tra malattia e lavoro


Chiude Ilva Taranto, sciopero e tensione. Occupati gli uffici, Clini: 'Decreto giovedì'

Accertamenti Gdf a Bari e Roma su vecchia Aia. Sciopero proclamato da Fim, Fiom e Uilm. A Genova tolto blocco operai autostrada. Cancellieri, ordine pubblico a rischio


La realtà, la terribile realtà del ricatto tra malattia e lavoro,,,

LEGGI TUTTO...

BLOG DI CIPIRI: ILVA : la realtà del ricatto tra malattia e lavoro...: Chiude Ilva Taranto, sciopero e tensione. Occupati gli uffici, Clini: 'Decreto giovedì' Accertamenti Gdf a Bari e Roma su vecchia Aia....

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Mai più ThyssenKru​pp : processo d'Appello



Mercoledì 28 novembre presso il Tribunale di Torino ha inizio il processo d'Appello ThyssenKrupp in seguito al ricorso presentato dai 6 imputati contro le condanne, da 10 a 16 anni, inflitte in primo grado per il rogo del 6 dicembre 2007 in cui persero la vita 7 compagni di lavoro.

L'impianto del ricorso si basa sul fatto che la morte dei nostri compagni di lavoro non è imputabile a mancanze o colpevolezze aziendali, peraltro ampiamente dimostrate in aula, ma alla distrazione dei ragazzi: un'accusa ignobile detta da chi, oltre ad aver causato a quei ragazzi una morte atroce per far fare profitti ad una fabbrica già chiusa, non ci ha pensato due volte a convocare i testimoni di parte e fornirgli preventivamente domande e risposte! Per “rinfrescare la memoria” è stata la giustificazione. Uno scarica barile ignobile che vorrebbe far ricadere le responsabilità di questa strage sui lavoratori stessi. Per capire chi sono Espenhahn, Salerno, Cafueri e soci basta ricordare le parole del Procuratore R. Guariniello ("Abbiamo agito come se si trattasse di una società a delinquere"). Se in Italia esistesse davvero la giustizia questi assassini dovrebbero GIA' essere in galera! 

7 morti atroci non hanno insegnato niente perchè non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire: nulla è cambiato, le morti per profitto continuano senza sosta nei cantieri, nelle fabbriche e sulle strade, ora anche nei luoghi di divertimento (solo per fa soldi chiedendo 50-60 e più euro per un concerto), con la crisi che non fa altro che peggiorare le già deprecabili condizioni di lavoro per giovani e non, donne, precari e immigrati.

Ripetiamo da tempo che l'unica misura per uscire dalla crisi è quello di rilanciare il LAVORO, sicuro e dignitoso per tutti, utile (produrre solo ciò che serve e non che fa arricchire qualcuno) e rispettoso dell'ambiente (emblematico, e purtroppo per nulla isolato, il caso Ilva a Taranto: se si vuole il lavoro bisogna essere disposti anche a morire...) e delle persone.

Se non sono i padroni a volere la sicurezza dei lavoratori non può che essere la società civile ad imporla. Per questo occorre lavorare tutti insieme per creare, sulle ceneri di questo sistema ormai in disfacimento, un sistema nuovo in cui siano al centro le persone e non i profitti a partire dal rilancio di un lavoro utile e dignitoso: potenziando trasporti, scuola pubblica, assistenza sanitaria e cultura a prezzi popolari e bonificando l'ambiente da vecchi e nuovi rifiuti disseminati ovunque da persone senza scrupoli che si sono arricchite seminando morte e malattie (Eternit, Marzotto, Ilva, Petrolchimico di Marghera, ecc.).

Saremo davanti al Tribunale dalle ore 9,00 per portare solidarietà alle famiglie delle vittime e pretendere verità e giustizia per questa ignobile strage!

Invitiamo tutti i lavoratori, gli studenti, appartenenti a forze politiche e sindacali e i cittadini solidali a partecipare numerosi all'udienza: per pretendere giustizia per questa ignobile strage.

Al fianco dei lavoratori in lotta per un lavoro sicuro e dignitoso!

Basta morti sul lavoro!


Torino, 26 novembre 2012                                                                                                                             Ex lavoratori ThyssenKrupp Torino



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mercoledì 27 giugno 2012

lavoratori ThyssenKrupp di Torino lanciano un Appello



Gli ex lavoratori ThyssenKrupp di Torino lanciano un Appello di solidarietà affinché il Sindaco P. Fassino mantenga quanto promesso nell’incontro del 30 giugno 2011: un lavoro sicuro e dignitoso per tutti i lavoratori rimasti in mobilità, gran parte dei quali costituitisi Parti Civili nel processo per la strage del 6 dicembre 2007 in cui hanno perso la vita 7 compagni di lavoro.

Ci rivolgiamo a tutta la società civile, i lavoratori, i cassintegrati, i disoccupati, gli intellettuali, le personalità pubbliche del mondo dell’arte, dello spettacolo, della cultura e del mondo scientifico, gli esponenti sindacali, i giornalisti, i politici, i comitati di lotta, le associazioni, gli enti e gli organismi che si battono per promuovere la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro e singoli cittadini affinché prendano posizione pubblicamente, sottoscrivendo questa petizione:

  1. in solidarietà con gli ex lavoratori della ThyssenKrupp di Torino, impegnati da quattro anni in una dura battaglia per l’accertamento della verità e della giustizia e per la loro immediata ricollocazione lavorativa, così come promesso dal Sindaco P. Fassino il 30 giugno 2011;
  2. perché si costringano, attraverso la lotta e la mobilitazione popolare, Governo e Amministrazioni locali a mantenere i posti di lavoro (sicuri e dignitosi per tutti) esistenti e a crearne di nuovi come unica misura per uscire dalla crisi.

FIRMA E FAI FIRMARE L’APPELLO, INDICANDO: 
NOME E COGNOME – PROFESSIONE - ORGANIZZAZIONE SINDACALE, POLITICA, CULTURALE - CITTA’ - MAIL 


Dopo aver firmato (magari lasciando un commento), condividilo sulla tua bacheca dei tuoi amici di FaceBook, Twitter, Google+ e altri social network e poi giralo alla tua rete di contatti. 
Obiettivo 50000 firme. Ma ci occorre il vostro aiuto!

Inoltre vi chiediamo di inviare mail di protesta presso l’Ufficio del Sindaco Fassino (l'indirizzo è segreteria.sindaco@comune.torino.it) indicando nel testo la seguente dicitura seguita da NOME e COGNOME:
Denunciamo l’atteggiamento discriminatorio nei confronti degli ex lavoratori ThyssenKrupp di Torino ancora senza lavoro e chiediamo il rispetto delle promesse di un lavoro sicuro e dignitoso per i 14 lavoratori ancora senza occupazione.”
 Vi chiediamo, per conoscenza, di inviarla anche al nostro indirizzo mail maipiuthyssenkrupp@hotmail.it
  
Lavoro sicuro e dignitoso per tutti!

Giugno 2012

Ex lavoratori ThyssenKrupp Torino



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venerdì 8 giugno 2012

ThyssenKrupp : Adesione allo sciopero generale del 22 giugno

Comunicato ex lavoratori ThyssenKrupp Torino
Adesione allo sciopero generale del 22 giugno



Gli ex lavoratori ThyssenKrupp di Torino aderiscono allo Sciopero Generale indetto da Usb, Cub, Cib-Unicobas, Snater, Usi e Si-Cobas per la giornata del 22 giugno a Roma e Milano contro il Governo Monti e il tentativo di riforma dell’Art. 18 proposta dal Ministro Fornero.
Allo sciopero si è unita anche la Rete28Aprile.

In una situazione di crisi generale economica, ambientale e culturale le misure introdotte dal disegno di legge del governo Monti (generale attacco ai diritti dei lavoratori attraverso: la possibilità di licenziare senza giusta causa; l’aumento delle tasse, l’introduzione dell'IMU e l'aumento dell'IVA; l’attacco alle pensioni e al diritto alla salute e alla sicurezza sui posti di lavoro; le politiche sociali che scaricano tutto il peso della crisi sui lavoratori per capitalizzare banche e gruppi finanziari, responsabili della crisi) non farebbero che peggiorare una situazione già insostenibile. In un appello recentemente diffuso dai Giuristi Democratici (disponibile su http://www.giuristidemovcratici.it/post/20120514171330/post_html) e rivolto ai parlamentari PD perché votino contro questa Riforma si stima, secondo i dati diffusi dalla CGIA di Mestre, che andranno persi 600.000 posti di lavoro nei primi 10 mesi di applicazione della legge, 2.000 licenziamenti al giorno! La solita ricetta di lacrime e sangue che Monti, Fornero, Marchionne e Squinzi vedono di buon occhio perché scarica sui lavoratori tutto il peso della crisi.

Noi ex lavoratori della ThyssenKrupp sappiamo bene, per averlo vissuto sulla nostra pelle, quali siano le misure che i vari governi che si sono succeduti, emanazione delle banche e del Vaticano hanno adottato e adottano per cercare di superare o quantomeno minimizzare gli effetti della crisi: la lapide a memoria dei 7 colleghi uccisi dal profitto nel rogo del 6 dicembre 2007 è lì a ricordarlo ogni giorno!

E come ha sottolineato G. Cremaschi (Micromega, 30 maggio 2012) anche i morti in Emilia seguiti alla prima scossa del terremoto, come nella vicenda ThyssenKrupp non sono da attribuire al sisma ma assolutamente riconducibili a chi ha mandato (volontariamente, assumendosene il rischio) i propri dipendenti, con un vergognoso ricatto, a morire sotto capannoni già pericolanti e per giunta in piena fase sismica. Quei morti gridano vendetta e vogliamo i colpevoli!

Per contrastare l’adozione di queste e altre misure allo studio del Governo Monti invitiamo la CGIL, il più grande sindacato italiano per numero di iscritti ma soprattutto per tradizione e storia (che quindi può e deve mobilitare i lavoratori) a rompere gli indugi e aderire a questa importantissima giornata di mobilitazione in sostegno dei lavoratori contro le modifiche all’Art. 18, strappato nel corso di decenni con lotte anche sanguinose.

La difesa del posto di lavoro sicuro e dignitoso (per chi ce l’ha) e la conquista di esso per milioni di giovani, donne e immigrati senza occupazione e senza alcuna prospettiva per il futuro nel nostro Paese, unite alla mobilitazione popolare (come quella, vastissima, che a marzo ha fatto fare dietro-front al Governo sull’Art. 18: dall’introduzione tramite decreto-legge alla discussione parlamentare) appaiono sempre più necessarie come misure che ci consentano di uscire dalla crisi.

Siamo perfettamente d’accordo con quanto espresso nel comunicato unitario (intitolato Dopo gli scioperi di marzo, diffuso il 26.05.12 e disponibile su manifestino.blogspot.com) degli operai della Same di Treviglio e della Piaggio di Pontedera: l’iniziativa deve rimanere in mano agli operai e non delegata unicamente al solito tavolo di trattativa fra Governo, organizzazioni sindacali e partiti e mantenere una chiarezza di obiettivi che consenta alla classe operaia non solo di mantenere una capacità di risposta contro gli attacchi ai loro diritti ma, ancora più importante, riprendere l’iniziativa per riaffermare i propri obiettivi sociali e politici. Non saranno certo Monti, la Fornero, i Marchionne o gli Squinzi e i loro lacchè a farlo al posto nostro.


Per questo aderiamo, invitiamo ad aderire e a promuovere nella maniera più ampia e partecipata possibile a questa importante mobilitazione ad associazioni, organismi, comitati e personalità pubbliche e singoli cittadini che già oggi, secondo caratteristiche proprie e in ambiti diversi, si battono contro questa deriva economica, ambientale e morale in cui il capitalismo ci sta trascinando e per costruire un modello sociale alternativo senza più sfruttamento: dove ogni azione non sia dettata dal profitto ma dai bisogni concreti di lavoratori e cittadini.
Al degrado proposto da questo sistema opponiamo sogni ed aspirazioni che ognuno di noi ha e che questo sistema nega, alla deriva culturale propinataci dall’informazione di regime riappropriamoci del diritto allo studio (faticoso ma necessario per avere chiari i nostri obiettivi di classe), al decadimento morale di questo sistema in putrefazione opponiamo una morale nuova, che metta al centro la salvaguardi degli interessi (di classe) di tutti come unico mezzo per salvaguardare gli interessi di ognuno di noi. In sostanza, dipende da noi.

Il 22 giugno tutti allo Sciopero Generale!
Aderire, partecipare e promuovere la mobilitazione a tutti i livelli e in tutti gli ambiti sociali!
Bloccare il Paese, un primo passo verso la cacciata del Governo Monti e della sua cricca!
 Scarica 08.06.2012 Comunicato ex lavoratori ThyssenKrupp Torino - Adesione allo sciopero generale del 22 giugno.doc (37,5 KB)
08.06.201...doc
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Torino, 8 giugno 2012                                                                 Ex lavoratori ThyssenKrupp Torino



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