loading...
Visualizzazione post con etichetta Grecia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Grecia. Mostra tutti i post

sabato 27 maggio 2017

Atene : Sciopero dei Corrieri e fornitori di Cibo




ATENE – ENORME SCIOPERO DEI RIDERS 
CONTRO LO SFRUTTAMENTO SUL LAVORO

Anche ad Atene scendono in mobilitazione 
gli uomini e le donne che compongono il sempre più vasto esercito 
di lavoratori della logistica metropolitana.
.


.
I fattorini e i corrieri hanno lanciato infatti uno sciopero di 24 ore e hanno tenuto una corsa di protesta a cavallo delle loro motociclette per le strade della capitale greca questo giovedì.
Centinaia di corrieri e fornitori di cibo hanno portato i loro mezzi davanti al Parlamento di piazza Syntagma per protestare contro le loro misere retribuzioni e richiedere una serie di miglioramenti nelle loro condizioni lavorative, come motociclette aziendali, attrezzature di protezione, un contratto collettivo che assicurerà il corretto scadenzamento degli emolumenti a loro spettanti, compresi gli straordinari e bolli di sicurezza sociale per le ‘professioni usuranti’.
Obiettivo è inoltre l’ottenimento dell’introduzione della loro descrizione professionale all’interno del quadro normativo dei “Motor-Driver-Courier”.

Si stima che circa 30.000 persone lavorino come corrieri e nella consegna di cibo solo nella regione dell’Attica. I lavoratori dicono di essere sottopagati e che la maggior parte di loro non ha alcun tipo di prestazione assicurativa.

 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALI
 OGNI DESIDERIO  REALIZZATO 
IL TUO FUTURO ADESSO 
entra in
MUNDIMAGO


domenica 22 gennaio 2017

Solo l’Italia Senza Protezione per i Disoccupati


 Solo l’Italia Senza Protezione

Grecia, al via reddito minimo garantito per 700mila persone (7% della popolazione)

In Europa è rimasta soltanto l’Italia senza reddito minimo garantito. Persino la Grecia, che versa in condizioni economiche più drammatiche delle nostre, ha approvato questa fondamentale misura di protezione sociale. Entro questo mese partirà il progetto pilota in 13 comuni della Grecia con dei criteri di assegnazione basati sul reddito e sul patrimonio. Il governo greco ha pubblicato sulla gazzetta ufficiale i criteri di assegnazione.


In Grecia si è capito che soltanto una concreta solidarietà sociale può davvero risollevare il Paese. Dal 22 di luglio il Governo greco ha cominciato la discussione sul reddito minimo garantito ed in un mese e mezzo lo ha applicato. Il ministro del lavoro Iànnis Vrùtsis e il sottosegretario Vassìlis Keghèroglu hanno spiegato che il reddito minimo garantito andrà da un minimo di 200 euro a un massimo di 500 euro al mese. Il 17 settembre avrà luogo un incontro con gli amministratori dei comuni in cui avrà luogo la sperimentazione del reddito minimo garantito. Secondo il piano del Governo, entro la fine del 2015 tutta la Grecia usufruirà del reddito minimo garantito. Ma la Grecia non è sola. Anche il governo cipriota ha introdotto il reddito minimo garantito.

Al via ufficialmente in Grecia il reddito minimo garantito, con un’operazione pilota in 13 comuni del paese, mentre nel 2015 sarà estesa a tutte le regioni. L’aiuto finanziario sarà direttamente legato alla situazione economica del beneficiario ed è pari in media a 400 euro al mese per una famiglia con due figli minori e senza altri redditi certificati. I beneficiari saranno 700mila (7% della popolazione) e il fondo va da 850 milioni a un miliardo di euro. La manovra messa in atto dall’esecutivo conservatori-socialisti mira secondo alcuni analisti ad attirare i voti dei delusi verso le forze di larghe intese al governo, in vista di probabili elezioni anticipate a marzo, e togliere terreno al Syriza di Tsipras che i sondaggi danno al 30%, con Nea Dimokratia del premier Samaras solo al 19%.

La Grecia è l’ultimo paese dell’Unione europea ad attuarla. “Oggi stiamo lanciando un moderno strumento di politica sociale che proteggerà i deboli e riabiliterà coloro che rischiano di essere lasciati in disparte” ha detto il primo ministro. Come detto, la misura sarà attuata nelle città di Dramma Edessa, Grevena, Ioannina, Karditsa, Lefkada, Missolungi, Halkida, Kallithea, Tripoli, Samos, Syros e Gazi Creta ed è stato reso possibile grazie alle eccedenze date dagli avnzi primari. L’attuazione dell’istituto sarà basata sulla cooperazione con la Chiesa e le autorità governative locali. Per fornire il reddito minimo garantito sarà necessario esibire il reddito disponibile dell’anno in corso intrecciato con la situazione economica complessiva del richiedente. L’importo varierà da un minimo di 100 euro a famiglia, integrato da altri 100 euro per ogni adulto e 50 euro per ogni figlio, il che significa che in media questo reddito sarà compreso tra i 250 e i 500 euro a nucleo familiare.

Il governo Italiano spende
 64 milioni di Euro al giorno 
per missioni di (pace-guerra)
nel Mondo

Il Movimento per i Diritti dei Disoccupati, si prefigge di portare avanti le istanze dei senza Lavoro, nei 
confronti delle Istituzioni. MDD non è un gruppo virtuale, ci riuniamo periodicamente presso la Camera 
del Lavoro di Milano. Sarebbe importante che si formassero altri gruppi in tutte le province lombarde per 
costituire una Federazione Regionale del Movimento, aumentando così la forza contrattuale dei 
disoccupati in Lombardia. Meglio ancora che si Formassero gruppi in tutte le Regioni Italiane, e 
Costituire Finalmente un MOVIMENTO NAZIONALE per Richiedere il Reddito di Esistenza a favore di 
tutti i Cittadini Italiani.


LEGGI ANCHE
RISCHIO POVERTA' IN ITALIA
.



Se sei disoccupato o se conosci dei disoccupati contattaci. 
Ci riuniamo periodicamente in Camera del Lavoro Milano 
- Corso di Porta Vittoria 43 - Sala Fiom 2° piano. 
Scrivici : 
  movdirdisoccupati(@)libero.it 

 .

martedì 17 marzo 2015

Maurizio Landini e la Coalizione Sociale


Landini lancia la coalizione sociale: il successo richiede un nuovo protagonismo dal basso
il segretario della Fiom ha fatto sapere che “la proposta di una coalizione sociale non è di un singolo, ma è stata votata dall’assemblea Fiom di Cervia, alla presenza di un rappresentante della segreteria nazionale della Cgil”

. .


Finalmente

Da quando Renzi ha modificato radicalmente natura, identità e contenuti al Pd (che già, anche prima del suo avvento certo non brillava per assumere sempre posizioni progressiste: anzi!) riducendolo ad un Ogm e facendolo diventare tutt’altro e ben altro che un partito di sinistra, nella società italiana, e soprattutto nel mondo del lavoro, si è aperto un vuoto che nessuno finora ha saputo colmare.
Milioni e milioni di persone non hanno voce e non trovano rappresentanza.
Il loro sentire politico e sociale coincide grosso modo con le posizioni parlamentari di Sel ma questa corrispondenza per la gran parte di loro, stando ai sondaggi, non si è tradotta in una vera e propria intenzione di voto.
Dinanzi a questo vuoto, allo smarrimento per l’assurda deriva che Renzi ha imposto al Pd e per il balbettìo inconcludente della cosiddetta minoranza interna incapace di portare avanti una linea coerente con i valori e lo statuto stesso del partito, Landini ha suscitato speranze, aspettative, progetti.
Ora la sua iniziativa incoraggia queste speranze anche perché sembra convincente la rotta suggerita: non un partito, ma una coalizione sociale.
Ma il successo dell’impresa richiede che i milioni di cittadini che guardano con interesse e sintonia alle battaglie portate avanti da Landini per il lavoro, i diritti, la giustizia sociale, ben al di là del recinto proprio del terreno propriamente sindacale, non aspettino che qualcuno li chiami dentro un nuovo partito. Questo non può e non deve avvenire.
Si tratta di affermare un protagonismo dal basso che metta in campo, attraverso le battaglia concrete per la qualità della vita delle persone, una nuova soggettività politica. A questo punto, nel vuoto di sinistra che il Pd renziano ha determinato, questa forza avrebbe grandissime potenzialità.
Ma occorre che siano i cittadini a muoversi, a crederci, a costruire dal basso questa nuova realtà.
E ciò, dopo decenni di partiti personali e di sigle confezionate da un capo per misurare la sua forza attraverso i numeri del gregge al seguito, sarebbe la vera grande rivoluzione di cui l’Italia ha bisogno.
Domani una riunione nella sede della Fiom con una cinquantina di associazioni impegnate nel sociale e nel territorio, il 28 marzo una manifestazione darà corpo e visibilità al progetto.
La rotta da seguire è quella di Syriza (nata proprio come coalizione sociale di gruppi e realtà di mutuo soccorso) e dei movimenti spagnoli Podemos e Ganemos (Possiamo e Vinciamo) il primo dei quali, secondo i sondaggi, vincerà le prossime elezioni di novembre (come Syriza ha fatto in Grecia) conquistando il governo, attualmente in mano al centrodestra.
Podemos è nata appena un anno fa. Se in così poco tempo è cresciuta così tanto, si deve al fatto che le sue istanze, presenti nella società, erano totalmente assenti nella classe politica e nelle strutture organizzate.
La stessa cosa dovrebbe fare la coalizione di Landini con un programma politico che è già nelle cose: un nuovo Statuto dei lavoratori dopo il renziano Jobs Act, politiche di redistribuzione della ricchezza dalla speculazione e dalla rendita finanziaria alla produzione e al lavoro, dai ceti più ricchi a quelli medio-bassi, politiche per il lavoro, lo sviluppo, gli investimenti, l’innovazione, la ricerca, la messa in sicurezza del territorio, l’economia verde.


Maurizio Landini : "Non voglio creare un partito e non esco dal sindacato ma il sindacato deve fare politica"

Il segretario della Fiom  parla di «Coalizione Sociale» e della necessità del sindacato di cambiare per riaggregare il mondo del lavoro. E non manca un riferimento a Renzi: «Sta dividendo il lavoro, hanno toccato l'art 18, abbiamo fatto delle manifestazioni anche riuscite ma lui se ne è strabattuto»

Fare politica, sì, ma uscendo dagli schemi tradizionali. All'indomani del lancio della sua "Coalizione sociale" Maurizio Landini a "In 1/2 h" torna a ripetere che la sua intenzione non è quella di creare una nuova formazione: "Io non voglio fare un partito né uscire dal sindacato ma il sindacato deve essere un soggetto politico, deve discutere alla pari", ha spiegato. "Chi è in mala fede tenta di descrivere questa iniziativa dentro la logica politica di adesso", ha sottolineato il leader Fiom che ha voluto rimarcare: "Io non sto dentro il perimetro che vuole qualcun altro perchè io e lavoratori il paese lo vogliamo cambiare più di Renzi".

Landini ha detto che "la nostra iniziativa sta dentro la strategia della Cgil" e Susanna Camusso ne è informata: "Con Camusso sono tre mesi che stiamo parlando alla luce del sole. Siamo insieme nella battaglia contro il Jobs act e per un nuovo statuto di tutti i lavoratori". Per Landini serve "una riforma del sindacato" e quindi "anche della Cgil. Il sindacato deve cambiare, siamo di fronte a una situazione differente" dopo la cancellazione dei diritti dei lavoratori e "dobbiamo fare i conti con il problema della crisi della politica".

Le parole di Maurizio Landini sono però di fatto smentite dalla Cgil. Il portavoce del sindacato precisa che "né il segretario generale della Cgil né la Segreteria della Cgil, sono stati informati della riunione di ieri della Fiom in cui si è discusso della formazione di una "coalizione sociale" e, tantomeno, ha espresso "appoggio" a quel progetto".
Il segretario Fiom non ha risparmiato attacchi al presidente del Consiglio e al suo governo: "Io non giro blindato, parlo con le Persone. La gente si sente sola, non rappresentata e non è in grado di organizzarsi per dire la sua. Non è vero che il governo ha il consenso, sono balle". Tanto è vero che "le decisioni che sta prendendo se le fa votare in in parlamento con la fiducia. Il governo non è andato dai giovani, dai precari e dai dipendenti per sapere se erano d'accordo sul togliere lo statuto dei lavoratori. Non ci va".

Il problema principale, per Landini, è arrestare l'erosione di diritti a cui avrebbe contribuito anche il Partito democratico: "Per la prima volta dal dopoguerra a oggi, per legge, stanno cancellando i diritti e modificando i rapporti di forza. Confindustria e una parte consistente degli imprenditori, con Renzi - ha attaccato il segretario Fiom -, stanno operando per cancellare ogni vincolo sociale e stanno cancellando i diritti".



Nasce la “coalizione sociale” di Maurizio Landini

Una “coalizione sociale” per rispondere a quella «domanda di giustizia sociale ora inascolta e senza rappresentanza». È questa l’azione intrapresa oggi dal leader della Fiom Maurizio Landini che apre ufficialmente il “cantiere” di una coalizione alternativa alle realtà politiche esistenti in Italia.
LA LETTERA-INVITO DI LANDINI -
L’azione di Maurizio Landini arriva al termine di mesi di incontri e dibattiti, accompagnati da critiche e polemiche, nel corso di un’assemblea convocata a Roma, nell’ex palazzo dell’Flm, che vuole essere insieme un momento di riflessione e un atto fondativo, «per dibattere in modo libero e aperto», come si legge nella lettera che lo stesso leader della Fiom ha distribuito all’incontro di Roma e a quello di Trieste. Un’assemblea, quella di oggi, che prepara anche la manifestazione del 28 marzo a Roma contro il Jobs Act e la partecipazione del sindacato a quella organizzata da Libera a Bologna, il 21 marzo, contro le mafie.
LANDINI: «LA POLITICA NON È PROPRIETÀ PRIVATA» -
Una coalizione sociale che nasce, spiega ancora Landini, da una certezza, «che la politica non è proprietà privata» e da due assunti, «la fine del lavoro» e quello secondo cui «la società non esiste, esistono solo gli individui e il potere che li governa» con cui è stato creato «lo spettro di un futuro già presente con cui siamo chiamati a fare i conti in tutta Europa» e che sta scatenando «una guerra tra poveri». Per questo, scrive ancora Landini, «serve superare le divisioni, il frazionamento, le solitudini collettive e individuali e coalizzarsi insieme». È questo, «lo spirito innovativo” su cui si fonderà la nuova coalizione sociale, «indipendente e autonoma», puntualizza ancora, per la quale, sabato, potrà già essere possibile «individuare punti di programma condivisi» per una «visione nuova del lavoro, della cittadinanza, del welfare e della società».
«LE POLITICHE DELLA TROIKA METTONO IN DISCUSSIONE LE DEMOCRAZIE» -
«La politica non è proprietà privata – si legge nella lettera inviata da Landini – Questo convincimento deriva dalla nostra Costituzione che promuove esplicitamente la partecipazione alla vita pubblica e sostanzia la democrazia con la centralità della cittadinanza». Non manca nemmeno uno sguardo all’Europa: «Le politiche della Commissione Ue e della troika – aggiunge –  Anche in Italia mettono in discussione la democrazie».

Presenti all’evento promosso da Landini diverse associazioni, tra cui Arci, Giustizia e Libertà, Libera e Articolo 21, oltre che a rappresentati delle categorie professionali come avvocati, farmacisti e dottorandi. Presente anche, riporta l’Ansa, 
anche l’ex senatrice del Movimento 5 Stelle Maria Mussini.


.



ECCO IL PORTALE PER IL LAVORO CREATIVO


E' POSSIBILE INSERIRE IL PROPRIO ANNUNCIO
CON FOTO E VIDEO  
CURRICULUM VITAE
CONTATTO 
LINK AL PROPRIO SITO O BLOG



.

.


PREVISIONI 2015

.

.
 GUARDA ANCHE
LA NOSTRA APP
http://mundimago.org/le_imago.html
.


.

mercoledì 28 gennaio 2015

Cofferati: e' per l’Italia quello che Tsipras è per la Grecia



Landini difende Cofferati: Può essere per l’Italia quello che Alexis Tsipras è per la Grecia

 – Era nell’aria che qualcosa sarebbe accaduto dopo le Primarie del centrosinistra in Liguria per eleggere il candidato per le prossime elezioni regionali. Dopo gli attacchi di Sergio Cofferati, che ha denunciato brogli elettorali, che di fatto non hanno comunque cambiato l’esito della votazione con la vittoria della renziana Raffaella Paita, quel “qualcosa” che si aggirava funesto nell’aria alla fine è arrivato. Cofferati saluta il Partito democratico, poiché il suo appello non è stato accolto dalla maggioranza degli esponenti dem.

 A rilanciare la figura di quest’ultimo è il segretario della Fiom Maurizio Landini in un’intervista sul Corriere della Sera. “Io non penso a un nuovo partito. Io penso invece a nuove forme di aggregazione, penso a tante persone che possono finalmente tornare a partecipare, organizzandosi nella forme che più ritengono opportune”, afferma Landini che in merito all’ex dem, afferma: “Sergio Cofferati può essere per l’Italia quello che Alexis Tsipras è per la Grecia”, e sul modello Tsipras: “Non so se è un modello esportabile. Però so che è estremamente interessante come certi meccanismi di elaborazione del cambiamento possano mettersi in moto proprio come si sono messi in moto in Grecia: in questo senso, naturalmente, un personaggio del carisma di Cofferati, con le sue grandi qualità etiche e morali, può certamente contribuire ad accelerare un percorso simile anche qui. 
Dove pure è necessario andare oltre l’idea di sinistra classica”, 
spiega nell’intervista il segretario della Fiom.

Poi anch’esso attacca il partito di Matteo Renzi: “Anche nelle primarie del Pd prevalgono lobby e logiche di potere, perché pur di vincere è lecito portare a votare i fascisti. La verità è che dovrebbero avere la forza di interrogarsi sul gorgo nel quale hanno fatto sparire ogni traccia di etica e morale. Il Paese legato a quel misterioso patto del Nazareno, in cui sembra sia stato deciso addirittura il nome del prossimo Presidente della Repubblica. 
Gente così pensa davvero di poter dare lezioni di etica e morale a Cofferati?”.

DI :  Vanda Sarto

LEGGI ANCHE :



.



ECCO IL PORTALE PER IL LAVORO CREATIVO


E' POSSIBILE INSERIRE IL PROPRIO ANNUNCIO
CON FOTO E VIDEO  
CURRICULUM VITAE
CONTATTO 
LINK AL PROPRIO SITO O BLOG



.

.


PREVISIONI 2015

.

.



.

lunedì 3 maggio 2010

Grecia. Gli aiuti e l'«austerità» ....

Grecia. Gli aiuti e l'«austerità»

www.rassegna.it


Atene convince Ue e Fmi a stanziare 110 miliardi in suo soccorso mettendo sul tavolo un piano severissimo di rientro dal deficit. Salari e pensioni congelate, addio 13esime e 14esime, aumento dell’iva e delle tasse. I lavoratori perdono il 30 per cento di reddito

[Da Rassegna.it] Un «piano solido e credibile» per la Commissione Ue. Una «bancarotta della vita» per i sindacati greci. In mezzo a questi due giudizi si colloca il progetto di risanamento lacrime e sangue che si è data la Grecia per i prossimi tre anni, e che è stato accettato da Ue e Fondo monetario internazionale col conseguente sblocco di 110 miliardi di aiuti nel triennio da qui al 2012. 80 miliardi saranno a carico degli Stati europei, il resto a carico dell’Fmi. Aiuti che consentiranno allo Stato greco di non fallire, ma al prezzo di una pesante contropartita per i cittadini.
L’austerità di Atene ammonta infatti a 30 miliardi di risparmio entro il 2012. Che significa riduzione o taglio completo di tredicesima e quattordicesima mensilità per i dipendenti pubblici, congelamento di salari e pensioni, riduzione dell’indennità di licenziamento nel settore privato, aumento dell’Iva del 2 per cento [sale al 23 per cento], aumento del 10 per cento delle tasse su carburanti, alcol, sigarette e beni di lusso.
Un intervento di notevole severità che dovrebbe consentire il ritorno del rapporto deficit/Pil sotto la soglia del 3 per cento entro il 2014. Ora è al 14 per cento. Nel presentare l’accordo, il premier George Papandreou ha detto che non c’era «scelta: o queste misure dolorose o la bancarotta». Il ministro delle Finanze George Papaconstantinou ha spiegato che la Grecia non invertirà la rotta prima di due anni. Quest’anno la recessione sarà del -4 per cento. Nel 2011 sarà del -2,6 per cento. Il debito crescerà fino al 149 per cento. E il paese non tornerà a crescere prima del 2012.

La Commissione Ue ha giudicato il piano senza precedenti, motivando con questo l’erogazione di aiuti mai così ingenti nella storia europea. La riunione straordinaria dell’Eurogruppo di Bruxelles, il 2 maggio, ha dato il via libera agli aiuti che ciascuno Stato europeo sarà poi chiamato a versare [per l’Italia la cifra ipotizzata è di 5,5 miliardi, per la Germania è di 8,4].
Ma crescono il disagio e il malcontento sociale. In occasione del Primo maggio non sono mancati manifestazioni, scontri e momenti di tensione. E martedì 5 maggio si terrà il terzo sciopero generale dall’inizio della crisi, indetto dai sindacati contro misure che ridurranno del 30 per cento il reddito dei lavoratori e porteranno la Grecia alla recessione [a giudizio delle unions]. «È stata proclamata la bancarotta della vita e la società è pronta a esplodere»: questo il giudizio espresso sul piano dal presidente del sindacato dei dipendenti pubblici Adedy, Spyros Papaspyros. Mentre per la confederazione del settore privato, Gsee, siamo di fronte alle misure «più dure e socialmente ingiuste della storia moderna».


. BachecaWeb .

Bookmark and Share
loading...
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Post più popolari

SCEGLI una CARTA tra le IMAGO


CLICCA QUI SOTTO
.



Lettori fissi

Visualizzazioni totali