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mercoledì 8 gennaio 2014

Camusso segretario Cgil : sostegno al reddito durante la disoccupazione



Il segretario Cgil intervistato da la Stampa: serve un sistema di ammortizzatori sociali che garantisca diritti, qualunque sia il settore e la modalità con cui si lavora e anche quando si perde il posto. Con 7-8 miliardi all'anno la riforma è possibile

Cosa significa un sistema di ammortizzatori «universale» per la Cgil? E' quello che spiega oggi, in un'intervista pubblicata da La Stampa, Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, che interviene così nel dibattito sul Job Act che il Pd si appresta a lanciare. Per Camusso, “la radice del problema è dare diritti ai lavoratori qualunque sia il settore e la modalità con cui lavorano”.

Dunque, serve ad un primo livello “un sistema di Cassa integrazione per tutte le dimensioni di impresa, con la stessa contribuzione, che risponda alle ristrutturazioni aziendali, alle crisi e alle fermate temporanee” e in secondo luogo, continua Camusso, “chiamatelo come vi pare”, ma “serve un sostegno al reddito durante la disoccupazione”.

Per il segretario Cgil, le riforme introdotte dalla ex ministro Fornero non hanno fatto altro che generare nuove differenze, mentre è evidente che “occorre uno strumento che interviene a favore di chiunque perda il lavoro, anche se questo lavoro è precario, o finto autonomo, come tante partite Iva o gli 'associati in partecipazione'”.

Sul metodo di finanziamento di un sistema nuovo come questo, Camusso osserva che “in tutto il mondo imprese e lavoratori contribuiscono al finanziamento del sistema di disoccupazione. Poi si può pensare che una volta creato un sistema universale di Cig, le risorse che oggi alimentano la cassa in deroga possano essere deviate sul sostegno alla disoccupazione dei lavoratori precari. E in ogni caso bisogna evitare dispersioni: il ministro Giovannini vuole sviluppare i fondi bilaterali previsti dalla riforma Fornero, ma è un errore. Perché ancora una volta si accrescono le diseguaglianze tra i lavoratori e finirà che bisognerà disperdere altre risorse”. Per cominciare, comunque, secondo Camusso, “si può usare una parte consistente dei fondi per la formazione professionale”.

Ma a quanto ammontano le risorse necessarie per un simile progetto di riforma? “Considerando che abbiamo speso quasi 3 miliardi ogni anno per la Cig in deroga – risponde il segretario Cgil - sono necessari 7-8 miliardi l'anno. Dopodiché puoi anche partire gradualmente, in progressione”.

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martedì 29 ottobre 2013

Trovare lavoro durante la crisi


Essere informati

Mantenetevi sempre informati ed aggiornati sulle tendenze e novità del mercato del lavoro. Si può partire dal contattare le aziende attive nei campi di vostro interesse proponendosi come collaboratori, oppure frequentare corsi professionali che prevedano stage in azienda, leggere riviste di settore, seguire eventi che consentano di conoscere operatori specializzati.

Sapersi reinventare

Se hai tentato per anni di inserirsi con la tua professione, ma con scarsi esiti dovresti considerare l’ipotesi di mettere a frutto altre competenze. Imparare i mestieri tradizionali può essere una carta vincente, ad esempio applicarsi in agricoltura utilizzando principi ecologici ed innovativi o apprendere i segreti del fare il calzolaio: in tempo di crisi in molti preferiscono riparare anziché acquistare il nuovo.

Ampliate gli orizzonti

Con un po’ di creatività e flessibilità mentale è possibile convertire le proprie esperienze e conoscenze per lavori che non rientrano strettamente nel nostro ambito professionale. Annotate le vostre migliori competenze e cercate di metterle a sistema con altre passioni o interessi in modo da generare una nuova figura professionale multisettoriale. In questo modo avrete sicuramente più possibilità di inserirvi in un’azienda.

Non limitatevi a cercare lavoro, mostratevi!

Cercare sulla bacheca degli annunci del giornale locale o sui sito web non è sufficiente. Dovete mettere in mostra le vostre competenze. Create un SITO WEB dove caricare il vostro curriculum vitae e portfolio, oppure un blog o un twitter personale in cui parlate esclusivamente del vostro settore. Anche i social network possono essere d’aiuto, soprattutto LinkedIn che, se ben organizzato, vi darà visibilità sul web creando una rete di contatti professionali.

Puntare sui settori stabili

Una strada sicura su cui puntare è quella del lavoro stagionale: dal settore turistico all’agroalimentare. Il settore turistico in Italia rappresenta una risorsa fondamentale e il comparto agroalimentare presenta degli indici in crescita o perlomeno stabili, pur in un contesto generale critico.

Altrimenti, fare i bagagli e partire

Non scartare l’ipotesi di andare all’estero, spostarsi in realtà nazionali più produttive. Ricordarsi che in tempo di congiuntura negativa globale due sono gli errori da non commettere:
  esitare e arrendersi.

leggi anche : http://cipiri5.blogspot.it/2013/10/curriculum-lettera-di-presentazione.html

Curriculum, Lettera di presentazione, Lettera di raccomandazione, Colloqui di lavoro, Contratto


leggi anche : http://cipiri5.blogspot.it/2013/10/scrivere-un-buon-cv-la-struttura.html

Scrivere un buon CV: La struttura

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