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domenica 24 novembre 2013

M. LANDINI, NON VOGLIAMO PORTARE SINDACATI IN TRIBUNALE


FIAT: LANDINI, NON VOGLIAMO PORTARE SINDACATI IN TRIBUNALE

“Non vorremmo, per far rispettare la sentenza della Corte Costituzionale, dover portare le altre organizzazioni sindacali in tribunale. Sarebbe sbagliato”: così il leader della Fiom, Maurizio Landini, ha commentato il fatto che lunedì la Fiat incontrerà la Fiom, ma separatamente dagli altri sindacati che “non permettono” l’incontro insieme. “Non vorremmo che ad assumersi la responsabilità di un comportamento antisindacale sia un altro sindacato”, ha aggiunto Landini a margine della presentazione del suo nuovo libro ‘Forza lavoro’.

Landini ha ricordato che “la sentenza della Consulta dice che non si può escludere un’organizzazione sindacale che è rappresentativa, e che la logica ad excludendum non è legittima chiunque la faccia”, e ha sottolineato di non voler rinunciare “al diritto di avere un unico tavolo” Il segretario generale della Fiom, confermando che lunedì sarà a Torino “per fare con la Fiat una discussione sulle scelte strategiche, sugli investimenti, sulle condizioni di lavoro”, ha affermato di ritenere “un fatto importante che si riprendano le relazioni sindacali, dopo la sentenza della Corte costituzionale”, ma ha anche evidenziato che “per la Fiom rimane la necessità che si arrivi ad un tavolo unico con tutti i sindacati. Facciamo una riflessione. Garantire l’agibilità sindacale è un fatto di democrazia per tutti”.

Replicando a Fim e Uilm, ha infine aggiunto: “Noi non abbiamo mai insultato nessuno, mai firmato accordi che escludono altri sindacati. Sono mesi che proponiamo loro di incontrarci, anche per discutere delle regole”.

leggi anche http://cipiri19.blogspot.it/2013/11/forza-lavoro-maurizio-landini-libro.html

Forza Lavoro : Maurizio Landini, libro


“Il lavoro è decisivo per cambiare il Paese e combattere le diseguaglianze ma negli ultimi anni è stato cancellato e precarizzato.
 La sola forza della partecipazione potrà portare al miglioramento”. 
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leggi anche 


NON AFFIDARTI A DEI CIARLATANI GIOCA  LE TUE CARTE 

http://maucas.altervista.org/imago_carte.html

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martedì 27 novembre 2012

Mai più ThyssenKru​pp : processo d'Appello



Mercoledì 28 novembre presso il Tribunale di Torino ha inizio il processo d'Appello ThyssenKrupp in seguito al ricorso presentato dai 6 imputati contro le condanne, da 10 a 16 anni, inflitte in primo grado per il rogo del 6 dicembre 2007 in cui persero la vita 7 compagni di lavoro.

L'impianto del ricorso si basa sul fatto che la morte dei nostri compagni di lavoro non è imputabile a mancanze o colpevolezze aziendali, peraltro ampiamente dimostrate in aula, ma alla distrazione dei ragazzi: un'accusa ignobile detta da chi, oltre ad aver causato a quei ragazzi una morte atroce per far fare profitti ad una fabbrica già chiusa, non ci ha pensato due volte a convocare i testimoni di parte e fornirgli preventivamente domande e risposte! Per “rinfrescare la memoria” è stata la giustificazione. Uno scarica barile ignobile che vorrebbe far ricadere le responsabilità di questa strage sui lavoratori stessi. Per capire chi sono Espenhahn, Salerno, Cafueri e soci basta ricordare le parole del Procuratore R. Guariniello ("Abbiamo agito come se si trattasse di una società a delinquere"). Se in Italia esistesse davvero la giustizia questi assassini dovrebbero GIA' essere in galera! 

7 morti atroci non hanno insegnato niente perchè non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire: nulla è cambiato, le morti per profitto continuano senza sosta nei cantieri, nelle fabbriche e sulle strade, ora anche nei luoghi di divertimento (solo per fa soldi chiedendo 50-60 e più euro per un concerto), con la crisi che non fa altro che peggiorare le già deprecabili condizioni di lavoro per giovani e non, donne, precari e immigrati.

Ripetiamo da tempo che l'unica misura per uscire dalla crisi è quello di rilanciare il LAVORO, sicuro e dignitoso per tutti, utile (produrre solo ciò che serve e non che fa arricchire qualcuno) e rispettoso dell'ambiente (emblematico, e purtroppo per nulla isolato, il caso Ilva a Taranto: se si vuole il lavoro bisogna essere disposti anche a morire...) e delle persone.

Se non sono i padroni a volere la sicurezza dei lavoratori non può che essere la società civile ad imporla. Per questo occorre lavorare tutti insieme per creare, sulle ceneri di questo sistema ormai in disfacimento, un sistema nuovo in cui siano al centro le persone e non i profitti a partire dal rilancio di un lavoro utile e dignitoso: potenziando trasporti, scuola pubblica, assistenza sanitaria e cultura a prezzi popolari e bonificando l'ambiente da vecchi e nuovi rifiuti disseminati ovunque da persone senza scrupoli che si sono arricchite seminando morte e malattie (Eternit, Marzotto, Ilva, Petrolchimico di Marghera, ecc.).

Saremo davanti al Tribunale dalle ore 9,00 per portare solidarietà alle famiglie delle vittime e pretendere verità e giustizia per questa ignobile strage!

Invitiamo tutti i lavoratori, gli studenti, appartenenti a forze politiche e sindacali e i cittadini solidali a partecipare numerosi all'udienza: per pretendere giustizia per questa ignobile strage.

Al fianco dei lavoratori in lotta per un lavoro sicuro e dignitoso!

Basta morti sul lavoro!


Torino, 26 novembre 2012                                                                                                                             Ex lavoratori ThyssenKrupp Torino



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