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mercoledì 16 maggio 2018

Boeri difende i Rider



L'Inps scende in campo per i diritti dei rider. 
"Stiamo lavorando", dice il presidente Tito Boeri "per definire forme di monitoraggio delle piattaforme di intermediazione della gig economy" ossia l'economia di quei lavoretti, fatti di solito dai giovani per arrotondare, ma che possono trasformarsi in altro sia per la disoccupazione che per la difficoltà di arrivare alla fine del mese. Il controllo, aggiunge Boeri, servirà "per vincolare da un lato il datore di lavoro a versare i contributi e dall'altro per tutelare i lavoratori per esempio in caso di malattia o maternità. L'obiettivo è "registrare quelle piattaforme ed essere noi stessi una piattaforma".

"40 km in bici per 4 euro a pizza", la mia vita da rider

"La gig economy - ha osservato Boeri - è un fenomeno nuovo sul quale non siamo attrezzati. E un fenomeno complesso che crea opportunità di lavoro per chi ha esigenze temporanee di reddito, come per esempio gli studenti che hanno bisogno di elevata flessibilità e che quindi non possono avere un rapporto strutturato".


"C'è però un problema - ha proseguito Boeri - nasce come lavoro autonomo, ma ha caratteristiche tipiche di lavoro subordinato, spesso il committente è unico, le modalità non sono tali da coniugare flessibilità con le tutele per i lavoratori. Per questo - ha concluso - siamo al lavoro per cercare di definire modalità che ci permettano di monitorare queste piattaforme".



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lunedì 14 maggio 2018

Corsi di Formazione Antiinfortunistica



Corsi di formazione obbligatori per tutti i lavoratori

A chi è rivolto
Il corso obbligatorio è rivolto a tutti i lavoratori presenti in azienda per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali nei luoghi di lavoro ai sensi degli articoli 36 e 37 del D. Lgs. 81/2008.

il corso è rivolto a:
–  lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato (anche part-time)
–  lavoratori dipendenti con contratto a tempo determinato (anche part-time)
–  soci delle cooperative iscritti a libro paga
–  lavoratori iscritti alle liste di mobilità
–  lavoratori in cassa integrazione

APPROFONDIMENTI

L’Accordo Stato‐Regioni del 21 dicembre 2011 disciplina la durata, i contenuti minimi, le modalità della formazione ed aggiornamento dei lavoratori e delle lavoratrici, dirigenti e preposti ai sensi dell’art. 37 del D. Lgs. n. 81/2008.

Come si articola il corso di formazione dei lavoratori?
La formazione dei lavoratori, si articola in due momenti distinti: formazione generale (con programmi e durata comuni per i diversi settori di attività) e formazione specifica, in relazione al rischio effettivo in azienda. (rilevato in funzione del settore ATECO di appartenenza).
 Qual è la durata dei corsi di formazione per i lavoratori?
Durata minima complessiva dei corsi di formazione per i lavoratori, in base alla classificazione dei settori di rischio:
– 4 ore di Formazione Generale + 4 ore di Formazione Specifica per i settori della classe di rischio basso: TOTALE 8 ore
– 4 ore di Formazione Generale + 8 ore di Formazione Specifica per i settori della classe di rischio medio: TOTALE 12 ore
– 4 ore di Formazione Generale + 12 ore di Formazione Specifica per i settori della classe di rischio alto: TOTALE 16 ore.

DA SETTEMBRE INOLTRE PARTIRANNO I CORSI DI FORMAZIONE ED AGGIORNAMENTO PER:

ADDETTO ANTINCENDIO

ADDETTO PRIMO SOCCORSO

RAPPRENSENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA

RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PROTEZIONE E PREVENZIONE (RSPP PER DATORI DI LAVORO)

OBBLIGO PER TUTTI I DATORI DI LAVORO DI FAR ESEGUIRE LE VERIFICHE DI MESSA A TERRA.

Il DPR 462/01 stabilisce l'obbligo, per tutti i Datori di Lavoro con almeno un dipendente nella propria azienda, di far eseguire la verifica periodica messa a terra sugli impianti elettrici, con periodicità biennale o quinquennale.

La verifica periodica messa a terra può essere effettuata da ORGANISMI ABILITATI dal Ministero delle Attività Produttive, sulla base della normativa tecnica europea UNI CEI, o in alternativa da Asl/Arpa.

Non sono valide quindi, ai fini del DPR 462/01, le verifiche effettuate da professionisti o imprese installatrici.

Periodicità delle verifiche
Il datore di lavoro è tenuto a richiedere la verifica periodica degli impianti elettrici di messa a terra e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche ogni:
– 2 anni (verifica biennale) per:

gli impianti elettrici e gli impianti di protezione dalle scariche atmosferiche in luoghi con pericolo di esplosione;

gli impianti di terra e gli impianti di protezione dalle scariche atmosferiche a servizio di:

Cantieri;
ambienti a maggior rischio in caso di incendio, cioè quelli definiti da CEI 64-8 sez 751;
Locali adibiti ad usi medici.
– 5 anni (verifica quinquennale) per tutti gli altri casi.


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Infortuni sul Lavoro in aumento


Morti sul lavoro in aumento,
in 10 anni in Italia 13 mila vittime
Secondo l’Osservatorio indipendente di Bologna dall’inizio del 2018 sul lavoro sono già morte 29 persone in 16 giorni: quasi due al giorno. Secondo l’Inail i morti sul lavoro sono cresciuti dell’1,8% nei primi 11 mesi del 2017

Se potessero parlare — i 13 mila morti sul lavoro censiti negli ultimi 10 anni dall’Osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro di Bologna — racconterebbero storie che assieme al dolore provocano una rabbia sorda e impotente: troppo simili l’una all’altra, queste tragedie mostrano che sul lavoro si muore sempre allo stesso modo. Disgrazie prevedibili. Sulla carta facili da evitare.

Caduta dall’alto senza il caschetto protettivo, soprattutto in edilizia. Schiacciati da mezzi pesanti in agricoltura. E poi ci sono i casi dell’industria, come quelli degli operai morti ieri a Milano. L’Osservatorio indipendente sul lavoro ha iniziato la sua attività il primo gennaio 2008 su iniziativa di un operaio in pensione, Carlo Soricelli, che ha voluto così onorare la memoria dei sette lavoratori morti alla Thyssenkrupp di Torino. L’Osservatorio conta sia i morti nei luoghi di lavoro sia quelli che hanno perso la vita sulle strade, mentre raggiungevano fabbriche e uffici. Il 2017, secondo questa triste contabilità, si sarebbe chiuso con 632 decessi nei luoghi di lavoro (641 nel 2016), 1.350 se si considerano anche quelli nel tragitto tra casa e lavoro (oltre 1.400 nel 2016). A ieri, le tragedie del 2018 avrebbero già toccato quota 29.

Poi ci sono i dati ufficiali, quelli dell’Inail.Le denunce di infortuni mortali presentate all’Istituto nei primi 11 mesi del 2017 sono state 952, con un incremento di 17 casi rispetto ai 935 dell’analogo periodo del 2016 (+1,8%) e una diminuzione di 128 casi rispetto ai 1.080 decessi denunciati tra gennaio e novembre del 2015 (meno 11,9%). Certo, nel valutare l’aumento di morti e incidenti bisogna tenere conto anche che nell’ultimo anno è cresciuto il numero degli occupati. «Non può esistere progresso economico senza difendere il valore del lavoro — contesta Franco Martini della segreteria nazionale Cgil —. La maggioranza degli infortuni è causata dal mancato rispetto delle norme sulla sicurezza. Risultato della continua rincorsa da parte delle imprese al risparmio e all’abbattimento dei costi».

Tornando ai dati sugli infortuni, tra gennaio e novembre 2017 le denunce complessive (quindi non solo quelle mortali) pervenute all’Inail sono state 589.495. L’aumento di 1.900 casi rispetto allo stesso periodo del 2016 (più 0,3%) è dovuto per la quasi totalità agli infortuni avvenuti nel tragitto casa-lavoro e viceversa. Gli aumenti più sensibili, sempre in valore assoluto, si sono registrati in Lombardia (più 2.340 denunce) ed in Emilia Romagna (più 1.696), mentre le riduzioni maggiori sono da attribuire alla Sicilia (meno 1.171) e Puglia (meno 933).

Come dire: per i territori poter vantare pochi infortuni sul lavoro è una buona notizia con un retrogusto amaro. Perché avere pochi incidenti purtroppo non è sintomo di maggiore sicurezza e più attenzione nel rispetto delle regole. Ma soltanto di meno lavoro.

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Ispettori del Lavoro



«Siamo ispettori del lavoro. Dovremmo avere una funzione sociale importante di contrasto al lavoro nero, di tutela della sicurezza, ma siamo senza strumenti e alla mercé di datori di lavoro e lavoratori disperati e furibondi» affermano con voce unanime alcuni dipendenti dell’Ispettorato del Lavoro di Milano-Lodi, riuniti in assemblea e in procinto di chiedere lo stato di agitazione.

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro nasce nel 2015, come riforma a costo zero, con l’istituzione dell’Agenzia unica per le ispezioni del lavoro. L’obiettivo  è quello di accorpare in un unico ente, direzioni territoriali e le attività relative alle politiche sociali di INPS ed INAIL per razionalizzare le risorse, controlli ispettivi ed evitare sprechi economici. .«Ma da quanto attestano i lavoratori – asserisce Giorgio Dimauro, Segretario della CISL FP di Milano – l’ente ad oggi, è una scatola vuota, senza risorse e senza senso».

I lavoratori, sul piede di guerra, rivendicano l’impiego di risorse ministeriali in termini di strumentazione informatica e banche dati, una dovuta copertura assicurativa per gli svariati rischi connessi alla funzione ispettiva,  formazione adeguata e miglioramento delle condizioni professionali ed economiche e assunzione di personale.

«L’area ispettiva – conferma il referente sindacale – è assolutamente in carenza di organico rispetto al contesto socio-economico ed alle dimensioni del territorio di competenza , ossia le sedi territoriali di Milano, Monza e Lodi, non si riesce ad assicurare un adeguata presenza e ciò implica  necessariamente il mancato assolvimento dei fondamentali compiti istituzionali».

L’attività degli ispettori del lavoro viene così ampiamente svilita e svuotata dell’importanza sociale che dovrebbe invece avere soprattutto in considerazione
del binomio lavoro regolare-sicurezza sul lavoro.

Inoltre, per quanto riguarda gli ispettori del lavoro effettivamente impiegati nello svolgimento dell’attività di vigilanza, il lavoro si svolge soprattutto all’esterno dell’ufficio, presso aziende, cantieri, esercizi commerciali, logistica e qualsiasi attività imprenditoriale «In questi casi – spiega DiMauro – i lavoratori sono costretti ad utilizzare il proprio mezzo, che l’amministrazione sembra dare per scontato. Consideriamo che – precisa – gli ispettori sono tenuti ad anticipare le spese vive, che vengono rimborsate solamente dopo mesi e decurtate negli importi senza possibilità di confronto e con rimborsi Km irrisori tali da non coprire le spese di benzina e usura del veicolo (non vengono applicate le tabelle ACI che imponiamo alle aziende di rispettare.  Infatti – chiosa – non vengono applicate le tabelle ACI che tutte le aziende sono tenute a rispettare. Occorre tener presente inoltre  – prosegue il referente Cisl – che senza questa disponibilità da parte degli ispettori, sarebbe assolutamente impossibile raggiungere moltissimi luoghi di lavoro della provincia, dalla Brianza al lodigiano, ed in orari disagiati (serali, notturni e/o festivi),
senza il riconoscimento di alcuna specifica indennità».

Sul versante economico, i lavoratori lamentano “gravi criticità” causate dal taglio dei fondi Fua, relativi al salario accessorio, per il 2016 ed il paventato rischio di dover restituire parte delle somme già liquidate nel 2015. «Inoltre – attesta Dimauro – poiché non è stato nominato il Presidente del collegio dei sindaci revisori dell’ispettorato nazionale del lavoro, non sarà erogato il fondo speciale relativo al 2017. In sostanza- prosegue- la competenza relativa alle retribuzioni degli ispettori del lavoro viene rimpallata tra ministero dell’economia, cui prima afferivamo, all’ispettorato che però al momento è una scatola vuota, senza poteri e senza risorse»

Il malcontento degli ispettorati territoriali è generale e  ha preso piede su scala nazionale. Lo scorso 26 ottobre, c’è stata una manifestazione a Roma, indetta dalle maggiori sigle sindacali, Cisl Fp,  Fp Cgil,  uilpa, conf. Confasal unsa, usb, fed. Intesa , flp. I lavoratori dell’ITL di Milano si sono riuniti in assemblea e sono in procinto di aderire allo stato di agitazione nazionale, mentre molti ispettori delle sedi di Varese, Bergamo, Salerno, Brindisi e Terni, hanno già annunciato di non essere più disposti ad utilizzare il mezzo proprio per i necessari spostamenti sui luoghi di lavoro, di chiedere l’anticipazione delle spese per l’utilizzo dei mezzi pubblici, di non effettuare lavoro straordinario e di non partecipare a campagne ispettive speciali.




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giovedì 3 maggio 2018

Concorso per mille posti all'Inps



Un concorso pubblico per quasi mille posti di lavoro all'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale. E' stato infatti pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 27 aprile 2018 n° 34, il bando di concorso pubblico, per titoli ed esami, a 967 posti di consulente protezione sociale nei ruoli del personale dell’INPS, area C, posizione economica C1 (qui il testo completo del bando).


Per poter poter partecipare al concorso è necessaria, fra gli altri requisiti, una laurea magistrale o del 'vecchio ordinamento'. La domanda, debitamente compilata, deve essere presentata utilizzando il servizio online entro e non oltre le ore 16 del 28 maggio 2018.


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lunedì 16 aprile 2018

Pensioni : Impossibile Abolire la Fornero e quota 41 o 100


E’ tornato a parlare Tito Boeri, 
presidente dell’ INPS e come sempre le sue parole sono pesanti 
e si porteranno dietro molte discussioni. 
Durante la trasmissione di Rai 3  Mezz’ora in più, intervistato da Lucia Annunziata il presidente ha parlato della riforma Fornero sulle pensioni e dei suoi costi per abolirla definendoli  insostenibili. Inoltre è tornato anche su un altro argomento molto spinoso, i vitalizi e i benefici che porterebbe la loro abolizioni. Ecco le ultime novità di oggi sulle pensioni anticipate!

Ultime novità Pensioni anticipate 2018: Boeri su vitalizi e riforma Fornero
Boeri non ha usato mezzi termini parlando di pensioni anticipate e ha ribadito come “L’abolizione della riforma delle pensioni Fornero determinerebbe una “doppia iniquità” a carico di chi ha già pagato il costo di quella riforma (come ad esempio opzione donna ) e delle generazioni più giovani. Ed avrebbe un costo difficilmente sostenibile dal sistema previdenziale portando a 85 miliardi il debito pensionistico”. 
I costi vivi ed immediati sarebbero intorno
 ai 11- 15 miliardi secondo il presidente dell’ INPS.

Sui vitalizi ha poi spiegato che non è una battaglia soltanto simbolica, ma che potrebbe consentire grandi risparmi. Secondo Boeri con un ricalcolo contributivo dei vitalizi “ci sarebbero stati risparmi importanti, non solo simbolici, 
nell’ordine dei 150 milioni di euro l’anno”.

Pensione anticipata ultime news, quota 100 e quota 41 insostenibili secondo Boeri

Boeri durante l’intervista all’Annunziata ha parlato di pensioni e di legge Fornero, ma poi è tornato anche sul tema della quota 100 e della quota 41. Anche in questo caso il presidente è critico, spiegando che “la proposta di quota 100 e dei 41 anni di contributi minimi secondo le nostre stime è ancora più costosa e a mio giudizio non è sostenibile
 e potrebbe costare 105 miliardi di debito pensionistico”.






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domenica 8 aprile 2018

Inps Annuncia 900 Assunzioni



Boeri riorganizza l’Inps e annuncia 900 assunzioni 

Il Presidente dell’Inps Boeri ha comunicato via twitter che saranno assunti 900 laureati in ingegneria gestionale, giurisprudenza, informatica ed economia. Contestualmente Boeri ha firmato tre documenti di riorganizzazione interna dell’Inps, con riduzione numerica e razionalizzazione delle mansioni dei dirigenti dell’Istituto. Ecco tutte le informazioni.



Boeri cerca di far voltare pagina all’Inps lanciando una riorganizzazione dell’Istituto. Il presidente dell’Inps ha comunicato via twitter di aver firmato tre atti con i quali promette la riduzione dei dirigenti e la contestuale assunzione di oltre 900 laureati in ingegneria gestionale, in giurisprudenza, in informatica e in economia.



L’Inps in questo modo cerca di aumentare la presenza sul territorio, cerca di favorire la riqualificazione e il ringiovanimento del personale. E lo fa attraverso una razionalizzazione della dirigenza, con nuove modalità di conferimento degli incarichi. I tre nuovi documenti, chiamati “determinazioni del presidente” dovrebbero produrre i primi effetti già da settembre.

Si attendono nei prossimi giorni novità e maggiori informazioni sulle 900 assunzioni di laureati. Da quanto si apprende dai tweet di Boeri, per la selezione sarà introdotta una commissione di esperti esterni chiamati a selezionare i futuri dirigenti dell’Inps.




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giovedì 3 dicembre 2015

Boeri: misure per giovani e over 55 e tagli agli assegni d’oro



Le pensioni secondo Boeri: misure per giovani e over 55 e tagli agli assegni d’oro
Dal piano anti-povertà alle idee sulla previdenza, un rapporto complicato con Renzi e i suoi ministri


Il patto non scritto al momento di assumere l’incarico prevedeva che oltre a ricoprire l’autorevole ruolo di presidente dell’Inps Tito Boeri fornisse anche un contributo di idee e di proposte al governo, a Matteo Renzi. Il problema è che Boeri questo incarico l’ha preso davvero sul serio, al punto da arrivare a volte a mettere anche in imbarazzo palazzo Chigi, e finire al centro di accese polemiche. Come quando ha messo nero su bianco un vero e proprio piano di riforma della nostra previdenza sconfinando in quello che il giuslavorita ed ex sindacalista Giuliano Cazzola ha definito un vero e proprio «abuso di potere».  

Ad ogni “acuto” del professore della Bocconi in tanti si sono domandati per chi stesse lavorando Boeri. In questi mesi, infatti, molti a più riprese hanno sospettato che tanto attivismo, inconsueto se si pensa alla gestione grigia e burocratica di tanti suoi predecessori, servisse solo a fare da testa d’ariete per conto del premier. Vuoi per saggiare la risposta dell’opinione pubblica, vuoi magari per smuovere le acque in Parlamento o stanare il ministro dell’Economia sempre preoccupato per la tenuta dei conti e quindi molto freddo su ogni intervento in tema previdenza. 
Renzi l’anno scorso, dopo aver formalizzato la nomina, si è subito affrettato a chiarire di non aver affidato a Boeri il mandato di riformare le pensioni. «Leadership è mettersi accanto persone più brave di se stesse - aveva spiegato - ma questo non vuol dire che le idee di chi viene a darci mano diventino programma di governo».  

Boeri, una volta prese le redini di un gigante come il nostro Istituto nazionale della previdenza sociale, quasi 30 mila dipendenti sparsi in tutta Italia, 21 milioni di pensioni da pagare ogni mese ed un bilancio che supera i 400 miliardi di euro, ha subito fatto sapere come la pensava. Puntando dritto contro le pensioni d’oro e fustigando i politici (per i loro vitalizi erogati senza regole chiare) e pure i sindacalisti, additati al pari di piloti, ferrovieri e tanti altri regimi particolari, come dei veri privilegiati. 

Il vero “botto” Boeri l’ha però fatto poche settimane fa quando ha rivelato nei dettagli il piano che aveva consegnato al governo e che fino ad allora rimasto nel limbo. Mossa «concordata con palazzo Chigi», si erano affrettate a spiegare le solite «autorevoli fonti», ma che in realtà nascondeva una certa insofferenza per il silenzio che fino a quel momento l’aveva accompagnata.  

Accantonata l’idea di un ricalcolo contribuivo delle pensioni più alte, che tanto aveva già fatto discutere, il presidente dell’Inps ha proposto una serie di interventi, riassunti sotto il titolo-slogan «Non per cassa ma per equità», che vanno da un aggiustamento in base all’età delle pensioni più ricche al ricalcolo dei vitalizi dei politici, dal riordino (ovvero il taglio, sopra una certa soglia di reddito) delle prestazioni assistenziali per gli ultra-65enni alla proposta di aiutare gli ultra55enni più poveri. Il tutto tradotto in una vera e propria proposta di legge che subito ha fatto imbestialire mezzo Parlamento, che in questo modo si è visto esautorato. Proposta bocciata in pieno sia da Renzi che dal ministro Poletti, perché giudicata nel complesso troppo onerosa. «Così si mettono le mani nel portafoglio di milioni di italiani», aveva commentato il ministro del Lavoro, che aveva classificato come «un contributo utile, ma non realizzabile adesso» la proposta di Boeri che ancora una volta l’aveva palesemente scavalcato.  

Boeri, in realtà, qualche punto a suo favore l’ha messo a segno, visto che ad esempio sulla povertà molte sue proposte sono state recepite dalla legge di stabilità. E l’affondo di lunedì sulle pensioni future degli under 40? Disegna un’Italia diseguale, con le nuove generazioni, figlie del precariato e del lavoro sempre più spezzettato, costrette a lavorare all’infinito e con stipendi spesso molto miseri che poi un domani si tradurranno in pensioni altrettanto misere. E’ il tema dell’equità che riemerge, in questo caso tra le generazioni, del conflitto di interessi vecchi/giovani: è per questo che secondo Boeri bisogna intervenire sugli assegni più ricchi, per disporre delle risorse necessarie a garantire un futuro sereno anche ai più giovani. In pratica si tratta di evitare che i padri prosciughino tutto a scapito dei figli. Una sfida quasi impervia da affrontare, ma pare che questa volta l’affondo di Boeri sia stato ben accolto a palazzo Chigi. Vedremo poi se si tradurrà o meno in qualche iniziatica concreta del governo.  

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domenica 17 novembre 2013

Inps : Bonus e Agevolazioni per Disoccupati


Bonus e agevolazioni per disoccupati: tutto quello che c’è da sapere

Finalmente in vigore le nuove agevolazioni per l’assunzione dei disoccupati, 
ecco come funziona e come farne richiesta

È attualmente in vigore una importante agevolazione che permette alle imprese di poter assumere delle persone disoccupate con il vantaggio di una riduzione del 50% della spesa contributiva previdenziale. Un significativo bonus che nelle intenzioni del legislatore dovrebbe indurre i datori di lavoro a inserire nei propri organici aziendali un numero crescente di giovani privi di un’occupazione. Ecco tutto quello che c’è da sapere su questo beneficio!

Chi può avere accesso alle agevolazioni

Come già anticipato, può avere accesso alle assunzioni agevolate tutti i datori di lavoro che sceglieranno di assumere, all’interno delle proprie strutture organizzative:

uomini o donne con almeno cinquant’anni di età e “disoccupati da oltre dodici mesi”; donne di qualsiasi età, residenti in aree svantaggiate e “prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi”; donne di qualsiasi età, con una professione o di un settore economico caratterizzati da un’accentuata disparità occupazionale di genere e “prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi”; donne di qualsiasi età, ovunque residenti e “prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi”. I contratti agevolabili

Il vantaggio predisposto dalla l. 92/2012 consiste nella riduzione della spesa contributiva, ovvero nella spesa che il datore di lavoro sostiene ogni mese per pagare all’Inps i contributi pensionistici e previdenziali del proprio dipendente.

In proposito, si noti come la riduzione della spesa contributiva operi per tutte le principali forme di relazione lavorative, ovvero:

contratto a tempo indeterminato contratto a tempo determinato trasformazioni di contratto a tempo determinato in tempo indeterminato contratto di lavoro part time assunzione a scopo di somministrazione contratto per soci di cooperative La durata delle agevolazioni

La durata delle agevolazioni dipende fondamentalmente dal tipo di contratto che si desidera attivare. Pertanto, l’agevolazione avrà una durata pari a 18 mesi per le assunzioni mediante contratto a tempo indeterminato, mentre sarà limitata a 12 mesi per quanto invece attiene le assunzioni con contratto a tempo determinato.

Come richiedere l’agevolazione

Richiedere l’agevolazione è molto semplice. Il datore di lavoro non dovrà fare nient’altro che collegarsi sul sito internet dell’Inps e, di seguito, scaricare e inviare il modulo a disposizione presso il c.d. “Cassetto previdenziale Aziende”. Il modulo dovrà essere inviato prima dell’invio della denuncia contributiva: tale successivo modulo dovrà infatti indicare e contenere la contribuzione agevolata.

Richiedere chiarimenti

Per domandare chiarimenti vi consigliamo di contattare l’Inps attraverso il call center 803 164 o – in alternativa – trovando la sede Inps più vicina a questo specifico collegamento.
qui
http://www.inps.it/AgendaSedi/?bi=14&link=Le+sedi%3Cbr+%2f%3E+INPS

http://www.inps.it/portale/default.aspx


Bonus assunzioni per giovani disoccupati

L’Inps ha diramato una serie di utili informazioni per facilitare la richiesta e l’ottenimento del bonus assunzioni per giovani disoccupati under 30.

Da diverso tempo è disponibile il bonus assunzioni per giovani disoccupati che non abbiano superato i 30 anni di età. La procedura di richiesta e di ottenimento è relativamente semplice, e negli ultimi giorni l’Inps ha diramato del materiale informativo piuttosto esplicativo.

Bonus assunzioni: cosa fare per richiederlo

Per richiedere il bonus assunzioni per giovani disoccupati è innanzitutto necessario procedere a collegarsi al portale ufficiale dell’Inps e, di qui, dirigersi presso i Servizi online. A questo punto bisognerà recarsi nella pagina dei servizi suddivisi “Per tipologia di utente” e, quindi, “Aziende, consulenti e professionisti”.

Ancora, sarà necessario recarsi nella sotto sezione dedicata alle sole aziende e ai consulenti e, pertanto, inserire il codice fiscale e il Pin. Infine, cliccate su “dichiarazioni di responsabilità del contribuente”. Se non siete in possesso del codice Pin, potete farne richiesta attraverso lo stesso portale dell’ente.

Bonus assunzioni: cosa è e chi riguarda

Secondo quanto precisato dall’Inps, il bonus riguarda tutti i giovani fino a 29 anni di età, che siano inseriti all’interno di un percorso di assunzione a tempo indeterminato. Oltre ai requisiti anagrafici, è inoltre necessario che i giovani under 30 siano privi di un regolare impiego da almeno sei mesi. L’incentivo economico è pari a un terzo della retribuzione percepita dal giovane, con un tetto massimo di 650 euro. La durata dell’incentivo è pari a 18 mesi, ridotti a 12 mesi in caso di trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto a termine.

riferimento qui : http://www.inps.it/portale/default.aspx?iMenu=1&iNodo=7660

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E' POSSIBILE INSERIRE IL PROPRIO ANNUNCIO
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martedì 17 settembre 2013

SERVIZI per CASA e PERSONE





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La nostra impresa di pulizie e' formata da una squadra che ha come obbiettivo comune di rispondere alle esigenze del cliente, dando un servizio il più completo ed efficace possibile.


Tramite la nostra organizzazione interna il nostro personale viene selezionato attentamente con garanzia di assunzione legale e assicurazione INPS - INAIL.


Durante il proprio servizio i membri del nostro gruppo saranno provvisti di tesserini di riconoscimento e personalizzati della ditta.


La nostra impresa opera nei seguenti settori:
- Pulizie civile ( Risanatura generale, pulizia giornaliera di uffici e condomini , Lavaggio vetrine negozi , Servizio pulizia scale e rotazione sacchi ).

OFFRIAMO ANCHE QUESTI SERVIZI
  • Servizio di portierato (anche per sostituzione custodi nel periodo di ferie o assenze varie),
  • IMBIANCATURA.
  • Riparazione TAPPARELLE e piccoli guasti domestici . 
  • Taglio erba ed opere di GIARDINAGGIO.
  • Servizi alla persona : BADANTI e COLF.
  • Affidarsi alla nostra Impresa per questi e altri servizi significa avere la garanzia di un lavoro sicuro e duraturo , vi invitiamo quindi a contattarci telefonicamente al fine di avere una visita dei nostri incaricati che Vi illustreranno in breve e senza impegno la soluzione di ogni vostro problema.
  • Per ora il nostro servizio copre solo l' area di MILANO e Provincia.
  • In attesa di un Vostro gradito cenno di riscontro sperando positivo con l'occasione porgo distinti saluti

  • PER CONTATTO :

    Titolare : 3204035850 - 3772728179  
     email : bianca14@hotmail.it

    Selezione del personale : 3474433968

    Supervisore Lavori : 3474433968 
  • email : cipiri2008@hotmail.it

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domenica 25 agosto 2013

SERVIZI per CASA e PERSONE




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La nostra impresa di pulizie e' formata da una squadra che ha come obbiettivo comune di rispondere alle esigenze del cliente, dando un servizio il più completo ed efficace possibile.


Tramite la nostra organizzazione interna il nostro personale viene selezionato attentamente con garanzia di assunzione legale e assicurazione INPS - INAIL.


Durante il proprio servizio i membri del nostro gruppo saranno provvisti di tesserini di riconoscimento e personalizzati della ditta.


La nostra impresa opera nei seguenti settori:
-Pulizie civile ( Risanatura generale, pulizia giornaliera di uffici e condomini , servizio pattumiera e rotazione sacchi ).

OFFRIAMO ANCHE QUESTI SERVIZI
  • Servizio di portierato (anche per sostituzione custodi nel periodo di ferie o assenze varie),
  • IMBIANCATURA.
  • Riparazione TAPPARELLE e piccoli guasti domestici . 
  • Taglio erba ed opere di GIARDINAGGIO.
  • Servizi alla persona : BADANTI e COLF.
  • Affidarsi alla nostra Impresa per questi e altri servizi significa avere la garanzia di un lavoro sicuro e duraturo , vi invitiamo quindi a contattarci telefonicamente al fine di avere una visita dei nostri incaricati che Vi illustreranno in breve e senza impegno la soluzione di ogni vostro problema.
  • Per ora il nostro servizio copre solo l' area di MILANO e Provincia.
  • In attesa di un Vostro gradito cenno di riscontro sperando positivo con l'occasione porgo distinti saluti
  • PER CONTATTO TEL:3474433968
  • email : cipiri2008@hotmail.it

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giovedì 1 agosto 2013

Incentivi Assuzioni Donne e Over 50


Con le istruzioni INPS sono stati resi operativi i gli incentivi per le assunzioni delle seguenti categorie di lavoratori:

Documenti per chiarimento sull'incentivo per l'assunzione di donne e over 50 Nella circolare INPS sono fornite le istruzioni per usufruire dell'incentivo per l'assunzione di donne e over 50. Il messaggio successivo offre approfondimenti sulla figura delle donne prive di impiego regolarmente retribuito tra le destinatarie dell'incentivo.

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Incentivi assunzione donne e over 50 chiarimenti inps 
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uomini o donne con almeno 50 anni e disoccupati fa oltre 12 mesi; donne di qualsiasi età residente in aree svantaggiate e prive di un impiego regolarmente retribuito dal almeno 6 mesi; donne di qualsiasi età ovunque residenti e prive di un impiego regolarmente retribuito dal almeno 24 mesi.
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Messaggio inps istruzione operative bonus fornero donne e over 50 
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Il beneficio è ancora precluso per la categorie delle donne di qualsiasi età appartenenti ad un settore economico caratterizzato da un'accentuata disparità occupazionale di genere e prive di un impiego regolarmente retribuito dal almeno 6 mesi. Per tale categoria di beneficiari dell'incentivo si resta in attesa del decreto ministeriale che chiarisca i parametri per la determinazione delle disparità.

Incentivo per donne prove di impiego regolarmente retribuito Per l'attivazione dell'incentivo è stato necessario l'intervento del ministero del lavoro con la circolare n. 34 del 25 luglio 2013 che ha chiarito la definizione di persona priva di impiego regolarmente retribuito: I soggetti da includere in questa categoria sono:

coloro che non hanno svolto un'attività lavorativa in forma subordinata di una durata pari o superiore a sei mesi coloro che non hanno svolto un'attività lavorativa in forma autonoma dalla quale derivi un reddito pari o superiore al minimo personale annuale escluso da imposizione fiscale (8.000 € per i co.co.pro e 4800 per gli autonomi).

Come richiedere l'incentivo per l'assunzione L'INPS ha precisato che a partire dal 30 luglio sarà reso disponibile all'interno del cassetto previdenziale il modulo 92/2012 per la comunicazione telematica finalizzata alla fruizione dell'incentivo.

Tutti i chiarimenti operativi sono stati inseriti nella circolare INPS 111/2013 comprensiva.





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